Era il 2007 quando Sony e Naughty Dog gettavano per la prima volta nella mischia l’avventuriero Nathan Drake. Da allora sono trascorsi ben quattro anni. Anni in cui in questo settore è avvenuto di tutto e di più, tra Kinect, Move, 3DS, ma anche conferme e smentite da parte di serie blasonate. Oppure titoli sorprendentemente validi, a dispetto di vigilie avare di paroloni, quantomeno non nella misura in cui se ne spendono per altre chiacchierate compagini, specie a cadenza annuale.
Perché tale premessa? Perché in un mondo in cui sfruttare un brand è divenuta pratica usuale, arrivare al terzo capitolo della stessa serie in così poco tempo è un rischio - non commerciale, s’intende. Quanto è già stato detto lungo il susseguirsi delle varie iterazioni? Cosa possono ancora dire certe schemi, certi dinamiche, certi personaggi? Siamo certi che gli sviluppatori di Uncharted 3: L’inganno di Drake si saranno posti gli stessi identici quesiti. Anzi, siamo pronti a scommettere che non ci avranno dormito la notte.
Eccoci allora pronti per tentare di trasmettere quanto noi abbiamo ricavato dalla nostra esperienza con questo terzo capitolo, senza incertezze o imbarazzi di sorta. D’altra parte il compito non è dei più agevoli, visto e considerato che Uncharted è per certi versi divenuto emblema dell’attuale generazione per Sony. Un’esclusiva pesante, che al di là dei sempre legittimi gusti, ha fatto breccia nei cuori di molti. Potevamo non parlarne, dunque?
“Da umili origini, grandi imprese“. Che il fascino del latino, oltre che della saggezza che porta in dote, non sia mai tramontato è noto a tutti i meno superficiali. Ed è bello che Uncharted 3 parta proprio da questa frase, peraltro assolutamente calzante all’incipit narrativo. Sì perché, dopo due capitoli, gli “sceneggiatori” hanno deciso di imboccare una via a questo punto necessaria, ossia accennare al passato di Nathan. A scanso di equivoci, non che la trama proceda su due binari, ma il suo dipanarsi risente senza dubbio di quanto veniamo a conoscenza nelle primissime battute del gioco.
Nel primo capitolo fu El Dorado, nel secondo Shambhala, mentre nel terzo… No, siate voi a scoprirlo! Ciò che possiamo dirvi è che stavolta il nostro protagonista è certamente più coinvolto che in passato, per via di una vicenda storica che non solo (manco a dirlo) coinvolge il buon vecchio Sir Francis - suo antenato ed altrettanto scavezzacollo - ma anche la percezione di unità famigliare che lega Nathan all’intera discendenza dei Drake.
Da qui il ricorso a quel “parvis“, laddove tale termine sta per origini. Per certi versi L’inganno di Drake è un titolo leggermente più introspettivo, in termini narrativi. Andando avanti (parecchio avanti), scoprirete cosa si cela dietro a questa ossessionata ricerca dell’Atlantide del Deserto - e di cui continuiamo a non dirvi nulla. Solo allora realizzerete quanto sia stato interessante l’escamotage di un “qualcosa” che crea allucinazioni. Il tutto, inserito in una faccenda che chiama in causa l’occultista John Dee, nonché fidato consigliere della regina Elisabetta I; di un gruppo di templari sui generis, al servizio della corona britannica; ed ovviamente Sir Drake, mandato in spedizione proprio da Elisabetta I Tudor.
Non a caso caso il nostro avventuriero, mai come adesso, è solo, a combattere non solo i suoi diretti nemici, bensì anche i propri fantasmi. Fantasmi che si materializzano con una foga e una veemenza unica, mediante alcune misure davvero di classe. Si capisce anche perché i tanti accostamenti al cinema. Ebbene, non possiamo che essere d’accordo con chi ha sostenuto questa tesi. Pur mantenendo una propria ed ineludibile specificità videoludica, Uncharted 3 può a ben diritto essere considerato uno dei più riusciti punti d’incontro tra il cinema e videogiochi. Tutto o quasi ce lo suggerisce. Una regia quasi sempre impeccabile, un ritmo incalzante, un po’ di citazionismo e forse pure un briciolo di suspance.
