Microsoft e Sony insieme per la prossima console? Potrebbe avere un senso

Microsoft e Sony insieme per la prossima console? Potrebbe avere un senso

Molti di voi nel leggere questo post potranno legittimamente pensare che il caldo dà alla testa. Eppure, dopo la registrazione dei due domini legati a Microsoft e Sony le congetture sul motivo di tale sforzo congiunto continuano inarrestabili, forti del periodo estivo durante il quale molti non hanno di meglio da fare che stare a rimuginare su cose apparentemente impossibili.

Intendiamoci, la possibilità della collaborazione per l'headset destinato a Windows Phone 7 resta ancora l'ipotesi più accreditata, mentre l'unione tra le due società per la realizzazione di una nuova console (che ieri chiamavamo ironicamente XStation o PlayBox) sembra al momento pura fantascienza, ma a voler guardare bene il tutto potrebbe anche avere un senso. Soprattutto alla luce dell'attuale situazione del mercato, come ci suggerisce Kotaku particolarmente orientato verso i dispositivi mobili e i cosiddetti giochi "casual", ambito in cui entrambe Microsoft e Sony zoppicano, a differenza per esempio di Apple.

Cosa c'entra tutto questo con una nuova console casalinga? Una sola parola: rischio. Lo conosce bene Microsoft con l'ormai famoso Red Ring of Death, sul quale abbiamo il più delle volte riso ma che ha causato alla società di Redmond ingenti perdite per riparare. E lo conosce bene anche Sony, soprattutto alla luce di quanto avvenuto pochi mesi fa col PlayStation Network sotto attacco, per riparare al quale anche l'azienda giapponese ha dovuto far fronte a enormi perdite. Quale migliore idea quindi che unire le proprie forze, in un mercato non più casalingo e "hardcore", minimizzando allo stesso tempo la possibilità di perdite?

L'esperienza di entrambe le società unite in uno sforzo congiunto potrebbe quindi limitare i rischi, fornendo una piattaforma in grado di sfruttare i punti di forza di Microsoft e Sony: quest'ultima ha sicuramente come fiore all'occhiello la produzione di hardware basata su anni e anni di esperienza, testimoniata dalla perfetta tenuta di PlayStation 3 (con le dovute eccezioni). Dal canto suo, Microsoft è ovviamente specializzata nel software, potendo contare anch'essa sulla propria esperienza in questo campo, grazie alla quale il team Xbox è stato in grado di fornire negli anni una console molto semplice da programmare agli sviluppatori, che soprattutto nelle fasi iniziali hanno preferito proprio questa piattaforma come base del loro lavoro.

Passiamo invece alle piattaforme online: Xbox Live è al momento un colosso, soprattutto dopo le vicissitudini del PlayStation Network. L'unico in grado di competere sembra essere Steam, ma la piattaforma Valve è ancorata al mercato PC. L'online del resto non è mai stato un punto forte di Sony, anche prima dell'hack, come testimoniano anche i servizi partiti sin dalla PlayStation 2 ma mai completamente apprezzati dal grande pubblico. L'unione tra le due società offrirebbe anche in questo caso uno scenario allargato: immaginate una community costituita dall'unione di quelle PS3 e Xbox 360, in cui publisher e pubblicità potrebbero tuffarsi più che volentieri. Da non sottovalutare anche l'ingresso di potenziali concorrenti di altissimo livello all'interno del mercato videoludico: se Nintendo è ormai da tempo presente con la sua incredibile stazza, voci sempre più ricorrenti vogliono Apple e Google pronte a scendere in campo per dire definitivamente la propria in questo settore, anche al di là del casual e del mobile.

I motivi per i quali Microsoft e Sony potrebbero invece non essere al lavoro su una nuova console sono probabilmente anche di più (primo tra tutti due orde di fanboy inferociti), ma un'idea del genere non sembra essere poi così campata in aria come potrebbe sembrare in un primo momento. È molto probabile che anzi non lo faranno mai, ognuna impegnata a battere l'altra con la propria PlayStation 4 e Xbox 720, ma come dicevamo prima il caldo dà alla testa. O no?

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