
Non che sia una grande sorpresa, ma Koei ha fatto sapere che solo l’8% delle vendite relative ai propri giochi viene fatto registrare fuori dal Giappone. Una delle case con lo stile più “nipponico” che siano mai esistite, Koei sviluppa titoli come Dynasty Warriors, Romance of the Three Kingdoms, Samurai Warriors o Crimson Sea.
Ma è in buona compagnia: Tecmo vende il 90% dei suoi giochi in patria, e Square Enix l’86%. Sinceramente in questi due ultimi casi non ce l’aspettavamo, visto il successo planetario di marchi come Dead or Alive, Ninja Gaiden e, soprattutto, Final Fantasy.
Yasuhide Kobayashi di Sony Japan Studio commenta questi dati con un po’ di amarezza e preoccupazione per il futuro: «il mercato giapponese si sta restringendo, e le aziende devono sviluppare titoli globali per riuscire a sopravvivere».
via | Joystiq
-_-
20 set 2009 - 15:42 - #1“Sinceramente in questi due ultimi casi non ce l’aspettavamo”
a me sembra normalissimo invece! voglio dire, della Square Enix vengono pubblicati (in Europa) un milionesimo dei giochi che produce e pubblica solo in Giappone! è ovvio che poi i dati sono questi!
Pimpadin
20 set 2009 - 16:03 - #2Square produce tonnellate di giochi che non usciranno mai dal Giappone.
Basta andare in una salagiochi di Tokyo o in un loro Store per capire quanto larga sia la fetta di giochi assolutamente Jappi (tematiche, meccaniche ecc…) che fanno letteralmente impazzire gli abitanti del Sol Levante mentre a noi occidentali, nel migliore dei casi, fanno sollevare un sopracciglio…
Considerando il fatturato internazionale di Square-Enix, comunque, il fatto che l’86% degli introiti totali arrivi dal Giappone direi che questa “localizzazione” paga.
AbsoluT_92
20 set 2009 - 16:23 - #3hanno ragione i primi 2, basta leggere le nuove uscite o le classifiche jap per rendersi conto quanti giochi JAP qua nemmeno esistono.
allo stesso modo i produttori di giochi fps, tps ecc. fanno il 90 % di introiti al di fuori del giappone.
YuSuKe
20 set 2009 - 16:34 - #4Peggio per loro che spesso snobbano l’occidente.
Darkslayer Z
20 set 2009 - 16:41 - #5Dati molto prevedibili… Moltissimi giochi non escono dalla patria, penso al picchiaduro 2D di hokuto no ken o a sengoku basara x, a casi più “recenti” quale yakuza 3.
Molte volte si tratta addirittura di giochi interessanti, come il simulatore di “bullo” giapponese (non mi viene il titolo), e dispiace che ci sia questa barrirera tra “roba occidentale” e “roba orientale”… ora alcune case di produzione giapponesi hanno fatto sapere che svilupperanno titoli con atmosfere e personaggi “occidentali” che possano risultare piacevoli anche ad un pubblico “occidentale”. ma secondo me è sbagliato… risulterebbero parodie dei giochi che abbiamo qui.
L’unica mossa da fare è di portare questi giochi orientali da noi e pubblicizzarli come dio comanda.
Darkslayer Z
20 set 2009 - 16:44 - #6E lo dico da grandissimo fan di Samurai Warriors (e Dynasty Warriors in seconda posizione)… quanto mi piacciono questi giochi!!!!
Dragonforce88
20 set 2009 - 17:18 - #7chi sa cosa farà ff13 e NGS2…
MastrodiGioco
20 set 2009 - 17:37 - #8(Mi delurko)
Dovete considerare i costi però. Far uscire un gioco dal Giappone significa localizzarlo. Ipoteticamente il primo passo è localizzarlo in inglese (Usa e UK) e questo significa pagare dei traduttori giapponese-inglese, che non costano poco, soprattutto se si vuole una localizzazione con un livello minimo di qualità. E per tradurre dal giapponese bisogna essere bravi, e non credo che i giapponesi si accontenterebbero di gente che deve ancora laurearsi e traduce per pagarsi la birra al pub.
Poi la traduzione significa altro lavoro di revisione e testing, cose per cui bisogna pagare altra gente. Dopodiché bisogna commercializzarlo (packaging, marketing ecc.); altri costi che lievitano.
Tutto questo a fronte di un gioco che rischia di non essere comprato se non da quei pochi che amano il genere. In pratica: rischio di poco o nessun ritorno economico.
