
Quanti giochi davvero difficili avete affrontato nell’attuale generazione di console? Fermatevi un momento e fate mente locale. Vi renderete conto di quanto, effettivamente, il livello di difficoltà medio dei videogiochi sia drasticamente crollato negli ultimi anni.
Complici la massificazione di un passatempo inizialmente indirizzato a un target piccolo e ben delineato e, soprattutto, la totale scomparsa delle sale giochi, dove una maggiore difficoltà si traduceva logicamente in un conseguente aumento di incasso in termini di monetine o gettoni, l’idea di creare una micidiale sfida tra uomo e macchina ha lentamente ceduto il campo a un approccio diverso, più rilassato e adatto a una fascia di pubblico innegabilmente più ampia.
In un panorama in cui essere messi davvero in difficoltà da un gioco è quasi un’utopia, un baluardo di sviluppatori ha scelto di non sacrificare la sfida all’altare delle vendite, continuando a realizzare i più classici dei titoli strappa-imprecazioni. Questo articolo lo dedichiamo a loro, ai passionali veterani che non vogliono rinunciare al gusto di mettere alla prova noi giocatori.
Diciamoci la verità. Oggi come oggi la maggior parte dei giochi si lascia finire con una mano sola. Il mercato dei titoli tripla A è letteralmente invaso da prodotti tecnicamente eccellenti, pieni di grandissime qualità ma, sfortunatamente, incapaci di offrire una sfida degna di questo nome.
D’altra parte è comprensibile che di fronte alle vendite modeste dei giochi considerati “eccessivamente difficili”, i publisher suggeriscano gentilmente agli sviluppatori di seguire un approccio più morbido, capace di venire incontro alle esigenze dei giocatori meno esperti.
Per un certo periodo di tempo la possibilità di scegliere tra vari livelli di difficoltà ha permesso agli utenti più esigenti, i veterani dei coin-op cresciuti a pane e Ghosts ‘n Goblins, di continuare a sentire, seppur in misura ridotta, scariche di pura adrenalina scorrere attraverso il proprio corpo durante le partite più combattute.

Da un po’ di tempo a questa parte, invece, anche i livelli di difficoltà più elevati si sono trasformati in passeggiate di salute, con tutta probabilità per gratificare ulteriormente il giocatore medio permettendogli di sbloccare l’ennesimo feticcio rappresentato dal trofeo/obiettivo di turno.
In questo panorama tristemente orfano di sfide degne di questo nome si affacciano titoli come Prince of Persia, il capitolo unico uscito nel 2008 dove era addirittura impossibile morire e, per citare un grandissimo successo commerciale, l’intera saga di Assassin’s Creed, dove per finire il gioco basta ricordare di tenere premuta verso l’alto la leva analogica del pad schiacciando contemporaneamente un dorsale e un tasto frontale.
Con questo non vogliamo dire che i due nomi citati siano privi di senso o mal realizzati, ma che per apprezzare pienamente titoli più scorrevoli e rilassanti è necessario avere un termine di paragone opposto con cui confrontarli, elemento estremamente raro tra i videogiochi dell’attuale generazione.
Nel deprimente deserto di avversari degni di essere affrontati, Atlus e From Software hanno deciso di percorrere una strada completamente diversa rispetto a quella dettata dal mercato, realizzando un action gdr duro come il ferro e cattivo come il demonio.
Stiamo parlando di Demon’s Souls, che pur non avendo goduto di campagne marketing particolari è riuscito a emergere dalla massa grazie alle proprie qualità e, soprattutto, al crudele livello di difficoltà che gli ha permesso di diventare una sorta di leggenda fra gli hardcore gamer.
In questo caso il passaparola fra gli appassionati ha avuto risultati migliori di qualsiasi campagna pubblicitaria, al punto da agevolare l’uscita di Dark Souls, seguito spirituale del fantastico action-gdr From Software spinto dalla propria casa produttrice proprio facendo leva sul livello di difficoltà estremo, superiore perfino a quello del suo predecessore.

Il fatto stesso che un gioco difficile sia diventato un fenomeno di culto fa capire quanto disperatamente i giocatori di vecchia data siano alla ricerca di esperienze in grado di metterli davvero alla prova.
