Attingendo allo sconfinato patrimonio storico e letterario italiano, dopo lo splendido Assassin’s Creed 2 di Ubisoft un’altra multinazionale dell’industria videoludica subisce il fascino ipnotico del Belpaese: stiamo naturalmente parlando di Electronic Arts e del suo atteso Dante’s Inferno.
Affidato alle amorevoli cure dei ragazzi di Visceral Games (all’attivo le saghe di Dead Space e de Il Padrino), Dante’s Inferno ambisce a riproporre in chiave squisitamente interattiva i luoghi e le anime dannate che il Sommo Poeta fiorentino descrive nella prima cantica della Divina Commedia, intraprendendo così un vero e proprio viaggio negli abissi più reconditi (e spaventosi) dell’animo umano.
Non potendo in alcun modo avvicinarsi anche solo lontanamente al pathos e al tenore narrativo raggiunto da Dante Alighieri nel suo immortale poema, gli sviluppatori della storica sussidiaria statunitense di EA ne hanno perciò reinterpretato liberamente i canti e i versi endecasillabi per regalarci un action che, si spera, non deluderà le aspettative di milioni di appassionati.
Scopriamo assieme, allora, cosa ha davvero da offrirci Dante’s Inferno attraverso questa recensione.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Privata di tutta la rappresentazione allegorica dell’oltretomba cristiano e della visione medioevale del mondo e dell’Europa cattolica del quattordicesimo secolo, l’ultima fatica videoludica di Visceral Games persegue un solo, semplicissimo scopo: quello di dare un minimo senso logico alle azioni che dovremo compiere con (e per) il tritacarne umano che saremo chiamati ad impersonare.
Consci di ciò, inserito il disco nella console diventa leggermente più digeribile il vero e proprio scempio a cui andiamo incontro sin dalle prime battute di gioco, a cominciare dal prologo. Nell’universo “disegnato” dagli ex Redwood Shores, infatti, da illuminato poeta fiorentino Dante diventa un brutale assassino a sangue freddo mandato sul fronte per combattere la Terza Crociata.
Pur dimostrandosi da subito un agile combattente ed un maestro nelle armi lunghe (picche, giavellotti e bastoni), il buon vecchio Dante riceve una pugnalata alle spalle da un nemico avvicinatogli di soppiatto: è a questo punto che lo scaltro crociato si ritrova faccia a faccia con il Tristo Mietitore, che senza indugio alcuno lo condanna all’eterna dannazione per i peccati commessi.
Colto perciò da un’irrefrenabile rabbia per aver scoperto dalla Morte in persona di essere stato un semplice strumento nelle mani della classe politica e del clero corrotto del Vecchio Continente, Dante sfida in duello l’orrendo demone e, sconfiggendolo, gli ruba la falce per intraprendere il lungo e doloroso cammino che lo riporterà a Firenze, tra le braccia di Beatrice.
La scena che gli si para dinanzi agli occhi al ritorno è però tragica: la sua amata è stata uccisa, e la sua anima imprigionata nell’Inferno da Lucifero in persona, che riesce così a consumare nel più crudele dei modi la sua vendetta nei confronti di chi lo ha privato del suo soldato più servizievole (la Morte, appunto). Non tutto, però, è perduto…
Chi è costui che sanza morte
va per lo regno de la morta gente?
Sfruttando i suoi nuovi poteri, e trovando nelle vicinanze un varco per il cerchio più alto dell’Inferno (il Limbo), Dante riesce così a varcare le soglie del “doloroso regno” con lo scopo di strappare la sua adorata dalle grinfie della Bestia. Per riuscirci, naturalmente, potrà fare sfoggio di tutte le tecniche di combattimento apprese negli anni di cavalierato, potendo inoltre contare sulle capacità soprannaturali assorbite dal demone sconfitto in Terra Santa.
Se da un punto di vista narrativo il protagonista di Dante’s Inferno ripercorre stilisticamente gli eroi (solitari e dal doloroso passato) di film come “Il Gladiatore”, “300″ o “Braveheart”, per quanto riguarda invece la giocabilità abbiamo un solo ed unico punto di riferimento, ossia la saga videoludica di God of War.
