
A Maggio si consumerà uno degli appuntamenti più attesi di quest’annata videoludica, ossia l’approdo sui nostri scaffali di Max Payne 3. Un titolo ampiamente atteso dai tanti che, a suo tempo, seguirono le vicende di questo cupo protagonista. In questo scritto cercheremo brevemente di riportare le nostre sensazioni a seguito di una fugace prova su strada alla quale ci siamo sottoposti qualche tempo fa.
Impressioni che travalicheranno, probabilmente, i crudi dati, a cui peraltro non abbiamo avuto accesso. Quel che c’interessa maggiormente far filtrare è l’atmosfera che siamo riusciti a cogliere, quello che gli anglofoni chiamerebbero mood. Consci del fatto che quel Max Payne è altra cosa rispetto a quello che ci accingiamo a giocare a mesi, siamo comunque fiduciosi per un titolo che ha mostrato già un certo spessore.
Nella demo che abbiamo avuto modo di testare, seppur indirettamente, l’azione ha preso piede in quel di New York. L’aspetto che, in un primo momento, ci ha maggiormente colpito è senza dubbio rappresentato dai dettagli. In questo, Max Payne 3 è a tutti gli effetti una produzione Rockstar Games. L’edificio cadente all’interno del quale si trova il nostro protagonista in queste prime fasi è curato nei minimi dettagli.
Continua a leggere: Max Payne 3: qualche impressione dalla demo
Con il lancio di iOS 5 Apple ha avvicinato sempre di più i propri dispositivi al mondo dei videogiochi aggiungendo in particolare una funzionalità che mette in stretta concorrenza iPad e iPhone con le prossime console da gioco di Sony e Nintendo.
Stiamo parlando di AirPlay, la nuova tecnologia che permette di sfruttare AppleTV per lo streaming video in Wi-Fi da iPad, iPod Touch e iPhone a un televisore. Se con i precedenti firmware di iOS potevamo sfruttare tale funzionalità solo per inviare su TV video, immagini e musica, ora grazie al processore A5 di iPad 2 e iPhone 4S con AirPlay Mirroring possiamo addirittura duplicare lo schermo e vedere in 720p sul televisore tutto quello che accade sui nostri dispositivi.
Oltre alla semplice duplicazione dello schermo per poter giocare con un visuale più ampia i giochi, gli sviluppatori stanno sempre più impegnandosi nello sfruttare tale funzionalità all’interno dei propri titoli. Al momento sono presenti solo 3 videogiochi su App Store che sfruttano nativamente la tecnologia AirPlay e il risultato è decisamente ottimo. iPad e iPhone 4S sono utilizzati come menù e controller, mentre sul televisore viene proiettato il gioco vero e proprio. Avete presente il controller di Wii U e il Remote Play di PS Vita? Bene, sappiate allora che anche Apple ci sta arrivando e il nostro video esclusivo allegato al post non fa altro che dimostrare l’efficacia della funzionalità AirPlay.
Lasciandovi al filmato, trovate di seguito i link per il download via App Store dei tre titoli mostrati nella video dimostrazione:
- Real Racing 2 HD (iPad, iPad 2 - 5,49€)
- Sky Gamblers: Rise Of Glory (Universale - 3,99€)
- MetalStorm: Wingman (Universale - gratuita)
Giorno 15 settembre si è tenuto, presso le Officine Stendhal di Milano, l’incontro con Dan Greenawalt, boss di Turn 10. L’occasione, chiaramente, è stata quella della presentazione di Forza Motorsport 4, atteso titolo automobilistico in uscita il 14 ottobre in esclusiva su Xbox 360. Ci abbiamo messo poco, all’interno della bella cornice, a comprendere quanto questa presentazione sarebbe stata diversa dalle altre. No, niente giochi di fuoco e saltimbanchi, ma nell’aria si respirava un’aria diversa.
Tutto ci è stato chiaro non appena Greenawalt ha preso la parola. Premesso che già dall’introduzione alla sua persona abbiamo cominciato a porci qualche domanda, tipo: “cosa ci fa lì un laureato in Teologie comparate?!“. Voglio dire, non che la cosa mi stupisse oltremodo, né tantomeno mi dispiacesse. Solo che certe “anomalie” tendono a destare sempre un’insolita curiosità. Poi ha cominciato a parlare, e lì abbiamo capito tutto (o quasi…).
Quello del capoccia di Turn 10 non è stato il solito lungo elenco di cosa si può trovare e di cosa non si può trovare in un gioco. Non si è limitato a discutere dei tempi in cui il game design era solo un sogno di quattro sgangherati ragazzini, né di quanto i dati inducono a sperare che i giocatori apprezzeranno questa specifica implementazione anziché un’altra. Il taglio del suo intervento è andato oltre, accattivandosi la simpatia di buona parte della stampa presente (la nostra di sicuro) e calamitando su di sé l’attenzione. Un discreto retore, insomma.
