Terminata da circa due settimane l’estenuante attesa per il tredicesimo capitolo della serie Final Fantasy, in molti hanno già avuto modo di farsi un’idea su questa ennesima iterazione della fantasia finale. Difficilmente un videogioco ha in passato diviso la critica in maniera così netta, anche alla luce di un retaggio piuttosto lungo e articolato – quale è quello della saga in questione. Protrarsi in uno scritto volto ad analizzare i contenuti di questo titolo appare impresa assai ardua, quindi, ancorché non totalmente esaustiva.
Ciò perché, come spesso accade per titoli di questo genere, condensare, seppur in molte righe, un’esperienza così diluita nell’arco di parecchie ore, potrebbe quasi risultare pretenzioso. Vivere un gioco il cui fulcro centrale è la trama appare quanto mai la strada più consona. Inoltrarsi in quel mondo e lasciarsi trasportare dagli eventi, guidati da personaggi improbabili poiché, per l’appunto, fantastici. Questo sarebbe l’approccio adatto.
Ma a noi tocca il compito di dare ai nostri affezionati lettori un’opinione, fortemente ancorata ad un grado di giudizio tanto più obiettivo quanto più veritiero, al fine di instillare quantomeno il dubbio. Sì, lungo l’arco della nostra analisi è questo il proposito che ci fissiamo preventivamente: tentare di far comprendere perché, nonostante alcuni incerti limiti, Final Fantasy XIII vada comunque vissuto di persona. Noi siamo pronti, e voi?
Leit motiv dell’intera opera targata Square Enix è indubbiamente il Destino. Sì, quello con la D maiuscola; l’ineluttabile fato cui alludevano gli antichi greci; la sorte incontrastabile alla quale arrendersi poiché tanto astratta quanto potente. Quella tremenda forza invisibile contro la quale nulla può l’Uomo, e alla quale piegarsi a cagione di un’atavica impotenza. Questa è la prospettiva da cui parte il gioco.
Lightning è una giovane ragazza di appena ventuno anni, sguardo severo e tante responsabilità che pesano come macigni sulle sue spalle. E’ un soldato, e come tale conosce la disciplina e la osserva con fare quasi disincantato, come colei che fugge da qualcosa nel tentativo di sembrare forte quanto basta – o quanto la sua posizione impone. Insomma, è lei la protagonista del gioco, ma non è sola.
Cocoon rappresenta l’emblema della stabilità, un mondo di pace e prosperità in cui ognuno può trovare il proprio posto, con tanto di sorriso sulla bocca. A garante di tale stabilità c’è il Sanctum, organo supremo dotatosi di ogni sorta di potere al fine di provvedere affinché questo stato di grazia non sia passeggero. La sua infallibilità non può essere messa in discussione, poiché questo significherebbe dubitare del fal’Cie, essere soprannaturale e semi-divino al quale il Sanctum si affida ciecamente.
E’ grazie ai fal’Cie, infatti, che la vita scorre così serena e carica di gioia. Sono loro che vegliano su tutto e su tutti, dando un decisivo contributo a qualsiasi bisogno primario della gente di Cocoon. Come non fidarsi di loro?!
Il problema è che non sono i soli! Oltre al fal’Cie che regge la capitale di Cocoon, Eden, e ad altri preposti a svariati compiti, ne esistono degli ulteriori, esponenzialmente più pericolosi, il cui unico scopo è sconvolgere l’esistenza stessa di Cocoon. Sono i fal’Cie di Pulse, una sorta di inferno sottostante (ma non ditelo a Fang!), la cui perenne minaccia angoscia e terrorizza ogni singolo abitante della ridente e quasi paradisiaca Cocoon. A lungo andare emerge che è proprio questo elemento a fungere da collante: il comune avvertire Pulse, e tutto ciò che da esso deriva, come una perenne minaccia. La principale missione del Sanctum, sentita in pratica come una vocazione, è proprio quella di evitare che Cocoon venga messa a repentaglio da quel mondo.
Se ciò dovesse comportare un sacrificio umano poco importa: il bene di tutti vale molto più di quello di pochi! Ed è in questo quadro che si colloca l’inizio delle vicende narrate in Final Fantasy XIII. Nei pressi di Bodhum, soleggiata località costiera, viene rinvenuta la presenza di un fal’Cie originario di Pulse. Essendo prerogativa dei fal’Cie quello di servirsi degli esseri umani per raggiungere il proprio scopo, il Sanctum non può permettere che dei nuovi l’Cie vengano arruolati. Chi sono gli l’Cie? Semplice! Sono degli esseri umani venuti a contatto col fal’Cie ed in seguito marchiati con un particolare stemma. Da quel momento in avanti gli l’Cie hanno un compito, il cui esito decreterà il loro destino. Assolvendolo si tramutano in cristalli e viene dato loro in dono la vita eterna. Qualora non ci riuscissero, li aspetta l’amara sorte dei Cie’th, creature abominevoli che non sono stati in grado di portare degnamente a termine la propria missione.
In virtù di quanto appena esposto si comprende perché il Sanctum, spietatamente, opta per l’epurazione di tutti i cittadini di Bodhum. Gli l’Cie sono una piaga per Cocoon, i nemici pubblici numero uno. E questo terrore nei loro confronti viene costantemente alimentato dal Sanctum, il quale ordina e dispone a proprio piacimento, ammantando il proprio insindacabile giudizio di infallibilità poiché, in buona sostanza, espressione del volere del fal’Cie.
Come accade in una sconfinata sequela di opere, è il terrore instaurato da un organo supremo in vista essenzialmente di un presunto bene superiore a fungere da catalizzatore dell’intera struttura narrativa. Difficile ipotizzare così su due piedi le eventuali diramazioni di una trama che sin dalle prime battute appare complessa e carica di fascino per i temi trattati.
Anche perché, questo, altro non è che lo scenario entro il quale si svolge la vera vicenda, quella che accomuna sei amici e le loro storie. L’intero dipanarsi della trama orbita attorno al progredire di ogni singolo personaggio, ognuno con una propria indole ed un proprio passato con cui confrontarsi. Non mancano alcuni classici e quasi insormontabili luoghi comuni, questo è pur vero, ma nonostante ciò lo sviluppo e l’intrecciarsi di ogni cosa risulta assolutamente efficace.
Dalla ragazza scontrosa ed in cerca di sé stessa (Lightning), al ragazzino insicuro e assetato di vendetta (Hope). Dalla sognante e a tratti eccessivamente ottimista Vanille, all’eroe - autoproclamatosi tale - Snow. Gli altri due, Sazh e Fang, sono forse gli unici la cui figura esula lievemente da quella di non meglio precisati “personaggi-tipo”. Il primo è un padre che intraprende il suo viaggio per amore del proprio figlio – anche se detta così sarebbe lecito supporre che si tratti dell’ennesima “fotocopia”. La seconda, beh… riguardo Fang preferiamo non dire nulla o rischieremmo di svelare troppo anche solo approntando un vago accenno.
