
Gli amanti dei giochi del genere di Wrecked: Revenge Revisited sanno sicuramente quali altissimi livelli possa arrivare a toccare il grado di divertimento offerto da essi: la possibilità di darsele di santa ragione coi propri amici ha decretato nel corso degli anni il successo di diversi titoli di guida con sparatutto incorporato, anche nei casi in cui questi non dimostravano di brillare per la loro qualità.
Per avere qualche esempio dei più grandi successi, è facile andare con la memoria agli episodi dell’indimenticabile serie Micromachines, ma anche ad altri videogiochi del passato come Re-Volt e (andando ancora più indietro nel tempo) all’indimenticabile ATR su Amiga. Arrivata proprio in questi giorni sotto forma di download digitale per PlayStation 3 e Xbox 360 attraverso i rispettivi canali di distribuzione, la fatica di Supersonic prova a riportare sui nostri schermi delle meccaniche sicuramente collaudate, con la speranza di dare un buon sequel a Mashed, titolo avvistato nel 2004.
L’esperienza per riuscire a centrare l’obiettivo del resto c’è tutta, vista l’esperienza accumulata da parte del team anche su Micromachines V4: ce l’avranno fatta? Non ci resta che scoprirlo dopo il salto.
Continua a leggere: Wrecked – Revenge Revisited: la recensione
Dopo l’acclamato successo ottenuto su piattaforma PlayStation 3, Sony ha pensato bene di portare la famosa serie Uncharted sulla nuova portatile PS Vita cercando di esordire con un titolo d’effetto per il lancio della console.
Sviluppato dal team interno Sony Bend Studios, Uncharted: L’Abisso d’Oro eredita dai “fratelli maggiori” le stesse meccaniche di gioco casalinghe riproposte in versione portatile con l’ausilio di nuove funzionalità, possibili grazie alle notevoli prestazioni tecniche di PlayStation Vita. La nuova avvenutra di Nathan e compagni si propone quindi in una versione ridotta, ma solo per quanto riguarda le dimensioni della macchina sui cui viene “raccontata” dal momento che Naughty Dog ha costantemente supervisionato il progetto per mantenere ciò che di buono è stato fatto in tre capitoli per PS3.
La domanda che sorge spontanea è però solamente una: saranno riusciti gli sviluppatori a mantenere uno standard qualitativo degno della serie? Se volete proprio scoprirlo, dopo la pausa vi forniamo le nostre impressioni a riguardo.
Continua a leggere: Uncharted: L'Abisso d'Oro - la recensione
Evolutosi parallelamente agli ultimi due capitoli “maggiori” per permettere agli sviluppatori di EA Canada di amalgamare nella struttura di gioco gli innumerevoli elementi grafici, fisici e tecnici introdotti nelle loro ultime simulazioni calcistiche, il progetto del nuovo FIFA Street per console ad alta definizione è giunto finalmente nella sua fase conclusiva e, così facendo, s’appresta ad entrare di prepotenza nelle case degli appassionati di mezzo mondo.
Abbandonati gli orpelli scenici che hanno contraddistinto l’ultimo episodio con giocatori in stile deformed e mosse alla Holly e Benji, i navigati sviluppatori di Toronto hanno fatto di necessità virtù e, sulla base del lavoro compiuto con SSX, Fight Night e Skate, hanno deciso di reimmaginare la saga mettendo a frutto la loro esperienza per far leva sulle animazioni e sulla profondità dei trick nella speranza di riuscire a trovare la giusta alchimia tra il realismo e l’immediatezza.
Curiosi di sapere fin dove sono riusciti a spingersi i ragazzi di EA Canada? Restate con noi: nella recensione di FIFA Street che vi proporremo quest’oggi cercheremo di illustrarvi i pregi e i difetti di questo atteso titolo legato al calcio a cinque e alle sue mille varianti da strada.
La serie Total War è una di quelle che non ha affatto bisogno di presentazioni: tanto è stato infatti il successo della creatura di Creative Assembly nel corso degli anni, che è praticamente superfluo rimarcare la straordinaria abilità del team di sviluppo nel mantenere sempre alta la qualità col passare dei capitoli e del tempo.
Dall’Antica Roma al Medioevo, da Napoleone al Giappone feudale: una dopo l’altra, ogni nuova incarnazione della serie Total War ha saputo fare breccia nei cuori degli appassionati di strategici in tempo reale, offrendo loro ogni volta ore e ore di divertimento dimostrando anche di sapere cambiare la propria formula, pur rimanendo ancorata ad alcuni canoni di base. Proprio nel Paese del Sol Levante siamo tornati un anno fa con Shogun 2, nuova esperienza di Creative Assembly all’interno dell’ambientazione che già nel 2000 ci aveva calati nella battaglia tra clan, con quello che tra l’altro fu il primissimo capitolo della serie Total War.
Un anno reale e trecento anni virtuali dopo, grazie a La Caduta dei Samurai torniamo nuovamente a visitare il Giappone dei famosi guerrieri muniti di spada, stavolta però per assistere al periodo che portò alla loro fine: arriva infatti proprio il 23 marzo la nuova espansione stand-alone di Total War: Shogun 2, che noi di Gamesblog abbiamo prontamente provato per voi. Per sapere tutto ciò che c’è da sapere, non dovete fare altro che seguirci dopo il break.
Continua a leggere: Total War: Shogun 2 – Il Tramonto dei Samurai: la recensione
Dopo mesi di marketing selvaggio, Capcom ha finalmente fatto uscire Street Fighter X Tekken, primo picchiaduro di nuova concezione pensato per offrire agli appassionati un’esperienza profondamente diversa da quella dei giochi di combattimento tradizionali.