Ecco perché non si può cadere dal pero dinanzi ad un Justin Richmond che (anche ai nostri microfoni) illustra laconicamente il motivo della linearità di questa serie. Di esempi illustri che smentiscono la tesi per cui una trama di livello necessiti di lunghi ed estenuanti corridoi ce ne sono parecchi. Tuttavia è sempre indispensabile comprendere da quali presupposti partano gli sviluppatori, che certe cose le discutono preventivamente e ci si accapigliano più che per altri aspetti. Evidentemente in Naughty Dog necessitavano di questa struttura in funzione a ciò che gli interessava. E per quanto osservare certe ambientazioni come se si fosse dentro ad un auto in moto, dalla quale non si può scendere, generi a tratti una certa amarezza, non ce la sentiamo di dare addosso a nessuno per questo tipo di scelta.
Certo, anche noi sogniamo un giorno in cui Uncharted duri potenzialmente quaranta ore, con una libertà di movimento pari ad altre produzioni di genere, e pressoché lo stesso dettaglio grafico. Richmond non ha smentito, ma una cosa è bene dirla: per quanto questo fantomatico gioco possa o meno divenire realtà, bisogna tenere in conto che non si tratterà più di Uncharted. C’è sempre una macroscopica differenza tra rivoluzione e rinnovamento.
Passiamo brevemente in rassegna le principali componenti che rappresentano le basi della serie a livello di gameplay. Sostanzialmente, anche a costo di apparire superficiali, la struttura del gioco si snoda attraverso tre fasi: sparatorie, arrampicate ed enigmi. In passato, però, qualcuno ha fatto notare come una determinata anima prevalesse in maniera invadente sulle altre, e nel nostro caso diremmo si tratti proprio degli scontri. Ebbene, in Uncharted 3 tutto è stato davvero meglio bilanciato. Certo, gli enigmi continuano a contarsi sul palmo di una mano, ma non è corretto dire che non abbiano alcun peso nell’economia della struttura sopracitata.
Sia chiaro, l’impronta votata all’azione è qui più presente che mai. Anzi, proprio in virtù di questa sopraggiunta maggior armonia è ancora più marcata che in precedenza. Il tasso di adrenalina sale spesso e volentieri alle stesse, regalandoci brevi ma intensi momenti di puro spettacolo. Non stiamo parlando di un titolo per indoli quiete. In Uncharted 3 bisogna correre, sparare, appendersi e di nuovo correre e poi sparare.
E’ chiaro che anche in questo contesto c’è spazio per rifiatare. Si tratta di fasi che, peraltro, noi abbiamo preferito spendere per ammirare la magnificenza di certe ambientazioni. Si resta esterrefatti, per un motivo o per un altro, da luoghi come lo Chateau in Francia, oppure la Cittadella in Siria. Posti di un fascino incommensurabile, e qui riportati in maniera, se non fedele, senza dubbio veritiera. Dev’essere così, dato che le nostre sensazioni sono state ampiamente solleticate. Alla luce di certe location, varie sono le soluzioni a cui si va incontro, tornando sul gameplay. Enormi lampadari, scale di fortuna e quant’altro rappresentano sempre le vie di fuga più congeniali.
Quanto al grado di sfida offerto, beh… si tratta sempre di un terreno piuttosto soggettivo. In linea di massima, diciamo che, qualora s’intendesse portare a termine il gioco senza particolare patemi d’animo, ma giusto per godersi il viaggio, il livello Normale offre un buon compromesso. Ciononostante, ci sentiremmo in difetto se non consigliassimo il livello Difficile, anche perché si tratta di nulla di trascendentale. Qualche morte in più qua e là, ma di rado si ha l’impressione di non riuscire in alcun modo a superare qualche punto. D’altra parte questa variabile entra in gioco in battaglia, sia che si tratti menare le mani (e vi capiterà… oh se vi capiterà!) sia che si tratti di sfoderare gli strumenti.
