Guitar Hero: Aerosmith - la recensione

Dopo lo straordinario successo dei primi tre Guitar Hero, ecco arrivare il primo interamente dedicato ad una band.

Continuando la fortunatissima serie di successi targati Activision, Guitar Hero: Aerosmith porta il giocatore sul palco con Steven Tyler, Joe Perry, Tom Hamilton e Joey Kramer.

I dubbi principali su questo titolo riguardano proprio le canzoni: sarà un titolo per i soli fan degli Aerosmith o, in generale, potrà essere goduto da tutti gli amanti del rock? Per saperlo continuate a leggere la recensione.

WALK THIS WAY


Guitar Hero: Aerosmith si poggia sulle solidi basi di Guitar Hero III: Legends of Rock, mutuandone praticamente ogni singola parte, escludendo gli inevitabili piccoli cambiamenti del caso. La chitarra in dotazione è una versione aggiornata della Les Paul che troviamo in GH3, con tasti migliorati che garantiscono una pressione più precisa e meno avara di "feedback".

La struttura di gioco è la solita, ma ogni gruppo di canzoni rappresenta un diverso concerto degli Aerosmith, partendo dagli inizi della carriera fino ad arrivare ai giorni nostri. L'apertura di ogni spettacolo spetta ai gruppi di spalla, quindi le prime due canzoni di ogni concerto saranno famose hit suonate alla solita band composta dai personaggi inventati di Guitar Hero. Dopo i primi due brani arriva il turno degli Aerosmith, che entreranno in scena suonando altre tre canzoni più l'immancabile bis.

Fra un segmento e l'altro sarà possibile vedere numerose video-interviste degli stessi Aerosmith che raccontano aneddoti e spiegano alcuni gustosi retroscena della loro lunghissima carriera "on the road".

La scelta delle canzoni di contorno è senza dubbio felice: possiamo trovare i Kinks, i The Clash, Lenny Kravitz con Slash, gli Stone Temple Pilots e Ted Nugent. Anche la lista di brani degli Aerosmith è naturalmente ricca, e propone pezzi storici come Love in an Elevator, Livin on the Edge, Dream On (rifatta per l'occasione) e Rag Doll. Strane però alcune scelte: ad esempio nella scaletta principale trova posto la versione di Walk this Way con Run D.M.C. alla voce, mentre l'originale, infinitamente più bella, è relegata nelle tracce bonus sbloccabili. Sarebbe stato molto più saggio fare il contrario. Strana anche la sorte di Pink, brano famoso e molto divertente anch'esso fuori scaletta. Ingiustificabile, infine, l'assenza di roba come Cryin', Jaded e Janie's Got a gun.

Dal punto di vista delle meccaniche, è facile notare come Guitar Hero: Aerosmith sia più vicino a Guitar Hero II che a Guitar Hero III: Legends of Rock. Le canzoni sono infatti meno complicate da suonare, per la gioia di chi non aveva proprio digerito lo stile "shredder" di molti brani del precedente capitolo della serie. Dal punto di vista della precisione necessaria per suonare una nota, sembra invece essere tutto rimasto come su GH3, con tempi piuttosto dilatati e permissivi. In definitiva, insomma, Guitar Hero: Aerosmith è sensibilmente più facile del suo predecessore.

Oltre alle modalità single player è possibile fare sessioni cooperative oppure partecipare a sfide online con altri giocatori.

COMPARTO GRAFICO


La grafica è la stessa di Guitar Hero III: Legends of Rock, anche nei menu e nelle schermate statiche. Gli Aerosmith sono stati ben adattati allo stile cartoonesco, e risultano piuttosto divertenti da vedere. Lunghe sessioni di motion capture hanno permesso di riprodurre tutti i movimenti caratteristici dei musicisti, alcuni dei quali veri e propri marchi di fabbrica riconoscibili tra mille (ad esempio le movenze di Steven Tyler con l'asta del microfono).

COMMENTO FINALE


Guitar Hero: Aerosmith è un gioco molto godibile, consigliato senza riserve ai fan della band americana e agli irriducibili di Guitar Hero. In caso contrario, però, si dovrebbe riflettere a lungo su questo acquisto, che seppur possa garantire anche belle canzoni di altri gruppi non porta nessuna novità sostanziale al franchise. Forse, soprattutto nel caso del gioco singolo senza chitarra, sarebbe stato molto più appetibile un prezzo di 10-15 euro inferiore.

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