Disponibile da ieri attraverso il Marketplace di Xbox LIVE, Fable Heroes si mostra solo oggi nel trailer di lancio. Il prezzo, per coloro i quali fossero interessati, è di 800 Microsoft Point. Basta dare un veloce sguardo alle immagini per comprendere che si tratta tutt’al più di un titolo a tema, e che con la storica saga di Lionhead Studios ha davvero poco a che vedere.
Nessun giudizio di merito, è chiaro, ma già possiamo udire piuttosto distintamente le campane a morto di chi in certe operazioni tende a vederci una sorta di tradimento. Al di là di tutto, per quanto ci riguarda, si tratterà di capire quanto valga questo titolo Arcade a prescindere dall’altisonante nome - presupposto effettivamente pesante. Che Peter Molyneux abbia preferito dirigersi altrove anche in previsione dell’utilizzo che si sarebbe voluto fare col franchise di Fable?

Se possiedi un Kinect - o ne stai valutando l’acquisto di qui a breve - e sei un vero videogiocatore a cui non piace saltare per il soggiorno, allora questo è il gioco che stai cercando. Quest’oggi stiamo svelando la copertina di Fable: The Journey in tutta la sua gloria.
Con questo messaggio Lionhead Studios ci presenta, attraverso il proprio sito ufficiale, la copertina di Fable: The Journey. Previsto in esclusiva per Kinect, il titolo in questione ha già suscitato parecchie critiche da parte di fan e non. Chi parla di un pessimo sfruttamento del noto brand, chi, più moderato, si dice almeno dubbioso circa l’implementazione con la periferica Microsoft.
In più, come se non bastasse, c’è la tegola Peter Molyneux, o meglio, quella del suo abbandono dello studio. Fondata 22 Cans, Molyneux pare abbia continuato a supervisionare il progetto The Journey, ma nessuno ci toglie dalla testa che proprio “esperimenti” come Fable: The Journey potrebbero aver giocato un qualche ruolo nella sua dipartita professionale. L’uscita è intanto prevista entro il 2012.
Peter Molyneux, l’eclettico designer videoludico inglese autore di Black & White, Fable e Populous, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera annunciando la fuoriuscita dagli organi dirigenziali di Microsoft Game Studios e di Lionhead attraverso un doppio comunicato affidato alle pagine di Kotaku e a quelle del proprio profilo Twitter.
A dispetto dell’immagine in apertura d’articolo, il mulinello non si ritirerà a vita privata ma continuerà a supervisionare lo sviluppo di Fable: The Journey in qualità di “ispiratore esterno” dei suoi ex dipendenti e, soprattutto, ha già annunciato l’intenzione di fondare una nuova casa di sviluppo indipendente, la 22 Cans.
Chi ha seguito in questi anni il percorso professionale di Peter Molyneux sa già che ci attende un futuro ricco di colpi di scena: abituato a sparigliare le carte dell’industria videoludica con progetti tanto avveniristici da risultare irrealizzabili (dal prototipo del primo Fable a Milo & Kate), l’uomo di punta della scena cyber-creativa britannica decide così di ritornare alle origini sganciandosi da Microsoft e dalla ferrea logica di mercato che regola il processo di sviluppo dei titoli “canonici” realizzati per (e con) le esigenti multinazionali del settore.

Secondo quanto riportato sulle pagine della rivista ufficiale Xbox britannica, Lionhead Studios avrebbe già stabilito la data d’uscita di Fable IV, fissandola per il 2013 (via LMG). Scelta comprensibile, se si pensa che lo sviluppatore ha già in cantiere un nuovo capitolo della serie, ossia Fable: The Journey, titolo che sfrutterà la totale integrazione con Kinect.
Chiaramente, allo stato attuale, nessun’altra indiscrezione è trapelata. E’ già tanto sapere che il quarto capitolo della saga approderà tra circa due anni. Tempistica, tra le altre cose, piuttosto accettabile e che evita spiacevoli mortificazioni come avvenuto nell’ambito di altri brand più blasonati, a causa dell’uscita a cadenza annuale. Fable III, d’altro canto, uscì lo scorso autunno, quindi poco meno di un anno fa.

