
Per il nostro angolo della nostalgia ci stacchiamo oggi dal filone Amiga per passare a Little Big Adventure, gioco d’avventura datato 1994 e sviluppato da Adeline Software International. Pubblicato prima su PC e in un secondo momento anche sulla prima PlayStation, il gioco riuscì a vendere 400.000 copie in tutto il mondo.
Little Big Adventure metteva il giocatore nei panni dell’eroe Twinsen contro FunFrock, dittatore del pianeta Twinsun: in una visuale 3D isometrica con modelli poligonali sicuramente all’avanguardia per l’epoca, il gioco contava anche su una colonna sonora che sicuramente sarà rimasta nella memoria di tanti che hanno avuto modo di portare a termine l’avventura nel 1994.
Per questi ultimi e anche per chi non conosce Little Big Adventure, dopo la pausa qualche video dedicato a questo titolo, almeno per il sottoscritto di sicuro indimenticabile.
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Motörhead è un gioco sviluppato da Kaitsu Software e pubblicato da Virgin Interactive nel 1992 su Amiga e Atari ST, dedicato alla famosa band inglese: il giocatore si trova nei panni del leader Ian “Lemmy” Kilmister, impegnato a recuperare gli altri membri del gruppo rapiti da fan di altri generi musicali.
La missione di recupero si svolge infatti proprio attraverso sei diversi livelli, ognuno dei quali dedicato a un genere diverso, nel classico stile del tempo dei picchiaduro a scorrimento derivati da Double Dragon. Dopo la pausa il solito longplay, a colpi di basso (nel senso letterale della parola).

Gli appassionati di letteratura fantascientifica sicuramente conosceranno più di noi videogiocatori l’universo di Dune, creato nel 1965 dallo scrittore americano Frank Herbert per arrivare a influenzare altre grandi opere come Guerre Stellari, raggiungendo le sale cinematografiche anch’esso stesso grazie alla pellicola del 1986 diretta da David Lynch.
Negli anni successivi nemmeno l’industria videoludica rimase ferma di fronte al fascino di Dune, vedendo il primo titolo di una lunga serie arrivare su MS-DOS, Amiga e Mega-CD/Sega CD nel 1992 a cura di Cryo Interactive: il gioco si chiamava per l’appunto Dune e integrava in modo decisamente pionieristico per l’epoca elementi da vari generi di gioco, soprattutto quelli provenienti dallo strategico a turni e dall’avventura grafica. Protagonista Paul Atreides alle prese con la minaccia degli Harkonnen sul pianeta Arrakis, dove guiderà alla rivolta la popolazione indigena nominata Fremen.
Disegnando i modelli di tutti i personaggi sulle sembianze degli attori visti nel film, riuscendo allo stesso tempo a ricreare intatta la grande ambientazione anche grazie a un’ottima colonna sonora, Cryo riuscì doppiamente a centrare il bersaglio con un titolo che almeno per quanto mi riguarda ho rigiocato praticamente alla follia, approfittando di ogni momento di “vuoto vidoeludico” per ricominciarlo ogni volta da zero. Dopo la pausa, il solito longplay (stavolta davvero long!).
A completamento della settimana in cui è avvenuta l’uscita di StarCraft II mi sembra doveroso dedicare anche l’angolo della nostalgia di questa domenica al suo predecessore, uscito nel 1998 per PC, approdato poi successivamente anche su Mac e riadattato ancora in altro momento su Nintendo 64.
Al tempo Blizzard era già discretamente conosciuta nell’industria videoludica grazie ad altri capolavori come Warcraft e Diablo, ai quali dodici anni fa si affiancò il primo StarCraft per diventare nei giorni a venire una vera e propria leggenda nell’ambito degli strategici in tempo reale, soprattutto grazie alla sua giocatissima componente multiplayer andata ben oltre la soglia del 2000.
A chi nel 1998 aveva di meglio da fare ma oggi grazie a StarCraft II vuole riscoprire un altro pezzo di storia del videogioco, dopo la pausa riportiamo l’introduzione del primo capitolo e un paio di video di gioco. Ora scusatemi, ma ho un Jim Raynor da aiutare.
Anni prima di diventare famosi per essere i creatori di Tomb Raider e delle forme di Lara Croft, i ragazzi di Core Design sfornarono nel 1991 Chuck Rock, arrivato prima su Amiga e Atari ST per poi approdare su una miriade di piattaforme: Acorn Archimedes, Amiga CD32, Commodore 64, Game Boy, Game Gear, Sega CD, Sega Master System, Sega Mega Drive/Genesis e SNES.
Chuck Rock era un platform classico a scorrimento orizzontale, ambientato in una pazza preistoria a tratti demenziale, nella quale il protagonista Chuck suona in una rock band insieme alla moglie Ophelia, rapita dal cattivone di turno Garry Gritter (storpiatura voluta del nome della popstar Gary Glitter): a suon di calci, panzate e “Unga bunga”, Chuck dovrà ovviamente partire per riportare la sua amata tra le sue braccia.
Dopo il break come al solito il longplay della versione Amiga.
