“Gli undici mesi più lunghi della mia vita”: è questa l’iperbole più utilizzata da chi, dai Video Game Awards del dicembre dello scorso anno ad oggi, ha spasmodicamente atteso la commercializzazione del quinto capitolo “maggiore” della saga di The Elder Scrolls. Chi, per professione o per pura passione, segue ciò che accade nell’universo videoludico e comprende i desideri, i sentimenti e le pulsioni di chi anima il settore, sa infatti che con TES V: Skyrim le emozioni e le speranze di milioni di appassionati trascendono il tempo e vengono enormemente amplificate dal ricordo delle centinaia di notti insonni passate ad esplorare i dungeon infestati e le foreste incantate di Morrowind e Oblivion.
Nel lungo ed estenuante viaggio intrapreso in questi anni dai ragazzi di Bethesda e da tutti coloro che hanno deciso di accompagnarli, le impervie montagne che abbracciano le valli di Skyrim sono perciò l’ultima tappa di un indimenticabile pellegrinaggio nella terra incantata dei GDR che gli sviluppatori capitanati da Todd Howard ci consentono di compiere per partecipare in prima persona allo spaventoso scontro tra gli umani e le divinità ancestrali ripresentatesi agli abitanti delle terre settentrionali del continente di Tamriel sottoforma di possenti e implacabili draghi.
Superata la soggezione per l’ipnotica creatura argentea che domina il nero imprescrutabile della copertina di The Elder Scrolls V: Skyrim, in questi giorni abbiamo macinato ore ed ore di gioco per cercare di scoprire tutti (o quasi) gli aspetti, le qualità e le criticità del titolo nella recensione che v’attende dopo la pausa e che, come le arcane iscrizioni incise a fuoco su di un antico piedistallo daedrico, non vede l’ora di essere letta.
Sono passati duecento anni dagli eventi che hanno sconvolto il Cyrodiil, ma le conseguenze dell’apertura dei cancelli di Oblivion continuano a riverberarsi sulle regioni vicine della Provincia Imperiale destabilizzandone le economie e le locali amministrazioni: nel Vvanderfell le lotte tribali spingono migliaia di profughi nell’entroterra di Morrowind, nell’Elsweyr l’inasprimento delle tasse imperiali portano all’esodo in massa dei commercianti Khajiit verso le regioni limitrofe e nei feudi della fredda Skyrim, patria di Tiber Septim e culla della civilità umana, il malcontento dei Nord alimenta l’avversione verso la capitale tanto da spingere i locali ad una rivolta che raggiunge il suo apice con l’assassinio del Re di Solitude, potente e ricca città affacciata sul Mare dei Fantasmi.
Come vaticinizzato dagli stregoni di corte e dagli antichi tomi del sapere, il caos politico che scuote il continente di Tamriel consente al dio Alduin e alla sua prole draghesca di discendere dall’Aetherium e di riguadagnare la dimensione materiale per reclamare i territori che, millenni addietro, gli sono stati strappati con la forza dalla stirpe degli uomini, ed è in una simile, spaventosa situazione che saremo chiamati ad impersonare colui che in lingua runica viene descritto come “Dovahkiin”, il Sangue di Drago.
Dotato di uno straordinario intelletto, di una naturale predisposizione alla battaglia e di un dono immenso e ancestrale che gli consente di uccidere i draghi, di assorbirne l’anima e di utilizzarla a proprio vantaggio per apprendere la potente lingua degli antichi, il Sangue di Drago rappresenta l’unica speranza per i popoli di Skyrim ridotti alla fame dagli assalti continui della prole infernale di Alduin: il canovaccio narrativo steso dagli autori di Bethesda, per questo, risulta essere malleabile come cera calda per aderire plasticamente alle decisioni prese di volta in volta da Dovahkiin in completa autonomia e senza alcun condizionamento esterno.