Là dove il mercato tradizionale sembra voler offrire agli appassionati ben poche occasioni per testare la propria abilità (oltre ai già citati titoli From Software troviamo i sempreverdi shooter della Cave), quello dei giochi scaricabili propone decine di prodotti assolutamente perfetti per gli amanti dell’estremo.
In pratica i programmatori, non dovendo fare i conti con le pressioni del mercato e con la necessità di superare ad ogni costo un tetto minimo di copie vendute, danno sfogo alle loro fantasie da appassionati di videogiochi tirando fuori dal cilindro titoli articolati, carichi di idee e, generalmente, caratterizzati da un livello di difficoltà particolarmente alto.
Fra titoli come Braid, N+, Outland (senza scomodare Ikaruga e tutti gli adattamenti in HD di leggendari nomi del passato), Super Meat Boy è sicuramente il gioco scaricabile che più di qualunque altro rappresenta lo spirito della sfida vecchio stile, mettendo i giocatori di fronte a decine di livelli pieni di trappole letali da evitare effettuando salti millimetrici.
Il numero di morti, in Super Meat Boy, è utilizzato come metro di giudizio delle capacità dell’utente, al punto tale che al termine di ogni livello i decessi vengono mostrati tutti contemporaneamente in uno spettacolare replay cumulativo.
Di fronte a un’impresa titanica come quella proposta dal sadico platform scaricabile, anche il più piccolo passo verso la meta finale è in grado di scatenare nei giocatori sensazioni a cui i campioni d’incassi dell’attuale generazione non sono mai riusciti ad avvicinarsi veramente.
Ciò che stiamo cercando di capire attraverso questo articolo è molto semplice: voi lettori - soprattutto i veterani - siete soddisfatti dalla parabola discendente che da anni influenza i videogiochi? Siamo davvero curiosi di scoprirlo leggendo i vostri commenti. Dal canto nostro, avevamo già denunciato il problema ed espresso un’opinione in tempi decisamente non sospetti.
NeWoRlD
08 dic 2011 - 10:18 - #1Si?Allora devo essere una schiappa io perchè killzone 2, halo anniversary,cod modern warfare 1 e 2 ,halo 3, vari uncharted,mass effect e alanwake ai livelli piú alti di difficoltá mi hanno fatto piangere sangue….
john117loggato
08 dic 2011 - 10:20 - #2Anche catherine è da vero hardcore a mio parere,basta vedere quanto è difficile gia a normale.
giant-lizard
08 dic 2011 - 11:07 - #3Non capisco perché si associ necessariamente la parola “hardcore” a “gioco difficile e frustrante”. Chi lo ha detto che un titolo per essere hardcore debba essere per forza difficile?
A fare un gioco difficilissimo siamo bravi tutti, a fare un gioco “creativo”, decisamente no. Non credo si debba misurare la bellezza di un gioco dal numero di volte in cui si muore.
Detto questo, è vero che la difficoltà media è diminuita. Io gioco ancora a molti retrogames del NES e del Mega Drive e a volte vien voglia di buttare il pad per terra, ma ripeto, non credo che questo li renda “migliori”.
ApocalypseNow
08 dic 2011 - 11:21 - #4Mah, per superare un posto di blocco con una cinquina di persone ci ho messo un’ora in Metro 2033 a difficoltà normale… non capisco in base a cosa un gioco si possa definire hardcore o meno, tutti i giochi a difficoltà massima mettono a dura prova le tue abilità. C’è chi più e chi meno comunque.
SiegHart
08 dic 2011 - 11:30 - #5Giocare prima a Demon’s Souls e ora a Dark Souls è qualcosa di incredibile… pochi giochi al mondo mi hanno dato tutte le soddisfazioni che ricevo ogni volta che ammazzo un boss o supero un pezzo frustrante! non è solo una questione di difficoltà (che cmq è assurda) è tutto il sistema di gioco che è un capolavoro, ogni singolo mob dal primo che incontri all’ultimo ti puo ammazzare senza problemi, morire significa perdere tutto e il piu delle volte non riesci a recuperare quello che hai perso… capisco che non è un gioco per tutti, ma per me è il gioco piu bello del mondo, non c’è halo, uncharted o gears of war… chi paragona la difficoltà degli ultimi giochi best seller con dark souls significa che non ha mai giocato dark souls! :D
Seifer2790
08 dic 2011 - 11:47 - #6….G nello Unite? Fatalis? Una passeggiata, no?
