Per manifestare tutta la loro contrarietà alla rigorosissima linea adottata dall’ente governativo australiano OFLC (omologo del nostro PEGI) nel classificare i cosiddetti “videogiochi violenti”, diverse centinaia di videogiocatori hanno deciso di inscenare una protesta che ha dell’incredibile: hanno infatti indossato abiti e maschere da zombie, si sono lanciati vicendevolmente addosso qualche simpaticissima secchiata di sangue finto e sono scesi per le strade di Sydney tra lo sbigottimento dei passanti e le feroci occhiate dei tutori dell’ordine, certamente poco preparati ad affrontare una vera e propria ondata di non-morti famelici di cervello umano diritti negati.
L’oggetto del contendere è tristemete noto e riguarda i criteri per la classificazione discriminatoria dei videogiochi in uscita in Australia: mentre per le opere cinematografiche, musicali e letterarie a contenuto “maturo” l’OFLC adotta un “bollino” che ne consiglia la fruizione ai soli maggiorenni (il classico “18+”), per i videogiochi il limite massimo del bollino è quello dei 15 anni.
La conseguenza diretta di questa disparità che assume apparentemente un carattere “burocratico” ed innocuo, è che qualsiasi videogioco che ha al suo interno dei contenuti non adatti ad un pubblico con un’età inferiore ai 15 anni rischia di essere illegale una volta approdato in Australia: è già successo in passato con F.E.A.R. 2, Silent Hill Homecoming, Fallout 3 e tanti altri, e continuerà a succedere fin quando il metro di giudizio adottato sui prodotti videoludici non verrà equiparato a quello delle restanti opere dell’intelletto umano.
Unendoci quindi agli amici australiani che hanno deciso di zombizzarsi e di lottare per difendere i propri sacrosanti diritti, vi mostriamo le immagini dell’originale protesta.
Australia: le immagini della protesta degli zombie
marco-b-m
19 mar 2010 - 10:05 - #1La censura è sempre sbagliata, e l’Australia così come la Germania, dovrebbe rivedere le leggi a riguardo. Io, cittadino, devo essere libero di poter fruire di qualsiasi prodotto di intrattenimento, così come è stata creata. Certo, ci sono dei limiti (gli snuff movie ad esempio) ma per il resto direi che ci dev’essere ampia libertà.
In ogni caso, sono anche c’accordo sul fatto che gli sviluppatori spesso esagerano, basti vedere Dante’s Inferno.
http://graphmag.wordpress.com/
danyengine
19 mar 2010 - 10:41 - #2Sinceramente io da quella ragazza zombie moretta che si vede nella foto, mi farei sbranare mooolto volentieri :p …
kusanagi
19 mar 2010 - 10:56 - #3ahahah sai le risate se mi fossi trovato li con la mia ragazza, l’avrei dovuta prendere in cima ad un albero…..
specialkriss
19 mar 2010 - 11:04 - #4Questi australiani sono veramente pazzi……MI PIACCIONO!!!
ruka
19 mar 2010 - 12:09 - #5bello. bella inziativa, divertente, originale e… caspita se hanno ragione.
jaks
19 mar 2010 - 12:43 - #6ma cosa gli costa creare un bollino con scritto +18?
PIRATA360
19 mar 2010 - 12:51 - #7Hanno ragione, per ogni minima cosa censurano o addirittura bloccano un prodotto! Ma chi decide cosa deve passare e cosa no? Topolino?
perfettodj
19 mar 2010 - 13:20 - #8Bellissimo, così si fa, una protesta con stile asd
danielsan
19 mar 2010 - 14:33 - #9Anchio mi trovo pienamente daccordo con la laro protesta.. e che protesta! Geniale! :)
alexdeejay
19 mar 2010 - 14:52 - #10andate a lavorare
adebayor
19 mar 2010 - 15:10 - #11Secondo quelli che vorrebbero più censure,investire un pedone a GTA è diverso dallo staccare la testa ad un minotauro in God of War..non a caso non si sono fatte storie per questo titolo.
oh noes!
19 mar 2010 - 15:16 - #12@alexdeejay
mammamia che commento interessante sull’argomento! cioè veramente, che letterato, un futuro giornalista!
bravi australiani, prendiamone esempio che con la società di vecchi bacchettoni che abbiamo( quelle madri fallite del moige per esempio) potremmo essere i prossimi
Canzy28192
19 mar 2010 - 18:26 - #13Avete la mia solidarietà, non mollate!
marco66fi
19 mar 2010 - 18:47 - #14che forti sti qua’, certo vietare un gioco e non un film violento e’ assurdo, sicuramente sono contro queste censure in generale.