
Molti lo ricordano come uno dei più grandi capolavori della storia del videogioco, altri invece non lo conoscono in quanto uscito ormai più di 10 anni fa, esattamente nel 1998. Di che stiamo parlando? Della mitica avventura grafica Grim Fandango, dono all’umanità di LucasArts quando il suddetto genere andava ancora forte all’interno di un’industria che nel corso dell’ultima decade l’ha lentamente escluso.
Riprendendo la nostra serie di post de L`Angolo della nostalgia vi (ri)proponiamo l’indroduzione parlata in italiano del gioco, sperando di non rendervi questo lunedì mattina troppo triste visto che già lo è di per sé per il ritorno alla quotidianità dopo i bagordi del weekend, ma di farvi cosa gradita ricordando insieme uno dei più grandi giochi mai visti, senza paura alcuna di fare un’affermazione del genere.
Mentre trovate il video dopo la pausa, chi volesse può dare un’occhiata anche al documento originale di design di Grim Fandango, pubblicato qualche tempo fa su queste pagine.
Continua a leggere: L'angolo della nostalgia: l'introduzione di Grim Fandango

Nel lontano 1986 apparì nelle sale giochi di tutto il mondo un arcade di guida sviluppato da Sega AM2 che riusciva a far sognare: una Ferrari Testarossa cabrio sotto il sedere, la ragazza dei sogni sul lato passeggero, musiche indimenticabili e tante suggestive stradone americane da percorrere a tutta velocità con il vento fra i capelli.
Questo era Out Run, pietra miliare della storia videoludica creata dal leggendario Yu Suzuki che è entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo di tutti i giocatori dell’epoca. Per meglio descrivere la sua natura, Out Run è stato definito dal suo stesso creatore un “gioco di guida, non un gioco di corse”.
E in effetti l’unico avversario contro cui gareggiare era il tempo, e non c’erano circuiti bensì percorsi a tappe lungo strade trafficate, con tanto di possibili bivi.
Daytona USA è stato insieme a Sega Rally uno dei più grandi successi Sega in sala giochi, nonché uno dei titoli di guida arcade più divertenti della storia.
I ricordi più belli sono legati alle mega sfide tra amici negli enormi cabinati da otto giocatori, ma Daytona USA è sbarcato anche su Saturn, Dreamcast e PC. Su console sono usciti anche seguiti e versioni aggiornate, ma la magia e il carisma del gioco originale non ha pari.
Modello di guida estremamente semplificato ma allo stesso tempo profondo e piuttosto ostico da padroneggiare al meglio, tre sole piste (fantastiche le ultime due), auto da Nascar che si esibivano in controsterzi folli, indimenticabili extra nella versione Saturn (come la macchina verde che aveva grip anche sul prato o i cavalli che andavano in derapata), fantastica colonna sonora originale: tutto questo era Daytona USA.
Chissà che prima o poi Sega decida di riprendere in mano questo franchise, dedicandogli i dovuti sforzi e il dovuto budget.
Quando nel 1993 il mercato era dominato dai vari Sensible Soccer e Kick Off, Electronic Arts se n’è uscita di punto in bianco con FIFA International Soccer, un nuovo gioco con visuale in isometria arrivato prima su Mega Drive e poi convertito per vari formati.
FIFA International Soccer è stato il capostipite della serie calcistica più venduta della storia, che negli anni ha vissuto un esagerato alternarsi di successi e buchi nell’acqua. Alla versione più brutta in assoluto, la 97, sono seguite due fra le migliori: FIFA 98 Road to World Cup (quella mitica con Maldini in copertina) e FIFA World Cup 98.
EA ha poi dovuto fare i conti con il boom di successo della serie Winning Eleven/Pro Evolution soccer, che progressivamente ha conquistato sempre più pubblico detronizzando FIFA e imponendosi nettamente come il gioco più divertente fra i due.
