Continua la nostra rassegna di 100 giochi in 10 minuti, e stavolta tocca nientemeno che a lei: sua maestà PlayStation. La console che ha cambiato per sempre la storia dei videogiochi, allargando il fenomeno al mercato di massa, aveva ben più di qualche freccia al suo arco, dunque mettetevi comodi.
Un autografo di Marisa Laurito a chi ne riconosce almeno 70. In ogni caso la “soluzione” è dopo la pausa, ma come al solito vi invito a non barare.
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Dopo il successo dello scorso video “100 giochi Amiga in 10 minuti” abbiamo deciso di continuare andando un po’ più indietro nel tempo: 100 giochi Commodore 64 in 10 minuti. Anche in questo caso i classici senza tempo si sprecano, quindi mettetevi comodi e procedete alla visione.
Una gigantografia di Bruno Vespa a chi ne riconosce almeno 70. In ogni caso la “soluzione” è dopo la pausa, ma fate i bravi e non barate (il mio preferito è il 27simo).
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Guardian Heroes è uno di quei rari giochi che sono riusciti a conquistare lo status di vero e proprio “cult” in pochissimo tempo. Uscito su Saturn nel 1996 grazie ai sapienti Treasure (Gunstar Heroes, Radiant Silvergun, Ikaruga), Guardian Heroes era una via di mezzo fra picchiaduro a scorrimento e gioco di ruolo, con grafica in due dimensioni a multipli livelli di parallasse. Caratterizzato da un’ambientazione medieval-fantasy e un character design mutuato dai manga, il gioco dei Treasure stupiva fin dalle prime battute grazie all’introduzione animata, che sembrava in tutto e per tutto la sigla di apertura di una serie TV anime (non esiste un fan di questo gioco che non si sia rivisto l’introduzione almeno cento volte).
Quattro personaggi selezionabili (cinque una volta finito il gioco), modalità cooperativa, numerosi bivi durante l’avventura, mazzate a volontà e un sacco di incantesimi devastanti: questa è la semplice ricetta di Guardian Heroes, nel quale oltre affrontare la storia principale si poteva accedere all’arena e far combattere praticamente ognuno dei mille personaggi incontrati nel gioco, compresi boss di fine livello. Interessante la presenza del Guardiano, che dà anche il nome al gioco: si tratta di un guerriero non morto dalla potenza devastante che aiuta i nostri eroi, ma che non può essere mai controllato direttamente dal giocatore se non tramite alcuni semplici ordini da impartire.
Strana la colonna sonora: mentre il brano principale (usato nella presentazione) e il suo reprise toccavano vette di eccellenza, le musiche usate nelle sequenze di gioco erano quasi tutte di livello mediocre.
Pur non avendo mai goduto di particolare celebrità Guardian Heroes è stato sicuramente uno dei migliori giochi per Saturn, e uno dei più apprezzati fra i fan del genere. Segue il video della presentazione animata.
A seguire un video che mostra le fasi di gioco nel primo capitolo
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Parlando di avventure grafiche Lucasfilm Games non è poi così difficile trattare un vero e proprio capolavoro, tanto la software house ha saputo interpretare questo genere meglio di chiunque altro. Uno di questi capolavori, indimenticabile e indimenticato, è senza dubbio Day of the Tentacle. Uscito in versione DOS nel 1993 e riproposto per Windows nel 1996, Day of the Tentacle è il seguito di Maniac Mansion, vero e proprio capostipite (è il primo gioco ad aver utilizzato l’interfaccia grafica SCUMM) e pietra miliare delle avventure grafiche Lucas. L’unione delle forze di Ron Gilbert e numerosi artisti “rubati” alla Warner Bros. ha creato un’esperienza folle, divertente come poche altre e dotata di una storia lunga, intricata e avvincente. Se non avete ancora giocato questo gioiello, scordatevi per qualche giorno i vari Mass Effect o Uncharted: non ve ne pentirete. A voi l’introduzione del gioco.
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La serie Warcraft è conosciuta ai giorni nostri per l’MMORPG World of Warcraft, vero fenomeno videoludico degli ultimi tre anni che sta battendo ogni sorta di record. I videogiocatori più giovani potrebbero però non conoscere il gioco con il quale è iniziato tutto: l’ottimo strategico in tempo reale Warcraft: Orcs & Humans, uscito su PC nel 1994 e subito apprezzato da pubblico e stampa specializzata. Il nostro angolino nostalgico della domenica è dedicato proprio a Warcraft, di cui vi proponiamo l’introduzione. My lord?
Il primo Street Fighter non avrà segnato un’epoca come il suo illustre seguito, ma ha sicuramente fatto da apripista per una nuova concezione dei picchiaduro ad incontri, che da quel lontano 1988 resiste ancora fino ai giorni nostri. Ricordo ancora una mattina d’estate di quasi 20 anni fa, quando per la prima volta sono riuscito a finirlo e, ancora stupefatto per l’impresa (titanica agli occhi di un bambino di 7 anni), mi godevo la sequenza finale con tutti i volti tumefatti degli avversari battuti che scorrevano sullo schermo. Ah, bei tempi.
Il filmato si riferisce in particolare allo scontro con Adon, l’ultimo ostacolo prima del boss finale Sagat. Purtroppo chi lo ha registrato non ha saputo mostrare il migliore esempio di combattimento, sia perché il gioco sembra impostato ad un livello di difficoltà ridicolo, sia perché a quei tempi le mosse speciali toglievano veramente molta energia. Ma tant’è…
Full Throttle è stata una delle prime avventure grafiche della Lucas a poter godere pienamente del supporto CD-ROM, e questa fantastica introduzione ne è la testimonianza. Per quanto adesso potrebbe far sorridere, ricordo benissimo che all’epoca mi aveva profondamente impressionato sia per la tecnica che per il taglio fortemente cinematografico. Gran filmato e un gran gioco.