L’Apocalisse, si sa, oltre che ad essere fonte di grande ispirazione per generazioni di registi e scrittori è un tema che da sempre va a braccetto con i videogiochi: declinata in mille modi diversi per assumere forme narrative e squisitamente ludiche estremamente eterogenee, dal primo capitolo della saga di Fallout alla moderna serie di Darksiders la cara, vecchia “fine del mondo” di biblica memoria ha alimentato per decenni l’industria dell’intrattenimento, digitale e non.
RAGE, naturalmente, rientra di diritto in questa speciale categoria: con le sue pittoresche ambientazioni a metà strada tra il cyberpunk e il western, l’ultima fatica di id Software si è ritagliata in questi anni uno spazio sempre più grande nel cuore e nella mente degli appassionati che, ansiosi di riabbracciare John Carmack e i suoi esperti sviluppatori a più di sei anni dall’uscita di DOOM 3, hanno guardato con estremo interesse all’intrigante commistione tra gli sparatutto in prima persona, i racing game e i giochi di ruolo rappresentata da questa loro ultima fatica.
Realizzato in collaborazione con Bethesda, RAGE è sembrato da subito uno di quei pochi e rari progetti in grado di rompere gli schemi precostituiti e di offrire, cosi facendo, un’esperienza di gioco unica nel suo genere: mai come in questo caso, quindi, vale la pena soffermarsi ad analizzare nel dettaglio tutti gli aspetti principali dell’opera per scoprire se le grandi speranze dei fans siano state o meno disattese.
L’inizio di RAGE coincide con la fine della moderna civilizzazione: il delizioso filmato introduttivo in computer grafica della campagna principale ci proietta infatti nell’agosto del 2029 per mostrarci l’arrivo dell’asteroide Apophis sulla Terra e il cataclisma globale conseguente all’impatto con questa gigantesca montagna di roccia vagante per il sistema solare. Sempre da questo video apprendiamo che negli anni immediatamente precedenti all’inevitabile collisione con Apophis, le nazioni più progredite del globo, consapevoli del triste destino cui sarebbero andate incontro per quella data, decisero di avviare un mastodontico progetto volto a salvaguardare la specie umana attraverso la costruzione nel sottosuolo di Arche ipertecnologiche in grado di dare rifugio a un numero estremamente ridotto di uomini e donne all’interno di capsule criogeniche studiate per resistere a lungo. Molto a lungo.
Passano infatti la bellezza di 109 anni e in una di queste Arche, per dei problemi relativi ai danni causati nel tempo dall’ossidazione e dalla sabbia alla strumentazione di sicurezza delle capsule, il nostro ignaro protagonista riesce a svegliarsi dal letargo e scopre di essere l’unico sopravvissuto della sua struttura: guadagnata l’uscita dopo aver familiarizzato con il sistema di chip nanotecnologici innestatigli dagli scienziati per consentirgli un “sonno sicuro”, l’eroe senza nome che dovremo interpretare per tutta la durata del gioco supera lo shock iniziale dovuto alla vista della distruzione causata da Apophis ed entra immediatamente in contatto con un pacifico sopravvissuto locale che, naturalmente, si offre di aiutarlo in cambio di una serie di “lavoretti” ad alto rischio.
L’incontro tra il protagonista e il suo primo “amico del futuro” sintetizza sia nel bene che nel male l’asciutto sistema di dialoghi escogitato dagli autori di id Software per strutturare la trama: se da un lato, infatti, questo stratagemma narrativo va dritto al sodo e ci consente di passare da una missione all’altra senza intermezzi di sorta, dall’altro lato l’assoluta mancanza di dialoghi a risposta multipla semplifica il ruolo dei personaggi non giocanti senza permetterci di “entrare nella parte” nonostante la loro peculiare caratterizzazione estetica.
Come in qualsiasi altro sparatutto in prima persona, quindi, con RAGE gli id Software abbozzano un blando canovaccio narrativo solo ed esclusivamente per giustificare le azioni che saremo chiamati a compiere di volta in volta all’interno del caotico e multisfaccettato mondo di gioco creato dagli sviluppatori di John Carmack.
Il gameplay di RAGE è equamente diviso in tre distinte parti strettamente intrecciate le une alle altre per plasmare compiutamente l’esperienza di gioco della campagna principale: al vertice di questo triangolo immaginario troviamo, com’è normale che sia, le sessioni sparatutto, con le fasi esplorative e le corse con i dune buggy a formarne la base e l’altezza.