lamentino_piangino
08 dic 2011 - 11:51 - #7http://www.youtube.com/watch?v=y4nKzBZIhuc
burnout_paradise_rulez
08 dic 2011 - 12:16 - #8in tutta franchezza, mi disassocio con il termine “hardcore”, perchè è il giocatore ad essere hardcore e non il gioco. ad ogni modo, ci sono ben altri giochi che mi hanno fatto sputare sangue nell’arco di questa generazione: io prenderei Vanquish dei Platinum games, che nell’ultimo capitolo, ci troviamo a sfidare due cristo di robot volanti, con l’incognita delle barriere che si nascondono. ecco, lì o sei un jappo skillato fino al midollo, o scordati di finire Vanquish. altro gioco è Dead Space. mai in questa gen mi sono trovato a dire “fammi fare economia con le munizioni”, pure perchè a volte in quel gioco, non glie ne frega una cippa se stai andando contro un boss di dimensioni bibliche. in più anche la progressione di armi e personaggi è da tenere sott’occhio, soprattutto perchè i nodi che servono per potenziare questi ultimi, non sempre sono visibili ad occhio nudo. ed inoltre, ci si è messa la totale assenza di HUD, quindi mappa, inventario e soprattutto comprare oggetti al market, sono tutte azioni in tempo reale. e comunque questa gen ha sbagliato UNA cosa in particolare secondo me. apparte che già per trovare un platform degno di questo nome, o ci si rifugia su wii dove troviamo i soliti evergreen, o sulle console HD è stato un genere trascuratissimo, inoltre l’errore matornale è stato quello di inserire vite infinite. e non solo, ma sulla stra grande maggioranza dei titoli, dopo un tot di volte che si muore, ci appaiono suggerimenti su schermo, o a volte ci diminuisce proprio il livello di difficoltà. queste fino a due generazioni fa erano cose inimmaginabili.
spleeter
08 dic 2011 - 12:24 - #9@sieg:quoto in pieno…quei 2 giochi ti danno una soddisfazione mostruosa anche solo per il fatto di essere andato avanti solo di pochi metri per via di un mostro fortissimo,o per esserti sbattuto 10 ore per avere un arma pazzesca…
john117loggato
08 dic 2011 - 12:27 - #10Ho sentito dire,che goblin’s e ghouls è uno dei giochi più difficili mai creati….potete confermare :),perchè avrei una mezza idea di giocarlo.
john117loggato
08 dic 2011 - 12:32 - #11Anche l’ultimo donkey kong è una bella mazzata per questa gen,è davvero difficile.
VALx2
08 dic 2011 - 13:06 - #12Secondo me, la difficoltà si è semplicemente evoluta in un modo diverso. Oggi i giochi permettono a chiunque di arrivare ai titoli finali, ma non tutti magari sbloccano tutte le armi o trovano tutti i tesori al 100%.
La difficoltà quindi si sarà effettivamente abbassata, ma anche è passata su obbiettivi diversi, di conseguenza è sbagliato valutare i giochi con lo stesso metro di paragone che avevamo nel 1990.
Anche perchè con i nostri ritmi attuali, per molti di noi conta molto di più “l’esperienza” della trama da seguire, rispetto alla “sfida” di un qualche boss cazzuto da superare.
Secondo me non è sbagliato il processo attuale subito dai giochi, se mai penso sia sfruttato male. Come ho detto, i giochi dovrebbero essere impostati in un modo tale che chiunque può gustarsi l’esperienza , ma allo stesso tempo penso sia giusto premiare in qualche modo i giocatori più forti e capaci che non si accontentato e vogliono mettere alla prova se stessi.
Io farei quasi che i dlc diventino in qualche modo gratuiti ( o scontati) per chi dimostra con i salvataggi di aver finito un gioco al livello massimo O che il gioco stesso sbloccasse un premio concreto per questa gente ( ma intendo premi seri, non cazzatine con soldi infiniti o skin diverse, ci vuole qualcosa che dia un senso a chi si è sbattutto per vincere una sfida).
Qualcosa del tipo, che al livello normal il gioco finisce prima, e solo al livello hard si puà accedere ai livelli finali o a delle zone precluse.
