
Call of Duty: Black Ops tocca argomenti scomodi e che potranno portare polemiche. Non che ci fosse bisogno di ribadirlo, ma ad ammetterlo su MCV è Mark Lamia di Treyarch Studios, che coglie anche l’occasione per dire che la modalità multiplayer sarà “un gioco a parte”.
«Consideriamo single e multiplayer come esperienze diverse. La campagna è epica e cinematica, ve la godrete da soli. Il multiplayer è un gioco a parte. Speriamo che Combat Training fornirà uno strumento adeguato a chi non ha mai giocato in multiplayer. Potranno prepararsi ad andare online senza essere bombardati immediatamente»
Sugli argomenti controversi di Black Ops:
«Il gioco è ambientato nella guerra fredda e ci saranno certamente alcuni argomenti controversi. Ma il mio scopo è creare un prodotto d’intrattenimento e siamo forti sostenitori della libertà creativa. Il nostro gioco è interamente basato sulla finzione, non stiamo facendo nessuna ricostruzione storica. Facciamo ricerche per creare un’ambientazione dove il giocatore si possa immergere, ma è solo uno sfondo per la nostra narrazione. La nostra storia è ambientata in ogni genere di periodo storico controverso, ma ci sono stati così tanti libri e film a farlo già, quindi puntare il dito sui giochi sembra ingiusto»
Call of Duty: Black Ops non sarà certamente l’unico gioco a sollevare polemiche, anzi: recentemente Medal of Honor è stato attaccato nientemeno che dal Ministro della Difesa britannico.
Call of Duty: Black Ops è in uscita il prossimo 9 novembre per PC, Xbox 360, PlayStation 3 e Nintendo Wii.
amon-amarth
24 set 2010 - 12:31 - #1sempre pronti a puntare il dito contro giochi di guerra,ma pensassero alla guerra vera invece di rompere le p**** a noi videogiocatori.
ANTO (ROMA)
24 set 2010 - 13:15 - #2Spero propio che questo single-player sia così spettacolare come dicono. E che sia più longevo del suo predecessore. Mio al D1.
leonida73x
24 set 2010 - 13:17 - #3^^^^^^^^^^^^^
TANTO VERO!!!!!!!!!!!
bulova68
24 set 2010 - 13:20 - #4le polemiche le inventano l’ oro stessi x attirare il publico verso un gioco. ormai si e’ capito benissimo che il parlare bene o male di un gioco porta publicita’.mi pare di vedere fabrizio corona che dice nel bene o nel male l’ importante e’ che se ne parli(battuta rubata ma non ricordo il nome)
sonakin
24 set 2010 - 13:22 - #5l’oro stessi…
OMG
GSP
24 set 2010 - 14:20 - #6non vedo l’ora di ammazzare qualche sovietico.
ApocalypseNow
24 set 2010 - 15:06 - #7#6 Non vedo l’ora di ammazzare qualche fascista italiano… -_-
#4 Mi aggrego a Sonakin e devio il volto per non vedere quello che hai scritto (scherzo ^^). L’oro??? Hai 42 anni eh =D (ripeto che scherzo)
roberto-d
24 set 2010 - 15:40 - #8Perdonatemi, ma non mi sembra che gli stessi che criticano Call of Duty sprechino il loro fiato a criticare altre forme di intrattenimento che trattano a volte argomenti ancor più scomodi come i film, le serie televisive o la musica. Come per i ‘cartoni animati’, una parte della società è rimasta a quando i videogame erano solo per bambini, senza sapere che, come per i film d’animazione, sono nati altri generi di videogame che i bambini non dovrebbero neanche toccare la custodia.
chiff
24 set 2010 - 16:20 - #9mediaset presenta… pubblicità
bulova68
24 set 2010 - 16:28 - #10mi dispiace x gli errori ortografici ma iphone scrive come gli pare e x correggerli e’ una caciara( scusatemi).se vi danno tanto fastidio ditemelo che non intervengo + ai forum
ApocalypseNow
24 set 2010 - 16:48 - #11#10 No, figurati ^^ Ti capiamo, anch’io ho avuro terribili esperienze con l’Iphone.