Quasi tutto, all’interno del mondo di gioco di RAGE, verte attorno alla componente FPS: qualsiasi missione affibbiataci dai personaggi non giocanti spinge il nostro impavido sopravvissuto a combattere frontalmente orde di mutanti, reietti e soldati ipercorazzati, e non ci sono, perciò, compiti “intermedi” da portare a termine (ad esempio come le missioni di salvataggio, di infiltrazione silenziosa o di recupero di oggetti). Maestri indiscussi del genere, gli id Software approfittano della collaborazione con Bethesda per dare corpo e sostanza alle fasi sparatutto implementando elementi presi di peso dai giochi di ruolo “alla Fallout”, su tutti il sistema dinamico di gestione dei potenziamenti e dei proiettili tramite un doppio menù richiamabile ingame per selezionare “pozioni curative”, oggetti di varia natura (come i robot semoventi, le granate o i letali Wingstick) e pallottole speciali.
Tra munizioni e tipologie di armi, le possibili combinazioni effettuabili dall’utente sono pressoché infinite ed enfatizzano gli scontri a fuoco con dei nemici dall’intelligenza artificiale estremamente raffinata che, per giunta, si dimostrano maggiormente vulnerabili solo a determinate tipologie di armi e reagiscono alla nostra presenza seguendo schemi variabili che li portano a utilizzare a proprio vantaggio l’ambiente circostante e tutta una serie di attacchi di soprassalto e di schivate fulminee. Non tutto, però, va come dovrebbe: anche ai livelli di difficoltà più elevati, infatti, la “potenza d’impatto” di determinate armi e munizioni risulta essere spropositatamente elevato, come ad esempio nel caso degli stessi “boomerang” Wingstick e, soprattutto, della pistola equipaggiata con mezzo binocolo e pallottole Fat Mammas. Molto, in tal senso, si sarebbe potuto fare per smussare gli angoli di una giocabilità altrimenti impeccabile.
La preponderanza della componente sparatutto sulle altre è confermata anche dalla natura stessa delle fasi esplorative: la Zona Devastata, più che un luogo selvaggio da conquistare per scoprire potenziali aree nascoste, è in realtà un oceano di sabbia che unisce da punto a punto i vari “dungeon” della campagna principale come fossero le stazioni di una linea ferroviaria che non ammette fermate intermedie. Gran parte del divertimento “accessorio” è garantito piuttosto dagli svaghi rintracciabili nei pochi e sparuti insediamenti umani che potremo visitare proseguendo nell’avventura, all’interno dei quali si avrà accesso a qualche mini-gioco e, soprattutto, alla bacheca delle gare su dune buggy: divise per difficoltà, le gare offrono un’esperienza di gioco parallela alla trama ma assolutamente necessaria per permettere al protagonista principale di guadagnare punti spendibili in corazze e potenziamenti per la propria auto, elementi imprescindibili che lo aiuteranno, una volta ripreso il singleplayer, a fronteggiare le bande di criminali erranti per la mappa.
A prescindere dal caos e dalla perenne precarietà della Zona Devastata, quindi, l’impianto di gioco di RAGE segue una logica tutta sua che si ripete nel tempo e produce ciclicamente gli stessi identici risultati a prescindere dalle ore accumulate e dall’area visitata: per tutta la durata dell’avventura (la cui longevità varia dalle 12 alle 20 ore in base al livello di difficoltà scelto), il nostro eroe non ha alcun motivo concreto per girovagare liberamente per la mappa ma si vede costretto a seguire i binari della trama principale riuscendo ad allontanarsene solo in casi sporadici come, appunto, i mini-giochi e le gare con i dune buggy. La straordinaria bontà delle fasi FPS, però, giustifica tutto e rende meno amara l’assenza di slanci ruolistici marcati e, quindi, di quegli elementi di innovazione pura che troppo spesso sono stati sbandierati in questi anni dagli id Software prima di rivedere, a suon di ritardi e di modifiche al codice originario (dettate sostanzialmente dalla necessità di portare il titolo su console), i loro piani eccessivamente ambiziosi.
In Rete, RAGE ripropone sostanzialmente gli elementi che contraddistinguono la campagna singleplayer, apportando ad essa delle piccole ma sostanziali modifiche all’impianto di gioco per offrire modalità “quasi” inedite legate sia alle sessioni da sparatutto in prima persona che alle gare motorizzate.