Sta di fatto che tutti avranno modo di crescere, cambiare ed evolversi col proseguire degli eventi. Come lo stesso sfondo narrativo, anche loro partono da una prospettiva per poi giungere gradualmente ad un’altra. Le indomabili indoli di alcuni di loro si adageranno fino a mutare del tutto. Il loro legame, la consapevolezza di condividere un destino comune, li farà crescere ed imparare ad aprirsi, cosa che ognuno dei sei personaggi – ognuno in diversa misura – stenta a fare in un primo momento.
Lighting, Hope, Vanille, Snow, Sazh e Fang riescono, non senza fatica ed intoppi di vario genere, a tramutare un terribile fardello in un’occasione stupenda, probabilmente l’Occasione per eccellenza della propria intera esistenza. Apprenderanno a proprie spese, provandolo sulla loro stessa pelle, quanto l’amicizia e il sentirsi uniti nella propria personale tragedia sia il crocevia migliore e al tempo stesso più impervio per giungere alla meta. E che per dare forma e senso a tale meta l’unico modo è intraprendere il viaggio, senza porsi limiti e senza sentirsi in balia di un qualcosa contro il quale è inutile combattere, perché forse nemmeno esiste.
Come avremo modo di realizzare noi stessi, la strada sarà lunga e i colpi di scena non mancheranno di certo. L’insicurezza, in certi frangenti, assolverà la funzione di motore di spinta in relazione agli eventi che seguono, fortemente influenzati dalle risolute scelte operate dai nostri compagni d’avventura. E sarà bello assistere a come l’Io di ogni personaggio farà man mano sempre più spazio alle esigenze del gruppo, il cui esito non potrà che incidere in maniera marcata sul singolo. Tutto questo, senza mai intaccare la specificità e l’importanza di ogni protagonista, il cui apporto risulta parimenti fondamentale per approdare laddove è giusto approdare.
Ci perdoneranno i nostri lettori se ci dilunghiamo in considerazioni dal tono vagamente aulico, ma questa sorta di “messaggi in codice” sono dettati dal pressante desiderio di spingervi a sbirciare voi stessi questo mondo, senza privarvi del piacere della scoperta che contrassegnerà le sessioni di coloro che intenderanno accostarsi a Final Fantasy XIII.
D’altra parte oggigiorno appare quasi anacronistico trattare temi un po’ più alti come Fede, Speranza e Fratellanza in chiave sfumatamente spirituale. Il che è un paradosso, data l’evidenza (anche storica) del fatto che simili tematiche risultino attuali sin da quando l’Uomo fece la propria comparsa in questa valle di lacrime.
In tal senso ci pare indicativo menzionare un articolo apparso su Siliconera poco tempo fa, in cui veniva proposto un sorta di indice di gradimento circa la trama di Final Fantasy XIII. A confronto c’era l’utenza giapponese contro quella americana (sintesi di quella occidentale tutta, se vogliamo). Ebbene, è emerso in maniera piuttosto nitida come certi temi risultino decisamente più nelle corde del pubblico nipponico anziché di quello “nostro”. Il redattore poneva una certa enfasi sul fatto che la cosiddetta Mitologia del Cristallo proposta in Final Fantasy XIII abbia molto a che vedere con i miti giapponesi.
Seppur questo risulta vero almeno in parte - dato una certa affinità anche con un’altra mitologia, ossia quella norrena – a nostro modesto avviso le ragioni di questo stentatissimo gradimento andrebbero ricercate più in profondità.
La nostra errata percezione di questo mezzo (il videogioco), infatti, ci impedisce di guardare un po’ più in là del nostro naso, inducendoci a credere che certe questioni qui non possano trovare residenza. Eppure ci sembra un assunto piuttosto mortificante circa le enormi ed innegabili potenzialità di cui il videoludo dispone. Ma come accennavamo poc’anzi, il “problema” è un po’ più radicato e necessita una ricerca leggermente meno superficiale.
In una società in cui bandire il sacro, o tutt’al più mescolarlo col profano, appare prassi comune, tollerare che si discuta di certe cose sembra quasi utopia. Per questo in Oriente fa maggior breccia un simile contesto, vale a dire quello che appare in Final Fantasy XIII. Perché mentalmente più aperti, loro, a recepire simili messaggi. E questo nonostante le nuove generazioni, anche in Giappone, appaiano più insensibili rispetto a quelle precedenti dinanzi a certe “investigazioni”.
Insomma, fossi Howard Beale in Quinto Potere potrei pure gridare alle masse: “In questa società senza Dio… etc. etc.”, ma poiché non è questo il mio compito, mi limito a sottolineare come in molti si sia fatto a meno di evidenziare una certa apatia nei riguardi di siffatte argomentazioni da parte del nostro pensiero dominante.
Anche questo, forse, è ciò che ha indotto i più a soffermarsi sulla “linearità” del gioco, per niente scossi da un incipit narrativo ben più profondo e meritevole d’attenzione. In mezzo a tanto rumore, nessuno che sia riuscito ad udire ciò che qualcun’altro intendeva raccontarci. Ci si è limitati alla forma – indubbiamente discutibile – senza badare in alcun modo alla sostanza. E questo è un peccato, perché Final Fantasy XIII, in mezzo a tanto frastuono emesso dalla stragrande maggioranza dei titoli presenti sul mercato oggigiorno, riesce a lasciare qualcosa, anche fosse una piccola scintilla tesa a farci ragionare su qualcosa di ben più nobile e profondo di un mero videogioco. E questo, proprio per un videogioco, ci pare un grande risultato, quasi insperato in mezzo a tanta aridità.

Eccoci giunti ad una delle fasi indubbiamente più delicate di questa nostra lunga disamina. Il sistema di combattimento è stata una delle questioni cui quasi tutti hanno riposto estrema attenzione in fase di sviluppo del gioco. Dopo un Final Fantasy XII il cui battle system lasciò sgomenti molti dei fan di vecchia data, col suo Gambit e la sua inedita dinamicità, a gran voce venne richiesto un ritorno alle origini. Beh, come molti sapranno già, ciò non è avvenuto.
Questo però non significa che, per forza di cose, ci si debba lasciare andare a picchi assurdi e immotivati di nostalgia acuta. Il sistema presente in Final Fantasy XIII funziona, diverte ed appaga. Non si tratta di nulla di definitivo, poiché per sua stessa natura innovativo. Non mancano i turni, ma stavolta in una veste del tutto nuova.
Durante le battaglie appare infatti il classico menù a tendina mediante il quale impartire gli svariati ordini al nostro party. Attenzione però: ecco emergere la prima sostanziale differenza rispetto al passato. L’unico personaggio su cui poter esercitare il diretto controllo è il Leader; tutti gli altri agiscono di propria iniziativa.
Ma c’è di più. I nostri compagni sembrano dotati di uno spiccato senso d’iniziativa, tanto da poter essere talvolta definiti eccessivamente intelligenti. A nostro parere davvero di rado, se non quasi mai, il loro apporto risulta invasivo, ma spesso e volentieri appare determinante. Non si pensi però che tale scelta, ossia quella di manovrare un solo personaggio, sia dettata dal caso.
Il sistema di combattimento di Final Fantasy XIII è fresco, veloce ed estremamente dinamico. E’ un diverso modo di approcciarsi alla strategia nei giochi di ruolo, dove l’impartire direttive al gruppo diviene la regola, anziché rivolgersi al singolo personaggio. Qui ricorre il sistema degli Optimum.