I giocatori intorno agli “enta” ricorderanno sicuramente il gioco da tavolo HeroQuest, uscito anche in Italia nel 1989: si trattava di una sorta di gioco di ruolo semplificato in cui un master aveva a disposizione un tabellone e una serie di avventure già preparate con le quali sfidare il resto dei giocatori, il cui numero massimo era pari a quattro, uno per classe (barbaro, nano, mago ed elfo).
Sull’onda del successo del boardgame, Gremlin Graphics sviluppò e pubblicò nel 1991 l’omonimo videogioco, arrivato progressivamente su Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, DOS/Windows 3.x e ZX Spectrum: si trattava ovviamente di un gioco di ruolo, a visuale isometrica, dove il ruolo di master era ricoperto dalla CPU e i giocatori potevano scegliere gli stessi quattro eroi della versione da tavolo.
L’azione si svolgeva a turni simulando il lancio dei dadi, con le stesse componenti di HeroQuest originale: combattimenti vari, trappole disseminate lungo il percorso e una gran serie di bonus/malus ai quali andare incontro, in quello che ricordo essere stato uno dei miei giochi preferiti su Amiga. Dopo la pausa come al solito un po’ di materiale video sul gioco: introduzione, colonna sonora (indimenticabile) e video “in azione”.
Tra i vari antenati di Batman: Arkham Asylum troviamo anche Batman - The Movie, titolo in realtà pubblicato col solo nome Batman nel 1989 ma così conosciuto per il suo legame col film dedicato all’uomo-pipistrello uscito nello stesso anno.
Arrivato su Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, DOS, MSX e ZX Spectrum, il gioco si componeva di cinque diversi livelli, attraverso i quali generi differenti (azione, guida, puzzle) si univano per ripercorrere la trama della pellicola cinematografica interpretata da Michael Keaton e Kim Basinger, anch’essa madre di un’innumerevole serie di film dedicati a Batman, rinnovatasi solo di recente con Christian Bale e il suo Cavaliere Oscuro.
Per gli amanti dell’angolo della nostalgia, dopo la pausa il solito longplay.
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Fiendish Freddy’s Big Top O’ Fun è un titolo sviluppato da Gray Matter arrivato nell’ormai lontanissimo 1990 su Commodore 64, ZX Spectrum, Amstrad CPC, Amiga, Atari ST e PC: protagonista un circo a rischio bancarotta indebitato per 10.000$ nei confronti di un affarista determinato a farne una serie di alberghi.
Il circo organizza così un disperato spettacolo per racimolare i soldi, mettendo il giocatore nei panni dei suoi acrobati attraverso una serie di minigiochi che vanno dai tuffi al lancio di coltelli, col cattivone di turno Fiendish Freddy determinato a rovinare lo show per fare in modo che i 10.000$ non vengano recuperati. Appartenente al filone dei cosiddetti multi-sport, Fiendish Freddy’s Big Top O’ Fun permetteva anche di giocare con più persone fino a un massimo di 5 giocatori.
Il solito longplay della versione Amiga dopo la pausa.
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Era il lontano 1990 quando Magnetic Fields sviluppava e Gremlin Graphics pubblicava Lotus Esprit Turbo Challenge, arrivato anche nel corso dei tempi successivi su Amiga, Amiga CD32, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64 e ZX Spectrum. Si trattava di un titolo di guida dedicato alla leggendaria Lotus Esprit Turbo SE, al quale poi sono seguiti anche Lotus Turbo Challenge 2 e Lotus III: The Ultimate Challenge, raccolti anche in un’unica trilogia su CD32.
Giocabile sia in singolo che in due in modalità split screen (ricordo diverse sfide con gli amici proprio sulla piattaforma Commodore, all’epoca), la versione tecnologicamente più avanzata era quella Amiga, della quale vi riporto come al solito anche il longplay dopo la pausa per questo nuovo appuntamento con l’angolo della nostalgia.
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I fan del primo Deus Ex non si saranno fatti scappare senza versare almeno una lacrimuccia la data di oggi, in cui cade il decimo compleanno di vita dello shooter in prima persona inventato da Warren Spector e sviluppato da Ion Storm: correva infatti il giorno 22 giugno 2000 quando questo arrivava sul mercato, per essere ufficialmente acclamato con voti anche esorbitanti (numerosi i 100/100) da parte della stampa specializzata.
L’amore dei giocatori ha prodotto nel corso del decennio appena passato addirittura post motivazionali dal sottotitolo “ogni volta che ne parli, qualcuno lo reinstalla”, oltre a cover e tributi alla sua colonna sonora, per non parlare di guide per tutti i gusti. Tutto ciò senza contare lo sterminato numero di mod da fare impallidire gran parte delle produzioni anche più recenti.
I più nostalgici interessati all’aspetto tecnico gradiranno sicuramente la bibbia di design usata dagli sviluppatori per creare l’universo di Deus Ex, oltre al documento post-mortem scritto dalla mano di Warren Spector. Per non farci mancare proprio nulla, come da tradizione del nostro angolo della nostalgia anche un video, primo di una serie dedicata agli speedrun del gioco, il quale record sembra essere di 43 minuti e 20 secondi.
Via | Metafilter.com
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