La trama di TES V, pur mantenendosi coerente con la tradizione della saga, ha come baricentro il Sangue di Drago e verte attorno a lui per esprimersi in migliaia di missioni e di compiti secondari che s’intrecciano indissolubilmente, e senza soluzione di continuità, alle missioni di quella che potremmo definire “l’avventura principale”. Per superare il problema della natura corpuscolare e frastagliata delle missioni di Morrowind e Oblivion, i ragazzi di Todd Howard hanno deciso di attingere a piene mani dal lavoro compiuto negli anni recenti con Fallout 3 (e con New Vegas) per riorganizzare il tutto attraverso quello che hanno giustamente definito “Radiant System”: la tipologia delle missioni principali, secondarie e “di gilda” affidateci dai PNG di Skyrim, grazie al sistema Radiant non segue percorsi prestabiliti ma è determinata dal livello e dalle abilità specifiche del nostro eroe, dalle aree visitate fino a quel momento e dal livello di notorietà raggiunto nei vari villaggi e nei feudi maggiori.
Proprio come in Fallout New Vegas (ma in maniera molto più estremizzata), non esiste alcun allineamento morale: gli abitanti di ogni luogo, dalla più umile delle botteghe al più sontuoso dei palazzi reali, giudicano il Sangue di Drago in base alle azioni pregresse compiute per loro (o contro di loro), affidandogli (o negandogli) degli obiettivi generati in maniera randomica dal sistema interno del titolo che, pescando dalle aree non ancora visitate e dai dungeon maggiori già esplorati ma non del tutto completati, seleziona il livello di difficoltà della sfida e aggiunge alla mappa il luogo della missione.
Tutto ciò, naturalmente, si traduce in una maggiore “varietà espositiva” che alimenta la diversità delle missioni e arricchisce l’impianto di gioco senza deprimerlo nemmeno nelle fasi avanzate di un’avventura che, inutile ripeterlo, potrebbe raggiungere e superare tranquillamente le 300 ore di longevità qualora si decidesse di esplorare ogni singolo dungeon visualizzabile sulla mappa (ai quali bisogna aggiungere le aree nascoste come le tane degli animali, le catacombe e le fogne dei feudi o gli accampamenti itineranti). Sotto il profilo squisitamente narrativo, però, la scelta di adottare un sistema di generazione casuale di missioni e la mancanza di una solida trama principale alla quale aggrapparsi per dare un senso compiuto alle azioni del proprio alter-ego sono due elementi che acuiscono pesantemente il giudizio negativo di chi, da Morrowind a Fallout 3, non ha mai potuto digerire un gameplay così “brutalmente sandbox”.
A prescindere dalle specificità della componente narrativa, Skyrim è comunque un progetto talmente ampio da prevedere molteplici interpretazioni: chi non ha apprezzato la trama estesa di Oblivion e la “non-trama” di Morrowind, infatti, dovrebbe guardare con estremo interesse al lavoro portato avanti dai Bethesda per migliorare sensibilmente le meccaniche di gioco di questa loro ultima creatura ruolistica.
Mosso dalla ferrea volontà di regalare ai loro appassionati un’esperienza di gioco maggiormente realistica, l’esperto team di Bethesda impiegato nel progetto ha rivoltato come un guanto il sistema di combattimento di Oblivion per estenderlo a dismisura con lo scopo di renderlo ancora più coinvolgente ed appagante. Dal combattimento corpo a corpo alle azioni difensive, dagli attacchi magici agli scontri all’arma bianca, passando all’utilizzo dell’arco e agli approcci “silenziosi” degli assassini e dei ladri, le “aree” su cui si è deciso di intervenire coprono praticamente tutti gli aspetti del gameplay e rendono straordinariamente bene l’idea di quanto faticoso possa essere stato il processo di sviluppo.
I delicati processi di ottimizzazione del motore fisico Havok e delle animazioni legate all’utilizzo delle armi e delle magie in combattimento, oltre che a donare al tutto un aspetto meno “meccanico” contribuiscono a rendere più appaganti gli scontri con i nemici sia dalla corta che dalla lunga distanza: il merito di questo piccolo grande miracolo videoludico (considerando quanto abbiamo avuto modo di vedere fino a Fallout New Vegas) va soprattutto al sistema della doppia impugnatura, grazie al quale è possibile adottare infiniti approcci alla battaglia utilizzando (in maniera completamente indipendente) centinaia di armi ad una o a due mani, di scudi fisici e magici, di incantesimi, di bastoni magici, di archi e di pergamene, concatenandone gli effetti per avere il pieno controllo delle proprie azioni.
