
Continuano le discussioni e le polemiche sul già controverso Six Days in Fallujah, futuro titolo di Konami ambientato nella recente guerra in Iraq. A parlare ora sono i soldati veterani della medesima guerra.
Si spera che questo possa sostenere ed incoraggiare maggiormente le truppe, oltre a far crescere l’empatia dei civili verso i propri soldati.
E’ quanto ha sostenuto Kevin Smith, sergente dell’esercito americano al sito G4TV. Il gruppo crede inoltre che il titolo possa aiutare maggiormente le persone a capire quale sia la reale situazione.
via | G4TV
blob84
12 apr 2009 - 12:19 - #1“Il gruppo crede inoltre che il titolo possa aiutare maggiormente le persone a capire quale sia la reale situazione.”
La reale situazione è che sono lì per il petrolio.
nettud
12 apr 2009 - 12:31 - #2blob84
Tu naturalmente ora mi sai fare il nome di una compagnia americana che estrae (rubando) il petrolio dall’iraq o altri esempi pratici di controllo diretto su questo mercato da parte degli USA in Iraq (un controllo così formidabile che abbiamo avuto il tracollo dell’economia americana).
Tu ti rendi conto che sparandole così senza alcun dato possiamo dire anche “gli asini volano”. Non è che per caso hai creduto al primo giornalista fricchettone che hai incontrato? Gli hai concesso davvero per così poco la tua fiducia?
Il vostro amato Presidente Obama lo hai sentito cosa ha detto appena l’altro giorno sulla guerra in Iraq?
L1nk!n
12 apr 2009 - 14:18 - #3Me lo immaginavo…..i soldati sono sempre contenti quando escono videogiochi/film che ricordano le loro battaglie, non si sentono mai offesi, anzi onorati.
Mr Rud
12 apr 2009 - 20:12 - #4allora, innanzitutto vorrei diversificare la motivazione politica della guerra (vedi petrolio, nonostante la crisi e nonostante tutto il resto) e la situazione umana dei soldati che volenti o nolenti si sono trovati in uno scenario veramente estremo e problematico come quello della guerriglia urbana continua: detto in parole povere, blob84, la tua frecciatina secondo me è irrispettosa verso ragazzi che sono morti in combattimento (gente che non voglio ne venerare ne compatire), e che non hanno per nulla approfittato del petrolio (quello se lo stanno spartendo quelli della casabianca). Non dico che il motivo per cui sono morti è onorevole, ma penso che la loro esperienza, valutata obiettivamente e staccata dalle motivazioni politiche generali, meriti di essere riproposta per essere capita e compresa.
blob84
12 apr 2009 - 22:07 - #5nettud
se non sono lì per il petrolio, sono per altri motivi economici non ti preoccupare,
mi dispiace per quei soldati che veramente credono di combattere per qualcosa di grande, come la libertà, invece non è così.
Mr rud, però bisogna anche ricordare quelli che combattono dall’altra parte che non sono sempre i famosi terroristi di Al quaeda al serivizio del più ricercato tra i criminali, ovvero Bin laden e che guarda caso non lo riescono a trovare da 10 anni, la situazione è più complicata di quello che si pensa, non sono i buoni contro i cattivi.
Mr Rud
14 apr 2009 - 16:12 - #6certamente, non dico che il gioco offre una panoramica completa della questione (impossibile, ne potremmo parlare per ore e ore), però non m va giù che i soldati siano considerati alla stregua di criminali che hanno gridato alla “guerra preventiva” con il pretesto di assicurarsi la scorta di combustibile fossile; alle fine quelle persone stanno eseguendo gli ordini ricevuti e, benchè il loro scopo non sia lodevole, bisogna comunque considerare che sotto le uniformi ci sono delle persone, indipendentemente dal politicaly correct (che in questi giochi non viene MAI comunque considerato).