Negli ultimi tempi Electronic Arts è in netto recupero, tanto che per la prima volta in molti anni FIFA 08 è riuscito seriamente ad insidiare il non proprio entusiasmante Pro Evolution Soccer 2008. Come si svilupperà la sfida l’anno prossimo? Intanto guardatevi un bel filmato del primo FIFA Internationa Soccer.
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Un lettore ci segnala Old Computer Mags, un sito che raccoglie le scansioni di numerose riviste di videogiochi del passato, fra le quali anche C+VG e la mitica The Games Machine.
I numeri consultabili sono più di 20 per ogni rivista, scansionati pagina per pagina. Non c’è che dire: un bel tutto nel passato per i più esperti e un’ottima lezione di storia per i più fanciulli. Studiate.
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Samurai Warrior: The Battles of Usagi Yojimbo è stato uno fra i giochi che più sono rimasti nell’immaginario colletivo dei possessori del glorioso Commodore 64. Picchiaduro a scorrimento con timidi elementi di avventura e gioco di ruolo, il gioco sviluppato da Beam Software e prodotto da Firebird uscì sul mercato nel 1988.
Basato sul fumetto Usagi Yojimbo (che in italiano si traduce letteralmente “coniglio guardia del corpo”), il gioco vedeva come protagonista il coniglio ronin Miyamoto Usagi - parodia del leggendario samurai giapponese Miyamoto Musashi - costantemente impegnato nella lotta contro il male, armato solo del suo spirito combattivo e della sua katana.
Quasi ogni personaggio presente era un animale antropomorfo, e fra questi i più comuni erano rinoceronti, cinghiali e altri conigli. Il sistema di punteggio era costituito dal karma, che si alzava o abbassava in base alla natura buona o cattiva della azioni di Usagi. Se il karma si abbassafa fino allo zero, il protagonista compiva hara-kiri per salvare l’onore macchiato dalla sua condotta.
Bivi nella successione dei livelli, musiche inconfondibili, carisma palpabile: Usagi Yojimbo è un gioco che nessun utente di Commodore 64 può essersi dimenticato. Kudos a chi, ai tempi, c’era.
Due video dopo la pausa.
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Il 3DO Interactive Multiplayer, sogno mai completamente realizzato di Trip Hawkins, è stata una console affascinante ma parecchio sfortunata, che a metà anni novanta non si è saputa imporre su Sega e, soprattutto Sony.
I motivi sono molteplici: altissimo prezzo di vendita, marketing sbagliato, allineamente planetario sfavorevole e via dicendo. Risultato: solo due milioni di unità vendute, e poi l’oblio. Eppure di bei giochi ne ha avuto più di qualcuno.
Un giorno parleremo più a fondo di 3DO in sé e della sua storia, ma quest’oggi vorremmo focalizzarci proprio sui giochi: ecco un filmato dei migliori che si siano visti nella breve e travagliata storia di questa console.
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Dopo la rassegna delle più grandi console mai create, questo capitolo di “100 giochi in 10 minuti”, forse l’ultimo, tratterà quello che per chi ha qualche annetto sulle spalle rappresenta contemporaneamente gioie e dolori: la sala giochi. Riuscirete a riconoscere tutti i 100 titoli?
Gloria eterna a chi li riconosce tutti: questo mese non abbiamo nemmeno la lista dei giochi! Ah, anche se noi non c’entriamo nulla ci scusiamo per la maggioranza delle musiche che accompagnano il video: semplicemente irritanti.
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…anzi stavolta in addirittura 9 minuti! So che il glorioso Mega Drive meriterebbe anche 9 ore, ma questo è quel che passa il convento.
Una copia di Fantavision in premio a chi ne riconosce almeno 70. In ogni caso la “soluzione” è dopo la pausa, ma come al solito vi invito a non barare.
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Finiamo l’anno in bellezza con un altro capitolo della serie “100 giochi in 10 minuti”, tutto dedicato al mitico Super Nintendo, una delle console meglio riuscite nella storia, nonché una delle più amate.
Un uovo di Pasqua in premio a chi ne riconosce almeno 75. In ogni caso la “soluzione” è dopo la pausa, ma come al solito vi invito a non barare.
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