A distanza di diciotto mesi circa dalla pubblicazione di Dragon Age: Origins, i ragazzi dell’ormai storica casa di sviluppo canadese di BioWare sono pronti a sconvolgere ancora una volta il multisfaccettato universo dei giochi di ruolo di stampo occidentale con questo nuovo capitolo della loro giovane saga fantasy.
La spasmodica voglia degli appassionati di ritornare nel Thedas per combattere contro Golem di pietra e demoni fiammeggianti ha spinto la famosa sussidiaria nordamericana di Electronic Arts a velocizzare i lavori per ritornare celermente dal loro sconfinato e fedele pubblico: grazie all’immensa esperienza maturata in questi anni nel campo dei GDR inanellando un successo dietro l’altro (da Mass Effect a Kinghts of the Old Republic, la lista è infinita), Ray Muzyka e compagni hanno intelligentemente accantonato la linea narrativa e del precedente episodio della serie per abbracciare, con un coraggio dimostrato solo dai grandi sviluppatori, un progetto legato solo marginalmente al suo diretto antesignano.
Come cercheremo di capire subito dopo la pausa attraverso questa recensione, tale scelta si riverbera sulle meccaniche di gioco e sull’avventura nel suo complesso al punto tale da indurci a considerare Dragon Age II non un seguito vero e proprio ma una sorta di “spin-off maggiore”, con tutte le conseguenze che potete facilmente immaginare in termini di innovazione (e dei conseguenti rischi corsi con chi ha adorato l’impostazione di Origins…).
LA STORIA SIAMO NOI
Cronologicamente parlando, la trama di Dragon Age II corre parallelamente al Quinto Flagello che tanto ci ha fatto penare in Origins e, con una serie di espedienti letterari che vi spiegheremo tra poco, compie dei salti ciclici in un lasso di tempo che, per tutta la durata del gioco, coprirà all’incirca dieci anni: con un vero e proprio colpo di teatro, infatti, i ragazzi di BioWare decidono di accantonare il discorso dell’eterna lotta tra le forze del bene (Templari, Custodi Grigi e quant’altro) e quelle del male (i figli della Prole Oscura) per raccontarci, in un modo decisamente meno epico ma comunque dannatamente interessante, le gesta del futuro Campione di Kirkwall attraverso le parole di un suo vecchio amico, il nano Varric.
Interrogato dall’Inquisitrice Cassandra per capire i motivi che hanno spinto ile genti del Thedas sull’orlo di una sanguinaria guerra civile, il simpatico Varric inizia così a spiegare alla sua pericolosa interlocutrice come tutto ha avuto inizio attraverso una serie di flashback che, dal Prologo sino all’Epilogo, saremo in grado di rivivere videoludicamente (e plasmare narrativamente) nei panni di Hawke. Differentemente da Origins, perciò, l’editor del personaggio sarà molto meno libero, ci obbligherà ad utilizzare un eroe umano consentendoci di sceglierne solamente il sesso, il nome (ma non il cognome) e pochi valori caratteristici di una tra tre specializzazioni (Mago, Ladro e Guerriero).
La mancanza di opzioni in fase di editor viene però immediatamente compensata dalla ricchezza di dettagli narrativi, una qualità che acuisce la bontà della trama col passare delle ore di gioco: la rigidità degli eventi del prologo (modificabili solo marginalmente) ha garantito agli sviluppatori uno spazio di manovra incredibilmente ampio nel prosieguo della storia per arricchire di dettagli le missioni principali e secondarie, rendendo ancor più fedeli e profondi i rapporti tra l’eroe e gli altri membri del team e gli intrecci sociali tra le varie “gilde” con cui entreremo in contatto tra le quattro mura di Kirkwall, la città-stato portuale in cui Hawke e la sua famiglia troveranno rifugio e si rifaranno una vita dopo essere riusciti a scappare alla distruzione di Lothering avvenuta ad opera della Prole Oscura.
Il ventaglio di informazioni modificabili autonomamente con le proprie azioni è così ampio e lampante anche per via della scelta, compiuta volontariamente dai ragazzi di BioWare, di ambientare il titolo su di un’area relativamente molto ristrezza: quasi in tutte le 45-50 ore di gioco che in media vivremo prima di giungere ai titoli di coda, infatti, ci muoveremo solo tra i quartieri di Kirkwall, i suoi palazzi del potere e i luoghi dei Liberi Confini nelle immediate vicinanze.
KIRKWALL RECLAMA IL SUO EROE
Se l’intera implacatura di gioco di Origins tradiva uno sviluppo orientato quasi esclusivamente alla piattaforma PC, con Dragon Age II gli sviluppatori di BioWare hanno scelto di assecondare la mutata impostazione narrativa per plasmare dei menù tutti nuovi e un sistema di combattimento reinventato da zero, incentrato più sulla velocità d’esecuzione dei colpi che sullo studio strategico dei nemici sul campo di battaglia. Ma andiamo con ordine e cominciamo ad analizzare i cambiamenti apportati ai vari menù di gioco.