Ma andiamo con ordine. Nel gioco sono presenti sei classi, ognuna dotata di specifiche peculiarità chiaramente. L’Attaccante dovrà dedicarsi a causare danni di natura fisica, l’Occultista di natura magica. Il Terapeuta assolve la funzione di guaritore in senso lato, mentre il Sinergista provvede a potenziare in vario modo il nostro gruppo. Infine, la Sentinella attrae su di sé l’attenzione di tutti i nemici al fine di coprire i compagni, mentre il Sabotatore si occupa di infliggere utilissimi status alterati ai nemici.
Ed è qui che entrano in gioco gli Optimum. Un Optimum altro non è che uno schieramento-tipo composto da due o tre personaggi. Ogni Optimum dispone di un proprio nome, a secondo i ruoli presenti. Qualora volessimo servirci di uno schieramento comprendente un Attaccante, un Occultista ed un Terapeuta, Peana Trionfale sarà il nostro Optimum. Se al posto di un Terapeuta avessimo bisogno di una Sentinella, allora è Attacco Delta quello che fa al caso nostro. Se invece optassimo per un strategia difensiva, l’Optimum Protezione Perenne (Sentinella, Sinergista, Terapeuta) rappresenterebbe la migliore soluzione.
In tutto esistono 21 combinazioni per le squadre composte da due membri e 56 per quelle composte da tre. Tali combinazioni, per l’appunto, prendono il nome di Optimum. Ed è impossibile anche solo provare a descrivere quali siano le più efficaci, perché ognuna di queste si adatta ad un particolare momento di ogni sfida.
Chiarito cosa sia un Optimum, torniamo al menù a tendina cui abbiamo fugacemente accennato in precedenza. Le azioni disponibili sono semplici ed intuitive. Andiamo ad elencarle in ordine: Azione Automatica (Assalto, Irruenza, Supporto etc.), Azione Manuale (Abilità), Tecniche e Oggetti.
Il primo comando è quello cui probabilmente in molti, con l’andare del tempo, faranno ricorso. Si tratta di un’azione automatica che prevede l’utilizzo delle varie abilità di classe, e a discrezione della IA di gioco. Qualora volessimo impartire l’ordine manualmente, basta andare sull’opzione Abilità ed impartire noi stessi i comandi. Le azioni da compiere possono essere tante quante sono le barre ATB (Active Time Battle) a nostra disposizione. Ogni azione comporta l’impiego di un certo numero di barre ATB, e spesso la prima opzione (ossia il comando automatico) accelera di non poco i tempi ai danni del nostro senso di libertà in ambito di direttive.
Pur pre-impostando in via automatica i comandi, ciò non significa che il nostro Leader debba necessariamente fare tutto da solo. Sì perché nella quasi totalità dei combattimenti, specie in quelli più difficili, il tempismo giocherà un ruolo fondamentale. Dopo aver premuto il tasto deputato alla scelta del comando (X o A, a secondo che si tratti di PS3 o Xbox 360), sarà possibile interrompere la sequenza di azioni entro un certo numero di barre ATB mediante la pressione di un altro tasto ancora (triangolo o Y), fino a che quest’ultime non si riempiano. Ciò risulterà determinante ai fini del buono o cattivo esito di molti scontri, perché ci permette, per esempio, di inibire un diretto nemico dal compiere una determinata azione, oppure ancora, di allontanarsi dalle zone calde del terreno di scontro, evitando così di subire danni in seguito ad azioni ad ampio raggio.
Credeteci, è molto più semplice giocarci piuttosto che provare ad illustrarlo! Basta poco per prendere familiarità con questo sistema, salvo forse sconoscere totalmente la struttura stessa di una qualsiasi gioco di ruolo. Le ultime due opzioni riguardano le Tecniche e gli Oggetti.
La prima ci è utile qualora, ad esempio, avessimo necessità di invocare un Esper o di studiare i punti deboli dei nostri nemici attraverso il ricorso alla tecnica Scan. Ne esistono delle altre ovviamente, e sono le uniche a consumare la piccola barra gialla posta sotto quella indicante i punti vita (PV) dei nostri personaggi. A differenza che in passato, infatti, per servirci della magia non avremo più bisogno dei cari, vecchi punti mana (solitamente PM). L’unico modo, quindi, per consumare questa barra - che solo vagamente ricorda quella cui abbiamo alluso poco sopra - è ricorrere a tutto quanto è contenuto nella voce Tecniche.
Per quanto concerne gli oggetti, beh, c’è poco da dire. Pozioni, Code di Fenice, Antidoti e quant’altro si trovano all’interno di questa sezione. Se cerchiamo qualcosa di simile, è lì che dobbiamo andare.
Alla fine di ogni battaglia ci viene assegnato un punteggio, sia sottoforma di stelle (da 0 a 5) che di numeri. Questo incide essenzialmente sul bottino ricevuto, o, talvolta, sui Punti Cristallo ottenuti (di cui ci accingiamo a discutere a breve). I criteri di valutazione sono in buona parte regolati dalla velocità con cui abbiamo portato a termine lo scontro, componente su cui, a sua volta, incide il ricorso alle Coltri prima di affrontare qualsiasi battaglia. Queste Coltri ci permettono di godere di alcuni piccoli vantaggi.
Con la Coltre Celante, ad esempio, possiamo cogliere di sorpresa i nostri nemici grazie ad un’Azione Preventiva, il che ci consente di riempire immediatamente la loro barra di Crisi. Altre Coltri ci premiano con degli status alterati che rendono i nostri personaggi meno esposti ad attacchi o magie di vario tipo.
Abbiamo fatto cenno alla barra di Crisi, la cui funzione è oltremodo importante. Posta in altro sulla destra, la barra di Crisi regola il livello di esposizione del nemico ai nostri attacchi. Riempirla è essenziale al fine di poter fronteggiare e sconfiggere i nostri diretti avversari, in particolar modo quelli più potenti. Per far ciò bisogna compiere degli attacchi a catena, il cui numero è volto ad incrementare tale barra fino alla sua totale saturazione. Un volta giunto in fase critica, il nemico è a tutti gli effetti in balia dei nostri colpi, la cui mole di danni inferti registra un picco davvero rilevante.
Tocca ora ai Punti Cristallo (PC). Altra introduzione di questo capitolo della serie, i PC sopperisco in tutto e per tutto alla mancanza dei punti esperienza, anzi, sono essi stessi dei punti esperienza - un po’ come successo in Final Fantasy X con la Sferografia. Chiaramente l’unico modo per guadagnare questi importantissimi punti è combattere, combattere e combattere. Una volta ottenuti, bisogna saggiamente investirli nel Cristallium. Il Cristallium regola lo sviluppo dei nostri personaggi, e lo fa a tutto tondo. Punti Vita, Punti Magia, Punti Forza, Abilità, numero di Accessori indossabili e via discorrendo, rientrano tutti nel raggio di competenza del Cristallium. Si comprende bene, allora, quanto giovi ottenere in gran numero i punti ad esso riconducibili e saperli spendere in maniera intelligente. Non all’inizio magari, forse addirittura non per i primi dieci capitoli di gioco (su 13), ma dall’undicesimo capitolo in avanti non si potrà fare a meno di lanciarsi nella pratica del “livellamento molesto”. Questo perché per allora il gioco si aprirà, saranno disponibili le prime missioni secondarie (su tutte, quelle di Caccia), e i nemici che dovremo affrontare saranno davvero degli ossi duri, spesso e volentieri anche troppo!
