Nintendo Wii U delude GameStop (che intanto pensa ai 269.7 milioni persi)

GameStop

Nintendo Wii U continua a raccogliere pochi consensi non solo presso i consumatori, i cui acquisti sono stati pure schiacciati dalla crisi, ma anche presso i critici e i rivenditori: il prezzo della console, forse un po' troppo alto per le sue specifiche tecniche e per i titoli del lancio, non è affatto vantaggioso e le ultimissime su PlayStation 4, che ha catalizzato l'attenzione dei gamer e della stampa, non promette proprio nulla di buono. Anche quelli di GameStop si sono detti preoccupati e, in parte, delusi.

Nintendo ha sbagliato strategia


Secondo il retailer americano, le vendite si sono rivelate davvero insoddisfacenti, non tanto perché erano state fatte delle previsioni troppo rosee, quanto perché Nintendo non è riuscita a mettere in piedi una buona campagna di marketing. La compagnia - secondo i vertici - "non ha percorso la strada che avrebbe dovuto seguire", e non ha permesso ai consumatori di capire effettivamente tutte le potenzialità offerte dalla home console. Per fortuna, non tutto è perduto: "Abbiamo ancora un processo - ha così concluso l'azienda - su cui dobbiamo perseverare".

Ma la situazione migliorerà


Questa analisi non è sbagliata: il fatto che il GamePad non sia stato apprezzato come ci si aspettava dipenderà senz'altro anche da campagne pubblicitarie poco convincenti. A tutto dovete aggiungere, però, anche l'assenza di giochi degni di un lancio con i fiocchi e i controfiocchi e una già citata crisi, che ha comunque messo in difficoltà tutte le compagnie. La situazione, per fortuna, dovrebbe migliorare, visto che i titoli annunciati sono dei signor giochi, e questo dovrebbe essere indiscutibile, anche tra i refrattari.

Anche per GameStop meno guadagni


Cattive notizie - o meglio: non molto positive - anche per GameStop, che conclude il suo anno fiscale con 8.89 miliardi, 269.7 milioni in meno rispetto all'anno precedente; le ragioni sono presto spiegate: c'è di mezzo non soltanto questo difficile momento economico-finanziario, ma anche il cambio generazionale. Tutto, insomma, dovrebbe sistemarsi verso la fine dell'anno. Non ci resta che incrociare le dita (soprattutto per Big N).

Via | Businesswire

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