Continua a leggere: Forza Motorsport 4: Dan Greenawalt presenta il gioco a Milano

Ci sono quattro appuntamenti che gli amanti di calcio e videogiochi aspettano in questo periodo: l’inizio del campionato, l’arrivo di giochi come FIFA e PES, più quello di Football Manager, grazie al quale dare ampio sfogo alle proprie abilità di manager piuttosto che di calciatore.
In Italia poi, dove ognuno di noi di secondo mestiere fa l’allenatore, una serie come quella sviluppata da Sports Interactive è storicamente apprezzata a dovere, e può godere su una folta schiera di fan che venera religiosamente la fatica di Miles Jacobson e soci. La storia di Football Manager del resto si perde nel corso degli anni, passati dal team di sviluppo a migliorare il proprio prodotto di edizione in edizione, a volte introducendo svolte epocali, altre volte risultando un po’ meno ispirati ma comunque sempre inseriti nell’ottica di un percorso di miglioramento costantemente richiesto dalla numerosa comunità di giocatori.
Nel caso specifico, FM 2012 è stato presentato sin dai primi momenti come un qualcosa di superiore a un semplice data disk aggiornato al 2011/2012, all’interno del quale SIGames ha apportato tutta una serie di migliorie in larga parte degli aspetti di gioco: noi di Gamesblog ovviamente non ci siamo fatti mancare la possibilità di toccare con mano queste novità, in attesa che FM 2012 arrivi il prossimo 21 ottobre su PC e Mac, dove potrà giocarselo a questo punto anche Gasperini. E chissà che non metta Pazzini in campo.

C’era una volta Winning Eleven, per anni e anni re incontrastato delle simulazioni calcistiche su PlayStation e PlayStation 2. E c’era una volta FIFA, costretto a rincorrere edizione dopo edizione per cercare di mantenersi a galla nei confronti della serie targata Konami. Un trend ritenuto abituale almeno fino a qualche tempo fa, quando con l’avvento della nuova generazione di console si è avviato l’inesorabile processo che ha portato le due serie a scambiare i propri ruoli, soprattutto (ma non solo) con le ultimissime edizioni uscite a fine 2010.
Probabilmente mai come quest’anno quindi, ci ritroviamo nella situazione in cui FIFA 12 parte in netto vantaggio rispetto alla concorrenza, forte del suo predecessore e della credibilità guadagnata dal team EA Sports di Vancouver nel corso degli ultimi anni grazie al duro lavoro svolto. PES 2012 è invece chiamato a confermare quanto di buono visto nel suo capitolo precedente, arrivato un anno fa a raddrizzare la strada piuttosto tortuosa intrapresa in precedenza da Konami, che sembra essersi data comunque una scrollata dopo aver passato qualche anno d’indecisione.
Vista l’attesa nei confronti di questi due titoli, pur rimandando il giudizio definitivo alla loro uscita sul mercato, anche noi di Gamesblog abbiamo deciso di pubblicare le nostre impressioni sulle versioni demo pubblicate in questi giorni: seguiteci dopo il break.
Continua a leggere: FIFA 12 e PES 2012: impressioni dalle demo
Come ormai molti di voi (tranne i possessori della sola Xbox 360), anche qui su Gamesblog abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla prima demo di PES 2012, pubblicata da Konami per dare un antipasto di quella che sarà la versione finale del gioco. Prima di lanciarsi a trarre conclusioni troppo affrettate, è bene ricordare che questa demo si basa su una versione preview di PES 2012, e pertanto anche nella seconda demo che arriverà a metà settembre sarà possibile riscontrare delle differenze.
Cosa possiamo dire allora di questo PES 2012? Prima di tutto è da apprezzare il ritorno degli allenamenti con obiettivi, scomparsi da qualche tempo nelle passate edizioni, ma da molti (giustamente) ritenuti fondamentali per apprendere le basi di gioco e le nuove funzionalità introdotte dagli sviluppatori all’interno del nuovo capitolo della serie Pro Evolution Soccer, arrivata così al suo quindicesimo anno di vita dopo l’uscita di Goal Storm datata 1996.
Visto e considerato che stiamo pur sempre parlando di una simulazione calcistica, l’elemento principale da considerare è come sempre il calcio nudo e crudo, ossia i movimenti e il sudore che stanno dietro ogni azione portata avanti dalla nostra controparte virtuale, composta da 11 marcantoni pronti a trasformare ogni comando del nostro pad in passaggi, tiri e - si spera - gol. Continua dopo il break.
Avatar Kinect è ormai in procinto di essere reso disponibile per tutti i possessori di Xbox 360 e noi di gamesblog.it abbiamo avuto la possibilità di testarlo in anteprima per voi.
Annunciato lo scorso gennaio al CES 2011, Avatar Kinect promette di rivoluzionare l’esperienza “social” tra gli utenti Xbox Live permettendo chat e interazioni di gruppo che sfruttano la nuova tecnologia di riconoscimento dei movimenti della periferica Kinect per emulare tramite avatar le proprie espressioni facciali. Abbiamo pensato che fosse meglio dimostrarvi il tutto mediante una presentazione video, utilizzando direttamente come interlocutore il nostro avatar, in modo da rendere più chiaro il funzionamento di Avatar Kinect.