Ecco allora che a partire dal Capitolo 11 l’approccio al gioco deve necessariamente subire un drastico ridimensionamento. Non essendo più “vincolati” da alcun binario, il rischio di affrontare sfide ben lungi dalla nostra portata è davvero alto. Giunti a questo punto è come se la struttura di gioco si aprisse, dandoci modo di mettere in pratica tutto quanto appreso durante l’arco delle lunghe ore precedenti. In questo scenario, quindi, la linearità che ha contraddistinto l’intero ritmo del gioco fino a quel punto, fa spazio ad una maggiore libertà in termini di esplorazione.
Ogni piccola mossa adesso va ponderata, e non si può più trascurare la componente “potenziamento”, sia in relazione ai personaggi che in relazione alle armi e agli accessori. Già l’approdo al decimo capitolo segnerà un cambiamento non da poco, come la possibilità di gestire in piena libertà il proprio party e decidere chi deve assumere il ruolo di Leader. Ciò nonostante sono gli ultimi tre capitoli a fornire al giocatore quel pizzico di svago in più che, oggettivamente, manca per tutti i primi dieci capitoli.

Rilevare come si tratti del Final Fantasy più performante in termini grafici ci pare quasi banale. Anziché soffermarci allora sull’indiscutibile resa visiva in termini di mera forza bruta, ci preme un po’ di più rivolgerci all’aspetto puramente stilistico del gioco. Tanto per cominciare, ci pare che con questo capitolo la serie si sia riappropriata di una paletta di colori più sgargiante. A nostro parere Final Fantasy XII appariva lievemente più “cupo”, pur trattandosi di una produzione giapponese e quindi tendente quasi per natura a far ricorso ad una miriade di tonalità.
Vuoi per le ambientazioni, vuoi per il contesto nel suo insieme, non passa istante in cui si possa fare a meno di notare una vistosa leggiadria di colori, tutti vivaci e ricchi di un certo fascino. D’altra parte, come ravvisavamo poc’anzi, una delle prerogative dei giochi di ruolo di stampo orientale è proprio questa.
Ad alcuni potrebbe far storcere il naso lo sfondo spiccatamente cyber-punk al quale ci si è rivolti, scelta che proprio dal punto di vista stilistico ha comportato numerose conseguenze. Anzitutto - e più che in tanti altri aspetti, con ogni probabilità - sulle ambientazioni, vero elogio a questa particolare ondata che mescola elementi futuristici ad altri di fantasia. Salvo prendere un po’ di respiro non appena raggiunto il Capitolo 11, oltre a qualche vago accenno nei capitoli intermedi, questo è ciò che troviamo sostanzialmente. Si tratta di scelte, c’è chi potrebbe gradirle e chi meno. Tra le altre cose, proprio laddove disponiamo di una maggiore libertà in termini esplorativi, lo scenario muta tendendo più ad ambientazioni naturalistiche, e, ahinoi, quasi tutte uguali – a mo’ di esempio, citiamo solo la Pianura di Archylte, accessibile solo nelle fasi più avanzate del gioco.
Sul fronte sonoro, qualche riserva l’abbiamo mantenuta. Risultano infatti non pervenuti tutti quei brani orchestrali, tanto evocativi quanto azzeccati, delle passate edizioni. Sicuramente per adattare anche quest’aspetto al contesto entro cui ci muoviamo, le musiche si rifanno più a sonorità j-techno, soluzione a quanto pare apprezzata da Square Enix tutta, anche alla luce di quanto visto in titoli come The World Ends With You.
Qualche tempo fa abbiamo avuto modo di riportare il confronto delle due versioni del gioco, fatto ad opera di Digital Foundry. Dinanzi a tanto lavoro a noi non è rimasto altro che confrontare dal vivo le due versioni, fidandoci solo dei nostri occhi, senza l’ausilio di alcun specifico macchinario. Ad occhio nudo, le due versioni - quella su PS3 e quella su Xbox 360 - appaiono pressoché identiche, salvo qualche piccola incertezza ai danni della console Microsoft nelle scene d’intermezzo.
Nel complesso non riteniamo si possa gridare allo scandalo confrontando le due versioni, né in un senso né nell’altro. Seppur uno dei punti forti di questo titolo risieda proprio nella sua resa visiva, crediamo che i veri punti di forza siano da ricercarsi altrove. Dovessimo quindi dare un consiglio diremmo questo: se disponete di entrambi i sistemi optate per la console Sony. Diversamente, poco male: l’esperienza è ampiamente godibile anche su Xbox 360 – salvo che davvero non rechi fastidio la presenza di più dischi anziché di uno solo.

Final Fantasy XIII è un titolo di transizione, o meglio, è figlio di un periodo di transizione che la serie attraversa a partire - per lo meno - da Final Fantasy X. Si capisce dunque perché molti dei fan di vecchia data potrebbero rimanere delusi da quanto proposto in questo tredicesimo capitolo.
Scendere a patti con l’idea che si ha avuto modo di maturare riguardo la Fantasia Finale rappresenterà il primo scalino da macinare per potersi approcciare serenamente a questo gioco. In un secondo momento bisognerà realizzare che una serie così longeva deve cambiare per forza di cose, e che difficilmente ritornerà sui propri passi, nonostante i continui strepiti di molti.
I meno navigati troveranno invece di che gioire dinanzi ad un gioco di ruolo decisamente alla loro portata. Anzi, oseremmo pure dire che la palese semplificazione strutturale delle meccaniche di gioco tende ad avvicinare anche i più digiuni, spingendoli, una volta portata a termine quest’avventura, a rivolgersi anche ad altri titoli appartenenti a questo genere e senza dubbio più complessi. D’altra parte anche questo era un obbiettivo che Square Enix intendeva raggiungere, ossia coinvolgere anche i più avulsi a questa tipologia di giochi.
Final Fantasy XIII tenta coraggiosamente di scardinare certi schemi ampiamente consolidati e duri a morire, per una miriade di giocatori, addetti ai lavori o addirittura sviluppatori. Lascia un po’ perplessi notare come ci si lamenti di una certa stagnazione di questo genere, salvo poi rendersi del tutto refrattari a ogni sorta di innovazione. Fatta eccezione per una struttura essenzialmente lineare per gran parte del gioco (quasi tutto), scelta dettata dal fatto di voler porre al centro di ogni cosa la trama ed i suoi protagonisti, il risultato ci sembra tutt’altro che mediocre.