Le animazioni delle armi e delle mosse d’attacco, oltretutto, cambiano organicamente in funzione delle peculiarità specifiche del nostro eroe e, naturalmente, della tipologia di nemico affrontato: gli scontri corpo a corpo e all’arma bianca, ad esempio, risultano essere particolarmente cruenti, con urla atroci e sangue che schizza sull’ambiente circostante (accecando Dovahkiin o limitandone la vista per qualche istante qualora si trattasse di sangue di demone, di ragno o di altre creature simili). Ogni creatura di Skyrim si comporta in modo diverso e adotta approcci alla battaglia che variano in base ai nostri attacchi e al numero di compagni a nostra disposizione (oltre ai mostri magici evocabili come nelle precedenti iterazioni della saga, infatti, si potrà assoldare un mercenario all’interno delle tante taverne che illuminano con le torce e i fumi dell’alcol le strade dei villaggi e dei feudi più grandi).
L’utile ma irrealistico movimento all’indietro che ha caratterizzato le fasi difensive di Oblivion e Morrowind, inoltre, è stato completamente rimosso per obbligarci ad affrontare l’avversario di turno con lo scudo alzato o, comunque, tentando di darcela a gambe con una fuga “classica” (anche in questo caso si è deciso di intervenire limitando la possibilità di “manovra” al momento dello scatto): a tal proposito è bene menzionare il fatto che il Vigore, in sostituzione della doppia barra della stamina e dello scatto, determina sia la “quantità di fatica” del Sangue di Drago nel correre, nell’utilizzare lo scudo o nel portare i colpi con l’arma, sia la quantità di peso trasportabile. Un’altra peculiarità dei combattimenti “fisici” (e non magici) di Skyrim sta nella “mossa finale” prodotta dall’eroe all’uccisione del suo nemico che, similarmente agli ultimi due capitoli di Fallout, si attiva automaticamente per mostrare la cruenta morte dell’avversario spettacolarizzandola con un movimento apposito della telecamera.
Di analogo tenore sono poi le novità introdotte nell’utilizzo delle arti magiche: per deliziare gli amanti dei GDR puri, i ragazzi di Bethesda hanno infatti ampliato il numero di incantesimi e, soprattutto, hanno aggiunto la possibilità di aumentarne esponenzialmente gli effetti utilizzando due magie dello stesso segno con entrambe le mani (lanciando contemporaneamente due incantesimi “Scudo Minore”, ad esempio, la quantità di danni evitati dallo scudo magico a due mani sarà sensibilmente maggiore). Per quanto riguarda gli attacchi “silenziosi” dei cacciatori e degli assassini, invece, le innovazioni principali sono “passive”, riguardano cioè aspetti quali i diversi livelli di percezione degli avversari e degli animali selvatici o la quantità di danno inferto ai nemici ignari della nostra presenza: sia nel caso degli assassini che dei maghi e dei guerrieri, la stragrande maggioranza delle abilità specifiche non vengono più gestite solo dal punteggio raggiunto nelle rispettive discipline ma, proprio come in Fallout 3 e in New Vegas, anche dalla scelta dei perk da abilitare ad ogni aumento di livello.
Schematizzati sulle stelle del firmamento di Skyrim, i perk delle varie discipline sono le stelle delle costellazioni che guidano le azioni di Dovahkiin e a cui quest’ultimo si affida per accrescere la propria “confidenza” con le arti del combattimento, della magia, dell’oratoria e dei vari mestieri (come l’alchimia, l’incantamento di oggetti tramite l’impiego di cristalli e la forgiatura di armi e armature). A questo proposito, non possiamo esimerci dal citare la straordinaria varietà di ingredienti, di minerali, di cristalli e di pergamene disseminati nell’enorme mappa di gioco che potremo raccogliere per tentare di combinarne gli effetti e creare così migliaia di pozioni, di armi e di armature uniche con cui intrecciare proficui rapporti commerciali con i bottegai di Skyrim.