L’incontro di due saghe profondamente diverse tra loro è stato il momento ideale per cercare di dare un taglio netto con quanto offerto agli appassionati del genere fino a questo momento, per offrire qualcosa di mai visto fino ad oggi.
Street Fighter X Tekken è un picchiaduro nato con una filosofia molto diversa da quella classica, visto che si tratta del primo gioco di combattimento pensato avendo in testa un approccio casalingo e non quello classico delle sale giochi mangia-gettoni. Questa visione inedita avrà contribuito a dar vita a qualcosa di memorabile? Continuate a leggere per scoprirlo.
Sono ormai passate alcune settimane dal lancio della PlayStation Vita, e oggi siamo qui per parlarvi in modo approfondito di Ultimate Marvel Vs Capcom 3, conversione dell’omonimo gioco di combattimenti uscito mesi fa sulle console casalinghe. Considerando che stiamo parlando del passaggio verso una macchina da gioco portatile, come sarà venuto il lavoro svolto da Capcom?
Le ottime capacità tecniche della PS Vita non sono un mistero, ma nonostante gli innegabili muscoli, la nuova console Sony sarà riuscita a riprodurre senza sbavature un titolo caratterizzato da una splendida veste grafica e da una fluidità incredibile su schermo?
Al tempo stesso, quanto è andato perso in termini di controllo, nel passaggio dall’arcade stick (o del joypad) ai controlli di una macchina da stringere fra le mani? Capcom sarà riuscita a sfruttare a dovere il touch screen, il touch pad e le altre caratteristiche di Vita? Continuate a leggere per scoprirlo!
Continua a leggere: Ultimate Marvel Vs Capcom 3: la recensione per PS Vita
Lo straordinario percorso narrativo e videoludico intrapreso da BioWare con la serie di Mass Effect è giunto finalmente al suo atto conclusivo: si compie il ciclo di una delle saghe più rappresentative e appassionanti di questa generazione di console e con esso si chiude quello che, per gli addetti al settore e buona parte del “popolo videogiocante”, è considerato uno dei più grandi progetti d’intrattenimento digitale degli ultimi anni.
L’apprensione nutrita in questi mesi dai fan di lungo corso per la mole di novità preannunciate dagli sviluppatori canadesi, unita al traumatico ricordo della problematica evoluzione della proprietà intellettuale di Dragon Age, di certo non ha contribuito a rendere meno opprimente l’attesa per la partenza dell’ultima avventura galattica del comandante Shepard: enigmatico e imperscrutabile quanto il vuoto siderale che divide le stelle osservabili dagli oblò della Normandy, il successo commerciale (e qualitativo) dell’opera ultima di Ray Muzyka e compagni determinerà il corso dell’intero settore nei mesi e negli anni a venire.
Sulle spalle dello Spettro e dell’agente speciale N7 più famoso della Via Lattea grava il peso dell’intera comunità galattica: oltre che per dare risposta alle richieste dei “fratelli del cosmo” colpiti duramente dai Razziatori, la recensione di Mass Effect 3 che vi proporremo quest’oggi cercherà perciò di evidenziare i pregi e i difetti dell’ultima opera fantascientifica dei ragazzi di BioWare.
Tra i titoli di lancio di PS Vita anche Square Enix ha fatto la sua comparsa con Army Corps of Hell. Il gioco in realtà è solo prodotto dalla casa giapponese ed è stato completamente sviluppato dal team Entersphere, il quale è capeggiato da Motoi Okamoto, lo sceneggiatore di Pikmin, noto titolo Nintendo uscito su Game Cube.
Alcuni rimandi a Pikmin sono infatti presenti nelle meccaniche di gioco di Army Corps of Hell anche se l’ambientazione e i personaggi del titolo Square Enix sono tutto l’opposto. L’Inferno è infatti lo scenario di gioco principale dove a farla da padroni sono mostri di ogni tipo e sangue a fiotti, accompagnati da una colonna sonora da veri “figli del metallo”.
Purtroppo però, come spesso succede al lancio di una nuova console, non è tutto oro quel che luccica e Army Corps of Hell, nonostante i buoni propositi, delude un po’ le aspettative. Se volete scoprire di più sul gioco, di seguito vi offriamo le nostre impressioni.

Già disponibile per il mercato americano, Mass Effect 3 sta ottenendo grandi apprezzamenti dalla stampa specializzata mondiale con recensioni che premiano l’ultimo capitolo dell’avventura sci-fi targata Bioware con numerosissimi “perfect score“.
Di seguito vi lasciamo ai voti delle recensioni dei siti di settore più rilevanti, ricordando che Mass Effect 3 approderà nei negozi nostrani per PC, X360 e PS3 il 9 marzo.
Annunciata ormai circa un anno fa sotto il nome in codice di Next Generation Portable, la nuova console portatile Sony è finalmente approdata nei negozi occidentali passando inevitabilmente sotto l’occhio clinico di Gamesblog.it.
Conosciuta anche come PSP2, PlayStation Vita è la nuova incarnazione, o meglio l’evoluzione, della prima console mobile con cui Sony è approdata nel mercato delle portatili anni or sono. Costruita pensando alle esigenze videoludiche del mercato attuale, PS Vita comprende una serie di caratteristiche e funzionalità che offrono nuove esperienze di gioco adattate appositamente per giocatori casual e hardcore.
La perplessità che si insinua nelle menti di molti giocatori è però solamente una: riuscirà PS Vita a farsi largo in un mercato dove la “mobilità” è sempre più dominata da smartphone e tablet di ultima generazione? In questi giorni abbiamo cercato di studiare a fondo la console per rispondere a questa e tante altre domande. Se volete saperne di più seguiteci dopo la pausa