Inutile nascondere il generale scetticismo riguardo a Kinect, periferica lanciata da Microsoft sul finire del 2010 e su cui la compagnia di Redmond sta puntando davvero molto. Tutt’al più ci piacerebbe comprendere le motivazioni di entrambe le parti, ossia degli scettici da un lato e degli entusiasti dall’altro. Peter Molyneux, entusiasta da principio, ha detto la sua in merito ai microfoni di CVG.
Sapete che c’è? Questo è esattamente ciò che avvenne alla metà degli anni ‘80, quando prendemmo un Amiga e cominciammo a giocare col mouse. Ricordo che chiunque scriveva che il mouse fosse la cosa peggiore per i videogiochi e c’è voluto un po’ prima che la comunità degli sviluppatori cominciasse ad esplorarla e sperimentarci sopra. Ma da quell’esplorazione e quella sperimentazione vennero fuori Wolfenstein, Doom e gli strategici in tempo reale.
Prima di allora facevamo tutto col joystick. Ritengo che ogni invenzione della portata di Kinect richieda tempo prima che noi possiamo affondarci i nostri denti sopra. Sono d’accordo con lo scetticismo dei videogiocatori hardcore perché non esiste ancora alcun esempio drammatico o eccitante o anche solo un’esperienza che duri più di quindici minuti. Quando superi tutte le idiosincrasie che ogni meccanismo di controllo comporta, Kinect è un meraviglioso dispositivo con cui innovare.
In occasione della conferenza organizzata da Microsoft per l’E3 2011, Peter Molyneux ha annunciato lo sviluppo di Fable: The Journey, un nuovo capitolo della Fiaba targata Lionhead Studios giocabile esclusivamente con Kinect.
La natura del titolo ci viene poi spiegata dallo stesso Molyneux in una video-intervista che troverete dopo la pausa assieme alla dimostrazione filmata in cui si può osservare il meccanismo di lancio delle magie, il sistema di movimento a piedi (con visuale in prima persona) e a cavallo (con relative animazioni delle briglie). Sempre dopo la pausa potrete inoltre gustarvi le restanti immagini di debutto.
La data d’uscita di Fable: The Journey su Xbox 360 non è stata ancora annunciata, ma possiamo facilmente supporre che avverrà non prima della fine di quest’anno.
In una dimostrazione tenutasi a porte chiuse durante il recente GDC 11 di San Francisco, Peter Molyneux ha offerto a una ristretta cerchia di giornalisti una demo tecnica basata su Milo & Kate, il progetto per Kinect annunciato durante l’E3 2010 ma mai tramutatosi in videogioco vero e proprio: a distanza di diverse settimane dalla manifestazione californiana, i colleghi di CVG svelano l’arcano e ci offrono due appositi filmati conditi da una pioggia scrosciante di immagini.
Oltre che a soddisfare la nostra infinita curiosità, il succoso materiale multimediale che v’attende dopo il salto risulta essere doppiamente interessante per l’annuncio, dato dallo stesso Molyneux al GDC, della creazione di una tecnologia definita “Mega Meshes”: realizzata dai Lionhead Studios nella lunga fase di sviluppo di Milo & Kate, la tecnica delle Mega Meshes è una delle prime ad utilizzare le specificità dell’hardware di Xbox 360 ed è in grado di modellare, renderizzare e illuminare delle scene di gioco con 100 miliardi di poligoni (!!!) rimanendo saldamente ancorato ai 30 fotogrammi al secondo.
Il povero Milo rimarrà confinato nel suo universo virtuale, quindi, ma la sua eredità tecnologica più importante servirà ad abbellire le esclusive future della console verdecrociata di Microsoft.
Milo & Kate: immagini Mega Meshes
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Peter Molyneux, boss di Lionhead Studios, è convinto che Xbox 360 abbia ancora molto da dimostrare in termini di prestazioni grafiche. Dalle pagine di CVG ha infatti dichiarato:
«Non posso mettere bocca sulle decisioni riguardanti l’hardware, come dire quanto durerà ancora il ciclo vitale della console, tanto per essere chiari. Ci sono due parti di me che ci pensano. Una parte è il tizio tecnologico che ama nuovi gadget e vuole vedere nuove console, l’altro è il lato più pratico. Una cosa assolutamente certa è che ci sono ancora cose incredibili da tirar fuori dall’attuale Xbox 360, che ci stupiranno tutti. Andrà a migliorare.»
E continua:
«È un principio valido per ogni generazione e credo davvero che sia valido con 360. Mentre si viaggia attraverso il ciclo vitale di queste macchine, le cose continuano a migliorare e migliorare ancora. E ora che abbiamo roba come Kinect, le cose saranno ancora più diverse. Non posso prevedere quanto dureranno i cicli vitali, ma so che tutto noi nell’industria non siamo particolarmente contenti quando l’hardware cambia. Sono momenti veramente spiacevoli.»
Continua dopo la pausa.
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Non saremmo del tutto onesti e sinceri se dicessimo che Peter Molyneux sia nuovo a questo genere di uscite. Sulle intenzioni non sta certo a noi giudicare, ma nel caso di oggi riteniamo che il boss di Lionhead manifesti un comune sentire. E lo fa dichiarando senza mezzi termini: “se avessi fatto ICO sarei davvero felice di morire“. Ma leggiamo un altro stralcio della sua intervista.
[…] (In ICO, ndr.) non c’erano icone sullo schermo che dessero delle spiegazioni, la storia era narrata in un modo davvero pazzesco, senza il ricorso ad alcun linguaggio, è stato davvero iconico, e l’ambientazione è a tutt’ora una delle più mistiche ed incantate mai fatte, e la meccanica di gameplay basata sul tenersi per mano era brillante. […]
Infrange ogni regola videoludica se pensate che non dispone di alcun nemico tangibile, introducendo i cattivi proprio sul finire, il mistero è parte della sua meccanica, e non era presente alcun elemento per potenziarsi o cose simili. Era geniale e rimane ancora adesso il lavoro di un genio.
Alla fine la frase d’effetto, ossia quella riportata nel titolo. Beh, nulla da dire circa i suoi desideri prima di passare a miglior vita. Ma su ICO… che altro potremmo aggiungere in questa sede a quanto già rilevato dal buon vecchio Peter? Ovviamente siamo con lui in tutto e per tutto in merito a queste sue considerazioni. Ed è alquanto indicativo che per amore di trovare qualcosa che tenda a varcare certe soglie, siamo in spasmodica attesa di un certo The Last Guardian.
via | Scrawlfx

Milo sì, Milo no. È nuovamente in discussione la reale esistenza di un titolo dedicato al bambino di Peter Molyneux e soci, dopo le dichiarazioni di Alex Kipman ai microfoni di GamesIndustry.biz, che non solo confermano il fatto che il gioco non arriverà sul mercato ma addirittura impediscono di parlare di cancellazione del presunto videogioco.
Secondo Kipman infatti, Milo & Kate, Milo o Project Milo che dir si voglia non sarebbe mai stato annunciato come un titolo vero e proprio, definendolo piuttosto come una tecnologia sandbox usata in altri prodotti dedicati a Kinect, tra i quali il titolo di lancio Kinectimals.
Tutto perso per i fan di Milo quindi? Per ora sì, almeno fino alla prossima dichiarazione in senso opposto.