Eravamo in Siria, all’interno di una cornice tanto antica quanto emotivamente coinvolgente. Ci trovavamo lì non per caso, visto che la nostra meta era una cripta. Meglio entrare di notte, visto che alle prime luci dell’alba gli addetti avrebbero cominciato a recarsi in loco e predisporre tutto per le visite guidate che avrebbero avuto inizio qualche ora dopo. Ecco, senza che qualcuno fungesse da Cicerone, noi abbiamo preferito non scomodare nessuno, scorrazzando per la Cittadella siriana indisturbati. Quei fari, posti in specifici punti, creavano un’atmosfera che congelava la quasi solennità del luogo, vecchio e nuovo al tempo stesso.
No, non si tratta di un estratto di un qualche racconto d’avventura di serie B. E’ quello che abbiamo provato nel luogo in questione, così come in altri. Se c’è un aspetto su cui Uncharted 3 appare pressoché impeccabile è proprio nella propria veste grafica. Al di là del sempre azzeccato ed evocativo cromatismo che trasuda da tutti i pori, il dettaglio è talvolta devastante.
All’insormontabile fascino di certi scorci, va ad aggiungersi una scenografia che definire ispirata è dire poco. A tratti si ha l’impressione che davvero nulla sia stato lasciato al caso, e non soltanto in quelle situazioni, sin troppo evidenti, in cui certe piattaforme sono disposte in maniera tale da permetterci di andare avanti. Abbiamo citato la Siria, la Francia, ma come esimerci dalla menzione al capitolo all’interno di una nave che sta affondando?
Lì, a parer nostro, il level-design del gioco tocca vette considerevoli. E’ tutta un’armonia di più elementi: dalle inquadrature alle luci, dalla disposizione degli oggetti all’impressione generata da una nave sottosopra. Molti, più per distrazione che per altro, tendono a soprassedere su certe componenti, ma forse sta qui la bravura dei programmatori, oltre che di coloro che li dirigono. Certi effetti, calcolati in tempo reale, appagano la vista come di rado succede. La luce e l’acqua sono due di queste componenti che più continuano a soddisfarci, così come nei due precedenti capitoli.
Ma non si pensi che ai personaggi sia stato riservato un peggior trattamento. Le animazioni di Nathan, in particolar modo, sono ovviamente le più curate, ma ciò non è abbastanza. La coerenza di certe sue movenze assurgono a segno distintivo, che unito alla cura meramente estetica genera un risultato encomiabile. Di contro c’è una fisica che ancora non convince appieno, specie se vista in relazione a tutto il resto. Certi bug e magagne assortite proseguono, come compenetrazione tra i poligoni o gente che “vola” facendo finta di camminare, come se si trovasse su un piano diverso rispetto a noi. E’ molto difficile che ciò incida sulla scorrevolezza del gameplay, ma certe cose non è un male segnalarle.
Come spesso accade, ci ritroviamo a dover mettere la parola fine alla nostra modesta disamina, quanto invece di un punto preferiremmo una virgola - o al massimo, un punto e virgola. Questo ci dà il polso in merito alla nostra percezione del gioco, consentendoci di inquadrare, seppur a caldo, quanto ci sia piaciuto. Ed Uncharted 3, senza mezzi termini, ci è piaciuto da matti!
Non solo, come accennato sopra, opera un’eccellente commistione di elementi tratti dal cinema e trapiantati in un videogioco, ma lo fa con un certo stile, quello che davvero sembra appartenere a questa serie e a questa soltanto. Se non corressimo il rischio di tediarvi oltremodo, staremmo qui a descrivervi quanto intenso ed appagante sia stato calarci totalmente nei panni di uno spericolato avventuriero in cerca di qualcosa di più di un semplice bottino.
Il finale, tra l’altro, rende manifesta l’intera opera. Così come Nathan, anche noi, al termine della nostra avventura, scopriamo che sovente non è la meta che conta bensì il viaggio. Non c’è meta che possa rimediare alla frenesia di un viaggio vissuto in maniera distaccata ed incostante. E qui ci rifacciamo ad una celebre frase di Sir Francis Drake:
Ogni grande avventura ha un principio, ma è la strada da percorrere, quella che conduce al suo termine, che riserva la vera gloria.