Nonostante l’introduzione di un’inedito percorso morale da scegliere in base al tipo di “punizione divina” da infliggere al peccatore di turno (Espiazione della pena con la Falce, Redenzione con la Croce), tutta l’impalcatura videoludica di Dante’s Inferno viene sorretta dal lavoro svolto in lunghissimi anni di perfezionamento dai ragazzi di SCEA Santa Monica in God of War.
In mancanza però di una regia capace di imprimere al tutto una spinta evolutiva costruttiva e, soprattutto, un carattere distinguibile da quello del marasma delle produzioni simili, si finisce inevitabilmente con lo storpiare i capolavori del genere, limitandosi a scimmiottarne il passato senza offrire, al giocatore, nulla che valga davvero la pena di essere ricordato negli anni a venire: la differenza tra un God of War e un Dante’s Inferno sta essenzialmente in questo.
L’utilizzo che gli sviluppatori di Visceral Games fanno della telecamera fissa nelle sessioni di gioco ne è un esempio lampante: come ben sanno tutti coloro che lavorano nel campo della computer grafica, serve davvero tanta esperienza (ed uno spiccato senso artistico) per riuscire ad accentuare gli aspetti migliori della propria opera digitale modificando in un modo così netto il punto d’osservazione dello sfondo, prova ne siano gli ambienti di Dante’s Inferno che, seppure di pregevolissima fattura, in più di un’occasione vengono letteralmente brutalizzati da una gestione infima della telecamera (portando addirittura a fastidiosissimi game over multipli nelle fasi in quick time event).
Nonostante l’Inferno disegnato dai ragazzi della sussidiaria di EA, nella sua “versione liscia”, sia un luogo esplorabile esclusivamente in solitaria, sono già stati annunciati diversi contenuti aggiuntivi che andranno ad integrare una componente cooperativa all’attuale campagna in singolo (Virgilio permettendo).
Attraverso l’espansione “Tribolazioni di Santa Lucia”, ad esempio, viene offerta al giocatore la possibilità di creare arene personalizzabili mediante l’aggiunta di creature da affrontare sia con Dante che, volendo, con Santa Lucia.
Data la natura stessa del titolo, però, quella multigiocatore rappresenta e continuerà a rappresentare un’esperienza assolutamente marginale rispetto all’offerta videoludica della componente in singolo (basti pensare all’assenza, in Rete, delle sequenze in QTE, dell’evoluzione del proprio personaggio e delle scelte morali con cui assolvere o punire i peccatori narrati nella Divina Commedia).
La componente grafica di Dante’s Inferno, pur soffrendo degli stessi alti e bassi che ne caratterizzano il lato narrativo, riesce a rappresentare magnificamente i nove spaventosi gironi che saremo chiamati a percorrere per riprenderci la nostra bella. L’esperienza maturata dai ragazzi di Visceral Games con la saga di Dead Space ha sicuramente giovato alla causa, proponendoci così un mondo di gioco pulsante di rabbia e crudeltà. Oltre alla splendida caratterizzazione dei “livelli” e dei nemici maggiori, una citazione a parte meritano gli intermezzi filmati: crudi, disumani, grondanti di dolore e disturbanti quanto basta per poterli tranquillamente giudicare come la parte più riuscita ed ispirata dell’intera produzione.
Nella nostra ipotetica scala di valori, immediatamente dopo i filmati in computer grafica troviamo il comparto sonoro nel suo complesso: il tetro viaggio che intraprenderemo nei panni del crociato Dante ci offrirà uno spaccato d’effetto dell’Inferno e delle anime agonizzanti che saremo chiamati a giudicare. Le grida estranianti dei dannati, gli immensi strapiombi dominati da un silenzio ancestrale e il rauco brontolio dei demoni danno davvero l’impressione di trovarci lì, nel cuore bollente e rabbioso della Terra così com’era concepita nel tardo medioevo.
Pur lodandone il coraggio, ai ragazzi di Visceral Games non possiamo (nè vogliamo) perdonare il modo in cui sono riusciti a stravolgere una delle opere letterarie più incredibili ed appassionanti che siano mai state scritte da mano umana (da qui l’aggettivo di “Divina Commedia”, attribuito da Boccaccio). Un profondo abisso, e non solo narrativo, divide infatti Dante’s Inferno dalla Divina Commedia, ben più di quanto riesca ad esserci tra un kolossal cinematografico ed un film porno dal titolo assonante.
