
Qualche tempo fa vi avevamo segnalato l’abbandono di Konami da parte di Akira Yamaoka, il celebre responsabile delle colonne sonore dei vari Silent Hill.
Oggi vi riportiamo la notizia del suo arrivo in Grasshopper Manufacture, lo studio di Goichi Suda che ha prodotto tanti giochi dallo stile inconfondibile.
Secondo quanto riportato da un’intervista di Famitsu a Suda e Yamaoka, il musicista lavorerà su un gioco horror sviluppato da Grasshopper per conto di Electronic Arts. Si tratta del progetto seguito da Shinji Mikami, creatore di Resident Evil. Vedremo a cosa porterà questa illustre collaborazione.

Poco fa vi abbiamo mostrato l’ultimo trailer di Silent Hill: Shattered Memories, caratterizzato dalle musiche scritte da Akira Yamaoka, o ora vi comunichiamo la decisione del musicista di abbandonare la nave Konami.
Yamaoka si è sempre distinto per le proprie opere realizzate attorno alla serie di Silent Hill, e la sua partenza è un duro colpo per la casa produttrice, soprattutto se dopo Shattered Memories vorrà continuare a portare avanti la serie più nebbiosa della storia dei videogiochi.
Al momento non si sa nulla della nuova destinazione del celebre compositore, quindi non ci rimane che attendere ulteriori aggiornamenti, magari ascoltando i brani più belli della sua permanenza in Konami.
Per i fanatici dei survival horror, ecco una video-intervista ad Akira Yamaoka su Silent Hill: Homecoming, nuovo capitolo di una delle saghe più famose del genere.
Nel video possiamo vedere numerose sequenze giocate.
Silent Hill: Homecoming arriverà su PlayStation 3 e Xbox 360 a settembre.
Silent Hill 5 sarà il primo episodio della saga a non essere sviluppato da giapponesi, bensì da americani, ma Akira Yamaoka non è affatto preoccupato. Il famoso direttore del suono ha infatti rilasciato un intervista a Game Developer dichiarandosi piuttosto impressionato del lavoro svolto finora dai colleghi a stelle e strisce.
«Sono colpito principalmente dalle loro abilità grafiche, e dal fatto che capiscano perfettamente il mondo e il concetto di Silent Hill. Lavorare con un team americano ha vantaggi e svantaggi, ma tirate le somme sono veramente impressionato dallo staff statunitense e dalla sua tecnologia. La loro maestria grafica è incredibile»
Yamaoka confronta poi la realtà americana con quella giapponese, e mostra un pizzico di pessimismo:
«In realtà c’è una differenza enorme. Loro sono molto avanzati. Sono giapponese, ma penso che questo si riferisca a tutta l’industria e non solo a Silent Hill. Guardo cosa fanno gli sviluppatori americani e penso wow… il Giappone è nei guai.
In Giappone c’è molta pressione per fare un prodotto il più velocemente e il più economicamente possibile, e la cosa infastidisce molte persone, specialmente quelle più attempate come me, anche perché il salario non è così fenomenale. Inoltre non vedo un ricambio generazionale nei creatori di giochi in Giappone, mentre se guardo ad ovest ne vedo molti giovani talenti emergere velocemente»
Non posso dire se Yamaoka abbia ragione o meno a preoccuparsi, ma in passato quello che più ha stupito dei giapponesi nel creare giochi non è stata l’abilità tecnica, bensì la passione. E quella non si trova dentro un Unreal Engine 3 o nelle texture di Crysis.
[via Gamasutra]

Durante questo sabba videoludico che è stato l’E3 2007, Silent Hill 5 non ha trovato molto spazio, eppure direttamente da Konami arrivano notizie interessanti, nonché le prime due immagini di gioco (non particolarmente straordinarie, a dire il vero).
Ricapitolando: