Dopo aver praticamente annunciato lo sviluppo di Mass Effect 3 su Wii U (o comunque di un nuovo titolo della saga appositamente realizzato per la prossima console casalinga di Nintendo), il presidente di EA Games Frank Gibeau approfitta della disponibilità dei colleghi di GamesIndustry.biz per spiegare loro cosa ne pensa del mercato in estrema espansione, ma apparentemente poco lucrativo, dei titoli Free-to-Play:
“La gente tende a pensare che lo sviluppo di videogiochi Free-to-Play sia poco interessante perchè sono prodotti che non vanno acquistati ma che si basano solo su un piccolo sistema di microtransazioni facoltative: niente di più sbagliato. In tutta franchezza posso assicurarvi che i titoli che adottano la formula freemium non sono solamente molto redditizie, ma riescono a raggiungere mercati molto importanti considerati fino ad ora ‘di nicchia’ e, ciò che conta di più, è che lo fanno con una velocità impensabile da chi opta invece per i supporti fisici.
Guardate ad esempio cosa sta succedendo a noi con Need for Speed World: le nazioni con il maggior numero di utenti sono Russia, Brasile e Ucraina, tre mercati geograficamente ed economicamente enormi che non potremo mai coprire con della merce imballata. In questo modo abbiamo assunto posizioni di rilievo e siamo riusciti a far conoscere serie come quelle di Need for Speed (con World) e Battlefield (con Play4Free) a videogiocatori che fino ad ora non potevamo raggiungere.
Per questo è un momento molto eccitante per noi, perchè siamo in grado di essere presenti non solo nel settore delle console casalinghe e del PC ma anche in quello delle piattaforme portatili, in quello degli smartphone, dei tablet, dei social network e, ultimo ma non per ordine di importanza, in quello dei Free-to-Play.”
Con queste parole pronunciate da uno dei personaggi più importanti del settore, la strada che porterà i titoli Free-to-Play su console si fa sempre più in discesa.
Passata inosservata ai siti del settore per la mole spropositata di notizie da coprire durante l’E3 2011, l’intervista concessa dal presidente di EA Gamees Frank Gibeau ai ragazzi di Gametrailers nei caldi giorni della fiera losangeliana che potrete gustarvi dopo la pausa è invece molto importante perchè manifesta, in tutta la sua evidenza, la volontà della multinazionale statunitense di portare su Wii U nientemeno che Mass Effect 3 (o comunque uno spin-off della saga targata BioWare):
“Non posso dire che ci accingiamo a portare Mass Effect 3 su Wii U, ma potete facilmente immaginare cosa potremmo fare con il controller di Wii U nell’universo di Mass Effect. Sarebbe una cosa davvero molto bella, ma ne riparleremo a tempo debito.”
L’uscita di Mass Effect 3 è attesa per il 6 marzo 2012 su PC, X360 e PS3: subito dopo la pausa, la video-intervista di Gibeau e un poker di immagini di gioco inedite pubblicate di fresco dai gestori del sito ufficiale.
Anche a seguito del successo che sta riscuotendo Dead Space 2, Electronic Arts ha già intravisto le basi su cui sviluppare il prossimo capitolo della serie. L’intento è quello di agganciare una fetta più ampia di utenza, cosa che di primo acchito si presta a svariate interpretazioni. Ma partiamo dalle dichiarazioni di Frank Gibeau, presidente di EA Games.
La serie Resident Evil è stata fantastica, con dei primi capitoli che furono davvero fenomenali. Capcom fece un ottimo lavoro facendo crescere il brand con una larga fetta di mercato. Ritengo che con Dead Space abbiamo ancora qualche margine di crescita in termini di utenza, nel senso di poterne raggiungere una fetta più ampia senza perdere qualità e meccaniche tipiche da survival-horror.