Anche evitando di scomodare nuovamente il Sommo Poeta e concentrandoci esclusivamente sulla componente videoludica, l’ultima creatura della sussidiaria statunitense di Electronic Arts non riesce nemmeno a superare il confronto con la pesantissima eredità storica dei titoli da cui ha attinto quasi tutto il lato interattivo, cominciando proprio da quel God of War che tanto ha dato al genere e che, ancora una volta, rappresenta una vetta qualitativa difficilmente raggiungibile da una concorrenza che, vedasi Dante’s Inferno, si limita a seguirne le orme senza azzardare un minimo accenno di sorpasso.
Cosa ci piace |
Cosa non ci piace |
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napolux
06 feb 2010 - 10:20 - #1Quindi dovendo scegliere tra Dante e Bayonetta meglio il secondo?
perettigiuliano
06 feb 2010 - 10:27 - #2Beh io lo sto provando in demo e devo dir che che mi intriga ma sul fatto della giocabilità è un pò frustante…
p-r-e-s-i-x
06 feb 2010 - 10:54 - #3Che la Divina Commedia sia stata violentata è palese… Dante non era un crociato sanguinario e non è andato all’inferno combattendo e trucidando tutti.
Ma chiunque con un pò di intelligenza capisce che un videogioco ha bisogno di un personaggio di azione ed in questo sono stati molto bravi.
L’inferno è riprodotto perfettamente ed è bello sentire i versi della divina commedia da Virgilio e Dante descrivere i vari gironi.
Per me è un gran gioco!!!
patanfrana
06 feb 2010 - 10:59 - #4Recensione condivisibile o meno, manca un dato fondamentale, che spesso manca in queste disanime quasi unicamente tecniche: è divertente o no?
Perchè ricordiamo che stiamo parlando di un gioco, il cui primo obbiettivo è intrattenere il giocatore e farlo divertire: se si esclude completamente questa componente, si snatura la logica dei videogiochi.
Personalmente, dopo un’oretta di gioco, lo trovato soprattutto divertente da giocare, quindi IMHO è valso il prezzo che l’ho pagato.
Sarà troppo prosaico io, ma questa è la mia prima aspettativa da un videogioco, il resto può esserci o meno.
nico-tra-le-nevi
06 feb 2010 - 11:00 - #5Era palese il risultato di scempio finale, come è palese il fatto che sia copiato di sana pianta da altri giochi d’azione ben più meritevoli.
Se vi accontentate della grafica da URLO ok, altrimenti aspettate e compratevi GOW III!!!
devil88bg
06 feb 2010 - 11:01 - #6Il gioco è noioso. Ma a me proprio il genere non piace…
Dire che la divina commedia è stata violentata è vero…. però non esageriamo… vuole essere un gioco ispirato. Praticamente ne sfrutta i diritti per fare un pò di pubblicità… alla fine c’è un guerriero che guarda caso si chiama Dante, la moglie che guardacaso si chiama Beatrice (e che in realtà non è la moglie di Dante). E un viaggio in un mondo infernale. Qualche bella similitudine, grafica gradevole. Sicuramente piacerà agli appassionati del genere.
dadda1982
06 feb 2010 - 11:14 - #7Anche se è un clone cosa importa?L’importante è che un titolo sia divertente, poi magari Dante’s Inferno non rimarrà nella storia dei videogiochi e non credo neanche che i programmatori avessero questo intento. Nella storia del cinema abbiamo assistito a storpiature di opere letterarie e nessuno ha mai detto niente quindi io non capisco perchè lamentarci su questo fatto. E’ un videogioco prodotto da statunitensi e l’unica cosa che ci si poteva aspettare era qualcosa di veramente esagerato, di non-sense…un’americanata insomma!Voi vi sareste divertiti a impersonare il poeta che per combattere mostri scrive versi?Penso di no…confrontare Dante con Kratos (come mai non si paragona mai Ninja Gaiden, il primo con God of War?) non ha senso. anche se appartengono allo stesso filone. I programmatori stessi avevano “ammesso” di essersi ispirati a God of War e non c’è nulla di male in questo, come in tutti le arti, si cerca sempre di ispirarsi, di prendere le cose migliori da chi è venuto prima di noi e cercare di fare qualcosa di meglio. Puoi riuscirci o meno ma cerchi sempre di fare del tuo meglio….spero in ogni caso che lo convertano su pc così dopo Devil May Cry4 avremmo un’altro buon esponente del genere.