Il sistema di combattimento costituisce davvero l’introduzione più felice, nonché la più riuscita. Fresco, dinamico e coinvolgente, questo nuovo modo di intendere gli j-RPG a turni ci piace eccome! Scrollatosi di dosso l’approccio più strategico e ragionato dei classici giochi di ruolo a turni, Square Enix ci fornisce una variante efficace ed innovativa. Un sistema che gode di una certa profondità e che difficilmente viene a noia. Non bastasse questa encomiabile componente, come fare a meno di entusiasmarsi per una trama così appassionante?
Lasciateci concludere così come hanno concluso dei nostri colleghi dall’anglosassone idioma, i quali hanno fatto fondo al cospicuo bagaglio di saggezza di Confucio, con questo piccolo aforisma che ben si adatta a descrivere in poche parole Final Fantasy XIII: “Meglio un diamante con qualche imperfezione, che un sasso senza alcun difetto”.
Cosa ci piace |
Cosa non ci piace |
|
|
Linuxuser
23 mar 2010 - 10:05 - #1 (nascondi)D’accordo pressoche su tuttto tranne che sul confronto ps3 e xbox 360 dove la differenza grafica si nota senza andare a scomodare i filmati d’intermezzo.
diegofuck
23 mar 2010 - 10:31 - #2#1 io li ho visti entrambi e su di un hd-ready si può dire che non ci sono differenze di sorta..forse i filmati meno brillanti ..magari su un full hd la differenza dei filmati è maggiore
..comunque per sicurezza l’ho preso su ps3 :) almeno sapevo di andare per una volta sul sicuro
..sono al capitolo 7…non vedo l’ora di arrivare all’11 perchè sto per non farcela più dalla noia ..MIO parere personale..ok?
andrea85
23 mar 2010 - 10:54 - #3Il gioco non è male… a parte il sistema di combattimento, almeno all inizio…. Sono a 7 ore di gioco e non ho fatto altro che premere di continuo X e finivo i combattimenti anche in 7 secondi (cronometrati), possibile? ….
Se non fosse per la storia il gioco si ridurrebbe ad andare avanti e premere X….hanno tolto una valanga di opzioni di personalizzazione…. fa tutto lui…poi il fatto che ne comandi solo uno in battaglia è tutto un dire… vabè…
andrea85
23 mar 2010 - 10:56 - #4Poi… “dal capitolo 11 il gioco si aprirà”…. grazie… ma non sono 13 i capitoli?! XD
lorenzo2
23 mar 2010 - 11:11 - #5Io mi ricordo che di Final Fantasy XII il combattimento in tempo reale è la cosa che mi è piaciuta DI PIU’, invece restai deluso dalla storia cerebrale , i personaggi banali e una cronica mancanza di idee. Mi domando se questo mi piacerebbe…
diegofuck
23 mar 2010 - 11:21 - #6#5 fossi in te prima lo proverei..
alatriste
23 mar 2010 - 11:21 - #7Io l’ho finito sabato, bello il finale!
Però nel complesso ho sentito troppo il peso della linearità, quindi non mi sento di promuoverlo a pieni voti.
Sicuramente non è il peggiore della serie, ma non è neppure nulla di particolarmente eccezionale.
noct
23 mar 2010 - 11:22 - #8Più persone mi dicevano all’inizio.. “non è un granché… da 7 forse”.. dopo qualche ora di gioco cambiavano in “è una figata! da 9!”
Probabilmente il fatto che sia piatto all’inizio è per far abituare le persone al nuovo sistema di combattimento.
Non ci ho giocaato ma son contento che abbiano preso coraggio e rivoluzionato il sistema di combattimento.. sarà traumatico per alcuni ma svecchia e da un’entità al gioco.
evilcloud
23 mar 2010 - 11:41 - #9meno male che non ho ascoltato i commenti idioti di gente idiota su questo blog…
bellissimo, e la linearità non la vedi nemmeno visto che sei troppo impegnato a cercare di capire come funziona per bene il sistema di combattimento…
logico che i primi combatimenti devi premere solo x e andare avanti…non hai a disposizione un bel nulla ed è l’unica cosa che puoi fare…
andrea85
23 mar 2010 - 11:49 - #10@evilcloud
No ma sicuramente dopo migliora… ma non mi sembra una giustificazione… a nessuno servono 10 ore di “tutorial” per abituarmi a un sistema di combattimento… e la linearità è a livelli eccessivi nella prima parte… non credevo… fortuna che la storia mi piace e continuo per quello.
n3kr0s
23 mar 2010 - 11:49 - #11Il difetto per me da puritano dei jrpg e’ proprio la storia. La rece in pratica l’ha detta tutta. 9 capitoli di fuga e gli ultimi rushati senza un perché . Tra l’altro la libertà del CAP 11 l’ho trovata forzata e mal sviluppata. Tanto valeva finire il gioco lineare e ben raccontato. Cmq la rece molto bella ma davvero un Wot infinito. Lol
nico-tra-le-nevi
23 mar 2010 - 12:01 - #12Complimenti! non la finivo più di leggere!
Ma resto della mia opinione: sarà sicuramente una delizia per gli occhi, ma se voglio un FF continuo a giocare col XII che ALMENO ha un sistema di combattimento che riesco a padroneggiare…
E poi DAI! gli Esper Transformers…. ma te prego…
Alezzz
23 mar 2010 - 12:02 - #13concordo perchè sono fondamentalmente le stesse cose che dico io da giorni: gioco di transizione innovativo, riuscito in alcune parti in altre meno.
positivissimo il fatto che si stia cercando di innovare rispetto a Jrpg classici ma scialbissimi (lost odissey) che se non supportati da una super trama nemmeno vengono finiti, figuriamoci portati a termine al 100%.
Per le differenze su 360 ps3, il commento 1 è di un ridicolo fanboy.
Ho tutte e due le console e su fullHD IN GAME non si notano differenze di sorta, il problema nasce nei filmati che su 360, purtroppo, in molte situazioni spixellano fastidiosamente mostrando i chiari segni di compressione malfatta.
Per chi lamenta di spingere solo “x” nei combattimenti….si vede che ancora non ha affrontato boss seri e non è ancora giunto al cambio optimum, li bisogna cominciare a ragionare.
Stessa cosa per chi si lamenta “ma non ha 13 capitoli”?
Si peccato che dopo arrivato all’11 NON DEVI proseguire per forza a finire il gioco ma il capitolo, volendo, ha durata “infinita”.
Tra l’altro cosa qui non detta le missioni secondarie DEVONO essere affrontate anche dopo aver terminato il gioco per farle tutte, in quanto alcune sono IMPOSSIBILI al grado di abilità massimo raggiungibile al capitolo 11, quindi si viene incontro anche ai fan di vecchia data.
Scommetto comunque che la buona metà di chi scrive sul blog SE ci arriva non troverà nemmeno i chocobo e verrà qui a dire che in FFXIII non ci sono le sezioni dove vanno cavalcati i chocobo :D
Resta il fatto che comunque il gioco nel complesso è più che discreto, sicuramente più stimolante dei Jrpg già usciti su questa generazione almeno per quanto riguarda i combattimenti, da rivedere imho è la fase di “scolarizzazione” iniziale, che è troppo lunga e può far venire facilmente a noia il titolo prima di vedere espresse tutte le potenzialità, la gestione delle quest, che non siano solo il classico “picchia tizio” ma che abbiano enigmi non sarebbe male, e l’inserimento dei DIALOGHI con gli NPG e magari delle OPZIONI di dialogo.