Perchè ci sono giocatori e giocatori, ognuno con esigenze diverse e i giochi sono fatti per divertirsi e per fare questo bisogna cercare di arrivare ad un giusto compromesso piuttosto che obbligare i casual ad adeguarsi agli hardcore o vice versa.
Obbligare qualcuno ad adeguarsi al proprio modo di intendere il gioco un egoismo e un arroganza ( che possono avere sia i casual che gli hardcore.)
Visto che il mercato si è allargato, IMHO ( e ripeto IMHOOO) è giusto che chi fa i giochi abbia un occhio di riguardo per entrambe le categorie invece di preferire una o l’altra categoria.
Che poi questo non venga fatto e farci le spese siano principalmente i giocatori “hardcore”, schiavi dei casual , costretti a giocare con giochi che si finiscono da soli, è purtroppo una cosa che mi spiace per loro.
Perchè come giocatore io non vorrei che la mia visione di gioco più rilassata rovinasse la loro, più votata alla sfida.
:(
lalegge
08 dic 2011 - 13:16 - #13cmq alla fine anche demon soul non era cosi difficile bastava sapere cosa si doveva fare tutto qui, specialmente con i boss, se sapevi la strategia erano abbastanza facili, Dark soul non l ho ancora giocato, a mio avviso ci sono giochi piu duri tipo mass effect 2 a folle o dead space a folle
Diegofuckk
08 dic 2011 - 13:43 - #14Per me l’importante é che ci siano livelli di difficoltà selezionabili,sono la risposta a tutti i mali
Per me il fatto che in giochi come dark souls non ci sia una difficoltà modulabile è un difetto (e una precisa scelta di marketing)
Ok ai giochi difficili ma devono premiarti,non si può sudare sangue per mezz’ora,morire e aver perso mezz’ora senza averne nulla indietro,perché magari quei 30 minuti erano giusto il tempo che avevi da dedicargli e avresti sputato sangue volentieri in cambio di una progressione anche veramente minima
Per me i giochi volutamente frustranti usano questa caratteristica spesso in modo furbo,si creano un’aura attorno…che alla fine diventano di moda
Non che si un male eh
catdaddy
08 dic 2011 - 13:45 - #15ah, quanti fanciulli cresciuti a giochi da ebeti qui dentro :)
catdaddy
08 dic 2011 - 13:48 - #16comunque l’articolo non menziona Ninja Gaiden/Ninja Gaiden Black (Xbox) che è il gioco mainstream più hardcore degli ultimi 15 anni (dico mainstream, se andiamo a vedere quelli minori ci sono anche diversi shoot-em up della Cave che hanno livelli di difficoltà inumani).
comunque io gioco dal 1985 circa e sono 100% d’accordo con l’articolo. è un pezzo che si vede questa progressiva “idiotificazione” dei VG.
sinniji
08 dic 2011 - 14:11 - #17SuperMeatBoy? LoL. Isaac of binding!
Diegofuckk
08 dic 2011 - 14:11 - #18@17
Il tuo discorso esemplifica un po’ quello che volevo dire sulla “moda” del gioco difficile :)
E cambia pure “idiotificazione” con “massificazione”
…pure io gioco dal Commodore64
lalegge
08 dic 2011 - 14:14 - #19ma catdaddy secondo me confondi difficolta con bontà di un titolo, sicuramente gears 3 per portarti un esempio è più facile di demon soul, ma onestamente apparte la difficolta e il gameplay cosa ti lascia demon soul, penso che un gow 3 messo a folle crei un miglior compromesso tra storia gameplay e difficolta.
per quanto riguarda la foto di prince of percia non vedo nulla di male in un gioco dove non puoi morire, quel gioco li è un confettino, un quadretto molto molto bello.
Altra cosa non penso che i giochi moderni sono per ebeti, giocare un asteroid e un qbert o un frog onestamente non mi creavano le stesse emozioni che puo crearti oggi un metal gear solid o un mass effect o un beyond good and evil ect ect
burnout_paradise_rulez
08 dic 2011 - 14:21 - #20@catdaddy
non vorrei buttarla sul personale, ma certo che sei proprio un gran rompicog71ioni! sei tutto tu su questo blog. chi gioca a GT/Forza è un plebeo, perchè TU SEI IL SOMMO SIMRACER COL FANATEC DA 700€, ora insulti una categoria intera gratuitamente solo perchè non gioca da 7 ere, e non è cresciuto a pane e monetine da sala giochi. non ci sei solo tu in questo pianeta, anzi, ti dirò di più, ne conosco di 30enni inoltrati che ancora videogiocano, e a differenza tua, non solo riconoscono gli standard qualitativi raggiunti in questa generazione, ma se vanno su internet è solo per vedere notizie, non per insultare persone che potrebbero avere l’età dei loro figli. scusate l’OT, ma non se ne può più.