Alezzz
06 feb 2010 - 11:23 - #8La commedia è stata violentata, ora che non ve ne freghi nulla è un altro discorso ma di fatto è così.
MA sicuramente non è quello il punto ne vuole esserlo nella recensione non attacatevi a questa bazzecola per screditarla.
Il gioco è scarso, noioso, ripetitivo e ha tantissime combo, ma può essere tranquillamente terminato spingendo un solo tasto a caso (a parte verso il finale).
Poi ha le sue scelte grafiche ispirate, ha alcuni boss fight interessanti…ma venendo al sodo quanto scritto nella recensione è vero.
Per chi chiedeva: bayonetta è su un altro pianeta rispetto a dante, non è solo “meglio”….potrà non piacere lo stile o si potranno avere stupidi pregiudizi, ma tra grafica ispirazione e giocabilità c’è un abisso.
Fabiooo
06 feb 2010 - 11:30 - #9#1 : meglio il terzo : Darksiders.
Fabiooo
06 feb 2010 - 11:32 - #10#6 : “Il gioco è noioso. Ma a me proprio il genere non piace…” e allora che diavolo commenti a fare? Anche a me non piacciono gli RPG, per cui non li giudico. Che senso ha dire che è noioso se tanto non ti piace il genere? Un commento inutile che potevi e dovevi risparmiarti.
getalife
06 feb 2010 - 11:32 - #11scusate eh….ma cosa deve fregare al videogiocatore che la divina commedia è stata violentata? la mitologia greca non è stata violentata con god of war? o vi ricordate di Omero che narrava di un certo kratos che uccise le 3 parche e guidò la rivolta dei titani contro gli dei dell’olimpo?
che poi il gioco sia un copia e incolla di god of war è un altro discorso, ci sono un sacco di bei titoli in questo periodo quindi per me è da scaffale ma non capisco questa indignazione per l’indirizzo narrativo, come se fosse il primo gioco/film/telefilm a “stuprare” (ispirarsi) ad altre opere o periodi storici…o forse voi pensate che il telefilm di hercules è ripreso pari pari dagli scritti di Omero :-) e che il fladiatore decimo massimo meridio sia realmente esistito…
ladyhawke
06 feb 2010 - 11:35 - #12ma non capisco cosa c’entra il continuo paragone con la divina commedia (l’opera letteraria). Era ovvio che venisse stravolta ai fini videoludici, cosa avreste voluto? il vero Dante? A loro il plauso di aver fatto conoscere la divina commedia all’estero (che non è sconosciuta attenzione, ma certamente un ragazzo di 18 e + anni inglese non ha mai sentito nominare). Però devo dire che sta recensione è scialba……noiosa e le citazioni da wikipedia sono veramente banali. Scusate ma….speravo di leggere qualcosa di meglio
clarus
06 feb 2010 - 11:45 - #13Ma insomma lo consigliate? a me interesserebbe
mammolo74
06 feb 2010 - 11:45 - #14carino, ma mekkanike vekkissime, se GOW 3 è cosi meglio lanciarlo dal balcone….la telecamera fissa come GOW 1 e 2, stessi quicktime, innovazione quasi 0…divertente solo perkè è splatter e disturbante…….ma la storia di Kratos è tutta un altra cosa, speramo che la giocabilita pero sia cambiata in 10 anni -______________- (NON CI CREDO MANCO MORTO) ahuauhuha
mammolo74
06 feb 2010 - 12:06 - #15@akez “terminato con 1 solo pulsante)
grazie giochia normale…..scarso! auhauha io appena l ho preso ho messo subito a DIABOLICO, giocatelo un po e dimmi se ce la fai con 1 pulsate (io ho quasi finito a mentor Ninga gaiden 2) quindi insomma un po di pratica ce l ho con le combo e ti assicuro che a diaboliko spesso te le fa girare, ma cmq si vedeva dalla demo che era semplice a normale, ma quando vedete un gioco che parte troppo seplice alzate la difficolta no? senno che ce la mettono a fare? …asd
alatriste
06 feb 2010 - 12:07 - #16@ 1, Ovviamente Bayonetta!