In maniera del tutto analoga ai menù di Mass Effect 2, in Dragon Age II il sistema di potenziamento dei singoli membri della squadra rappresenta la voce più importante di un menù radiale da cui poter gestirne le Caratteristiche, le Capacità, le Tattiche e le Resistenze. All’interno della sotto-categoria delle Caratteristiche troviamo indicati in una scala numerica i valori di forza, destrezza, magia, astuzia, volontà e costituzione che, come ogni buon GDR occidentale che si rispetti, veicolano a pioggia tutti gli altri attributi dell’eroe in base alla peculiare specializzazione (per i Ladri, ad esempio, l’astuzia determina la bravura nello scassinare o nel disinnescare le trappole, mentre per i Maghi quella stessa caratteristica va semplicemente ad indicare il livello di danni assorbiti con i colpi dalla lunga distanza).
Sulla stessa lunghezza d’onda delle Caratteristiche troviamo la categoria delle Capacità, all’interno della quale troviamo strutturata una serie di sei “mini-specializzazioni” (più altre tre per i maghi) che, in una gradevole forma stilizzata ad albero, permette al giocatore di sbloccare attacchi da corta e lunga distanza, oltre a una serie di capacità ad effetto “diffuso” (utili a tutti il gruppo) e “passivo) (destinate a potenziare le altre capacità di una determinata specializzazione).
Identiche in tutto e per tutto a quelle di Origins troviamo poi le categorie delle Resistenze (indica la percentuale di danni assorbiti dai personaggi del team) e quella delle Tattiche, grazie alla quale possiamo gestire il comportamento degli altri membri del gruppo nei momenti della battaglia in cui sono comandati dall’intelligenza artificiale (permettendoci quindi di concentrarci sui nemici senza dover impostarne manualmente gli attacchi e le opzioni di difesa). Anche l’inventario è essenziale e vicino esteticamente (ma non nei contenuti) a quello degli MMORPG, mentre per quanto riguarda il diario notiamo con estremo piacere l’opera di riorganizzazione attuata dagli sviluppatori per renderlo più fruibile e meno caotico di quello del precedente capitolo della saga.
Il lavoro svolto sui menù e sull’infinito dedalo di sotto-categorie non è però fine a se stesso come nella stragrande maggioranza dei titoli analoghi, ma segue di pari passo il cambiamento attuato sul sistema di combattimento. Come vi abbiamo accennato in precedenza, in Dragon Age II gli scontri assumono un ritmo mai visto nel suo diretto predecessore, rappresentando in questo modo un ruolo determinante nell’economia di gioco nel suo complesso. Accompagnati da una visuale non più “simil-isometrica” ma in terza persona, i combattimenti riescono ad essere mostruosamente frenetici sia perchè i nemici colpiscono in gruppo e non più uno alla volta, sia perchè il metodo scelto per rappresentare gli attacchi è sorretto da animazioni fluide e variegate.
A rendere ancor più profondo questo meccanismo ci pensano poi gli attacchi d’area e le opzioni raggiungibili dal menù di battaglia circolare selezionabile su console con il trigger laterale sinistro: sia nel primo che nel secondo caso, infatti, il tempo di gioco si ferma momentaneamente per permetterci di studiare il campo di battaglia, di curare le ferite, di lanciare magie o attacchi “fisici” (come una raffica di frecce, ad esempio) e di piazzare bombe e trappole. Quest’ultima opzione, integrata perfettamente nel sistema di combattimento, risulta essere di vitale importanza se si sceglie di intraprendere l’avventura a un livello di difficoltà superiore al Normale: contro gli avversari più ostici o le ondate di nemici, infatti, l’unico modo per sopravvivere è quello di mitigare gli effetti dei loro colpi studiando alla perfezione le capacità dei singoli membri del proprio gruppo per impostare tattiche complesse alternando le fasi d’attacco a quelle di difesa (e di rigenerazione dell’energia e del Mana).
PC E CONSOLE HD: LE DIFFERENZE
La rimodulazione totale dell’esperienza di gioco, delle dinamiche di sviluppo della narrazione e del sistema di combattimento avvicinano la saga di Dragon Age all’universo delle console ad alta definizione ben più di quanto sia riuscito a fare il precedente capitolo. Tanto per cominciare, su PC è stata completamente abbandonata la visuale tattica che, dall’alto, consentiva all’utente di abbracciare una porzione estesa della mappa di gioco per ponderare le strategie di combattimento: tale scelta è stata dettata sia dalla necessità di BioWare di velocizzare i tempi di sviluppo, sia dalla volontà di enfatizzare la bellezza estetica e grafica degli ambienti di gioco.
Mentre su Xbox 360 e PlayStation 3 la visuale in terza persona è fissa e non può essere in alcun modo variata (se non nell’angolazione), poi, su PC tale limitazione viene parzialmente mitigata dalla presenza di un’opzione per allargare la schermata attraverso lo zoom della telecamera che, comunque, continuerà ad essere sempre dietro alle spalle del membro del team selezionato.