Oltre ai perk legati all’avanzamento di livello, l’altro importante elemento di innovazione introdotto da Todd Howard e compagni nella struttura di gioco di The Elder Scrolls V è quello degli Urli: strettamente legati al canovaccio narrativo, gli Urli sono delle abilità speciali apprese da Dovahkiin utilizzando le anime dei draghi uccisi in battaglia per leggere le antichissime iscrizioni runiche scolpite sulla nuda roccia delle mura ancestrali erette dagli Dei nei millenni passati, e sulle quali i discendenti della stirpe draconica di Alduin amano passare le giornate appollaiandosi sulla sommità delle montagne nelle immediate vicinanze. Per riuscire ad apprendere queste antiche parole di potere, perciò, il nostro eroe deve vedersela con i draghi e le creature daedriche a guardia delle mura, lanciandosi così in combattimenti che definire epici sarebbe un eufemismo: ogni drago manifesta un proprio carattere e si comporta in modo diverso, prediligendo attacchi dall’alto o scendendo a terra per agguantare la sua preda con le possenti fauci. Gli scontri con i draghi di di Skyrim rappresentano la vetta qualitativa più alta dell’intera opera e rientrano di diritto tra le esperienze videoludiche più forti ed emozionanti che si possano mai provare.
Tecnicamente parlando, TES V: Skyrim non sorprende i “puristi del pixel” come il suo diretto predecessore (utilizzato da molti come un vero e proprio benchmark grafico per i PC del 2006) ma rappresenta comunque un balzo artistico in avanti che non possiamo derubricare come semplice aspetto secondario, né tantomeno come un elemento immeritevole di essere tenuto in considerazione. La mancanza di texture ad altissima definizione, di effetti di luce dinamica, di ambienti distruttibili e di un motore fisico onniscente è magnificamente sopperita dalla presenza di villaggi disegnati a mano, di scorci mozzafiato e, più in generale, di elementi naturali e architettonici ispirati solo ed esclusivamente alla storia della saga (talmente profonda da poter riempire un’enciclopedia) e non, come in passato, alle civiltà antiche. L’esempio perfetto di questo netto cambio di rotta da parte del team di artisti e disegnatori capitanato da Todd Howard è rappresentato dai miglioramenti apportati all’interfaccia di gioco per renderla più sobria (con la possibilità di ammirare la mappa tridimensionale dell’area di gioco o di osservare nel dettaglio tutti gli oggetti presenti nel proprio inventario), abbandonando così i pesanti e inutili orpelli barocchi dei menù di Oblivion: sull’altare dell’immediatezza è stata però sacrificata la funzionalità, tanto per la struttura di indicizzazione delle missioni quanto nella facilità di fruizione dell’inventario (nulla che non possa essere sistemato con una patch di pochi Mb, comunque).
Tralasciando le problematiche del caotico inventario, tutto trasuda stile e concorre a rendere visivamente unico ogni aspetto del titolo: il motore grafico di nuova generazione realizzato da Bethesda, il Creation Engine, pur senza esprimersi ai livelli stratosferici delle ultime versioni del CryEngine (Crysis 2) e del Frostbite (Battlefield 3), regala comunque degli effetti particellari squisiti (soprattutto nella rappresentazione del ciclo giorno-notte e nell’utilizzo delle magie e degli Urli) e risulta essere perfettamente in grado di soddisfare le esigenze dei modder che, potete contarci, penseranno a limare le poche ma evidenti spigolosità grafiche della versione PC migliorandola giorno dopo giorno e in modo del tutto gratuito.
Cantato in lingua draconica da un coro di barbari, il tema “Sons of Skyrim” composto da Jeremy Soule nobilita la colonna sonora di TES V e viene declinato in mille forme musicali diverse per enfatizzare le scene di gioco più importanti (su tutte, gli scontri con i draghi): gli altri brani che seguono ritmicamente l’evolversi delle azioni, le ore di dialoghi e la mole spropositata di campionamenti audio relativi ai suoni ambientali e ai versi delle creature fanno il resto e rappresentano la summa di tutto ciò che un appassionato vorrebbe ascoltare per immergersi a capofitto nel mondo di gioco del suo titolo preferito.
Con The Elder Scrolls V: Skyrimi ragazzi di Bethesda riprendono la consolidata formula videoludica di Morrowind per superare le critiche rivolte a Oblivion e dare vita a un progetto titanico destinato a scrivere una pagina importante della storia dei giochi di ruolo.