giant-lizard
08 dic 2011 - 14:22 - #21Tra l’altro vorrei sottolineare come sia cambiato anche il target dei giocatori. Quelli che prima erano solo bambini e ragazzini (non erano molti gli adulti a giocare a NES, SNES, ecc..), che quindi avevano parecchio tempo da perdere facendo e rifacendo lo stesso livello o lo stesso mostro, ora sono adulti che lavorano e hanno magari appena un’ora di tempo per giocare.
E’ chiaro che se gli metti un boss troppo difficile da battere, una persona media ci mette magari 3 ore, che dilazionate nelle sue possibilità significano 3 giorni. E diventa eccessivamente frustrante.
Al giorno d’oggi ai videogiochi ci giocano grandi e piccoli, e questo le aziende lo tengono molto in considerazione. Non tutti hanno a disposizione millemila ore di tempo per provare e riprovare a superare un ostacolo: la maggior parte vuole tornare a casa dal lavoro e giocare rilassandosi, andando avanti a sufficienza nel gioco per andare a letto soddisfatto.
catdaddy
08 dic 2011 - 14:40 - #22GOW 3 l’ho giocato a “folle” ed è di una facilità vergognosa. Questo la dice lunga su cosa siete abituati a giocare…
catdaddy
08 dic 2011 - 14:41 - #23#21: veramente io gioco a iRacing ma ho anche X360 con forza 3 e forza 4, e PS3 con GT5+DLC. Che idiozie vai dicendo?
catdaddy
08 dic 2011 - 14:42 - #24#19 io gioco da prima del commodore 64, e ti assicuro che non ho mai seguito una moda che una in tutta la mia vita. Piuttosto, i discorsi di molti qui dentro “esemplificano” quello che ho detto sopra. Svegliate un po’ il cervello.
peppino78
08 dic 2011 - 14:47 - #25ragazzi provate dark soul….e poi ne riparlate!!!!!
bambino-calvo
08 dic 2011 - 14:55 - #26Anche io sono d’accordo con l’articolo, ma bisogna tenere in mente che chi non è un giocatore di vecchia data (io sono un cimelio d’epoca) non può percepire questo fenomeno come lo percepisce chi gioca da 30 anni… è fisiologicamente impossibile.
Chi ha cominciato a giocare assiduamente (esempio a caso) con PS1 o PS2 o magari anche dopo, per forza di cose non può rendersi conto bene di questo quadro generale che l’articolo va a dipingere. Ma non è colpa di nessuno eh :) È una cosa perfettamente normale.
Nel tempo sono cambiate tante cose, il mercato si è dovuto adeguare e bla bla bla… una volta i VG erano molto più prove di ingegno, riflessi e abilità… adesso molti (non tutti) sono semplici passatempi con un grado di sfida minimo (tipo Assassin’s Creed, dove si fa tutto il parkour con un tasto e si vince qualsiasi combattimento premendo di continue due tasti (vedere http://www.gamearena.com.au/videos/latest.php/5-inch-floppy-58–assassins-creed-revelations o provare per credere). Sono esigenze di mercato, target d’utenza diversi.
La cosa può piacere o meno (a me personalmente non piace), ma è inutile sia negarla che usarla come piedistallo per innalzarsi sopra gli altri :)
john117loggato
08 dic 2011 - 15:09 - #27#27 Che la maggior parte dei titoli si sia adeguato a questo sistema di cui hai parlato è chiaro ed è ben visibile,ma è giusto dire che ancora delle perle si trovano e giochi anche estremamente difficili e non alla portata di tutti(non parlo di demon’s souls,quello dopo un po diventa anche estremamente facile),per esempio ninja gaiden black ,che è stato citato anche da qualche altro utente ne è l’esempio lampante,e poi mi sembra giusto dire che bisogna classificare i giochi in base al loro genere,un fps non può essere confrontato con un gdr,platform o quel che sia.Molte volte leggo,di confronti a ca x xo,l’esempio più recente è dark souls vs cod-killzone-halo o altri fps che non c’entrano un tubo tra di loro.
zalman
08 dic 2011 - 15:23 - #28Quoto chi parla di un cambiamento del mercato, dopotutto i prodotti si sono evoluti e offrono nuove possibilità che vanno a colpire la difficoltà di un VG.