COn questi accorgimenti imho verrebbe fuori un ottimo prodotto ma almeno c’è da sperare che i nuovi Jrpg non siano ormai solo minestra riscaldata, è questo è già un bene.
Linuxuser
23 mar 2010 - 12:18 - #14#13: Non sono un fanboy te l’assicuro invideo alcune esclusive per 360. Ma non venirmi a dire che in game non si notano differenze soprattutto su un full hd. (certo che se mi giochi su un 22” pollici full hd il tuo discorso è giusto). Se inizia a giocare con schermi di discrete dimensioni ma nemmeno troppo (gia con un 32” si notà la differenza). Una domanda per chi possiede la versione 360? Ma i 3 dvd sono diversi (dico come immagini) o sono identici con sopra scritto DVD 1, 2 e 3?
animale
23 mar 2010 - 12:32 - #15la trama di sto gioco é bruttissima
i personaggi scappano e il piu delle volte non sanno cosa devono fare!!!!
Al cap 11 (disco 3) ci sono arrivato…. La vera libertà non c’é razza di tonti!!!
In realtà finite in un giardino zoologico nel quale ci sono mostri forti dove potete passare giorni a levellare quanto vi pare…. Ma niente mapppa del mondo.
Pensate prima di sparare caz2ate!
La trama é il sogno di un bambino id1ota senza fantasia…..
E lo dico da fan di ff7 8 9 10
questo é veramente un final f davvero stupido con grafica molto bella e basta
alatriste
23 mar 2010 - 12:35 - #16No bhe come trama secondo me cag@ in testa a FFVIII, X e ovviamente XII… i problemi di FFXIII sono ben altri.
L’unico difetto della trama è che perde qualche colpo nel cap 11 e 12, ma poi si riprende sul finale che mi è piaciuto proprio.
evilcloud
23 mar 2010 - 12:45 - #17@#13
Ti quoto al 100%
n3kr0s
23 mar 2010 - 12:45 - #18Concordo con gli ultimi commenti in fin dei conti. Non capisco da chi partano i meno …/
ruka
23 mar 2010 - 12:48 - #19e giù di flame!! XD
andrea85
23 mar 2010 - 12:52 - #20@ animale..
purtroppo hai ragione…
animale
23 mar 2010 - 13:03 - #21proprio una boiata di gioco
hanno sfruttato il nome final f e basta…. la trama fa skifo
lineare e semplicissima, salva il personaggio x e corri a uccidere i cattivi y
skifo, vergogna square-enix
Alezzz
23 mar 2010 - 13:07 - #22beh la trama è molto meglio di final fantasy VIII (un continuo “ma che cazz…..” con le storie della strega veramente ridicole) meglio del IX dove ra un po banale e del X…per cui da “fan” di FF non vedo come dirsi delusi dalla trama.
Sulla world map e la libertà già se ne è parlato: NON c’è world map con le città ma un mappa discretamente estesa dove “farmare” e farsi le subquest, che hanno il difetto di essere tutte “vai li e picchia questo coso”….e mi pare chiaro anche questo.
Non capisco dunque come si possa dire però BRUTTO un gioco che è comunque sopra la media delle produzioni JRPG uscite ad oggi.
Di certo non è perfetto ma un passo vero una bella svecchiata del genere e titoli migliori, un apripista, ma considerarlo meno che discreto è dire che non piace il genere IMHO.
@
linuxuser si ho uno schermo full molto piccolo, giusto quei 50 pollici sai non le noto le cose :D
Il gioco in movimento, a parte le solite differenze di gamma colori, è IDENTICO.
Se poi tu metti pausa e conti i pixel non so, io in movimento a occhio non ho notato differenze.
I filmati sono OGGETTIVAMENTE l’unica differenza e la qualità su 360 è pesnatemente influenzata dalla compressione, che ho trovato realizzata in maniera davvero pessima.
Su ps3 i filmati, non compressi, sono ,ovviamente, superiori.
fine delle differenze
animale
23 mar 2010 - 13:12 - #23per uccidere qualche bestia feroce del cap 11 PRIMA bisogna finire il gioco e poi tornare indietro ad ammazzare qualche mega rinoceronte…..
ma il senso?????????????????
perche’ uno dovrebbe tornare indietro ad ammazzare un pugno di pixel dopo aver concluso la storia? quando e’ tutto FI-NI-TO!
che senso ha?
ma che caz2ata e’? e’ divertimento? io lo chiamo tempo perso
nonsense
sdsaasdasdasdghfs
23 mar 2010 - 13:20 - #24Il prodotto, non è male, come molti l’hanno descritto.
I problemi principali, sono legati alla struttura del gameplay, innovativo rispetto ai precedenti episodi, ma è un innovazione non del tutto riuscita.
- Vedi fasi di combattimento
- Esplorazione
- Personalizzazione
Il vero punto debole secondo i miei gusti, sono quelle ridicole trasformazioni degli Esper in veicoli, davvero non mi vanno giù.
La storia, come da tradizione [tralasciando FF12] è stupenda.
La grafica, sempre come tradizione è splendida.
Non il migliore nè il peggiore.
Ha i suoi limiti e difetti, così come ha i suoi pregi.
[ rimpiango pero’ ancora i FFVIII - FFIX ]
sdsaasdasdasdghfs
23 mar 2010 - 13:21 - #25“beh la trama è molto meglio di final fantasy VIII (un continuo “ma che cazz…..” con le storie della strega veramente ridicole) meglio del IX dove ra un po banale e del X…per cui da “fan” di FF non vedo come dirsi delusi dalla trama.”
Non diciamo eresie.
Alezzz
23 mar 2010 - 13:30 - #26che senso ha ammazzare le weapon in final fantasy VII?
Che senso ha cercare la summon knight of the round table? O le mime +quadra magic?
PER TE Nessuno FF VII lo puoi finire pure in 20 ore di gioco che il mostro finale è tarato sul livello a cui ci arrivi (piu sei scarso tu più è scarso lui).
EVIDENTEMENTE se ste cose i fan della serie le vogliono ci sarà qualcuno che gradisce avere degli scontri con grado di sfida PIU ELEVATO di quelli della quest principale, che notoriamente sono accessibili anche ai giocatori più scarsi per fargli godere appieno almeno la storia principale.
Ragionando come fai tu ma che ci giochi a fare ai videogames scusa? basta che ti vedi il riassunto della trama su you tube no? che ti frega di picchiare dei pixel :D?
Certe volte fate degli interventi davvero da lasciare sgomenti per la povertà di contenuti e argomentazioni.ma meglio dire “non mi piace e basta” piuttosto che sparare stupidaggini no?
Alezzz
23 mar 2010 - 13:36 - #27il commento sopra è riferito all’ultimo di animale ovviamente, per
@25
de gustibus TUO certo ne FFVIII ne FFIX sono ricordati per essere dei picchi positivi della serie, anzi.