bulova68
24 set 2010 - 17:06 - #12roberto~d . il tuo discorso e’ giusto.la societa’ non ha ancora capito che i videogame non sono solo x bambini. e allora ci dovrebbe essere + informazione da parte dei produttori. io attualmente sto giocando a mw2 in rete vietato ai minori di anni 18.sai quanti bimbi si sentono parlare in rete?direi il 40%. io penso che un acquirente dei giochi deve essere + informato magari direttamente dal venditore ma sinceramente non mi e’ mai capitato.anche i genitori non ne sanno nulla sul codice pegi. e allora di chi e’ la colpa? del produttore che mette uno striminzito codice?o del venditore che non informa l acquirente pur di incassare i soldi?oppure dei genitori che non pensando che il gioco e’ vietato lo compra x rendere il monello contento?x me la colpa e’ di tutti questi fattori.basterebbe scrivere magari dietro la custodia bello grande come sulle sigarette VM di anni?
ApocalypseNow
24 set 2010 - 18:37 - #13#12 Boulova, dipende da persona a persona, io ad esempio ho 14 anni ai giochi hardcore da quando ne avevo 4 e posso dire per esperienza che certi giochi ti fanno maturare. Io devo ringraziare i film e i videogiochi “per adulti” se ora ho un cervello maturo e responsabile da “adulto” perchè ripeto: dipende da persona a persona, si può vedere come su questo blog ci sono “adulti” che non fanno altro che trollare e insultare gratuitamente persone e cose e che non dimostrano di essere all’altezza nell’apprezzare l’arte di un videogioco o altro… Io ringrazio a questo punto i negozianti che mi hanno sempre venduto i giochi +18 che mi hanno portato a quest’età molto brillantemente. Poi ovvio che il motivo per cui lo permettono è prima di tutto il profitto, ma questa è un’altra storia…
ApocalypseNow
24 set 2010 - 18:43 - #14Correggo: “io ad esempio ho 14 anni E GIOCO ai giochi hardcore da quando ne avevo 4″
l1nkn
25 set 2010 - 14:28 - #15Mi viene il nervoso sentire la gente che parla dei videogiochi manco fossero droga.
L’altra volta in una puntata di Forum hanno criticato i videogiochi con luoghi comuni e commenti ignoranti da nascondere la testa sottoterra e vergognarsi di essere nati.
Il brutto è che in situazioni del genere non si può nemmeno intervenire.
Dicono tanto che i videogiochi distraggono dallo studio e fanno diventare le persone ignoranti…ah si?
Io mi sono diplomato con 99 e frequento ingegneria aerospaziale con una buona media, conosco benissimo l’inglese grazie ai videogiochi: quando ero bambino venivano tradotti raramente, quindi ero obbligato a capire l’inglese per poter giocare.
Inoltre dal punto di vista della trama e dei temi trattati, i videogiochi hanno mediamente superato i film, i quali (eccetto qualche caso) sono diventati veramente piatti, commerciali, noiosi e ripetitivi.
Un’altra critica di Rita Dalla Chiesa: “ma piuttosto che giocare ai videogiochi chiusi in casa non possono andare a giocare a pallone o a pallacanestro con gli amici?”
Forse a qualche persona sfugge il fatto che siamo nel 2010 e tutto è cambiato:
un ragazzo dove dovrebbe andare a giocare? In strada con un traffico di 1 auto al secondo? In qualche campetto degradato pieno di bulli e spacciatori?
E poi non tutti sono portati per lo sport….io ho sempre avuto una resistenza pari a zero, mi dà fastidio correre e preferisco farmi 2 ore di palestra per stare in forma piuttosto che rincorrere una palla, facendo allenamenti assurdi ogni 2 giorni e partita la domenica. Questo si che porta via tempo allo studio, perchè tronca via tutto il pomeriggio e quando uno torna a casa è stanco e non ha più voglia di studiare…