Nel caso del multiplayer cooperativo, ad esempio, viene ripresa la filosofia degli scontri “Mutant Bash TV” per catapultare i giocatori in frenetici scontri con nugoli di criminali, di robot e di mutanti all’interno di un ambiente chiuso (ricreato sulla base di uno dei tanti dungeon dell’avventura principale): in questo caso, naturalmente, vince chi ottiene il maggior punteggio di uccisioni.
Diametralmente opposto alla cooperativa, ma comunque ugualmente divertente, è invece il modulo delle gare con i dune buggy a cui gli id Software affidano la totalità delle opzioni competitive propriamente dette: qui, infatti, troviamo gli scontri “Carneficina” (i cari, vecchi, deathmatch tutti contro tutti), le corse a tappe all’interno di circuiti di fortuna disegnati per l’occasione e le gare “Serie di Meteore”, con un sistema di punteggio correlato alla conquista di determinati pezzi di meteorite piovuti dal cielo a ritmo continuo. Nulla di trascendentale né tantomeno di innovativo, quindi, ma solo un ottimo viatico tra una missione e l’altra della campagna in singolo
Anche per quanto riguarda gli aspetti propriamente tecnici, RAGE soffre dello stesso saliscendi qualitativo che ha macchiato la trama e la struttura di gioco. Se, infatti, dal punto di vista squisitamente estetico il lavoro degli artisti di id Software rasenta la perfezione e colloca il titolo nell’Olimpo dei videogiochi più belli mai creati sino ad oggi, graficamente parlando l’id Tech 5 risulta essere ancora prematuro sia su PC (con delle incongruenze più o meno evidenti nei driver delle schede AMD) che su console (con dei caricamenti estenuanti delle varie aree della mappa e un diffuso fenomeno di pop-in delle texture).
La natura multiformato del progetto pregiudica purtroppo anche il sistema di collisioni e la fisica delle animazioni dei nemici, producendosi per giunta in texture non particolarmente definite (specie se viste a distanza ravvicinata) e in ambienti statici con uno striminzito numero di elementi distruttibili. In futuro, le qualità del rivoluzionario sistema delle MegaTexture e di tutti gli altri elementi caratteristici dell’id Tech 5 affioreranno in tutta la loro bellezza, ma per il momento (leggasi: “finché non usciranno le nuove console”) l’avveniristico engine grafico scritto dai programmatori di John Carmack sembra essere più un ostacolo che un’opportunità.
Per ciò che riguarda l’audio, invece, la quasi totale assenza di una colonna sonora viene sublimata magnificamente da una ricchissima serie di campionamenti inerenti l’utilizzo delle varie armi, i rumori provenienti dalla Zona Devastata, i grugniti dei mutanti e di tutti gli altri suoni ambientali percepibili nei vari villaggi.
Due parole veloci sulla versione PC. In un sistema con i5 2500K e ATI Radeon HD 6870 e 8GB di DDR3 il gioco riesce a girare a 1920×1200 con Antialiasing 2X e tutto il resto delle impostazioni al massimo non calando quasi mai sotto i 60 fotogrammi al secondo. Questo con gli ultimi driver ufficiali AMD. Le prestazioni e lo streaming delle texture vanno ancora meglio con i Performance Driver realizzati da AMD appositamente per RAGE, ma in questo caso abbiamo riscontrato crash di molte altre applicazioni - da Photoshop CS5 a Minecraft - che ci hanno costretto a tornare ai driver canonici. Inutile dire che con questa configurazione la grafica su PC, seppur rimanga piuttosto altalenante, è nettamente superiore alle controparti su console. Anche i caricamenti ne giovano moltissimo, risultando quasi inesistenti con un normale hard disk SATA da 7200rpm.
A grandi speranze, molto spesso, corrispondono grandi disillusioni: RAGE riesce certamente nell’intento di divertire l’utente con una struttura di gioco profonda e variegata, ma non riesce comunque a sganciarsi dalla massa degli sparatutto concorrenti né per originalità, né tantomeno per unicità. L’esperienza di gioco della nuova creatura di id Software è una solida commistione tra generi videoludicamente distanti, eppure la somma delle fasi esplorative, delle sessioni di guida e delle sparatorie in prima persona offre un totale qualitativamente e quantitativamente inferiore alle attese nutrite dagli appassionati, soprattutto per colpa di un canovaccio narrativo troppo lineare e sfilacciato.