Basti pensare agli FPS, ormai le software house non puntano più sulla difficoltà, tanto quella è determinata dalla comunity online che ci gioca.Infatti la campagna in singolo è un elemento quasi marginale.
Non che condivida la scelta di abbassare il livello di difficoltà. E’ verissimo che Gears è andato a semplificarsi capitolo dopo capitolo, ma non ne vedo il motivo e mi piacerebbe che Cliff e compagnia lo avessero spiegato.
Vuoi renderlo facile anche per un bambino? Benissimo, ma lascia il livello Folle difficile quasi vicino all’impossibile. Dopotutto è importante che si finisca il gioco per comprenderne la storia, ma non che tutti lo finiscano a folle!
E’ passato un po’ di tempo, ma se non ricordo male il primo Gears dovetti finirlo in cooperativa a Folle, perché faticavo ad andare avanti da solo. Era anche dovuto al fatto che dovevo prenderci la mano, cosa che al terzo capitolo è ormai una formalità, ma oltre a quello era veramente tosto.
Capitolo a parte sono i nuovi tipi di giochi che offre il mercato, basti pensare a GTA, la difficoltà è in secondo, terzo piano. Quello che importava era la libertà, quello che potevi fare e il fatto che volendo potevi giocare per ore senza seguire la storia.
bambino-calvo
08 dic 2011 - 15:49 - #29#18: The Binding of Isaac :) Bella lì, non l’aveva ancora citato nessuno.
#29: per fortuna c’è ancora qualcuno che si accorge di questo progressivo calo nella saga GOW :) È talmente evidente che mi stupisco come solo poche riviste specializzate l’abbiano citata. Anzi, non mi stupisco più di tanto. Una è http://www.gamesradar.com/video-play-gears-war-3-hardcore-normal-it-virtually-plays-itself/
john117loggato
08 dic 2011 - 16:37 - #30Purtroppo avete ragione su gow 3,è diventato davvero troppo facile…ricordo ancora il primo gow in folle che era davvero un altro mondo rispetto al 3 ma anche rispetto al 2 anche se di minore entità,in questo è verissimo parlare di semplificazione allo stato puro..
john117loggato
08 dic 2011 - 16:39 - #31#29 Il primo gow al 3°atto,sotto terra,nella base delle locuste era qualcosa di impensabile a livello di difficoltà folle.
Diegofuckk
08 dic 2011 - 18:02 - #32Non dico si sia semplificato ma GoW 3 a folle ha dei pezzi che spaccheresti il pad e piu in generale non mi piacerebbe fosse piu difficile di così
Per la difficoltà maggiore ci sono fior di modificatori che incidono eccome
L’altra sera eravamo in 4 in coop a folle con fuoco amico attivato,rigenerazione della salute sei nemici col tempo e assenza di casse per le munizioni:l’inferno:) ma divertente
l4d
08 dic 2011 - 18:35 - #33ciao a tutti… mi ritengo un veterano o quasi… ho 26 anni e ho giocato praticamente su qualunque console a partire dal commodore 64 in poi… è vero la difficoltà media è calata, ma bisogna tenere conto che anche la generazione di videogamers è differente.
anche a me piacevano le sfide toste, ma con il tempo e con l’età posso passare sempre meno tempo a dilettarmi con i videogiochi… quindi in fondo la cosa non mi disturba più di tanto, e non credo che i videogiocatori giovani importi.
sembrano preoccuparsi più di grafica e cura dei dettagli che della trama o della complessità strutturale del gioco, e come dicevi giustamente tu, il loro entusiasmo è raggiunto dalla conquista del tal trofeo…
ecco quindi cosa ne penso… grazie.
