La recente notizia della scoperta delle “private key” di PlayStation 3 continua a scuotere la scena underground: divisi tra chi vuole solo ridare alla console Sony e ai suoi giocatori la possibilità di installare applicazioni homebrew e sistemi operativi open source e chi, invece, guarda esclusivamente allo scardinamento dei sistemi anticopia per gettarsi tra le braccia dell’illegalità sfornando copie pirata a raffica, i vari gruppi di hacker continuano a lavorare alacremente per raggiungere il loro scopo.
Se da un lato il team fail0verflow! e George Hotz (in arte Geohot, il padre del primo jailbreak di iPhone) non smettono di pubblicare gratuitamente sui loro siti ufficiali gli strumenti per poter eseguire piccoli applicativi d’esempio per testimoniare la possibilità concreta di raggiungere le risorse di sistema di PS3 senza l’ausilio di modifiche hardware o accessori esterni, dall’altro lato l’hacker Mathieulh del team PSGroove continua a promettere ai lettori del suo profilo Twitter di rilasciare il primo custom firmware “in queste settimane”, con tutte le nefaste conseguenze che potete facilmente immaginare sui possibili utilizzi per eludere le protezioni native della console e farvi così girare emulatori e giochi “rippati” in hard disk esterni.
Rimaniamo in attesa di avere ulteriori informazioni da fornirvi al riguardo, sperando naturalmente che dalle parti di Sony qualcuno ci fornisca al più presto una replica ufficiale a ciò che sta accadendo da qualche giorno a questa parte.
Nuovi, importantissimi sviluppi ci attendono quest’oggi dalla scena underground sulla spinosa faccenda della “caccia alla private key” di PS3 aperta dagli hacker per ridare agli utenti della console Sony la possibilità di installare programmi homebrew e sistemi operativi Linux: dopo aver stupito i partecipanti del 27C3 di Berlino, come promesso il team fail0verflow! ha infatti deciso di diffondere sul loro sito i primissimi tool (in versione “beta”, quindi incompleta) per avere il pieno controllo delle risorse di sistema di PS3. Ma non è tutto.
Quasi in contemporanea con i “colleghi” di fail0verflow!, George Hotz (in arte Geohot) ha infatti pubblicato sulle pagine del suo sito ufficiale le chiavi Metldr della console, che, per quel poco che possiamo saperne noi dell’argomento, dovrebbero rappresentare una parte fondamentale del processo di avvio di programmi su PS3, accompagnando il tutto da una dichiarazione irriverente destinata al trittico di aziende produttrici di console (Sony, Microsoft e Nintendo):
“Se volete che la vostra prossima console sia sicura, contattatemi, chissà quanto potrò divertirmi a lavorare dall’altra parte della barricata.”
La macchina degli hacker è in moto, e il silenzio di Sony sull’argomento comincia ad essere davvero rumoroso, specie considerando l’eco mediatica suscitata in tutto il mondo dall’annuncio della scoperta di questa importante (in un senso o nell’altro) vulnerabilità di PS3: per conoscere gli sviluppi della faccenda, quindi, non ci resta che attendere la prossima puntata della telenovela videoludica più scottante di questo inizio 2011.
Detto, fatto: dopo aver annunciato al mondo intero di essere riusciti ad entrare in possesso della “private key” di PlayStation 3, i ragazzi del team fail0verflow! hanno dato dimostrazione della loro scoperta dal palco del Chaos Communication Conference 27C3. Il video che campeggia ad inizio articolo, realizzato da uno dei tanti “appassionati” che sono accorsi alla conferenza tecno-piratesca berlinese soprattutto per questo motivo, testimonia il momento esatto (per capirlo non serve essere dei maghi del computer né dei profondi conoscitori della lingua inglese: basta ascoltare gli applausi) in cui uno degli hacker artefici dell’impresa è riuscito ad ottenere il totale controllo delle risorse di sistema di una PS3 collegata ad un semplice cavo Ethernet (senza l’ausilio di penne USB per il jailbreak, quindi).
Quasi in contemporanea, il team fail0verflow! si è intrattenuto via Twitter con i colleghi di MaxConsole e ha spiegato loro che l’idea di rintracciare (e quindi utilizzare a loro vantaggio) le chiavi di sicurezza di PS3 gli è venuta subito dopo la diffusione dell’ormai famoso firmware 3.21 “ammazza-Linux”: pur affermando di aver già concluso il grosso del lavoro, gli hacker del progetto si dicono ancora impegnati nella “pulizia del codice”, un’operazione che terminerà tra non molto per permettere la diffusione degli strumenti di modifica per metà gennaio.
Chi comincia ad issare il Jolly Roger sul balcone di casa propria nell’attesa di poter avere tra le mani la “modifica” definitiva, però, si sbaglia di grosso: stando sempre ai fail0verflow!, i tool che renderanno pubblici tra qualche settimana serviranno solo a chi vorrà riutilizzare sistemi operativi e programmi open source sulla propria PS3 e, quindi, non permetteranno di aggirare nativamente le protezioni anticopia della console (per quello, molto probabilmente, ci sarà bisogno di riscrivere da zero un firmware apposito, ovviamente illegale). Nell’attesa di avere ulteriori informazioni da darvi, vi lasciamo agli slideshow della presentazione che, solo parzialmente, vi abbiamo mostrato in video l’altro giorno.
Continua a leggere: Modifica PS3: l'hack definitivo di fail0verflow! spiegato e (forse) datato
I tempi in cui non si sarebbe potuto “modificare la PS3″ nemmeno in una delle puntate più estreme de “Ai Confini della Realtà” si fanno sempre più lontani: se da un lato le società che producono (più o meno legalmente) dispositivi USB in grado di sfruttare la falla trovata alcuni mesi fa da GeoHot si moltiplicano come funghi in un boschetto autunnale, dall’altro lato i programmatori di Sony si ritrovano costretti a sfornare firmware a raffica (e a rimandare l’uscita di titoli già in mostruoso ritardo) nel tentativo di rallentare l’azione dei bucanieri virtuali.
A rendere ancora più nebulosa la situazione ci si mettono quest’oggi gli hacker del team di fail0verflow!, famosi per aver creato il Canale Homebrew di Nintendo Wii: approfittando del Chaos Communication Conference 27C3 che si sta tenendo in questi giorni a Berlino, infatti, hanno annunciato al mondo intero di essere riusciti ad entrare in possesso della “private key” di PlayStation 3, grazie alla quale si è in grado di modificare il firmware della console per permettere ai modder di caricare sistemi operativi Linux, emulatori e programmi capaci di aggirare qualsiasi protezione anticopia (con le conseguenze che potete facilmente immaginare).
Se tutto ciò dovesse risultare esatto, quindi, PlayStation 3 perderebbe di colpo lo scettro di console più sicura sul mercato a beneficio, stentiamo a crederlo ma è proprio così, di Xbox 360, il cui accesso alle routine di sistema più profonde è ancora parziale e, per giunta, ottenibile solo tramite complicate operazioni di saldatura di chip e cavi aggiuntivi sulla scheda madre. Nell’attesa che il gruppo di fail0verflow! dimostri di essere riuscito nell’impresa di “sbloccare” il software e il controllo hardware di PlayStation 3, vi lasciamo a un video che, tra tecnicismi e complicati schemi, mostra le differenze tra le protezioni anticopia di X360, Wii e della stessa PS3.