Anche i comandi durante le fasi di combattimento e, per certi versi, i movimenti sono gestiti in modo leggermente diverso sull’una e sull’altra versione del titolo: se su console HD il lancio degli incantesimi e gli attacchi da corta e lunga distanza sono selezionabili attraverso i sei comodissimi slot dell’interfaccia di battaglia, su PC la presenza di mouse e tastiera permette all’utente di assegnare le singole capacità (siano esse offensive o difensive) su ogni tasto, e di spostare con estrema precisione la sfera d’influenza degli attacchi d’area. Sempre su PC, inoltre, è possibile ordinare attacchi continuativi senza dover necessariamente premere più e più volte lo stesso tasto: su console, invece, l’assenza di questa opzione tende a mortificare i combattimenti ai livelli di difficoltà più bassi, trasformando le battaglie in vere e proprie sessioni hack & slash.
GRAFICA E SONORO
Chi adora i titoli BioWare sa quanto sia difficile interpretarne il comparto grafico slegandolo dal contesto narrativo e squisitamente “emotivo” dell’opera nel suo insieme: se con Kinghts of the Old Republic o Jade Empire l’utilizzo massivo degli effetti particellari serviva a rendere indimenticabili le sessioni esplorative, e se con Mass Effect la caratterizzazione estrema dei volti dei personaggi costituiva uno step fondamentale per dare ai dialoghi un tenore qualitativo simil-cinematografico, con Dragon Age II la sussidiaria canadese di Electronic Arts adotta una visuale più stringente e un marcato sistema di illuminazioni fisse e dinamiche per caratterizzare gli ambienti di gioco e renderli diversi nel corso dell’avventura.
I dieci anni che passeremo dentro e fuori le mura ciclopiche di Kirkwall, infatti, saranno meravigliosamente rappresentati da una palette cromatica e da elementi architettonici mutevoli nel tempo. Le scelte che compiremo liberamente nei dialoghi e nella scelta delle missioni secondarie avranno conseguenze dirette sul design dei vari settore della città: piante rampicanti domineranno la Chiesa nel quartiere nobile se decideremo di trascurarne i suoi affari, la ruggine mangerà i bassorilievi all’entrata della Forca o della città inferiore se non sederemo le rivolte dei Qunari o degli Elfi, e via di questo passo. Cercando però di scremare i giudizi estremamente positivi sulle dinamiche della narrazione principale per concentrarci esclusivamente sul comparto tecnico, non possiamo non citare le grezze texture a bassa definizione che mappano il corpo e le armature dell’eroe e dei suoi accoliti, la scarsa fedeltà degli ambienti di gioco esterni (grotte escluse), il precario framerate nelle battaglie più concitate e la netta differenza qualitativa negli effetti particellari (stupendi su PC, scialbi su console HD). Una menzione d’onore, poi, spetta alle scermate di caricamento, delle vere e proprie opere d’arte in movimento artisticamente superiori persino rispetto a quelle (indimenticabili) di Mass Effect 2.
Ben più alto è invece il voto che diamo virtualmente al comparto audio di Dragon Age II. Nonostante la mancanza del doppiaggio in italiano, infatti, il tenore qualitativo del parlato in madrelingua è incredibilmente alto (specie per Hawke e, soprattutto, Varric), e la colonna sonora riesce a seguire dinamicamente le vicende del Campione di Kirkwall e della sua cricca tanto da accentuarne sia le fasi d’esplorazione pura che le frenetiche sessioni di combattimento.
COMMENTO FINALE
Nel poco tempo a loro disposizione, i ragazzi di BioWare hanno compiuto un vero e proprio miracolo: esteticamente e “storicamente” consanguineo di Origins, Dragon Age II prende le distanze dal suo gemello attraverso un sistema di combattimento mostruosamente veloce e una trama cucita ad arte in uno splendido vestito che, calzando alla perfezione sul corpo del protagonista principale, muta il destino di Hawke e delle genti di Kirkwall.
La scelta degli sviluppatori canadesi di ridurre all’osso la gestione ruolistica dei membri della squadra e le possibilità di personalizzazione di Hawke è però un azzardo destinato a disorientare parecchi appassionati, scontentandone altrettanti che, a ragione, vedranno in questo titolo un pesante esercizio di “consolificazione” di una saga nata su PC.
Comunque la pensiate al riguardo, Dragon Age II è il prototipo di una tipologia tutta nuova di giochi di ruolo di stampo occidentale, una generazione di progetti in cui la parte narrativa e la giocabilità spicciola perdono gradualmente qualsiasi “tecnicismo” e s’intrecciano senza soluzione di continuità per fondersi in un unico prodotto capace di evolversi al volere del giocatore, crescendo sempre più in intensità ma senza mai offrire sfide troppo complicate o difficili da portare a termine.
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Cosa ci piace
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Cosa non ci piace
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persona
14 mar 2011 - 10:25 - #1Dragon Age mi è piaciuto tantissimo. Però ho provato la demo del II, e sono rimasto profondamente deluso. Il completo abbandono della visuale tattica dall’alto è un’altra delusione. Lo comprerò solo quando ci sarà davvero un’offerta molto buona. Cosi’ intanto escono le prime patch, ma soprattutto le varie mods che sono davvero un grande valore aggiunto.
brinaldo
14 mar 2011 - 10:32 - #2E’ un po’ meno GDR, per certi aspetti sembra un po’ affrettato e poco curato, ma la qualità c’è tutta. L’ho giocato ancora poco, ma una volta che ci si abitua alle novità lo si apprezza maggiormente.