Comunque, a me DI non piace per nulla, però mi sembra esccessivo dire che è uno stupro alla Divina Commedia. Era palese sin dall’inizio che la trama sarebbe stata una porcata per adolescenti in calore, non ci si poteva aspettare di più…
catdaddy
06 feb 2010 - 12:27 - #17A livello di giocabilità pura, profondità e complessità delle combo, Bayonetta sta ANNI LUCE avanti a questa monnezza.
dadda1982
06 feb 2010 - 12:33 - #18Si dice tanto che God of War è meglio ma da chi ha preso ispirazione?Forse da Devil May Cry come meccaniche di gioco visto quando è uscito (DMC 2001 - God of War 2005). Ora GOF probabilmente è il migliore nel suo genere perchè riesce a bilanciare tutti gli aspetti in modo perfetto ma stare qui sempre a dire che è il meglio è una rottura di scatole…la complessità di Ninja Gaiden, God of War se la sogna ma qualcuno si sogna di dire che è meglio il primo del secondo?Fare i paragoni va bene ma sempre fino a un certo punto e sopratutto un gioco va valutato per quello che è e se diverte. Ora questa recensione francamente è scritta male, non si capisce se il gioco in se è valido o meno, l’unica cosa che viene fuori è che ha stralciato un classico della letteratura italiana, la Divina Commedia. Molte bene, Kratos come giustamente riportato da getalife, ha stralciato i classici greci ma qualcuno ha osato dire qualcosa?Il gioco in se può essere controverso (Dante’s Inferno) ma giudicarlo negativo perchè fa della Divina Commedia un’opera action è una scusa ridicola. Nonostante ho letto tutta l’opera e l’ho apprezzata non disdegno di certo un videogioco visto sotto questo punto di vista. E’ un po’ come se qualcuno giudicasse Inglorius Bastard un film schifoso solo perchè non si attiene a fatti storici. Possiamo fare tutti i confronti che ci pare ma atteniamoci a questo lavoro e giudichiamolo per quello che è. Può piacere o non piacere ed è giusto ma diamo motivazioni serie.
catdaddy
06 feb 2010 - 13:04 - #19Dadda1982: “la complessità di Ninja Gaiden, God of War se la sogna ma qualcuno si sogna di dire che è meglio il primo del secondo?”
Certo, lo dico io. A confronto di Ninja Gaiden, God of War è un giochetto per celebrolesi. Le meccaniche sono infinitamente meno elaborate e profonde. Molto più casual. God of War lo può giocare praticamente chiunque, Ninja Gaiden invece ha un target molto più hardcore. Ecco perché, unitamente allo splendida “presentazione” (intesa come grafica, musica, ambientazione e epicità narrativa) God of War vende molto di più. Ma nel nocciolo, nella pura giocabilità, è il peggiore fra i principali action (NG, DMC, Bayonetta sono tutti anni luce avanti).
DevilNero
06 feb 2010 - 13:25 - #20Quoto Fabiooo
Meglio Darksiders … poi DI e poi Bayotetta LOL
fobita
06 feb 2010 - 13:33 - #21•La violenza letteraria sulla Divina Commedia” - ma questo e’ un pregio!
spleeter
06 feb 2010 - 14:27 - #22@9:ecco sicuramente hai ragione…seppure dante’s inferno non mi dispiaccia avrei preferito lo avessero fatto sullo stile di darksiders un po hack n’ slash e un po action adventure con tutti i gadget da raccogliere per poter andare avanti nel gioco…cioe dante cosi non ha senso sembra quello di 300…dal gioco sembra che la divina commedia l’abbia scritta stephen king…poi sti giochi ti sfondano il pad a furia di pigiare i tasti a caso
-Ryo-
06 feb 2010 - 14:29 - #23E dopo Ezio Auditore e Dante all’Inferno cosa ci propineranno? Il MMOG dell’Orlando Furioso?? :p
Cambia mestiere
06 feb 2010 - 14:33 - #24Non ho mai letto una recensione più inutile di questa. Se quello che vi interessava era fare gli italiani offesi con la puzza sotto il naso per il modo in cui hanno trattato questo ca220 di “capolavoro” che è la divina commedia potevate risparmiarvi pure la fatica di scrivere tutte quelle righe.
