Nemmeno due giorni sono trascorsi da quando riportammo la notizia inerente la possibilità di scaricare gratuitamente da Steam un gioco targato EA; iniziativa prevista per tutti coloro che hanno acquistato All Points Bulletin, ultimo, fallimentare progetto di Realtime Worlds. Attendevamo ulteriori novità in merito, e finalmente sono arrivate.
Triste però che il tutto si limiti ad una laconica affermazione: nessuno verrà rimborsato. Ebbene sì, tutti coloro i quali hanno sottoscritto un abbonamento a lungo termine non vedranno il becco di un quattrino. A questo punto si tratterebbe di prendere visione del contratto all’atto della sottoscrizione, ma a quanto pare ancora nessuno si è sollevato accennando la minima protesta.
Sembra, inoltre, che non verranno restituiti nemmeno i soldi spesi per il gioco, il che ci pare comprensibile alla luce del cattivo trattamento che hanno subito tutti gli abbonati. Sta di fatto che, probabilmente, non poteva esserci epilogo peggiore per questo progetto. Ci spiace davvero che le cose siano andate in questo modo, sia per gli acquirenti che per Realtime Worlds. Al di là di tutto, non è mai gratificante vedere uno studio di sviluppo rasentare il fallimento.
via | Videogamer
Come promessovi quando vi riportammo la notizia riguardo l’abbandono di All Points Bulletin da parte di Realtime Worlds, oggi siamo qui ad informarvi circa gli sviluppi della vicenda. Ahinoi, al momento nulla che riguardi le sorti della compagnia, o futuri lavori da parte di David Jones. Nonostante questo, la notizia è una di quelle che non può certo passare inosservata.
Pare infatti che EA stia dando l’opportunità di accaparrarsi gratuitamente uno dei loro giochi recenti a tutti gli acquirenti del fu All Points Bulletin. Ci riferiamo a coloro che hanno acquistato il gioco tramite Steam, che adesso avranno la possibilità di scegliere tra una vasta offerta. Tra i titoli spiccano Mass Effect 2, Dragon Age: Origins, Spore, Battlefield: Bad Company 2 ed altri ancora.
Tale iniziativa è tesa, in un certo senso, a rimediare a questo improvviso ma purtroppo ipotizzabile crollo da parte dell’ultimo titolo di Jones e soci. Saremmo anche scontati, ma tre mesi di durata per un titolo il cui sviluppo ha richiesto cinque anni e 50 milioni di dollari fanno davvero pensare. Nell’industria c’è gente che con molto meno sarebbe in grado di dare vita a qualcosa di molto più solido, eppure non ha modo di attingere a nemmeno un quarto di quella cifra. Strana la vita…
via | CVG
Attraverso un comunicato diramato sulle pagine del sito ufficiale di All Points Bulletin, i ragazzi di Realtime Worlds ci informano di aver tristemente deciso di “staccare la spina” ai server del loro sparatutto online “alla Grand Theft Auto” (anche se il raffronto più calzante rimane quello con Saint’s Row).
Nonostante David Jones e compagni non abbiano reso noti i motivi che li hanno spinti a concludere il progetto a soli due mesi e mezzo dalla sua commercializzazione (e 50 milioni di dollari di investimenti dilapidati nei cinque lunghissimi anni di sviluppo), possiamo facilmente individuarne la causa nelle scarse vendite, nell’altrettanto fredda accoglienza da parte della critica e, soprattutto, nelle precarie condizioni economiche in cui versano gli stessi studi Realtime Worlds (tanto da indurli ad un pesante ridimensionamento dell’organico).
Non tutto, però, è perduto: come riportato poche ore fa dai colleghi di Develop, infatti, le alte sfere di Realtime Worlds avrebbero deciso di vendere singolarmente le proprietà intellettuali più importanti della compagnia ad eventuali compratori interessati (per APB, ad esempio, sembra essersi fatta avanti nientemeno che Epic Games). E noi, come è naturale che sia, in futuro non mancheremo di informarvi degli eventuali sviluppi.
Dopo l’arrivo sul mercato di All Points Bulletin, anche conosciuto come APB, Realtime Worlds ha annunciato un ridimensionamento del proprio organico, compreso quello attualmente al lavoro sul nuovo progetto del team di sviluppo scozzese.
L’operazione sembra comunque essere frutto del normale processo che porta dopo l’uscita di un progetto importante ad allontanare eventuali lavoratori temporanei assunti per concentrare i propri sforzi su di esso, anche se rimane il sospetto di qualche possibile legame con la fredda accoglienza della critica (il gioco è sceso al 59% di media su Metacritic, col 25% di 1Up e il 35% di Destructoid) ma soprattutto con il quantitativo di vendite registrate dal lancio.
via | vg247
Arrivato sul mercato proprio in questi giorni, All Points Bulletin non sembra aver raccolto un caldo benvenuto da parte della stampa specializzata, che per ora gli ha fatto guadagnare una media di 61 su Metacritic ben lontana da quelle che erano le aspettative di Realtime Worlds e dei suoi fan.
Escluso l’87 di GamingXP e il 70 di Edge, l’MMORPG raccoglie un 60 da Eurogamer, 55 da PC Gamer e addirittura un 45 da Play.tm: principali accuse quelle di essere un incompleto clone di GTA, con punte di eccellenza che però non riescono a tirarlo fuori da una situazione di mediocrità.
Avete avuto modo di provare APB? Siete d’accordo coi pareri espressi dalle prime recensioni?
Continua a leggere: All Points Bulletin: piuttosto fredde le prime recensioni