Così è Uncharted 3: bello, coinvolgente e adrenalico. Chi lo sa… probabilmente il migliore della serie… e non semplicemente perché sia l’ultimo. Di certo lo è per noi!
Cosa ci piace |
Cosa non ci piace |
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Linuxuser
04 nov 2011 - 16:35 - #1Sono a giocare la parte che si svolge in Francia, che dire, hanno raffinanto le meccaniche TPS dove nei primi 2 era semplicemente un contorno, qui sono diventate parte dell’avventura, probabilmente su questo punto nessuno può attualmente batterlo, le texture anche ravvicinate sono ai massimi livelli. Se non fosse stato per quel mostro di gioco di Portal 2 probabilmente avrei detto che era il miglior gioco dell’anno.
pistu_foghecc
04 nov 2011 - 16:36 - #2Perchè dite che sarà l’ultimo?E’ già stato annunciato?Speriamo di no.Potrebbero farne 10 di uncharted, ma se la qualità è sempre ai livelli dei primi due(questo lo stò ancora aspettando, arriva per posta questa settimana)Io non mi stuferei di certo.
Atreyu1976
04 nov 2011 - 16:38 - #3Qualcuno lo ha provato con il 3D? Com’è?
Grazie
Ciao
antonio-gamesblog
04 nov 2011 - 16:40 - #4E’ l’ultimo al momento in cui scriviamo la recensione, chiaramente… :)
Vsylar
04 nov 2011 - 16:42 - #5Le animazioni di Drake sono qualcosa si irraggiungibile per nessuno, qualcosa che non si era mai visto.
thedeath
04 nov 2011 - 17:18 - #6Io sono nel deserto, è semplicemente fantastica questa serie! Penso sia un gioco per cui assolutamente valga la pena di possedere una PS3, detto da uno che preferisce di gran lunga xbox360!
Zoolander
04 nov 2011 - 17:23 - #7Sarà mio sicuramente. A proposito, ripropongo una domanda già posta: qualcuno sa se è prevista una demo del singleplayer? Mi rivolgo sia ai redattori , sia a chiunque ne sappia qualcosa.
cerbero
04 nov 2011 - 17:26 - #8È semplicemente uno dei migliori videogiochi a cui abbia mai giocato in vita mia.
Semplicemente meraviglioso.
nicki17
04 nov 2011 - 17:31 - #9Zoolander
Non penso sia prevista una demo single player, o quanto meno fino ad ora non e’ mai stata menzionata, io sono appena entrato nell’aereoporto, semplicemente fantastico
Zoolander
04 nov 2011 - 17:36 - #10@nicki17
grazie, dunque è per questo che non ho letto nulla a riguardo. Speriamo che prima o poi la rilascino. Difficilmente riuscirò a comprarlo prima di natale, e vorrei nel frattempo avere un assaggio :-).
Lyger
04 nov 2011 - 17:45 - #11@ #3
L’ho giocato in 3d su un 50″ panasonic vt20, votato come miglior tv 3d del 2010 e perciò direi piuttosto affidabile come termine di paragone. Ho ripetuto le stesse sessioni più volte, sia in 2d che in 3d, per verificarne l’accuratezza, e a conti fatti mi sento di dire che il 2d sia ancora superiore per questa gen. L’immagine 3d perde troppa luminosità, i colori sono meno brillanti e anche la definizione delle immagini ne risente, soprattutto negli elementi lontani che spesso risultano sfocati e un tantino “traballanti”. Ottimo comunque l’effetto di profondità.
cati_92
04 nov 2011 - 19:03 - #12Finito in 2 pomeriggi considerando che lavoro, il gioco è un capolavoro senza dubbio, però dopo un pò che si sta giocando ci si accorge di una certa monotonia nelle vicende, entri ,enigmi,scopri ecc.. ti giri per uscire 1000 persone ad attenderti, hanno messo molte sparatorie per allungare il gioco.grafica,gameplay, storia eccellenti,online molto bello e mappe stupende!..complessivo 9.5,adesso l’ho già ricominciato a distruttivo e lo faccio in 3D e devo dire che è uno spettacolo assurdo,specialemente in alcune scene!…veramente bello cmq quelli di naughtydog dissero che uncharted avrebbe continuato a lungo!