E’ anche ridicolo il confronto con GoW, come unico metro di paragone. Se è vero che è ovviamente la fonte di ispirazione primaria (a livello di gameplay) è ancor più vero che esistono decine di action (basterebbe pensare anche solo a darksiders e bayonetta usciti proprio pochi giorni fa) e non ci voleva un genio per capire che avreste reso un servizio migliore alla comunità di giocatori posiziando (per quanto possibile, visto che tra gow, darksiders e bayonetta ci stanno 3 mondi completamente diversi di concepire *l’action game*) questo gioco nell’insieme degli action e non semplicemente limitandovi a dire che “GOW è meglio”.
Solo i bambinetti fanboy hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che il loro gioco preferito è il migliore in assoluto. Tutti gli altri possono divertirsi benissimo anche con le produzioni “minori”, se sono divertenti da giocare e/o cmq valide pur non riuscendo ad imporsi come pietre miliari del genere.
Anche commenti meno “professionali” come, per dire “sono più per gli action frenetici alla dmc ma questo dante’s è cmq abbastanza DIVERTENTE” o roba così avrebbe fornito indicazioni più utili di questa recensione.
Michele se vuoi fare il “pro” vai a scrivere per EDGE, non su gamesblog…
gianpranzo
06 feb 2010 - 14:35 - #25quoto cataddy
per me il re è ninja gaiden, almeno dal punto di vista del puro gameplay…che poi il protagonista abbia lo stesso spessore psicologico di un licheno e che la storia sia degna di un film di ed wood è un altro paio di maniche…
simonok
06 feb 2010 - 14:53 - #26mi fa ridere il fatto che alcuni utenti si ritengono talmente colti dal dire che il gioco è uno stupro dell’opera di dante, quando per anni (al liceo) l’hanno odiata a morte e fregandosene: ma fatemi il piacere !!!!!!!!!!!
mal14
06 feb 2010 - 15:12 - #27il gioco di per se non e’ male, forse troppo modesto e troppo cronologicamente a gow3. son proprio curioso di sapere quando usciranno le “interessantissime” immagini comparative fra le versioni delle due console e di farmi 2 grosse risate leggendo i commenti visionari e deliranti degli esperti programmatori boxari
androman
06 feb 2010 - 15:25 - #28nel bene o nel male l’importante è che se ne parli, EA c’è riuscita
purtroppo il prezzo da pagare quando si vuole oltrepassare il limite dei normali canoni è quello delle critiche dei finti appassionati di letteratura in questo caso.
si l’abbiamo studiata a scuola, ma non diciamo che il videogioco non gli si avvicina o ha sbagliato la narrazione perchè era impossibile fin dal principio tentare di fare un capolavoro (videoludico) sulle spalle di un altro capolavoro e questo gli sviluppatori lo sapevano. Il classico titolo che dimenticheremo presto
dadda1982
06 feb 2010 - 15:35 - #29@catdaddy: io ho sempre sentito parlare di GOW come il metro di giudizio universale. Che è un gran pezzo di software niente da dire ma dal punto di vista del gameplay puro è sotto anche a Devil May Cry 4 che ha delle combo davvero impressionanti. Ninja Gaiden in questo è ancora più in alto….cmq ti do ragione, dal punto di vista del gameplay Ninja Gainde è superiore in tutto e per tutto a GOW ma quest’ultimo riuscendo ad accalappiare la maggior parte degli utenti risulta più amato. Credo che poche persone hanno avuto l’istinto di buttare il pad contro la tv giocando con Kratos, cosa che invece a Ninja Gaide o DMC4 (ovviamente giocati a livelli di difficoltà superiori, non livello easy) poteva succedere ma solo perchè i suddetti giochi spingono a diventare più bravo del bravo che sei se vuoi andare avanti. Giochi da hard core gamer…per quanto comunque GOW rimanga sempre un capolavoro ma le strade fra questi 3 giochi sono completamente diverse.