All Points Bulletin ha buone probabilità di arrivare su console. A dirlo dalle pagine di Eurogamer è David Jones, boss dei Realtime Worlds. Si tratta della prima volta che Jones parla apertamente di possibili versioni console del nuovo MMOG.
«Una conversione su console non avverrà finché non avremo un partner per la pubblicazione. Trovare un partner è l’unica cosa che metterebbe in moto il processo. […] Se l’interesse c’è, è chiaro che ci piacerebbe portare il gioco su console»
All Points Bulletin è già disponibile dallo scorso venerdì su PC, e ha ricevuto voti pesantemente sotto le aspettative. A presto per la nostra recensione.
In arrivo oggi per PC, All Points Bulletin celebra l’occasione mostrandosi attraverso una raccolta di nuove immagini che vanno dal gioco a quello che promette essere uno degli editor di personaggi più avanzati in circolazione.
Ricordiamo che il gioco è ambientato interamente online tra sparatorie e corse con auto ed è stato sviluppato dai creatori della serie Grand Theft Auto, gli scozzesi Realtime Worlds. Chi fosse interessato all’hardware necessario a far girare APB può controllare i requisiti di sistema.
Quasi insieme alle ultime immagini che trovate riproposte anche in questo post, Realtime Worlds ha svelato i requisiti minimi di sistema per giocare ad All Points Bulletin sul proprio PC.
Tra le richieste minime per far girare ad APB sui nostri computer troviamo una CPU da 2GHz o equivalente, più 2 o 3GB di RAM a seconda che il sistema operativo sia a 32 o a 64 bit, mentre il minimo per la scheda video è una nVidia GeForce 7800 - 256MB o equivalente. L’elenco completo dei requisiti subito dopo la pausa.
All Points Bulletin: nuove immagini




Continua a leggere: All Points Bulletin: svelati i requisiti minimi di sistema

All Points Bulletin torna con una nuova serie di e immagini. Ancora una volta alcune riguardano scene di gioco e altre il fantastico editor di personaggi/tatuaggi/vetture.
Vi ricordiamo che APB arriverà su PC il prossimo 1 luglio. L’esistenza di una versione per X360 non è mai stata confermata ufficialmente, ma finché c’è vita c’è speranza.

Com’è noto, molti degli sviluppatori che condussero i lavori sul primo Crackdown sono migrati altrove, fondando un nuovo studio, Ruffian Games. Non a caso sarà questa nuova realtà ad occuparsi del secondo capitolo della serie, che, peraltro, costituisce il loro primo lavoro con questo studio.
James Cope, produttore in Ruffian, afferma che questo fosse l’unico modo per continuare a sviluppare giochi su console. D’altra parte è questo il reale interesse che accomuna tutti coloro che lasciarono Realtime Worlds per abbracciare questo nuovo progetto. Non a caso, ora come ora, Realtime sta lavorando su di un titolo previsto in esclusiva su PC, ossia All Points Bulletin.
Tuttavia, prosegue Cope, quella dello sviluppo solo su PC non è una tendenza che riguarda solo Realtime. A suo dire l’industria britannica, falcidiata dalle forzate chiusure di studi che non sono riusciti a reggere la crisi economica, si stanno via via sempre più uniformando a questo politica. Di conseguenza il modo migliore per ovviare a questa sconveniente situazione era quello di riunire i più “volenterosi” sotto un unico vessillo - che in questo caso riporta il nome dei Ruffian Games.
via | CVG