Unreal
04 nov 2011 - 20:35 - #13È splendido in ogni ambito e quest’anno sono aumentati gli enigmi e la loro difficoltà. Bene. Fantastico.
andrea85
04 nov 2011 - 20:46 - #14Ho amato i primi due capitoli…. che dire… anche questo è un f****to capolavoro!! Bellissimo, soprattutto per le animazioni dei personaggi e per la grafica generale. Si sono raggiunti livelli fantastici.
Nostradamus666
04 nov 2011 - 21:15 - #15La cosa buona di questa uscita è che una buona fetta di BM che gravano su Gamesblog saranno impegnati a giocare al loro gioco preferito e quindi passeranno meno tempo a dire idiozie qui.
ammi95
04 nov 2011 - 21:20 - #16Purtroppo lo prenderò solamente a Natale ma sono sicuro che questo è uno dei migliori giochi se non il migliore in assoluto
itequila
04 nov 2011 - 21:27 - #17Ma NO…io nn sogno un uncharted free roaming!!
Allora perché nn un gran turismo free roaming o un final fantasy simulativo.
Maddai, godiamoci il gioco e la sapiente regia!!
Diegofuckk
04 nov 2011 - 21:55 - #18Io speravo si sparasse di meno ed invece…si spara di piu!;)
Lo prenderò sicuro,ma tra un po’
gamesfrog
04 nov 2011 - 22:04 - #19Me lo sto godendo in questi giorni…per riassumere in poche parole basta dire(come appunto già accennato dalla recensione) che è stato superato il livello del 2. Non credo che i Naughty Dog siano umani al 100%…forse provengono da un altro pianeta.
nico-tra-le-nevi
04 nov 2011 - 22:14 - #20Per carità, opinione mia, ma bisognerebbe imparare a non fare spoiler quando si parla di qualche novità….
DarkPredator23
04 nov 2011 - 22:52 - #21Meglio il 2…
RESCUE1
04 nov 2011 - 23:03 - #22sembra sviluppato dal Mulino Bianco. Ormai l’engine è alla frutta, un poco evidente sia lato poligonale, non a livello di Gears 3, che lato ombre: rare, rarissime.
Ottime le texture come sempre… aiutano.
Bel gioco via… ma senza quel che… eh… peccato.
RESCUE1
04 nov 2011 - 23:07 - #23@14
non mi pare.
I protagonisti sembran scivolare, ubriachi.
Personaggi un poco apatici.
Generalmente curato certo, ma lontano dal sembrare un film d’azione.
Tutta la vita Mafia 2, quello sembra davvero realistico!
RESCUE1
04 nov 2011 - 23:07 - #24ehm parere…
sanpaul
04 nov 2011 - 23:18 - #25Rescue
ti da cosi tanto fastidio che sia un bel gioco?
Unreal
04 nov 2011 - 23:33 - #26Tutti i giornali dicono che non ci sia paragone su console ma va beh… Lasciamo parlare i pazzi :)
itequila
05 nov 2011 - 01:31 - #27Rescue in realtà ho potuto apprezzare più volte un livello di texture nn adeguato.
Forse a causa di una illuminazione eccessiva molte texture mal figurano all’interno di un gioco così graficamente sontuoso.
Drake effettivamente sembra ubriaco sopratutto perché il mio ditino e ora abituato alla velocità e fluidità di Batman.
Qualche momento di gioco e il tutto sarà assimilato (nuovamente).
Noto anche qualche imperfezione negli impatti proiettile/nemico che a volte nn restituiscono un ottimo feedback e a volte vanno a salve seppur a segno.
Piccolezze, ma effettivamente gears sta un gradino più su in tal senso.
Abra”checcazzo”cadabra.
lamentino_piangino
05 nov 2011 - 08:33 - #28Bel gioco, per me è una delle migliori saghe di questa gen, se la gioca con gears.