Oltre ogni problematica relativa alla presenza di una trama che si perde in mille rivoli con compiti e missioni secondarie proposteci senza soluzione di continuità, Skyrim risulta essere un emozionante e continuo flusso di eventi che catapultano il giocatore al centro della scena. Un capolavoro che consente a tutti noi di vivere un’esperienza straordinariamente ricca ma al tempo stesso immediata e accessibile.
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The Elder Scrolls V: Skyrim - galleria immagini
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Buiomega82
11 nov 2011 - 10:17 - #1non sono un amante del fantasy (anzi non mi piace proprio)…ma questo è un gioco che va giocato e devo ammettere che la forza sta proprio nel farsi piacere anche da gente come me.
ovviamente va giocato su PC :P
despota
11 nov 2011 - 10:19 - #2Rischia di azzerare la vita sociale di chi vi si avvicina…
il succo della recensione è riassunto in questa frase… ;)
darkcg
11 nov 2011 - 10:20 - #3Il gioco sarà anche bello, però mi aspettavo qualcosa in piu’ graficamente. Quà siamo fermi davvero al 2007.
drakoon
11 nov 2011 - 10:34 - #4Sul pc rende molto di più.. Non credo che graficamente puoi avere qualcosa di meglio sulle console. Anche uncharted 3 e Batman graficamente no sono eccelsi
darkcg
11 nov 2011 - 10:35 - #5Io credo che a questo punto tutti i voti “stellari” che questo gioco ha preso sia un campare di rendita sia per il nome della software house che per gli episodi precedenti. Per quanto sia buono e valido il titolo, avere su un gioco di ruolo il difetto di “La mancanza di una trama principale forte” a mio avviso già ne mitiga il voto finale. Abbiamo assistito a un numero di perfect score veramente eccessivo, in questo caso.
darkcg
11 nov 2011 - 10:37 - #6@drakoon: io sono un utente PC. Siamo quasi agli inizi del 2012 e graficamente parlando, “qualcosa di meglio” lo si trova a 15€ da titoli di 2 anni fa. Poi se parliamo di stile siamo d’accordo, sarà sicuramente meraviglioso. Però avendo giocato tutti i precedenti titoli Bethesda / Obsidian, direi che graficamente qualcosa in piu’ lo si poteva fare.
Saphirschwarz
11 nov 2011 - 10:43 - #7Nella recensione non vi è detto nulla sul doppiaggio; ho giocato solo un paio d’ore ieri sera, ma mi sento di giudicarlo più che sufficiente. Di sicuro non vi appassionerete alla “recitazione” dei personaggi, ma almeno non è fastidioso o ridicolo. Nelle due ore di gioco, però, ho già sentito già due volte il doppiatore di Jeremy Clarckson di Top Gear, quindi temo che ci sarà un riciclo elevato delle voci. Per ora nessun errore di traduzione.
Emin3nt
11 nov 2011 - 10:45 - #8@6
quoto, graficamente su PC si è visto di meglio. Però questo gioco lo si apprezza per la completezza e per la profondità. Speriamo che i modders ci lavorino per benino. Bellissimo gioco, consiglio veramente a tutti ;)
AkMach
11 nov 2011 - 11:04 - #9 (nascondi)Davvero così spettacolare?
Io non lo comprerò, sono in attesa di FFXIV ONLINE
Quello si merita un 100%
devil88bg
11 nov 2011 - 11:04 - #10Credo che paragonare questo gioco graficamente con altri giochi di genere comunque differente sia ingiusto. In questo gioco c’è una mole di lavoro impressionante, una mappa enorme e completamente esplorabile, tantissime cose da fare, tantissimi png. Insomma. Tanta ma davvero tanta roba.
Se il gioco migliore graficamente di cui si parla è Crysis allora non stiamo manco a parlare. Si tratta di giochi sui binari. Fare un gioco di questo tipo con quella grafica non è assolutamente possibile con le console attuali. E non so se sia possibile su pc. Io non mi lamenterei troppo dal punto di vista grafico. I limiti delle console sono questi. Non puoi superare i limiti.