Ti do ragione in pieno insomma ;-)
bahamutregna
06 feb 2010 - 15:41 - #30Cavolo ma è chiaro che non è la Divina Commedia, il fatto che loro bne abbiano preso spunto per l’organizzazione dei gironi e per i personaggi non voleva dire che doveva essere un videogioco sulla divina commedia in cui bisogna impersonificare uno qualunque che sviene alla fine di ogni girone. E poi basta con questo GoW, s’è capito che è bello, anche io ho i primi due capitoli, ma non si può tirare fori ogni volta che si giudica un action, secondo me questo gioco è molto bello e intrigante anche nella trama originale.
tonnogrigio
06 feb 2010 - 16:08 - #31Lo sto giocando e mi piace parekkio.L’inferno è bellissimo e molto cupo…il gameplay alla Gow va benissimo…bello bello bello…. :)
maremma_al_salame
06 feb 2010 - 16:16 - #32Da questa recensione non si capisce nemmeno come si gioca.. Che tipi di attacchi ci sono? Varietà delle armi o delle eventuali magie? Il personaggio ha delle abilità che miglioreranno? Io, personalmente, non ho mai giocato a God Of War, quindi non si può liquidare ogni aspetto di un gioco dicendo semplicemente che gli è uguale.. Cioè, per capire questa recensione debbo prima leggermene una di GOW??
E poi basta con questa indignazione della Divina Commedia.. il 95% degli studenti si annoiava quando veniva spiegata loro in classe, me compreso, mentra il rimanente 5% era in bagno.. Chi se ne frega se storpia la trama! Calzo, è un videogioco.. va bene dirlo una volta così per scherzare, ma poi si rischia di diventare pedanti..
cescoisshalashaska
06 feb 2010 - 16:40 - #33bayonetta è definitivo!
questo è cmq molto divertente.
stupenda questa annata per gli amanti degli action
death xiii
06 feb 2010 - 18:04 - #34questo è carino e consigliabile….alzare la difficoltà è un ottima cosa….
classifica mia:
1- bayonetta (indiscusso re action attuale)
2- darksiders (ma già il discorso è diverso…parte action e include anche altri elementi)
3-DANTE INFERNO…..
CHE SIA AL 3 NON VUOL DIRE CHE FA SCHIFO….FORSE è USCITO AL MOMENTO SBAGLIATO…ANTICIPARE GOW 3 NN BASTA SE C è LA STREGHETTA A REGNARE!!!!!!!!!!
Yann
07 feb 2010 - 12:53 - #35Perché tutti si lamentano della “violenza” fatta alla Divina Commedia e nessuno tira in ballo la violenza fatta con Gow, dove un umano riesce persino ad uccidere un Dio? Per come la vedo io il concetto è lo stesso. O forse molti si sono infervorati solo perché la Commedia è italiana?
darth-maul-92
07 feb 2010 - 20:15 - #36DI è una strafigata!!! Bayonetta è qualitativamente inferiore al gioco dei puffi IMHO
wushomik
07 feb 2010 - 22:07 - #37a mè, invece,il genere piace molto.
ma sono sicuro che sara snervante, e moooolti game over fastidiosi.
va bene perdere quando capita,ma qunado passi il 5 / sesti del tempo che giochi a ripetere e davvero un grande spaccamento di bal@§°#e
E ALLA FINE NON SAI NEANCHE PERCHE GIOCHI.
SI GIOCA PER DIVERTIRSI GIUSTO???
BE IN QUELLE SITUAZZIONI NON TI DIVERTI,QUINDI NON HA SENSO.
forse e meglio che non lo prenda…..
lorezz
08 feb 2010 - 23:16 - #38trovo questa recensione un po’ ortodossa,personalmente non credo che DI sia cosí noioso e privo di personalità,grafica e giocabilità sono assolutamente all’altezza degli action attualmente sul mercato….bisognerebbe cercare forse di essere meno votati all’unicismo ed essere di piú ampie vedute
Gamestube
10 feb 2010 - 00:37 - #39devo dire che dopo avre letto la recensione del gioco mi è venuta voglia di scaricare la demo.
Non sarà un capolavoro, ma rappresenta pur sempre qualcosa di nuovo!
luca .f
11 feb 2010 - 18:47 - #40il gioco l’ho provato è abbastanza carino ma è troppo ripetitivo alla fine diventa noioso 60 euro per un gioco che in 6 ore finisce troppo costoso per un gioco del genere comunque voi cosa ne pensate lo compro si o no ?