@1 Secondo me se aspetti un anno puoi avere la Ultimate Edition comprensiva di patch e DLC (come successo con Origins). A meno che non lo mettano da parte per concentrarsi su Mass Effect 3, vedrai che i DLC per questo titolo non mancheranno.
Gigio Stoppino
14 mar 2011 - 10:45 - #3La grafica su Console è meglio o peggio di Dao 1 ?? e la giocabilità comè ??
SandraGiak
14 mar 2011 - 10:52 - #4Le due demo su console mi hanno un po’ deluso. Troppo hack and slash, sinceramente. Adesso voglio provare la demo su PC.
Diegofuckk
14 mar 2011 - 10:53 - #5@3 la grafica e’ meglio,la giocabilita’ e’ peggio ….in mega sintesi
Diegofuckk
14 mar 2011 - 10:55 - #6Comunque proprio un bel gioco,peccato che il tutto sia un po’ meno profondo del primo
ang3l81
14 mar 2011 - 11:19 - #7Profandemente deluso dalla trama del gioco, sto giocando da 25 ore, ed ormai da sto quasi pensando di nn continuarlo piu. E di una monotonia allucinanete, nessuna minaccia incombente, nessun cattivo da combattere, per il momento solo 25 ore di piaceri fatti agli abitanti di kirkwall: per favore mio figlio è intrappolato aiutalo; la miniera è infestata dai prole oscura; consegnami quest’oggetto; e che palleee!!!
e come se si facessero solo sotto-sotto-sotto quest al limite della facilità
ricordo che nel primo si dovevano mettere daccordo tute le razze Elfi, Maghi, Custodi Grigi per affrontare il flagello, lo stesso personaggio doveva diventare un custode grigio e vendicare la sua famiglia, tutta un’altra roba insomma!
Gigio Stoppino
14 mar 2011 - 11:21 - #8@7
Insomma è diventato molto piu casual ;( ?
ang3l81
14 mar 2011 - 11:47 - #9e perche mi avete cancellato il commento?!?
nn si può dire che ha una trama scadente il gioco?
25 ore di gioco e nn succede nulla solo sotto quest facilissime, nessun filo conduttore nessuna trama importante come succedeva nel primo capitolo
25 ore che aiuto figli di qualcuno ad uscire da trappole, consegnare sigilli, e fare altre cose insensate fine a se stesse per raccimolare soldi
combattimenti che si possono fare anche ad occhi chiusi basta premere sempre A
delusione
lalegge
14 mar 2011 - 12:00 - #10quello che mi da veramente fastidio sono i sopratitoli molto piccoli e senza sfondo
l impossibilità di controllare gli oggetti prima di metterli nello zaino, questa problema comporta la continua apertura del menu e la frammentazione del ritmo di gioco,
non mi è piaciuto anche il sistema di craft poco profondo a mio avviso rispetto a origins.
Per quanto riguarda le cose chesecondo me sono migliorate
prima cosa la possibilità di creare molte piu tattiche e molto più specifiche, sono migliorati anche i combattimenti frenetici si ma molto strategeci naturalmente se lo giocate a incubo o almeno difficile, (giocarlo a normale è un peccato mortale diventa la brutta copia di god of war), mi piace anche il carattere dei cooprottagonisti
fatti molto bene, la grafica è migliorata rispetto a origins anche se non capisco perche hanno cambiato skin degli elfi e dei qunari, belli i ritorni di trama a origins, ma la cosa piu bella è e rimane
ENCHARTMENT!!!
danyengine
14 mar 2011 - 12:02 - #11Sono daccordo con il commento #7 di ang3l81 (Non è mica vero che te l’hanno cancellato … almeno io lo vedo ..!)
DAO era rivolto ad un mercato più “di nicchia” rispetto a DA2 … Era proprio quello il suo pregio: era un gioco che in qualche modo non era per tutti, ma solo per chi coglieva quel qualcosa di speciale che aveva.
DA2 è il classico cui tutti giocano e tutti dicono “è un bel gioco” … ma finisce lì …!
Non dico che DA2 è brutto, ci mancherebbe, ma non ha niente a con DAO, che è stato un vero e proprio capolavoro (sia come trama, che come profondità di gioco).
figura-quattro
14 mar 2011 - 12:24 - #12cmq è vero, la trama ha una profondità uguale a un episodio dei telettubies.
e sul gameplay stendiamo un velo pietoso. la cosa più bella alla fine sono le schermate di caricamento :)
maphas
14 mar 2011 - 13:29 - #13a me sta piacendo molto DA2.. dopo un pessimo impatto con il metodo di controllo mi sono abituato e la storia mi piace anche se mi sembra un po’ meno profonda del primo..
il grosso problema e’ che e’ molto piu’ facile del primo capitolo, non metto nemmeno in pausa prima del combattimento da tanto e’ buona l’ia dei compagni..
sinniji
14 mar 2011 - 13:36 - #14A me continua a farmi incavolare: assenza visuale ad uccello, equip degli alleati pari a zero, rimozione di alcune sotto classi ( Il mio mutaforma !!!) e le opzioni di dialogo! Molti si illudevano che le scelte dialogo a menu radiale cambiassero poco e invece no. Hanno introdotto quel sistema karma stupidissimo di ME2. Su DAO non avevo una reputazione col mondo, se non coi miei compagni. Su DAO potevo fare il doppiogioco, imbrogliarle o ancora minacciarle. Qua dopo un tot puoi solo fare bubucattivo oppure holybuono. Mah..