Alla bellezza estraniante del comparto artistico, oltretutto, fa da contraltare un motore di gioco con troppi “peccati di gioventù” manifestati da eccessive sbavature tecniche (come per i driver della versione PC e il ritardo nel caricamento delle texture della duplice versione per PS3 e X360) o da mancanze più o meno lampanti (come la scarsa interazione con gli ambienti o come le collisioni imperfette).
Che derivino dalle inaccuratezze dei ragazzi di John Carmack o dalle smodate ambizioni iniziali, le problematiche che affliggono RAGE in ogni suo aspetto non minano però la bontà delle fasi di gioco vere e proprie che, complice l’esperienza di id Software nel campo degli sparatutto in prima persona, risultano essere dannatamente appaganti e coinvolgenti tanto nella campagna principale quanto nel multiplayer competitivo e cooperativo. E questo, a prescindere dall’altalena dei giudizi e dei conseguenti voti della stampa di settore, è un elemento che non bisogna assolutamente sottovalutare.
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Cosa ci piace
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Cosa non ci piace
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Jericho86
11 ott 2011 - 16:35 - #1A me sta piacendo moltissimo, certo peccherà di originalità ma quanti giochi possono vantarsi del contrario in questa generazione..!? l’unica cosa è che a momenti mi sembra di giocare a Borderlands, è troppo simile, non è una cosa negativa ma è quasi imbarazzante la somiglianza…
theoren
11 ott 2011 - 16:37 - #2deciso, lo prendo su PC con steam.
bludawn
11 ott 2011 - 16:39 - #3Dico solo che arrivati ad un certo punto della storia la grafica gia di per se sontuosa
mostra tutto il suo splendore.
Qui siamo a livelli artistici decisamente fuori parametro.
yngwiej1986
11 ott 2011 - 16:41 - #4io l’ho comprato al day 1 e lo sto divorando, è fantastico!
Linuxuser
11 ott 2011 - 16:45 - #5Provato da un mio amico in versione pc, trovato profondamente noioso, solito FPS di questa gen di giochi piatti.. per fortuna esistono le eccezioni.. ma non è certo questo il caso.
john117loggato
11 ott 2011 - 16:50 - #6#1 Oggettivamente sono davvero pochi se non quasi nessun gli fps originali.
midis
11 ott 2011 - 16:53 - #7E come un incrocio tra borderland cod e fallout 3 con l alleanza al posto del enclave i mutanti con i goul manca solo la confraternita d acciaio.Propio per la mancanza di originarietà non sarà mai eccezzionale come i produttori lo vantano ma comunque resta un bel gioco.
Diegofuckk
11 ott 2011 - 16:55 - #8Io aspetterò che cali di prezzo,avevan detto che era parecchio trama-centrico ed invece pecca su questo versante
Leggo comunque in giro che la giocabilita’ è fisica ed appagante e non mi sarei aspettato di meno
Peccato la poco fresca ricerca estetica
lamentino_piangino
11 ott 2011 - 17:02 - #9In un gioco che esce 7 anni dopo il precedente (doom3), ci mancava solo che non fosse curato in ogni angolo.
Peccato per i problemi di tearing/caricamento texture su pc, risolveranno via patch/driver aggiornati (o si può fare già ora tramite config, righe di comando e forzando dal pannello di controllo nvidia e amd).
lamentino_piangino
11 ott 2011 - 17:04 - #10diegofuckk se per fisica intendi la dinamica delle sparatorie, hitbox e relative animazioni assolutamente si, è il classico fps id che dà grandi sensazioni/soddisfazioni.
Se parli invece della fisica del mondo di gioco, è praticamente assente, un po’ come in deus ex.
dany_m
11 ott 2011 - 17:09 - #11Non li riesco più a guardare i giochi di Carmack. Vedo spigoli ovunque.
Poi non piacendomi fallout non sono attratto manco da rage. Solo Borderlands mi ha catturato. Adoro il cell shading e il gioco è davvero ben fatto
dany_m
11 ott 2011 - 17:10 - #12@Lamentino Piangino
Il precedente è Quake IV del 2005 ;)
sgtbozzer
11 ott 2011 - 17:13 - #13Gran gioco.. niente da dire.. graficamente sublime..
Se lo si installa su Xbox i ritardi di caricamento delle texture non ci sono.. o cmq sono ai livelli di GOW 3..