Ovviamente gli manca l’originalità e la genialità di un portal, quindi non sarà sicuramente goty, comunque è il tomb raider del nuovo millennio :)
nicki17
05 nov 2011 - 10:35 - #29Appena finito eccezionale secondo me e’ il miglior uncharted ho giocato ad entrambe due i titoloni del 2011 ( uncharted, gears of war) e personalmente mi sento di dire UNCHARTED tutta la vita
john117loggato
05 nov 2011 - 10:53 - #30#28 No,tomp raider è ben diverso,quello fino ad underworld era il top per gli enigmi e il design dei livelli…in underworld c’erano diversi modi per superare un ostacolo e non erano le sparatorie il punto forte del gioco.In questo uncharted da come leggo in giro,sono diminuite di un po le ore di gioco rispetto al 2(anche se ci sono più fasi e sono meno prolungate rispetto al 2 che erano fatte per allungare il brodo),e rimangono i difetti più o meno gravi della saga sopratutto per le fasi tps….come migliorie ci sono chiaramente la grafica,i combattimenti corpo a corpo e alcuni personaggi sono caratterizzati magistralmente come uno degli antagonisti del gioco,rispetto ad altri che erano veramente poco curati…rimane un capolavoro ma di certo non vale 9.9 o peggio 10 come detto in altri siti,il giusto voto rimane chiaramente 9.3-9.2.
Unreal
05 nov 2011 - 14:24 - #31Tu riesci a parlare basandoti solo sulle recensioni? Ah be’
Io parlo da giocatore. Sono al capitolo 10 e ho fatto mooooolta più esplorazione che sparatorie. E già è quasi metà gioco. Quindi siamo su ottimo equilibrio. I difetti della saga? Ditemi quali? I nemici ti aggirano,si coprono e se stai al coperto ti lanciano granate ovunque. Le fasi platform sono stupende. E la storia è mooooolto coinvolgente, non trovo veri difetti in questo gioco. Le collisioni a volte sono strane e alcuni animazioni scollegate. Wow allora lo vendo! Corro a venderlo gioco di merda
Delgadosss
05 nov 2011 - 14:25 - #32Inizialmente ero deluso , i primi livelli erano noiosi…poi quando ero in Francia ho iniziato a divertirmi e da li in poi ogni livello era più bello dell altro. Per non parlare di quando ti rapiscono e sei nel porto…quei livelli per me sono i migliori , anche la nave veramente bella. Alla fine secondo me Uncharted 3 è l’insieme dei primi 2 , però veramente ben fatto. E un’altra cosa , speravo di starci più tempo nell’atlantide del deserto..come in Uncharted 2 solamente gli ultimi 2-3 livelli sei nel luogo che per un intero gioco cerchi…però tutto sommato gran bel gioco , soldi spesi bene.
Unreal
05 nov 2011 - 14:35 - #33Delgadoss perché non mi sveli anche il finale? No dai ora voglio sapere! Adesso che so che vengono rapiti e che il deserto dura solo 2 livelli di gioco! Dai dai
RESCUE1
05 nov 2011 - 18:53 - #34è bello ma se vuole sembrare un film vero è meglio che prenda spunto da altri… a me sembra un bel giocattolo tutto qui (da vedere eh… forse pad alla mano è pure una pizza xD).
In ogni caso non mi pare nulla di super mega ultra come andate dicendo.
Amici ma il BR? Tutta qui la puutenza del BR???
xDD
IL FRATE
RESCUE1
05 nov 2011 - 19:00 - #35@27
ottimo! Bhè tra tutto il poligonale è un pò grossolano si vede bene… le palazzine per es sono un pò miserelle… ed hai voglia a caricarle di piante e texture colorate… eh si, in questo campo Gears 3 (way better del 2) fa meglio. L’illu è molto bella quoto. I png si muovono in maniera assurda non credo sia una questione di mano… ohkkan sembrano ubriachi giuro O.O
Batman l’ultimo??? Com’è com’è??? Ho visto il filmato sul Live… zio sembra stipato d aliasing!! Dico il vero?
MA SI
Faye78
06 nov 2011 - 02:22 - #36Ho iniziato a giocarci stasera, ho fatto un po’ di storia e un po’ online. La storia mi
piace molto, all’online devo abituarmi alle novità, ma complessivamente sono molto soddisfatta!! Si conferma un gran bel gioco