Gigio Stoppino
14 mar 2011 - 13:40 - #15#14
Insomma vota da 0 - 10 quanto li daresti ?? io gli ho dato 6,5
wermer
14 mar 2011 - 13:47 - #16Ci sto giocando da poco , sono ancora all’ inizio ,ma lo trovo molto deludente ,brutto inventario ,brutto sistema commerciale ,bruttissima visuale , e impostazione dei tasti azione del mouse orrenda.Ad oggi come voto darei un 5-, non è paragonabile come qualità al primo.
sinniji
14 mar 2011 - 13:52 - #17@15
I voti si danno agli esami accademici, non ai videogames. Mi tengo alla larga da ste cavolate console dei voti.
Diegofuckk
14 mar 2011 - 14:04 - #18@17 su pc effettivamente i voti non si usano
sinniji
14 mar 2011 - 14:05 - #19@18-15
La mania voti, no.
Diegofuckk
14 mar 2011 - 14:11 - #20@19 io direi che la mania al massimo ce l’hanno le persone,le correnti di pensiero le trovi in ambo gli schieramenti
Penso che il voto abbia senso ma chiaramente non basta il numerino,la recensione e’ da leggere
Il voto veicola in modo semplice un messaggio
Max Contex
14 mar 2011 - 14:11 - #21Totalmente in disaccordo con i commenti che criticano missioni e trame: è proprio nella cura di qualsiasi missione, anche quella più semplice, che sta la magnificenza del gioco! non c’è missione che non abbia ricevuto trattamento speciale. Vi sareste lamentati di ripetività anche di fronte un clone di Origins. Certa gente sa solo lamentarsi.
Max Contex
14 mar 2011 - 14:14 - #22E sono totalmente d’accordo con il recensore.
sinniji
14 mar 2011 - 14:20 - #23@20
Le correnti di pensieri smettono di essere tali quando alterano il mercato.
E per il voto come metro di paragone, io lo trovo semplicemente insensato. Non si puo’ applicare ad ogni titolo. E attualmente e’ diventata una fissazione per gli sviluppatori.
Su eurogamer trovi un’intervista alla BioWare se la leggi fino in fondo, capisci in che modo la vivono gli sviluppatori. Metacritic e voti, appartengono dal 2005-2006 in modo cosi’ fissato.
C’e’ un motivo se molti recensori non li mettono affatto. E fanno bene.
Un voto non esprime nulla, ne si applica ad una review. Il voto e’ un sistema di classificazione. Parere mio. :P
shinichi2
14 mar 2011 - 14:59 - #24non è un brutto gioco, ma da un sequel in genere ci si aspetta “il capolavoro”….. graficamente è rimasto quello che era (ma vbb poco importa) mentre la cosa ke io reputo grave è la semplificazione di alcuni aspetti…. al posto di aggiungere nuove cose hanno tolto profondità al gioco, come nei rapporti con gli altri (nessuno abbandona il party ecc)….. bah
The_SpartanLion
14 mar 2011 - 15:37 - #25Sono a 5 ore e mezza e sono molto soddisfatto di DA 2,scacciate le paure della demo.
Impatto visivo molto buono,plot come sempre al top e combattimento più action del predecessore ma che funziona benissimo grazie ad una componente rpg ancora viva e solida.
maphas
14 mar 2011 - 15:51 - #26l’unica cosa di cui sento la mancanza in effetti e’ il poter gestire l’armatura di tutto il party (dico armatura perche’ tutto il resto lo si gestisce, armi, anelli, amuleti, cintura, si puo’ mettere ad ognuno quello che si preferisce).
tutte le singole quest, anche quelle semplicissime, sono ben caratterizzate..
io son d’accordo con il recensore, tranne su questo:
“La semplificazione degli aspetti ruolistici”
in realta’ alcuni sono semplificati, altri proprio non mi sembra..
i dialoghi per come sono fatti li trovo ottimi, in piu’ in molte quest si puo’ rispondere bene ad uno e fare il bravo e poi al momento opportuno comportarsi in modo completamente diverso..
carpa69
14 mar 2011 - 17:12 - #27ecco, lo sapevo! ho buttato via dei soldi! era ovvio che questo era un seguito commerciale e basta! scemo io che l’ho comprato!
la trama è un palla, non c’è profondità ne caratterizzazione dei personaggi, per dialogare con i tuoi compagni devi tornare nelle loro case!!! ma cos’è?? che senso ha??? senza contare che si hanno molte meno scelte di dialogo e non ce ne sono di sbloccabili… il gameplay è troppo da console! per non parlare della difficoltà: sto giocando a normale e dopo 25 ore di gioco circa non ho ancora usato una pozione di cure…per chi ha giocato al prima saprà che i Revenant erano abbastanza ostici… qui li butti giù senza manco usare incantesimi di cura! insomma il primo dragon age era un capolavoro che faceva sperare finalmente in un ritorno ai capolavori tipo baldur’s gate, dove si doveva usare anche la testa e non solo premere bottoni meccanicamente… e dove finalmente veniva presentato qualcosa di nuovo e di curato, sia narrativamente che in termini di meccaniche di gioco…. e ora si è ricaduti nei giochi per bimbominchiosi ritardati….