Il gameplay mi piace moltissimo.. in attesa di Borderlands 2 è un gran bel aperitivo..
La parte FPS è fantastica.. la parte di guida con i buggy molto divertente.. la parte RPG semplice ma funzionale..
Sono all’inizio del secondo disco.. (città sotterranea).. BELLO.. BELLO!!
gnappo
11 ott 2011 - 17:33 - #14su pc ancora non riesco a giocarci per innumerevoli bug e freeze, 50 euro nel cesso, dopo capisco perchè la gente si butta sulla pirateria
morphxt87
11 ott 2011 - 18:10 - #15idem come gnappo … se state per comprare la versione pc rischiate di prendervi una bella fregatura .. a meno che non esca un ulteriore patch, in quanto la prima non mi ha risolto proprio nulla.
lamentino_piangino
11 ott 2011 - 18:26 - #16@dany m, q4 fu sviluppato dalla raven, non è un titolo interno id, così come et:qw e wolfenstein del 2009
Diegofuckk
11 ott 2011 - 19:18 - #17@10
Lamentino
Si si intendevo la prima:) una fucilata a pompa dei giochi ID provoca sempre belle sensazioni
blob84
11 ott 2011 - 19:18 - #18la componente sparatutto anche a me piace molto però la recensione dice che è longevo, ma invece è cortissimo e non vi dico il finale ma è uno dei peggiori che abbia mai visto e sembra lasciato a metà.
Ripeto che la parte che diverte di più e avvincente sono i combattimenti e anche le sessioni di guida, non dispiace che sia lineare però doveva durare di più!!
integralista_pc
11 ott 2011 - 19:47 - #19MAH io non ho avuto nessun problema su pc con patch e driver amd per RAGE e BF3.
biboreturn
11 ott 2011 - 19:52 - #20Ho avuto modo di giocare da un mio amico ad una sessione,per lo più ho guardato giocare.posso dire che tecnicamente il gioco é bellissimo,mi é apparso di un “solido”che raramente ho visto altre volte.i personaggi caratterizzati benissimo e il gameplay mi è parso molto divertente.ci ho giocato su 360 e più avanti sicuro lo prenderò.ora aspetto forza
antanix4
11 ott 2011 - 20:15 - #21ma nessuno dice che l omino che usi è un impedito? non puoi scavalcare muretti bassi, non li puoi saltare, lo spazio nei combattimenti è piu picolo di COD, x non parlare che spesso mi è capitato di mirare col fucile di precisioni in missioni diverse alla testa (su gente FERMA) senza nessun esito neanche dopo 20 proiettili!poi ho provato alle gambe è morivano al primo colpo(a difficile)! bha…ste cose le odio!liberta di azione nei combattimenti 0 e sotto zero! x il semplice fatto che lo spazio è piccolissimo!
midis
11 ott 2011 - 20:17 - #22Raga lo appena finito.Daccordo come gameplay puó essere grandioso ma non si puó far finire u gioco così cazzo,sono rimasto molto deluso,che finale di merda…..
Buiomega82
11 ott 2011 - 21:59 - #23sto leggendo un po di commenti… rage corto? ma i giochi come li fate??? io sono a 6-7 ore e sono ancora a wallspring (mettete su incubo). Rage è arte pura. Non si vedeva roba del genere da tempo… la grafica, la fisica dei nemici e la I.A. sono i primi passi verso la prossima generazione. Io lo sto giocando su pc e lo sto divorando, il classico gioco dove dici: faccio questa e poi basta. Non si può passare indifferenti con un gioco del genere.
p.s. geniali le scelte delle musiche, perfetto stile mad max.
Buiomega82
11 ott 2011 - 22:07 - #24per la questione spazio “piccolo” nei combattimenti. In Rage c’è di tutto, dagli spazi al chiuso in perfetto stile fps old school, alle zone più ampie all’aperto (vedi la città morta).
blob84
11 ott 2011 - 22:20 - #25@Buiomega82
anche a me piace il gioco però è corto, ci sono solo 2 città, ho giocato con il terzo livello di difficoltà.
Comunque i combattimenti con i mutanti nella metropolitana e quelli in dead city sono epici.
Anche io dicevo come te: “faccio questa e poi basta” e infatti mi sono accorto che dura poco.
Buiomega82
11 ott 2011 - 22:31 - #26@blob84
hai fatto tutte le quest? sia le principali che secondarie??? gli obiettivi li hai fatti tutti??? i giochi durano anche per questo, io per dirti sto facendo anche quelle più stupide come quella della consegna della posta.
