Ancora problemi per Bully

I problemi per Rockstar sembrano ormai una tradizione, inizialmente con GTA e più di recente con il controverso Bully (e non parliamo nemmeno di Manhunt).

La prima grana arrivò con l'uscita Bully sul mercato Europeo e il cambiamento forzato del titolo in un più rassicurante Canis Canem Edit in seguito alla crociata del ben (e tristemente) noto Jack Thompson.

Tra l'altro ricordiamo che anche l'Italia non si fece mancare nulla, con un maldestro intervento del Ministro Fioroni.

Ora è The Telegraph ad attaccare le imminenti versioni Xbox360 e Wii, che hanno comunque ottenuto la piccola vittoria di riavere il titolo originale.

La testata disapprova apertamente il gioco poiché permette di controllare un “ragazzino rasato che disturba studenti e professori nella sua scuola” (!)
Come la stragrande maggioranza delle critiche mosse ai videogiochi dai “non competenti” , l’accusa appare francamente inaccurata ed allarmistica.

Ai detrattori si aggiunge Keith Vaz, noto per altre vicende riguardo violenza e videogiochi, il quale afferma che è sbagliato fare leva sul bullismo per attrarre i ragazzini all'acquisto del titolo, e pensa che già solo il nome "Bully" sia in grado di calamitare l'interesse di giovani menti facilmente plasmabili.

Pare inoltre che alcune catene come PC World e Currys non esporranno il gioco sugli scaffali.
Insomma, come al solito è lecito chiedersi: problema vero o tutta pubblicità per Rockstar?
Attendiamo i dati di vendita e sapremo.

[via gamepolitics.com]

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