C’è voluto poco al gruppo di hacker Anonymous per accorgersi delle accuse di Sony di coinvolgimento nell’attacco al PlayStation Network, rimandando tutto al mittente e aggiungendo nuovo mistero a questa vicenda che tutti quanti vorrebbero solo dimenticare. Ricordiamo che con una lettera al Congresso USA, Sony aveva dichiarato di aver trovato un file di testo ritenuto “prova evidente” del coinvolgimento di Anonymous, ammesso che in realtà si possa definire tale e non un tentativo di qualcun altro di sviare le indagini verso il gruppo, che tra l’altro non ha mai nascosto il suo coinvolgimento con le varie azioni intraprese finora.
Pur avendo già smentito di aver condotto l’attacco, il gruppo Anonymous ha ribadito la propria posizione alla luce delle nuove accuse, rimarcando il fatto di non condividere il “modus operandi e le intenzioni” di chi ha effettivamente messo in ginocchio Sony e il PSN: il furto di numeri di carta di credito infatti non rientrerebbe nella filosofia di Anonymous, in quanto atti criminali che vanno a danneggiare le persone comuni e non i reali obiettivi dell’attacco.
Secondo Anonymous inoltre, in caso di “onesta indagine” sul furto dei numeri delle carte, non ci sono dubbi che il gruppo possa essere scagionato:
“Nonostante siamo un gruppo distribuito e decentralizzato, la nostra ‘leadership’ non perdona il furto delle carte di credito’. Siamo preoccupati dall’erosione della privacy e dell’uso corretto, la diffusione del feudalismo corporativo, l’abuso di potere e le giustificazioni di capi e leader che si credono immuni personalmente e finanziariamente per le azioni che compiono nel nome delle corporazioni e del pubblico ufficio”
Ancora una volta, siamo ben lontani dal sapere cosa sia successo realmente: l’impressione però è che l’accusa di Sony verso Anonymous sia stata effettivamente un po’ affrettata, a meno che l’azienda giapponese non abbia in mano altre prove evidenti della colpevolezza del gruppo.
Via | Thenextweb.com
vsylar(outlog)
05 mag 2011 - 13:07 - #1C’è da credergli. Quando fanno qualcosa sono i primi a rivendicare…
midis
05 mag 2011 - 13:21 - #2Ma poi non credo che siano così cretini da lasciare un file con scritto il nome!
Daze
05 mag 2011 - 13:33 - #3La sony ha preso una batosta tale che è ancora rintronata. Stan cercando furiosamente di scaricare le proprie responsabilità a qualcuno, ma lo fanno a casaccio e senza rendersi conto che non tutti sono poveri 15enni lobotomizzati dai videogiochi.
ipietrogames
05 mag 2011 - 13:37 - #4Si ma quando si ritorna online???
Boxeur360
05 mag 2011 - 13:50 - #5Cmq per me il fatto che si siano subito dichiarati non colpevoli appena è scoppiato il casino mi fa pensare che l’iniziativa è nata da alcuni membri di anonymous senza però avere l’appoggio del gruppo… come dicono loro non è un gruppo regolamentato o giudato da qualcuno, tutti fanno quello che vogliono ma d’altronde è anche vero che chiunque può dire di essere anonymous e operare in suo nome proprio per lo stesso motivo… mah!
maphas
05 mag 2011 - 14:47 - #6@boxeur360 “come dicono loro non è un gruppo regolamentato o giudato da qualcuno, tutti fanno quello che vogliono”
veramente han detto prioprio il contrario secondo l’articolo, “pur essendo un gruppo decentralizzato la nostra leadership non perdonerebbe tale furto” vuol dire che non sono tutti americani ma hanno una testa e ne devono seguire le direttive..
Diegofuckk
05 mag 2011 - 15:01 - #7Credo più a loro che a Sony
Mirkino72
05 mag 2011 - 15:17 - #8Quoto dottor limone…
Boxeur360
05 mag 2011 - 15:30 - #9@10: si ma non hanno un capo che da le direttive, qui parlano di leadership che non accetta il furto di dati, ma non c’è nessun capo che obbliga a non farlo… Per questo penso che sia probabile che ci siano alcuni membri dietro ma senza l’appoggio del gruppo… Oppure è gente che dice di far parte di anonymous, come dice il nome stesso si è tutti in anonimato, chiunque puo dire di fare parte del gruppo…
stefano1966
05 mag 2011 - 15:34 - #10Sono stati loro?
Non sono stati loro.
Di certo il comunicato che allego sotto non l’ho scritto io.
E tutte le volte che avevano detto che avrebbero fatto una cosa l’hanno fatta.
Non vorrei che stavolta sia andati “oltre” e che si siano resi conto solo dopo che la loro azione sarebbe diventata “antipatica” a molti di quelli che nel comunicato vengono definiti “danni collaterali” cioè,noi utenti.