Lasciandovi al nostro filmato presente dopo la pausa, ricordiamo che Avatar Kinect sarà disponibile al pubblico probabilmente dal 27 luglio come gadget per Kinect Fun Labs e sarà gratuito per gli utenti Xbox Live Gold.
[Aggiornamento] Major Nelson ha annunciato attraverso il proprio blog che Avatar Kinect è già disponibile al download. Buon divertimento!
Continua a leggere: Avatar Kinect provato in anteprima in un nostro video dimostrativo
Che la saga di Gears of War sia legata a doppio filo al destino di Xbox 360 non è l’opinione più o meno convinta del giornalista videoludico di turno, ma un dato di fatto, una certezza incontrovertibile manifestatasi a più riprese nel corso di questi anni: se il primo capitolo ha segnato indelebilmente questa generazione strappando la console verdecrociata di Microsoft al triste destino del suo diretto antenato, l’attesa per l’uscita del secondo episodio della serie ha infiammato milioni di appassionati favorendo il successo commerciale dell’intera piattaforma e, paradossalmente, di quelle concorrenti (ogni riferimento ad Uncharted è puramente casuale).
Sorretta da una struttura narrativa dannatamente azzeccata, da una giocabilità godibile in ogni sua forma e da un comparto grafico a dir poco eccelso, l’avventura videoludica di quel carro armato umano che risponde al nome di Marcus Fenix ha però subito una pericolosa battuta d’arresto quando, con la pubblicazione di Gears of War 2, ha proposto all’utenza un netcode bucherellato come il sottosuolo del pianeta Sera e, di conseguenza, un modulo multigiocatore asfittico e singhiozzante.
Consapevoli degli enormi sbagli compiuti in tal senso, quindi, Cliff Bleszinski e il gruppo di sviluppatori affidatogli da Epic Games approfittano di questa fase di beta test per mostrarci quali e quanti cambiamenti hanno apportato (si spera in positivo) alla struttura di gioco in Rete del prossimo capitolo della saga di Gears of War: cogliendo al volo quest’occasione, perciò, cerchiamo di capire con questo speciale se le promesse fatteci in questi mesi da CliffyB sono state o meno mantenute.
Continua a leggere: Gears of War 3: considerazioni sulla beta multiplayer
Stagione ricca quella che ci accingiamo a vivere su PSP, con una Square Enix impegnata su più fronti con ben tre titoli che arricchiranno la softeca della piccola console di Sony durante la primavera che è oramai alle porte.
Chiaramente ci riferiamo a due brand storici nell’ambito di questo settore, dai quali la compagnia giapponese ha tratto ben tre nuovi titoli, tutti piuttosto attesi e su cui svariate tipologie di appassionati nutrono diverse speranze.
D’altro canto, come rimanere totalmente indifferenti a titoli come Parasite Eve: The Third Birthday, Dissidia Final Fantasy: Duodecim 012 e Tactics Ogre? Quello di seguito proposto altro non è che un breve resoconto, tutt’altro che approfondito e senza dubbio poco esaustivo, della prova a cui abbiamo avuto il piacere di sottoporre il titoli sopra menzionati.
The Third Birthday, Tactics Ogre e Dissidia Final Fantasy Duodecim



E’ un pomeriggio uggioso quello che si staglia sulla seppur suggestiva vista di Milano, dall’alto del trentunesimo piano del rinomato Grattacielo Pirelli. E’ in questa cornice che si svolge la bella presentazione del nuovo Xperia Play di Sony Ericsson, dispositivo su cui noi di Gamesblog non potevamo certo glissare. Il motivo è presto detto: questo smartphone punta a fare breccia anzitutto per la sua vocazione apertamente rivolta al gaming.
Noi eravamo lì, in attesa di capire qualcosa in più riguardo la proposta che ci verrà data in pasto a breve, pronti a tuffarci nella madre di tutte le prove, ossia quella su strada. Come sempre in questi casi, la tempistica e le condizioni non rendono agevole qualsivoglia approfondimento degno di tale nome - posto che, in certi contesti, anche dei tempi un po’ più dilatati non offrirebbero chissà quale materiale per una disamina realmente oggettiva.
Tuttavia, quel che abbiamo avuto modo di vedere ci ha mostrato quanto serve per approntare un breve resoconto a livello vagamente prestazionale. E’ chiaro che, per ovvi motivi, da questa parte si sia preferito soffermarsi sull’aspetto ludico di questo nuovo prodotto, che pur costituendo la componente di maggior rilievo, non è certo l’unica. Qualora intendiate approfondire meglio altri aspetti, quindi, vi rimandiamo all’anteprima parallela dei nostri cugini di Mobileblog.
Continua a leggere: Sony Ericsson Xperia Play: resoconto della presentazione italiana a Milano