Io personalmente preferisco di gran lunga FFIX, anche per il design volutamente “bizzarro” dei personaggi, FFVIII la trama l’ho trovata così orrenda che nemmeno sono riuscito a finirlo, arrivato ad artemisia mi ero già abbondantemente stufato, ho ancora il save sulla psone ma ho fatto prima a vedere come finiva la storia da un amico.
Trama di livello infimo, continui deus ex machina per giustificare una storia che non sta in piedi nemmeno per sbaglio….tra la strega, l’astronave nello spazio etc etc….de gustibu a me ha fatto schifo.
Se ci aggiungi la gestione dei guardian force…beh ecco….dai su è abbastanza imbarazzante come gioco.
animale
23 mar 2010 - 13:40 - #28Alezzz
uno ammazza mostri secondari anche per prepararsi al combattimento finale, levellando e testando i propri personaggi pregustando la sfida finale dove prenderai a calci nel cu1o il cattivo finale
Una sorta di lista da spuntare poco alla volta
ma se prima finisci il gioco e POI E solo POI vai ad ammazzare il bestiario ( non mi risulta ci siano ultima/omega weapons) a me la voglia passa di brutto
niente applausi, niente full motion conclusivo, niente di niente…… solo una domanda in testa
“e adesso?” e ti ritrovi ancora a girare a casaccio sulla mappa con tutti i pg levellati senza nient da fare
noia
almeno secondo il vecchio procedimento (prima boss secondari tostissimi, poi mostro conclusivo) potevi gustarti il finale e spegnere la consolle con gli occhi gratificati
sdsaasdasdasdghfs
23 mar 2010 - 13:54 - #29Alezz, certo sono gusti .
Pero’ non parliamo della gestione delle evocazioni, che qui FF13 è davvero IMBARAZANTE.
Alezzz
23 mar 2010 - 14:17 - #30in FFXIII sono pietose, anche questo è una cosa che va migliorata, servono solo e sporadicamente con alcuni boss delle secondarie e volendo col boss finale.
E non parlo della trasformabilità o meno ma proprio del fatto che sono alquanto inutili nel gioco :D
@animale
ti ripeto che non è vero ciò che dici, nel senso che le weapon ad esempio nel vii le potevi lasciare li dove erano e non succedeva nulla.
Le facevi fuori “per sfida” non per fare exp e mazzolare sephirot alla fine ;)
L’approccio poi non mi pare assolutamente differente da quello di altri giochi, anzi, anche in mass effect puoi continuare a gioco finito e/o ricominciare col personaggio livellato.
Mi pare una cosa che fanno oramai quasi tutti per garantire RIGIOCABILITA’ ai titoli e non puoi vederla come un difetto, è un discorsos enza alcun senso.
Se a te sto gioco fa schifo, e lecito che sia così, è OVVIO non lo rigiocherai ma non puoi dire che sia un difetto il fatto che sia rigiocabile per chi invece lo ha gradito….poi se non riesci a vedere l’assurdo del tuo discorso non so che altro dire.
FAcco
23 mar 2010 - 14:54 - #31Il gioco è molto bello… dal cap 11 gli scontri sono tatticissimi e se non imposti l’optimum in un modo decente non vinci. cosa diversa è lo sviluppo del cristallium dei personaggi k a volte è davvero unidirezionale mentre per altri lo si intravede più poliedrico ma cmq scarsamente creativo. L’ideale sarebbe stato un sistema del gambit per i PG diversi dal leader ma sarebbe stato troppo complesso e cervellotico.
La linearità la leggo così: non poteva essere diversamente per far esplodere i pezzi da 90 nel finale e nelle battaglie su Grand Pulse. All’inizio si chiudono molti scontri premendo sempre X (ho la PS3) ma dopo no… sì, certo, hai passato 28 ore su un binario e a volte è un po’ monotono ma tutti i FF a cui ho giocato sono così a certi punti è normale.
World map??? ma che cavolo ve ne fate? vi leggete le pagine degli archivi e capite benissimo dove siete… pigrizia…
mornon
23 mar 2010 - 15:19 - #32“appena 21 anni”?
per gli standard dei personaggi di FF significa essere un veterano di guerra :)
di solito si viaggia tra i 15 e i 19 per i personaggi principali
animale
23 mar 2010 - 15:32 - #33Vabbe’ alezzz, sono io che non so piu’ cosa dire….
La rigiocabilità e’ una cosa importante per un titolo….ma qui non c’e’ rigiocabilità
Una volta finito il game torni allo zoo safari e uccidi un mostro. Fine.
Poi stai a cazzeggiare all’infinito dentro ad un recinto senza saper che fare come uno scemo senza scopo
Ha senso?
Che rigiocabilità da dementi e’ questa?
tanto valeva sviluppare il gioco in modo classico, con weapon facoltative, poi mostro finale, fine della trama del gioco e adios baby
Boh, saro’ invechiato io che cavolo ne so….. oppure ci sono tanti binbominkia qui dentro che basta rinominare il gioco “barbie e ken al supermarket” col brand final fantasy che si bagnano i pantaloni
il marketing vi ha lobotomizzato
comq sai una cosa? stika2zi, non me ne frega niente, “rigiocatelo” tu hahaha
Linuxuser
23 mar 2010 - 15:33 - #34Comunque sarà anche lineare ma a meno di non fare tutto tremendamente di fretta lasciando stare le missioni secondarie (che nell’ultima parte del gioco sono gratificanti) il gioco non vi dura meno di 80 ore (circa 6-7 volte la durata di un gioco normale circa 20 volte la durata di un giocaccio come Modern Warfire.
porsche
23 mar 2010 - 15:50 - #35ma avete notato che lightning ha il busto lungo e spropozionato nella copertina?
nonnullo
23 mar 2010 - 15:51 - #36Attaccante Occultista e Terapeuta fanno la Pean trionfale, non il Raid inesorabile!!
Che per la cronaca è ATT OCC OCC!! :)
nonnullo
23 mar 2010 - 16:08 - #37Edit: PeanA trionfale, mi ero perso la A.
Alezzz
23 mar 2010 - 16:38 - #38@animale
a parte le volgarità hai argomenti perchè se scrivi
“ma qui non c’e’ rigiocabilità
Una volta finito il game torni allo zoo safari e uccidi un mostro. Fine.”
e infamous allora? e mass effect?? quando finisci torni fai le missioni secondarie e poi? il filmatino lo hai già visto che te le fai a fare?
Poi il fatto che siano entrambi giochi dove, chi più e chi meno, puoi fare delle scelte che influenzino l’andamento del gioco (+in mass che in infamous ovviamente) è un ULTERIORE elemento di rigiocabilità, ma se infamous o mass effect ti hanno fatto schifo è OVVIO che non li rigiocherai comunque.
Allo stesso modo questo gioco non ti piace, le sue quest secondarie le trovi brutte…benissimo se per te uno scontro difficile che magari dura 10 minuti e vinci per un soffio a FF XIII non ti diverte non hai motivo non solo di “rigiocarlo” ma proprio di giocare a questo gioco.
L’assurdità che ti si contesta è che tu trovi motivo di cricitica nel rendere un gioco rigiocabile…le sue meccaniche quelle sono, mi pare che anche io ti abbia già detto che è limitato nelle quest secondarie, tutte di solo picchiaggio che nemmeno nel più becero dei mmorpg, ma il limite è nel gioco non certo nel fatto che alcune siano più difficile e le devi affronatre al livello di exp massimo….queste sfide, tanto care ai nipponici tra l’altro, ci sono sempre state in FF.