un consiglio? rigiocate il primo…. magari moddato
notav
14 mar 2011 - 17:38 - #28dunque, devo ammettere che me lo aspettavo….Bioware non sbaglia mai un colpo…il gioco dal mio punto di vista è stupendo! Si, ci sono qualche cappella che si potevano evitare (tipo il costante riutilizzo di certe mappe) ma devo ammettere che a livello di quests (primarie, secondarie, minori ecc…ecc…) hanno fatto un gran lavoro sono tutte spendidamente caratterizzate e abbastanza imprevedibili avendo la guida strategica (regalatami dal commesso di gamestop oltretutto) ho avuto modo di controllarle tutte e importando il pg da DAO quasi tutte le scelte da me effettuate (anche quelle minori naturalmente) hanno avuto un riscontro in DA2 (tranne quella con Morrigan del DLC witch hunt che sembra se la siano scordata…). Ognuno la pensi come vuole ma a me piace! E se qualcuno mi viene a tirare fuori le solite frasi fatte sui “veri RPG di una volta” rispondo a priori che non me ne può fregare di meno, anche perchè io i primi RPG me li ricordo benissimo (quelli dalla SSI ad esempio…) dove il mondo di gioco era tutto completamente vuoto e ti dovevi andare a leggere sul manuale rigorosamente in inglese la descrizione della stanza! STRAMALEDETTE “JOURNAL ENTRY”
Diegofuckk
15 mar 2011 - 02:33 - #29Continuo a giocare e diventa sempre più bello
papsan
15 mar 2011 - 08:53 - #30shinchi
quoto , questi secondo me il gioco non l’ hanno manco visto , e si basano solo su video e voci
DarkTimo
15 mar 2011 - 11:34 - #31Lo sto giocando da un paio di giorni… non capisco se mi piace o se mi fa schifo.
Ce l’ho per XBOX e lo sto facendo in modalità difficile… alcuni scontri sono veramente tosti e devi adottare una buona tattica per riuscire a cavartela.
Graficamente è carino, mi fa incavolare il fatto che riutilizzano le mappe piu volte sbarrando le strade -.-’
Se poi mi dite che si concentra solo a kirk il gioco siamo a posto!!
Alcune cose mi piacciono, tipo i combattimenti frenetici (anche se a volte troppo hack/slash), i dialoghi tra i personaggi e parte della trama (non tutta… sono all’inizio e devo ancora vedere come si propaga…)
I Qunari sono realizzati in maniera fighissima…. peccato non poterli impersonificare o averne uno al fianco!
Però ripeto che molte cose sono ripetute e come molti hanno detto manca quell’epicità che dava il primo… potrei girare con la pettorina “polizia locale”
e i dialoghi con i compagni sono miseri…
Appena lo fisisco tirerò le somme… per ora non mi sto strappando i capelli…
cloudstrife81
15 mar 2011 - 12:04 - #32“Purtroppo” é un bellissimo gioco ma non riesco a togliermi di dosso la sensazione che ci sia stato in un certo senso un Regresso dal precedente capitolo. (ci gioco su pc)
asdf
15 mar 2011 - 14:21 - #33ragazzi penso che ormai sia chiaro che bioware stia tagliando la componente ruolisitica dei sui giochi per andare in contro a un mercato piu ampio e piu denaro, il punto e se fai un action che mi dura 30 ore fammelo con un level design da action non da gdr, questo vale sia per DA sia per ME
Rickys
15 mar 2011 - 21:39 - #34Secondo me è un gioco carino…. direi “bello” se non avessi giocato al primo capitolo (che ho amato!). Io sono un fan dei GDR veri e propri e questo non lo è. Purtroppo aspettavo il seguito del primo DAO e invece mi ritrovo un gioco completamente diverso… peccato :( nonostante tutto non posso negare che sia un gioco discreto, con buona grafica, buona trama e altri aspetti positivi ma di sicuro non è ai livelli del primo DAO e nemmeno si avvicina.
Rickys
15 mar 2011 - 21:45 - #35Voglio aggiungere alcune cose che mi hanno fatto inc….. non poco.