RadioENtropia.it
14 feb 2010 - 13:38 - #41Beh, il gioco fa davvero schifo. Essendo un collezionista l’ho comprato a scatola chiusa, perchè, di sicuro rappresenta un evento di grossa portata, soprattutto perchè introduce elementi “Adulti” sul serio, nell’ambito videoludico. Il pene penzoloni di Satana, o le demoni clitoridee ne sono un esempio, mai prima d’ora s’era visto una cosa simile, e credo che questo inaugurerà un filone. Tuttavia Dante’s Inferno è SOLO questo. I combattimenti iper-confusionali e una grafica davvero sotto i livelli visti in altri titoli (encharted 2 su tutti) castrano in maniera netta il gioco. Tutto sembra ripetitivo subito, dopo pochissimi livelli. La trama, di contro, credo sia azzeccata. Lo so che vado controcorrente, ma dovendo trasporre in maniera “giocosa” la divina commedia, come sarebbe stato possibile se non immaginarsi un guerriero che cerca di strappare dalle fiamme dell’inferno la sua amata? Sopra le righe di certo ma interessante. La veste visiva non ludica, i filmati e le animazioni, invece, sono davvero di prim’ordine, per i collezionisti come me, da non perdere la confezione con il dvd bonus, davvero ben fatto; tutto questo però non può alterare un giudizio nel complesso molto sotto la sufficienza, e tutto il comparto ben curato di “contorno” come audio e filmati, non risultano altro che un ammasso di saporite spezie per dar sapore ad un piatto povero e scialbo”. VI ripeto, si sentirà parlare molto di questo gioco, e per noi ultra trentenni videogiocatori è un bel parlare a parte che non si giochi…
Mi chiedo…se la stessa avventura l’avesse affrontata Capcom o Konami, sarebbe stata la stessa cosa???
Mokujanji
16 feb 2010 - 16:52 - #42beh gente… fa schifo come gioco proprio!
Cioè quando sei aggrappato alle cose non puoi saltare!
Hai solo due armi! E una è una croce spara raggi laser!
SPOILER: la parte finale sono una serie di arene, una in fila all’altra!
NON PUOI CADERE IN ALCUNI PUNTI, ANCHE SE TI BUTTI APPOSTA NEL VUOTO!
LE INQUADRATURE SONO FISSE E LA REGIA è PESSIMA, LA METà DELLE VOLTE NON SAI DOVE STAI ANDANDO !!!
è una questione di GIOCO, non di Divina commedia o cose simili! E’ un gioco brutto.
Davrock
17 feb 2010 - 22:25 - #43Io non capisco questa disistima nei confronti dei videogiochi. Chi lo ha detto che doveva essere per forza un Action Game ? Cavolo, se ti ispiri dichiaratamente ad un opera come la Divina Commedia, non puoi in alcun modo permetterti di essere banale, altrimenti la tua è solamente una speculazione per fare soldi. Ora, da videogiocatore quale sono, mi preoccupa l’incapacità del mezzo di proporre qualcos’altro che non richieda l’eliminazione fisica del nemico, come se nella vita l’unico modo per risolvere problemi sia imbracciare un arma e uccidere nemici a destra e a manca. Il titolo in questione sarebbe potuto essere tranquillamente “qualcos’altro”, anche se questo avrebbe richiesto uno studio, una abilità e un maggiore rischio da degli sviluppatori e della casa editrice che non hanno voluto correre, e che quindi per me non hanno il diritto di rifarsi a un opera di tale bellezza e importanza come la divina commedia.
Sai
28 feb 2010 - 00:36 - #44Quoto quanto detto da Davrock.
Ho giocato a Dante’s Inferno e lo trovo si divertente, ma ad un certo punto lo vedo uguale alla maggior parte dei giochi usciti fin’ora. Ormai in questa next-gen ci sono solo sparatutto e action games. Sono poche le idee belle e innovative, ma soprattutto, sono poche le idee “diverse”.
Little Big Planet ne è la prova vivente. Hanno scartato i classici platform perchè “non più all’altezza”, quando invece è uscito LBP (che alla fine è un classico platform) tutti l’hanno lodato, tutti sono andati a comprarlo e a tutti è piaciuto.
Potevano fare Dante’s Inferno in maniera diversa, magari un’avventurà a ‘mo di Heavy Rain, cercando di rendere il tutto più simile all’opera della Divina Commedia, tanto per istruire, quanto per cercare di non storpiare qualcosa di veramente bello.
In definitiva, consiglio questo gioco a chi non importa di finirlo in sole 6 ore, a chi ha giàt utti i migliori titoli ora disponibili e a chi non si stufa di attaccare, attaccare, attaccare e attaccare…
Findus by night
17 ago 2011 - 08:27 - #45Beh secondo me è una ficata