Cmq a livello incubo cambia parecchio…
Lec città si sono due, ma ce ne di roba di vedere. Io parlo per ora sia chiaro e in 6/7 ore di gioco di cose ne ho fatte e viste, ripeto sono ancora a Wallspring come missione principale (sto facendo quella della “bonifica”, passatemi il termine, nelle fogne di Wallspring)
drakoon
11 ott 2011 - 22:40 - #27Non ho capito cosa vi aspettate di originale da un fps! Dead Island è stato criticato pur facendo prevalere il combattimento con armi bianche
darkcg
12 ott 2011 - 00:37 - #28@gnappo: La prossima volta fatti una scheda grafica seria al posto di lamentarti. Le ATI ormai hanno un supporto ridicolo. C’è un gioco che al day one non abbia problemi con le ATI? Ormai la storia è sempre la stessa.
Freedom2099
12 ott 2011 - 01:11 - #29Come fate a dire che è corto????? Sono passato al disco due dopo 10 ore di gioco (quindi sarò più o meno a meta!)
Se non fate nessuna missione secondaria ok…. ci credo… ma allora non state giocando davvero!
La grafica poi non è in cell shading! Non so chi l’abbia detto ma non è così… è un po’ cartonata ma non è cell shading!
Gameplay da urlo! Grafica eccezionale ed ottima IA!
Per non parlare poi della varietà di situazioni! Davvero eccellente!
Diegofuckk
12 ott 2011 - 08:31 - #30Vedo che questo gioco spacca decisamente le opinioni
Buiomega82
12 ott 2011 - 08:48 - #31quoto in pieno freedom2099, io ho fatto anche gli easter egg (me ne mancano 2 per ora).
L’unica tirata di orecchie alla ID è sicuramente il problema PC. Io problemi non ne ho avuti fortunatamente (a parte il non riuscire ad attivare il vsync, che poi ho forzato dal pannello nvidia), però non puoi sbagliare dopo 7 anni di produzione.
Questo gioco dovevano concepirlo come il primo Crysis, prima su pc e poi su console, ma purtroppo, come lo stesso Carmack ha ammesso, l’utenza console rende di più (se lo dice lui, visto che con gli utenti pc sono più di vent’anni che ci mangia).
A parte questo per me è il gioco dell’anno, il primo passo verso la prossima generazione.
theoren
12 ott 2011 - 15:49 - #32questo gioco è corto solo per gli spastici che lo giocano a livello easy o normal e invece di gustarsi gli ambienti e cercare gli oggetti nascosti corrono qua e la come forsennati…
theoren
12 ott 2011 - 15:53 - #33per la cronaca, a me esattamente come scritto nella recensione i driver performance rage danno molti problemi… i normali AMD invece no, fila tutto liscio. non vedo bug macroscopici e il gioco è + leggero di quanto pensassi.
Linuxuser
12 ott 2011 - 16:02 - #34@32: per la cronaca lo abbiamo iniziato a livello difficile esaminando con cura ogni ambienta: la durata non arriva cmq alle 10 ore!!
Freedom2099
12 ott 2011 - 16:56 - #35@34 : ma non vi sarete fatti neanche una quest secondaria!
Io, giocando a difficile… sarò morto si e no 2 volte… e salvando molto spesso non ho dovuto ripetere molto, ho fatto TUTTE le quest secondarie e buoni 3/4 delle gare a 12 ore ho cambiato disco!
Avete preso tutti i potenziamenti?
Avete preso il secondo succo di apofis portando così la vita a 122?
Avete fatto la quest sui minerali per l’ulteriore potenziamento del defibrillatore (non parlo della missione nella città morta parlo di un altra ancora che aggiunge un bonus al defibrillatore)
Le bacheche con i lavori le avete viste? avete fatto tutti gli incarichi?
In 10 ore avrete finto si e non la campagna principalei gnorando tutto il resto del gioco!
Buiomega82
12 ott 2011 - 21:26 - #36idem…sono a 7 ore circa e sono ancora wallspring, come fa a durare meno di 10!?!?!? fatelo a incubo e fatevi tutte le quest, gare, obiettivi, ecc…
Buiomega82
16 ott 2011 - 16:03 - #37finito…23/24 ore di gioco, calcolando che alcuni obiettivi nn li ho portati a termine. Il mio voto finale è di 9 su 10.