«Anonymous non sta attaccando il PSN in questo momento. Sony ha comunicato che il PSN è in fase di manutenzione. Ci rendiamo conto che attaccare il PSN non è una buona idea. Abbiamo quindi sospeso temporaneamente la nostra azione, fino a quando non verrà individuato un metodo che non abbia ripercussioni sui clienti Sony.
Anonymous è dalla vostra parte, lotta per i vostri diritti. Noi non abbiamo come obiettivo quello di attaccare i clienti di Sony. Questo attacco è indirizzato esclusivamente a Sony, e faremo del nostro meglio per non penalizzare i giocatori in quanto ciò vedrebbe snaturato l’obiettivo delle nostre azioni. Se abbiamo creato disagio agli utenti, sappiate che questo non era nostra intenzione».
«In questo caso gli utenti possiamo chiamarli “danni collaterali”. Eravamo perfettamente coscienti di non starci facendo amici o alleati fra gli utenti con il nostro attacco. Questa è una preoccupazione, se la gente che cerchiamo di supportare non riuscirà a capire cosa stiamo cercando di ottenere. In questo caso, molti non ci riescono. C’è stato un sacco di odio sparso per internet, sui forum, accusandoci di essere senza scrupoli e punire più gli utenti che Sony. Agli utenti direi: prima di giudicarci, provate a prendere un po’ di tempo per capirci».
Per contrastare gli attacchi, Sony ha già ingaggiato una società di anti-DDoS, la Prolexic, anche se sembra che questo non fermerà le attività di Anonymous. Nei giorni scorsi sono stati raccolti dossier su dipendenti di spicco di Sony e, come spiega lo stesso Takai, quella che è stata nominata operazione “SonyRecon” andrà avanti:
«Sony ha ingaggiato Prolexic, una formidabile azienda che lavora per proteggere i loro server, ma l’ultima cosa che vogliamo è che Sony pensi che siamo scoraggiati. Finora abbiamo solo stuzzicato Sony. Un semplice avviso per fargli sapere che stiamo arrivando. Non sbagliatevi: quello che avete visto finora e pensato fosse frustrazione è semplicemente la preparazione per ciò che deve venire.
Sapevamo già che questa guerra non si sarebbe vinta in un giorno. Siamo qui per il lungo termine. La cosa più importante in guerra è l’informazione. Conoscere il tuo nemico dà grandi vantaggi. Oggi abbiamo indagato. Informazioni su diverse cose importanti. Contributi a campagne politiche, ubicazione di certi server chiave nella loro rete. I dipendenti di Sony sono considerati legittimi bersagli dell’operazione, ma la raccolta informazioni è stata limitata principalmente ai dipendenti con incarichi di potere e, in alcuni casi, dei loro subordinati».
Noi pensiamo che Sony a questo punto non debba sottovalutare la situazione, anche perchè, per chi non lo sapesse, gli hacker del Team Anonymous non sono dei montati di testa in cerca dell’attimo di notorietà e in passato hanno già attaccato con successo moltissimi siti, aziende e istituzioni tra cui il governo tunisino, Mastercard, Visa e l’azienda di sicurezza americana HB Gary ai tempi dello scandalo Wikileaks, ma anche la stessa Sony, Scientology, Youtube, Habbo, sostenitori della superiorità della razza, il governo iraniano, ecc, ecc.
fopyx
05 mag 2011 - 15:47 - #11Avete pensato che potrebbero essere stati “singoli anonymus” e non il vero gruppo che attacca solitamente?
stefano1966
05 mag 2011 - 15:48 - #12Anche questo è in rete:
http://anonnews.org/?p=press&a=item&i=787
Quindi che siano stati loro,mah.
Di certo glielo avevano promesso a sony e se non sono stati loro magari un qualcuno di loro ha agito in maniera individuale.
Quello che mi pare ovvio è che un “qualcuno” di quelli che compone/componeva gli Anonymous ci entri eccome.
Se si va a sfogliare una qualche pagina in rete si vede come già al loro interno si siano create divisioni.
bulova68
05 mag 2011 - 15:56 - #13quando si commettono c’erte azioni è normale essere i primi indiziati.è come entrare in una banca armato e una volta preso, rimani indiziato per tutta la vita.
bulova68
05 mag 2011 - 16:09 - #14scusate il c’erte(certe)
john117loggato
05 mag 2011 - 19:03 - #15#16 ma ogni blog di videogiochi ne parla,cosa avrebbe gamesblog di diverso.
_Winter_Fox_
05 mag 2011 - 19:05 - #16Xd… Lasciamo perdere …
Cmq si ne parla,ma non si esprime come gb.. Purtroppo per iPhone c’è solo questa app… O sbaglio?
MrChief
05 mag 2011 - 21:34 - #17Ma se passi da safari cliccando sui link azzurri della notizia te lo fa direttamente e vedi il video da safari, cmq si se everyeye avesse una App sarei già li… Ma questione di gusti.