Come accennavamo poco sopra, non sono poche le interpretazioni a cui si prestano simili considerazioni, specie se espresse da Gibeau. Che il videogioco venga oggigiorno più visto come un prodotto anziché un’opera tout court, sono i publisher in primis a sostenerlo. A questo punto si tratta di stabilire cosa si sia disposti a fare per incrementare il potenziale di questa serie sul mercato.
L’esempio di Resident Evil potrebbe anche calzare a pennello, visto che la volontà di renderlo più “appetibile” ne ha snaturato buona parte delle premesse - e questo è palese a prescindere dal fatto che il quarto ed il quinto capitolo siano piaciuti o meno, perché senza dubbio sono tutt’altra cosa rispetto ai primi tre, allo Zero o al Code Veronica, per esempio. La domanda quindi è: quali sono i compromessi a cui s’intende cedere per coinvolgere “un’utenza più ampia”?
Nell’attesa che si alzi il sipario sui VGA 2010 e che vengano così svelati i nuovi titoli in sviluppo da Electronic Arts e dalle sue sussidiarie (BioWare su tutte), il presidente di EA Games Frank Gibeau ha approfittato dell’occasione concessagli dai colleghi di Develop per annunciare un importante “cambio di rotta” riguardante lo sfruttamento futuro delle licenze cinematografiche in ambito squisitamente videoludico:
“Se consideriamo le spropositate somme di denaro richieste per realizzare un videogioco su James Bond o su qualsiasi altro soggetto cinematografico, ma anche le migliaia di ore impiegate dai nostri sviluppatori per dare alla luce questi progetti, la prima cosa che ci viene in mente è: ‘Accidenti, forse è meglio lavorare sulle nostre proprietà intellettuali!’.
È per questo che a suo tempo abbiamo detto al team di sviluppo che si era occupato dell’ultimo capitolo videoludico di James Bond, di spendersi da quel momento in avanti su di un soggetto tutto nuovo, ed è così che è nato Dead Space. Abbiamo scelto una strada diversa e ne siamo contenti: e voi, se foste al nostro posto, preferireste sviluppare, pubblicare e poi giocare un nuovo titolo su James Bond o Dead Space 2?”
Nel corso dell’intervista, il buon Gibeau ha però candidamente affermato che le vendite di Mirror’s Edge e (in misura certamente minore) dello stesso Dead Space sono state inferiori alle aspettative. Come dire: la scelta di abbandonare lo sfruttamento intensivo delle licenze cinematografiche è stata giusta, ma di strada da fare per consolidare questa nuova filosofia che privilegia le serie videoludiche completamente nuove ce n’è ancora molta.
Quasi a voler distogliere l’attenzione del pubblico dalla commercializzazione di Modern Warfare 2, il CEO di Electronic Arts, John Riccitiello, ha confermato lo sviluppo di un nuovo capitolo della saga di Medal of Honor. Quasi in contemporanea, invece, il presidente di EA Games Frank Gibeau ha fatto una veloce capatina nella redazione di Joystiq per affermare che, d’ora in avanti, la multinazionale statunitense riporrà una particolare attenzione su questa storica serie:
“La guerra per gli sparatutto in prima persona è ancora apertissima, con Modern Warfare Infinity Ward ha vinto solo poche battaglie. Nei mesi a venire, ad esempio, vi daremo la possibilità di conoscere i nostri piani di rivitalizzazione delle serie più importanti, come quella di Medal of Honor.”
Proprio perchè la serie comincia a sentire il peso degli anni, le indiscrezioni vedono il prossimo Medal of Honor ambientato nientemeno che nell’Afghanistan del 2002: se però EA ha davvero intenzione di riportare la saga ai fasti di un tempo, la mole di informazioni, immagini e video al riguardo che dovrebbero inondare la nostra redazione nei prossimi mesi rendono inutile ogni sforzo compiuto adesso nel capire, ad esempio, le piattaforme di destinazione o il periodo d’uscita.
Solo il tempo saprà dirci se la sfida a Call of Duty lanciata quest’oggi da Frank Gibeau meriterà davvero una medaglia all’onore.
via | Joystiq