Sulla storia mi trovate d’accordo invece. Un gioco del genere dovrebbe avere una storia epocale che ti rapisce. Una trama vera con colpi di scena, interessante ecc. Ma tant’è che non si preoccupano di questa trama forse perchè c’è troppa gente che preferisce avere 1000 missioni piuttosto che 200 ma fatte bene.
spezz
11 nov 2011 - 11:04 - #11Ironicamente su altre recensioni invece ho sentito esaltare la trama. Ed anche il menù delle missioni. La domanda sorge spontanea: la verità, dov’è? Pregio, difetto o cosa che non va neanche citata? Bah :) resta il fatto che per tutto ciò che ci ha mostrato, si presenta come un capolavoro. Se non vi piace il genere è giusto che non lo giochiate, ma critiche immeritate teneteli per i vostri altri giochini.
midis
11 nov 2011 - 11:23 - #12Si anch’io ho visto altre recessioni e sono abbastanza diverse tra loro.Io midis86@gmail. Io mi sono tolto il vizio di comprare i giochi nei primi mesi di uscita e di credere alle recensioni. Skirim lo prenderò sicuramente ma a prezzo ridotto
n3kr0s
11 nov 2011 - 11:28 - #13@9 Ma se vuoi giocare a ff14 lo puoi gia’ fare da parecchi mesi eh..anzi direi che e’ gia’ bello che fallito come progetto ==D
kingmiD
11 nov 2011 - 11:33 - #14Lo appena preso al gamestop e il bello è che il commesso mi a detto che se lo finisco prima di 15 giorni posso portarlo indietro e avere uno sconto del 40%..
15 giorni?? ma siamo matti questo gioco minimo me dura 1 mese e mezzo fra quest sotto quest e cazzate varie
Zoolander
11 nov 2011 - 11:41 - #15@kINGMID
Appunto per questo il gamestop ti ha offerto questa possibilità, perchè nessuno può finirlo in quindici giorni. Se c’è qualcuno che lo porta indietro entro tale lasso di tempo è qualcuno a cui il gioco non è piaciuto e che quindi da questa “offerta” avrà solo da rimetterci, perchè restituirà un gioco che non si è goduto minimamente.
raku_
11 nov 2011 - 11:44 - #16è già tra le mie manine, ora devo solo far passare le prossime cinque ore in ufficio…
sono molto fiducioso, speriamo bene
DarkPredator23
11 nov 2011 - 12:07 - #17Ahahahah! Bellissimo k fra i contro c’è il rischio dell’azzeramento della vita sociale! XD
Diegofuckk
11 nov 2011 - 12:29 - #18Si ok graficamente ,nei dettagli nelle texture e nelle animazioni,si è visto di meglio ma:non nei giochi Bethesda ,non in giochi così ampi,non con una ricerca estetica così valida
Non è male nemmeno il sistema di illuminazione,magari solo un po’ rozzo
Per quanto riguarda il gioco in se,dopo 2 ore di gioco,sembra il solito Oblivion ma maggiormente rifinito e molto piu fisico
Scattare verso un arcere avversario mentre sta “ricaricando” e piantargli un’ascia a due mani nel petto non ha prezzo:)
L’impatto delle magie (poche quelle che ho) per il momento non mi da grandi soddisfazioni quindi mi Sto arrivando! Che per la prima volta in giochi del genere diventerò un guerriero aggressivissimo :)
Diegofuckk
11 nov 2011 - 12:30 - #19Maledetto t9 dell’iPhone …tu provi ascrivere “sa” e lui scrive “Sto arrivando! “
despota
11 nov 2011 - 12:42 - #20ragazzi ……ne riparliamo quando sarete verso il lvl 8 o giù di lì…. il gioco migliora costantemente…
lamentino_piangino
11 nov 2011 - 12:45 - #21Curioso di provarlo dopo la delusione di oblivion :)
Spero sia ai livelli di morrowind, almeno, nella componente rpg
tantra
11 nov 2011 - 12:51 - #22credo che esplorare sara il punto forte di tutto il gioco..il senso stesso del gioco..andare sulle pianure,vedere quei scorci e prepararsi al nemico di turno..potremo chiamarla la colonizzazione di skyrim con il nostro sangue e quello dei nostri nemici che incrocieranno le nostre armi..evocazione e scontri..il medioevo fantasy a portata di pad
actze
11 nov 2011 - 13:07 - #23Per la grafica devono arrivare i soliti mods per PC sul retexturing e via dicendo… secondo me tra un anno ci saranno patch e mods sublimi ed affidabili come avvenuto per oblivion, peccato che nel frattempo l’80% della gente ci avrà giocato… (io per ora aspetto, devo finire giochi arretrati, ma non so per quanto resisterò…)
viiuuleeeenza
11 nov 2011 - 13:25 - #24io ragazzi ho giocato a solamente due (e dico ben DUE!) giochi fantasy RPG: demon’s souls e dark souls (quindi la mia esperienza di gioco sul genere può essere quantificata in uno 0,8%). io lo vorrei comprare ma non so se sarei all’ “altezza”; voi cosa dite?