Poi se il tuo scopo è trollare su un blog pace, cacchi tuoi, ma mi pare che non sia ugualmente sto gran modo costruttivo di passare il tempo…a sto punto ti facevi una visita allo zoo safari :D
Amtsea
23 mar 2010 - 16:49 - #39Ho voluto dar credito estremo a questa recensione,a tal punto da giustificare l’acquisto del titolo in questione. Ero davvero molto combattuto su questo capitolo della saga e, leggendo a destra ed a manca (in questi commenti compreso) pareri infinitamente discordanti tra loro, ho preferito dar peso alla passione di chi ha recensito il gioco, sintonizzandomi sulla sua sensibilità e piacere nel vivere storie intense, emozionanti e riflessive.
Sono giunto alle mie 3 ore scarse di gioco..capitolo 2… beh devo dire che PER ADESSO avverto un senso di piattume abbastanza pesante… i personaggi non li sento particolarmente “vivi” e caratteristici e la storia non accenna ancora a librare in volo… ecco diciamo che, se dovessi interrompere la partita in questo preciso istante, mi resterebbe difficile riprenderla nuovamente in seguito… tenendo conto dei mancati spunti per farmi adorare il gioco e del senso di piattume attuale… C’è davvero da dirlo: ci vuole molta pazienza per questo gioco, perlomeno inizialmente… (colpevole anche lo starlo a giocare DOPO god of war 3 che fa del colpo di scena e della meraviglia grafica il suo centro focale..). Non mi sento di colpevolizzare chi non è riuscito ad andare oltre ad una prima sessione di gioco, riconosco che spazientirsi è umano,e questo gioco non sta facendo nulla per attirarti a se..Vedremo proseguendo cosa accadrà.
LOLLO2
23 mar 2010 - 16:54 - #40http://images.eurogamer.net/assets/articles//a/9/9/4/0/4/1/BadCG_001.jpg.jpg
http://images.eurogamer.net/assets/articles//a/9/9/4/0/4/1/badcg2.jpg.jpg
ahahah
alexi_83
23 mar 2010 - 17:08 - #41Quoto alla grande il primo commento di Alezzz sn pienamente concorde!
pele-80
23 mar 2010 - 17:12 - #42Io sono arrivato al capitolo 9 e fin qui l’ho trovato molto facile, giusto perchè è proprio questa la novità più significativa di FF XIII…..
Detto questo, lo credo che molti ne sono rimasti entusiasti, visto la sua facilità……
Grossa pecca del gioco è che non ti trovi mai di fronte al “cattivo” della storia (almeno fin dove sono arrivato io…)
L’optimum è un idea azzeccata, ma purtroppo riuscità a metà…pensavo che si riuscisse a bloccare qualche funzione in più, ma niente!! quindi si limita il tutto in “attacco, attacco curo curo…” e finisci i combattimenti.
Un altra cosa che proprio non mi va giu è che anche se prende tutti gli esper, puoi usare solo uno per battaglia, cioè quello del leader!!!!
Mi sono stancato di dire ciò che non mi piace di sto gioco, dico solo l’ultima cosa:
Square-Enix voleva ricreare un gioco che fosse più facile e che avvicinasse nuovo pubblico ai jrpg, ovviamente per vendere di più!!! Ma c’è riuscita? Vedremo, se aqlmeno venderà la metà delle copie vendute da FF VII oppure FF VIII!!!!
Cmq per me questo è e rimarrà un FF per “neofita”!!!!!!
LOLLO2
23 mar 2010 - 17:23 - #43@pele-80
fino al capitolo 10 sarà abba facile perchè è come un gigantesco tutorial fino a quel punto, poi dal cap 10 dove il gioco rompe bruscamente la llinearità e ti catapulta dentro il mondo aperto ed il gioco si fa duro… molto più dei vecchi FF.
più avanti vai e più ti accorgerai come gli occultisti i sinergisti e qualche volta anche i sabotatori e le sentinelle sono indispensabili non solo per alcuni boss e miniboss ma anche per normali gruppi di nemici per cui occorre una strategia specifica.
Facile staminkia, fidati… il capitolo 9 è ancora facile ma dopo sò cazzi xD
PincoPullo
23 mar 2010 - 17:24 - #44La cosa che mi rompe di più è la copertina… nella collezione le ho tutte bellissime, bianche con la scritta, ora invece c’ho stampato sto capello rosa… bah!!
FAcco
23 mar 2010 - 17:57 - #45@Pele-80: se mi avessi letto magari non avresti sprecato energia nel premere tasti a caso…
animale
23 mar 2010 - 18:13 - #46si’ in effetti sto un po’ trolleggiando :)
cio’ non toglie che resta un gioco abbastanza piattino e piacera’ ai nuovi che si avvicinano al mondo dell’anal fantasy
agli storici giocatori di un tempo rimane l’amaro in bocca ; /
evilcloud
23 mar 2010 - 18:55 - #47@pele-80
Avendo finito TUTTI, e dico TUTTI i ff, tranne il 12 perchè proprio non mi andava giù, mi trovi parecchio in disaccordo.
Per me il 13 ad ora risulta il + difficile di tutti.
In tutti gli altri bastava crescere di qualche livello, o farmare un pò d +, o acquisire l’arma + potente, per andare avanti senza problemi.
In tutti i final fantasy c’e’ sempre stato 1 o al massimo 2 boss secondari che risultavano + impegnativi, (Emerald Weapon nel 7, Omega nell’8, Der RIchter nel 10, tanto per essere chiari), ma per il resto è semrpre stata una passeggiata.
In quest’ultimo ff invece, a volte mi risulta difficile persino battere i mob che si incontrano per strada (vedi viverna al capitolo 5 o 6 non ricordo adesso).
antoniello
23 mar 2010 - 19:49 - #48lo schema di ff13 potrebbe essere riassunto cosi:
siete in una parte della mappa, dovete andare dal punto a( ovvero la partenza) fino ad arrivare il punto b senza nessuna possibilità di trovare un mini-gioco o una strada secondaria. Nel mezzo ci saranno filmati-combattimento-filmati-combattimento-filamti-combattimento…….Ora non dico che non sia un ottimo gioco ma lasciando stare la trama, oltre alla caccia hai mostri, non potevano mettere più side-quest?
antoniello
23 mar 2010 - 19:58 - #49poi final fantasy è quel tipo di giochi che o ti piace o lo odi…..be forse devo ancora abituarmi a questa innovazione del titolo, perchè io sono rimasto ancora alle vecchie origini, dove la grafica non era l’unica cosa che contava
Ico79
23 mar 2010 - 20:04 - #50Concordo in pieno sulla recensione!
Ridateci Uematsu per le musiche!!!!
E poi… che scatole…ha la linearità di un action, ma è a turni! Che triste!
Per il resto… molto bella la storia e i personaggi sono molto caratterizzati, la grafica fantastica, ma gli ambienti sono totalmente spogli e privi di interattività