Primo, l’impossibilità di gestire a pieno il party (non si possono equipaggiare con le armature che vogliamo per esempio);
Secondo, l’impossibilità di parlare con i compagni se non in apposite zone;
Terzo, la sensazione di essere all’interno di una zona “chiusa” anche se in realtà siamo in uno spazio aperto… mi ha fatto molto ricordare Mass Effect con l’unica differenza che in quest’ultimo siamo nella maggior parte dei casi all’interno di cittadelle spaziali CHIUSE mentre in DAO 2 dovremmo essere in castelli, città, campagne…… spazi aperti! eheh non so se ho reso l’idea!
maphas
18 mar 2011 - 12:01 - #36sempre piu’ bella la storia..
dopo la spedizione migliora ancora :) e finalmente diventa un po’ piu’ difficile
numerosei
18 mar 2011 - 18:03 - #37Molto ma molto deluso, ho aspettato quast’uscita pieno di speranze e poi…
esce questa spece di sparatutto spada e magia.
probabilmente è una quaestione di gusti, perchè è vero che Dao aveva qualche difetto nei combattimenti, ma l’azione non era tutto. Infatti era un GdR.
questo è solo azione,
Vabhè, mi cercherò un altro GdR, certo che con DAO mi sono divertito un sacco.
davide 79
18 mar 2011 - 22:52 - #38nn diciamo cavolate, il gioco rimane buono ma dire che è 1 capolavoro è una eresia, ma avete mai giocato a baldur s gateI, II ?Il gioco ha una trama ridicola, cioè ma stiamo parlando del seguito di dragon age nn di dungeon siege o di two worlds(tanto di cappello all ultimo) questo gioco doveva essere eccezionale, ma risulta noioso, ripetitivo, scialbo!!! Lasciamo stare la semplificazione degli elementi ruolistici, li ci posso passare anche sopra, ma sulla trama e le missioni secondarie no! NN c e nulla di epico che ha caratterizzato il vero successo dei vari giochi della bioware, lo stesso mass effect 2 , semplificato x ovvi motivi di marketing risulta anni luce migliore di dao 2.
Baldurian
28 mar 2011 - 23:15 - #39sarà l’età, ma il mio preferito di sempre (e che ho rigiocato almeno 7-8 volte, con personaggi e classi diverse) e il primo dei Baldur’s Gate con Tales of the sword coast… Poi a seguire il secondo con ToB e, fra i “moderni”, The Witcher diverse spanne sopra tutti…
ah Drizz’t do Urden, che emozione quando ti ho fatto fuori! Con quelle scimitarre mi sentivo un dio!…
Baldurian
28 mar 2011 - 23:19 - #40dimenticavo: Morrowind! se non avesse avuto quella meccanica di punt/clicca per i combattimenti, veramente noiosi, ci starei ancora giocando… vastissimo, impossibile rifarlo uguale, con un mondo di mod meravigliosi…
Il Bardo
08 apr 2011 - 00:12 - #41Ciao Michele,
la recensione mi è piaciuta e l’ho trovata interessante.
volevo chiederti se potevi approfondire il discorso su come cambia Kirkwall in base alle azioni del giocatore. ho capito bene che, a seconda di che missioni fai e come ti comporti, la città appare in modo diverso? cioè, i rampicanti del quartiere nobile possono non esserci?
Bazz
11 apr 2011 - 13:15 - #42solo a me sto gioco fa pena? non ho voglia di andare avanti… mah… mi sembra un gioco mediocre…
Duke Dearth
11 apr 2011 - 23:24 - #43Purtroppo questo seguito é estremamente inferiore al suo predecessore. La mancanza (scandalosa) di una visuale tattica riduce a a mettersi dietro i personaggi per impartire ordini. Le quest minori sono futili, non c’è assolutamente quel gusto per la ricerca nei cassetti negli anfratti, anche perchè non ci sono!!!! (E questo c’era già in Origins - vabbè se li paragono con Baldur’s Gate, ma anche Icewind Dale soccombono miseramente). Anche di grafica non mi sembra tanto meglio del primo Origins, eccelle invece nel comparto audio.
E poi, come leggevo da altri, (ho giocato 15 ore e mi vorrei ricredere) non c’è quel sentimento di destino ineluttabile con la marcia della Prole Oscura inarrestabile.
Ok sono ancora alla prima parte del gioco ma le meccaniche sono ormai più che acquisite…. lo finirò, certo, ma col senno di poi, no lo ricomprerei…
Duke Dearth
11 apr 2011 - 23:33 - #44E aggiungo, per chi come me, ha giocato (AL TEMPO , NON OGGI, FACENDO RETROGAMING) a titoli gloriosi come Baldur I & II i due Icewind….questi giochi PURTROPPO PER NOI non li rifaranno mai più: il mercato é cambiato, si tende più al mass market, al multipiattaforma.
Ma quando mai nel triennio d’oro 1998-2001di Bioware (E BLACK ISLE RICORDIAMOCI!!!) abbiamo sentito parlare di multipiattaforma.
Io già reputavo, per le meccaniche di gioco, un miracolo che una software house come EA (e Bioware) facesse uscire 18 mesi fa Origins. Oggi hanno fatto quello che pensavo potessero già fare con Origins: creare un gioco multipiattaforma…
gdr88
27 apr 2011 - 11:46 - #45Per me potevano metterci anche un anno in più se il risultato di tanta velocità è questo. DA2 non è un gdr secondo me, ma piuttosto un action game. Gli scenari sono ripetitivi, il fatto di non poter equipaggiare interamente tutti i personaggi come mi pare e piace mi fa innervosire, e non mi piace nemmeno il fatto di non poter scegliere la razza come in DAO.. Mi sembra più un assassins creed fantasy che altro..
Pazzo!