gnappo
11 nov 2011 - 13:25 - #25Il gioco è bello, la grafica pure oltretutto mi gira meglio di oblivion (O_o).. ci ho giocato 3 ore, per ora mi piace di più di oblivion, poi si vedrà
Boxeur360
11 nov 2011 - 13:56 - #26Preso stamattina, non vedo l’ora di tornare a casa e installarlo finalmente…
Diegofuckk
11 nov 2011 - 14:18 - #27@viulenza
È un gioco così diverso da quelli che hai citato che sono imparagonabili…che dirti
Kira1596
11 nov 2011 - 14:21 - #28spero di riuscire ad andare al GS gg pomeriggio
Linuxuser
11 nov 2011 - 14:27 - #29Una cosa che mi ha colpito e che almeno all’inizio ti trovi spiazzato per l’enormità dell’ambiente ma confido che in una decina di ore di gioco riuscirò a impararmi per bene almeno la zona attorno a winterfall.
Linuxuser
11 nov 2011 - 14:32 - #30A un appunto, preparatevi utenti console a essere frustati dalle centinaia di mod ce aspettano coloro che hanno avuto il buon senso di comprare la versione PC!
WalterEgo87fx
11 nov 2011 - 14:50 - #31Premetto che sono arrivato a metà del prologo appena scassinata la serratura della gabbia e perciò ho visto poco, ma La grafica su console mi sembra un po’ grezza, un po’ di più anche rispetto fallout 3…parere mio ovviamente…però ci si passa sopra tranquillamente mi sta piacendo un sacco lo stesso e nn vedo l’ora di tornare a prendere a randellate i primi omarini del gioco! Ho scaricato anche la prima patch da 3mb ma sapete che cosa dovrebbe risolvere? Ciao!
itequila
11 nov 2011 - 14:51 - #32Primi 20 Secondi e la carrozza nn si muove…buggone:)!!resettato e………..eccomi in skyrim…nn voglio andare a lavorareeeeeeee
Diegofuckk
11 nov 2011 - 14:56 - #33@30 Loser
dal tono dei tuoi commenti qui il frustrato sei tu
theoren
11 nov 2011 - 15:39 - #34ci ho giocato 2 ore su PC… l’atmosfera e il lato artistico sono sublimi, per il resto mi pare che si sia portato dietro tonnellate di difetti dai capitoli precedenti.
una delle cose che più mi lasciano l’amaro in bocca, soprattutto venendo da dark souls, è la resa dei combattimenti e degli impatti…
prendo come esempio dark souls perchè è il termine di paragone sotto questo aspetto: la sensazione di pesantezza delle armi, dell’impatto fra ferro e ferro, della fatica per brandire spadoni… tutto è realizzato magistralmente in dark souls
su skyrim si brandisce uno spadone a due mani e si ha la sensazione di brandire un manico di scopa… si colpisce un nemico e quasi non ci si accorge di averlo fatto… sembrano colpi andati a vuoto, non c’è nulla che faccia rendere l’impatto e la collisione.
sotto questo aspetto sono ancora ai tempi di Arena, il primo elder scrolls… delusissimo. ah su pc spero che patchino presto perchè i menu sono praticamente inusabili… per metà devi usare il mouse, poi improvvisamente il mouse smette di funzionare e devi navigare da tastiera… MAH!