A meno che poi non lo vogliate localizzato anche in italiano (e francese, tedesco, spagnolo…) e allora sì che il prezzo sale.
Le software house si fanno questi conti e, finché il rischio di non vendere abbastanza sarà maggiore dei guadagni ottenuti in Giappone, questi giochi non li vedremo mai qui da noi.
Just my two cents.
YuSuKe
20 set 2009 - 18:43 - #9Sì, i costi di produzione ci stanno. Ma se traduci un gioco in inglese, poi quel gioco venderà negli USA, Canada, Inghilterra, Australia e tutti i paesi in cui si parla inglese o comunque è una lingua diffusa. Con una sola localizzazione.
Dragonforce88
20 set 2009 - 19:07 - #10@9 non è detto, basti vedere i jrpg su 360…hanno venduo solo in jap malgrado le numerose localizzazioni.
YuSuKe
20 set 2009 - 19:22 - #11Macché. Lost Odyssey ha venduto più in america da subito, ed era di fattura nipponica. Infinite Undiscovery pure ha venduto di più, però ci ha messo di più per superare. Idem per The Last Remnant.
Fidati, basta fare una localizzazione, un eventuale porting su 360 ed hai una buona fetta di cope vendute tra States e Europa, possono superare senza problemi il Giappone.
Dragonforce88
20 set 2009 - 20:39 - #12ehm nessuno ha raggiunto il milione.
Fidati, basta fare una localizzazione, un eventuale porting su 360
Mi disp, ma visto il target o lo si fa per PS3 o se no il wii.
Guarda SO4 o ToV…
YuSuKe
20 set 2009 - 20:45 - #13Non hai mai pensato che non vendessero perché non meritavano? Ho giocato a entrambi, ed entrambi abbandonati perché annoiato. E io AMO i JRPG.
Vergil1989
20 set 2009 - 21:36 - #14scusa mi sono espresso male: nessun jrpg in questa gen ha raggiunto il milione.
YuSuKe
20 set 2009 - 21:40 - #15Sdoppiamento di personalità o solo di account?
Kato76
20 set 2009 - 23:42 - #16Io penso che molti giochi non vengano tradotti per il fatto che le software house non credono che certe tipologie di giochi abbiano mercato fuori dal giappone piuttosto che i costi di una traduzione scritta.
Quanto mai costera’ un traduttore Giapponese-inglese? 400 copie del gioco? e i doppitaori? altre 1000/2000 copie? Magari per ammortizzare i costi di produzioni piu’ sostanziose a livello di dialoghi (vedi gli JRPG) di copie ce ne vorrano 5000?
No,probabilmente e’ solo una questione di mercati diversi,gusti diversi,come lo e’ per le auto e i cellulari americani che da noi non vedremo mai.
Io mi giocai Ganbare Goemon su Snes completamente in giapponese e senza i mezzi che ci sono ora (guide e, soprattutto internet) quindi alla fine se uno ha voglia di giocare a titoli che non vengono importati se li prende Giappi (se ha una ps3 meglio dato che non c’e’ blocco regionale) e si li gioca lo stesso.
MastrodiGioco
21 set 2009 - 08:19 - #17Kato76
Come ho già detto, non si tratta del solo traduttore. O dei traduttori, vista la quantità di testo degli RPG.
Per localizzare non basta avere un dizionario inglese-giapponese. Ci sono tutti i costi per il controllo qualità, il testing, poi la commercializzazione, la distribuzione e via dicendo. Sono costi a fronte di un rischio. Se le SH ritengono che il gioco non valga la candela, non le commercializzeranno fuori dal Giappone.
E’ facile fare il manager da tastiera, però dall’altra parte del mondo c’è gente che non può permettersi sbagli, non può permettersi di far fallire un’azienda e mandare a casa decine di persone.
Ci sarà un motivo per cui le SH giapponesi fanno quello che fanno, mentre noi siamo qui a scrivere commenti su un blog… e forse è che loro sanno fare il proprio lavoro, noi invece nella vita facciamo altro. Facile giudicare quando non si ha niente da perdere.
YuSuKe
21 set 2009 - 12:53 - #18Ok ma tutto quello che stai dicendo si quantifica in appena 5000 copie da 50 euro l’una. Il motivo c’è, ed è quello stupido patriottismo. Vogliono favorire solo il loro mercato e i loro sviluppatori, perché considerano gli estranei inferiori.
La Xbox potrebbe avere successo anche lì, se non fosse per il vero e proprio boicottaggio da parte dei giapponesi (es.: FFXIII venderà solo su PS3 in Giappone).