17 giu 2011 - 19:45 - #46Ma perfavore! tutti quelli che dicono DAO Spettacolare bella storia DA2 brutto non ci sono cattivi da sconfiggere…
Se avreste letto la Trama capireste che DA2 si svolge in parallelo con DAO…
SE vogliama parlare di monotonia quello è DA0… L unica storia che aveva era quella del Flagello e basta… bisognava camminare e caminare e camminare e camminare lungo le mappe per incontrare i ” Cattivi” e sconfiggerli… la classica americanata insomma… il 2 raggonta la vita del Campione di Kikwall e non ha solo 1 storia.. infatti parla della lotta contro il flagello.. lotta contro i Qunari… l eterna sfida fra LA chiesa e i templari contro i MAghi… sul 2 è possibile scegliere uno schieramente.. se schierarsi contro i Maghi del Sangue e perdere la fiducia dei templari oppure cercare di salvare i Maghi… sono tutte cose che su DAO non si son viste… i combattimenti DA2 regna dato che per il Ladro le combo sono Affascinanti… su DAO gli attacchi normali per i ladri si svolgevano con un singolo colpo di spada.. e una pausa di un paio di secondi.. ( noia mortale ) e infine la Visuale del 2 rende molto meglio giocabile il tutto.. dato che DA non è stato sviluppato come gioco Strategioco ma ben si come Style MMORPG!… Conclusione… DA2 molto meglio pensato del suo fratello minore
megaliberazione
19 ago 2011 - 17:04 - #47Dragon Age 2?
Delusione totale.. al punto che quando ho finito il gioco mi e’ venuto da ridere.
1) Trama prestabilita: le 60 ore di gioco sono giustificate da 20 ore di dialoghi noiosi e bloccati, cioe’ senza possibilita’ di modificare la trama della storia. Inoltre le vicende sono le solite per le 3 opzioni di personaggio (assassino, mago, guerriero), al contrario di DAO.
2) Ambientazione monotona: i luoghi principali sono soltanto 7, 4 in citta’ e 3 intorno alla citta’ (in DAO erano + di 25). Il risultato e’ un contesto monotono quindi le poche Quests si svolgono nei soliti luoghi.
3) Bug: a non finire. Ad esempio, non si ricevono bonus con i set di armatura completi, o il combattimento non finisce con l’uccisione di tutti i nemici oppure e’ impossibile prendere il bottino dopo una battaglia..
4) Approssimazioni e incongruenze: seguendo lo svolgimento di tutte le quests, non e’ possibile recuperare tutti i pezzi di un set d’armatura, ne di stabilire quanti ne manchino (non segnalato con un numero.. 2/4 o 3/6.. bo, un po’ a caso! Inoltre al contrario di DAO non e’ possibile accedere a quests nascoste cercando particolari indizi, quindi se proprio volete giocare a DA2, non state a frugare alla ricerca di chi sa cosa.. non servea niente.
5) Eccessiva semplificazione: i personaggi al di fuori di quello principale non possono indossare elmi, corazze, stivali, ma hanno sempre la stessa armatura; la gestione dei personaggi tramite regali e’ pressoche’ scomparsa;
6) Bottini di guerra scarsi: gli unici equipaggiamenti buoni sono venduti dai mercanti, non recuperabili tramite quest e ricompense.
Riassumendo, la sola cosa che non e’ peggiorata e’ la grafica.
Un consiglio, rigiocate a Dragon Age Origins, non c’e’ paragone.
santoilcielo
27 set 2011 - 22:51 - #48concordo con megaliberazione.
Una pochezza veramente imbarazzante, la più plateale è la scelta di utilizzare sempre le stesse mappe per quest diverse, senza nemmeno prendersi la briga di eliminare le stanze inutili alla quest corrente ma semplicemente inserendo a livello grafico porte murate o inapribili.
I menu sono imbarazzanti, probabilmente disegnati con paint, e forse non è importante per lo scopo della trama ma anche l’occhio vuole la sua parte e rimpiango non poco la varietà di armi, armature eccetera che era possibile avere nel primo DA.
Vogliamo poi parlare dello spessore della trama? inizialmente ho rifiutato quasi tutte le quest perché non sono un’amante delle secondarie, preferisco concentrarmi sulla trama principale..dopo 10 ore di gioco ho capito che la trama principale erano le quest secondarie.
Ok, è migliorato tantissimo il combattimento, a partire dalle tattiche e per finire con la rapidità e la piacevolezza del movimento dei personaggi oltre ad avere mosse più interessanti, ma a parte questo e una migliore resa grafica che rende meno “pupazzosi” i personaggi, il gioco ha perso tutti i suoi lati positivi.
Non ho nemmeno la possibilità di cambiare arma e armatura a quel maledetto nano balestriere, santo cielo, tutto per stare dietro ad una storia cretina riguardo la sua arma di nome bianca dall’origine misteriosa.
Veramente un buco nell’acqua dal mio punto di vista, non lo finirò perché di una monotonia e di un’assenza di risvolti della trama pari a zero.
E magari me ne pento perché tra 30 ore forse si vedrà uno sprazzo di senso in tutta questa storia, ma mi dispiace, i giochi sono come i libri: se non crei subito il giusto approccio, il lettore chiude tutto e passa al prossimo.
Posso dire che spero in un terzo DA per ripigliarsi? Lo dico.