se prima avevo dei dubbi su certi “perfect score” adesso sono diventati certezze, fermo restando che per tanti altri meriti resta un buonissimo gioco che cercherò di godermi il più possibile
kingmiD
11 nov 2011 - 15:44 - #35il gioco è decisamente bello, ma devo dire che su console la grafica non è come la facevano vedere nei video
Diegofuckk
11 nov 2011 - 16:43 - #36@theoren
Per me invece,rispetto ad Oblivion , la sensazione di pesantezza delle armi è resa molto meglio
Tra l’altro pure la deambulazione,gli scatti,l’indietreggiare…tutto è migliorato e piu o meno non sembra piu,in prima persona,di interpretare un carrello della spesa
Anche perché non è la rifinitura che mi aspetto da un gioco Bethesda
Boxeur360
11 nov 2011 - 18:43 - #37Finalmente ci so giocando pure io! Per ora tutto ottimo, e la grafica settata ad ultra è più che buona, pensavo addirittura peggio XD inoltre non è molto pesante, l’ottimizzazione stavolta è fatta come si deve! Certo, si poteva fare MOLTO di più ma vabbè… ottimo anche il doppiaggio in italiano, se poi si conta quante migliaia di linee di dialogo ci siano penso sia uno dei doppiaggi italiani più grandi degli ultimi anni… per il resto ho ancora poche ore sulle spalle per sbilanciarmi, ma di sicuro a chi non è piaciuto oblivion non piacerà neppure questo, per chi ha giocato a oblivion sarà un continuo deja vù… che per me è bene, visto quanto l’ho adorato!
scottpilgrim1976
12 nov 2011 - 12:01 - #38graficamente siamo fermi al 2007????? ma dove vivi????
Buiomega82
12 nov 2011 - 20:39 - #39@38
beh anche secondo me graficamente non è un gran salto di qualità rispetto ad oblivion…se pensiamo sopratutto alle recenti uscite di BF3, Rage…ci metto anche Dark souls, che a parer mio graficamente e come fisica dei combattimenti a 360° se lo mangia.
Poi che sia un gran gioco nessuno lo mette in dubbio, però impariamo a criticare anche i giochi con un certo nome e non solo i vari Rage o Deus Ex (ha il nome ma più di nicchia) perchè nessuno ci dice niente (parla in generale sia chiaro).
MrFagiolo
13 nov 2011 - 13:55 - #40SUBLIME! Non ho mai amato giochi del genere, ma dato l “Hype” che si era creato attorno a questo titolo ho deciso di provarlo, e vi dico: ECCEZZIONALE! Un titolo che personalmente mi sta facendo emozionare e divertire quanto fece SotC al suo tempo. Consigliato!
DODOMOON
14 nov 2011 - 10:14 - #41Io ho giocato a moltissimi giochi di ruolo, a cominciare da Eye of the Beholder e Might and Magic fino a Oblivion e compagnia bella. A maggio ho acquistato The witcher 2: il migliore gioco, IMHO, per quanto riguarda grafica, ambientazione, storia, “spessore” del personaggio… il gioco perfetto, se non fosse che… dura troppo poco!! L’ho già rigiocato 2 volte e ora aspetto un bel add-on corposo per rigiocarlo la terza… purtroppo però è veramente corto… ho comprato Skyrim venerdì sera e grazie a un’influenza quanto mai propizia in 3 giorni ci ho giocato 27 ore! TW2 l’ho finito in molto meno tempo… penso invece di aver solo grattato la superfice di Skyrim. Slyrim è un gioco immenso, molto accattivante ma pecca dell’”atmosfera” che crea quel gran bastardo di Geralt di Rivia e quella strafiga di Triss Merigold… se si potesse avere un mix di questi 2 giochi si creerebbe il gioco perfetto, e allora non uscirei più di casa per almeno un mese!! :-P Comunque IMHO i giochi di adesso sono molto facili, nel senso che a Might and Magic 5 rimanevi più volte bloccato davanti ad un trabocchetto o davanti ad uno scontro brutale… ho finito Rage in una settimana, carino ma troppo facile… boh saranno gli anni di esperienza!