slash
08 dic 2011 - 18:41 - #34Da quando in qua un gioco più difficile è anche più divertente da giocare? Sono del parere che tutti i giochi devono avere una scelta del livello di difficoltà. TUTTI. Ho dark souls e non capisco perchè devo sputare sangue e perdere ore e ore solo per fare un punto specifico o superare qualche maledetto boss. I videogiochi prima di tutto devono essere considerati come uno svago (visto che io lavoro 8 ore durante il giorno) e non dovrebbero creare imprecazioni e distruzioni di joypad. Io ho cominciato a giocare dalla fine degli anni 80 ma trovo i giochi di adesso molto più equilibrati e secondo me è giusto che sia così.
evansthefatman
08 dic 2011 - 22:01 - #35@slash scusa ma non sono d’accordo,va bene che il fine di un videogioco è principalmente lo svago,ma lo svago non significa mica che il gioco ti deve accompagnare fino ai titoli di coda tenendoti la manina. Per me lo svago vuol dire anche misurarsi in una sfida che richieda impegno e che sia appagante. Poi sono il primo a dire che la trama è importantissima e che MGS 4 è un capolavoro assoluto,ma ad esempio reputo demon’s e dark souls totalmente su un altro livello rispetto ad un assassin’s creed qualunque. Tra l’altro quei giochi sono sì difficili,ma non frustranti e non è vero ce ci si blocca per delle ore in un determinato punto,semplicemente il gioco ti porta a sbagliare e ad imparare dai tuoi errori trovando la strategia giusta. E fidati che con la strategia giusta dark souls diventa semplice. E’ un gioco complesso più che difficile
cinciAr
09 dic 2011 - 00:27 - #36Ho 30 anni e gioco praticamente da sempre,in effetti i giochi di una volta erano molto più difficili di quelli di adesso,ma almeno per me non e’ necessariamente un male.tra lavoro,famiglia ecc ecc il tempo per giocare e’ veramente poco e quel poco tempo,almeno per me,e’ di puro relax davanti ai videogiochi,il pensiero di mettermi a bestemmiare come un diavolo davanti alla tv come facevo 10 15 anni fa per la difficoltà di un gioco mi mette male,quindi per come gioco io adesso non lo vedo come un male l’abbassamento generale del livello di difficoltà.
Da bambino e da adolescente adoravo i giochi difficili,avevo una marea di tempo per giocare e i soldi per i giochi erano pochi,quindi più il gioco era difficile più durava.
l4d
10 dic 2011 - 16:37 - #37@slash… ti capisco… intendevo proprio quello, dopo 8-9 ore di lavoro preferisco anche io un passatempo che non mi faccia aumentare le già gonfie “balle” di fine giornata… e poi in effetti i videogames di adesso non sono meno difficili, solo più intuitivi ed equilibrati… non trovate !??
slash
11 dic 2011 - 01:15 - #38@l4d: concordo in pieno. Il mio tempo a disposizione per giocare è poco, e quel poco voglio godermelo! :) @36 dark souls complesso e anche molto ma molto difficile! Se mi dici il contrario probabilmente passerai giorno e notte dietro quel gioco. E poi scusa ma non trovo giusto e non mi sembra normale che in un gioco di quel tipo non esiste il tasto pausa. è da sadici
musashinden
13 dic 2011 - 19:29 - #39Negli anni 80, visto che se ne parlava, i giochi erano difficili in quanto quasi tutti platform a scorrimento orizzontale (alla Ghost n Goblin) nei quali i salti erano millimetrici e le vite solo 3 per finire tutto il gioco. L’unico gioco di nuova generazione provato che si avvicina (si avvicina soltanto) come difficoltà e genere è Hard Corps: Uprising che è una specie di remake di Contra (per chi bazzicava le malfamate sale giochi più di vent’anni fa).
musashinden
13 dic 2011 - 19:33 - #40E oggi, nonostante la nostalgia, non giocherei più un gioco alla Ghost n Goblin, con la frustrazione del limite di tempo, vite, con il rischio di prendere l’arma sbagliata (la famigerata “torcia”) e di non riuscire quindi a superare neanche il primo boss di metà livello. Ben vengano titoli come Dark Souls, ma non rimpiangiamo troppo i coin-op mangia gettoni degli anni passati.
parser
15 dic 2011 - 15:26 - #41Non esiste perchè è un gioco anche on-line e naturalmente sarebbe ridicolo mettere pausa mentre si fa il PvP….
Giuseppe Romano
18 mag 2012 - 18:49 - #42pienamente d’accordo con l’articolo