
Il vecchio volpone Peter Moore, ex presidente di EA Sports appena promosso a “COO” di Electronic Arts, dice di supportare pienamente l’idea di base che sta dietro alla nuova Wii U, convinto che nella prossima generazione di console la potenza grafica non rivestirà un aspetto primario. Dalle pagine di IndustryGamers ha dichiarato:
«La gente comincerà a dire che Wii U è una piattaforma di transizione, ma io non credo sia vero. Ed ecco perché: il controller tablet è enorme. Non c’entrano più le specifiche… c’entra, come fu nel caso di Wii, che questo controller è un modo unico di godersi l’esperienza di gioco, indipendentemente dalla fedeltà grafica»
E continua:
«Allora, avete visto Battlefield 3. Quanto potrà mai migliorare questa roba, ormai? Non so neppure se c’è qualcosa di migliore di 1080p [c’è eccome Peter… una qualsiasi risoluzione più alta, NdR]. Nei primi tempi dell’industria tutto era basato su quanto potesse essere bello graficamente un gioco. Elmi più scintillanti, erba più verde. Ma faccio questo lavoro da abbastanza tempo per capire che vedere il respiro dei giocatori in un gioco di footbal è già una cosa stratosferica»
Continua ancora, dopo la pausa.
Dopo l’ormai famosa parodia del presidente di EA Sports Peter Moore, South Park ha preso di mira L.A. Noire.
Nell’ultima puntata trasmessa c’è una gag che vede Kyle, Kenny e Cartman divertirsi con il gioco del Team Bondi, quando improvvisamente arriva Stan (in questa puntata affetto da una sorta di sindrome da cinismo) che dice:
«Ah, quel gioco schifoso? Chi vuole giocare ai videogiochi per ascoltare un po’ di personaggi parlare e premere il pulsante X? […] Come fa la gente a dire che questo gioco è fico? Non c’è nemmeno alcuna differenza fra una scelta e un’altra»
Poi, rispondendo a Kyle che esulta per la promozione del personaggio a detective: «Questo è uno schifoso espediente per far continuare la gente a giocare!».
Dato il consueto modo di trattare gli argomenti usato da Stone e Parker - spesso ambiguo - è difficile dire se i due autori abbiano voluto lanciare una vera e propria critica al gioco o se abbiano voluto semplicemente riportare il sentimento comune dei videogiocatori, divisi fra ritenere L.A. Noire un capolavoro e un gioco tendenzialmente noioso. Voi che ne pensate?

Nella più recente puntata di South Park, chiamata “Crack Baby Athletic Association” e andata in onda nella giornata di ieri negli Stati Uniti, compare a sorpresa Peter Moore, il carismatico boss di EA Sports.
Protagonista di un segmento di quasi due minuti, Moore viene dipinto come un manager senza scrupoli e ultra-malvagio che pur di far soldi è pronto a calpestare i diritti di chiunque. Notare che il diabolico Moore ha già appeso al muro in bella mostra il premio “Best in Show” dell’E3 2011, quando in realtà la fiera deve ancora cominciare!
Il tono è il classico di South Park, un goliardico molto estremo. Ma questa volta i creatori Matt Stone e Trey Parker ci sono andati davvero pesanti (evito di anticiparvi ulteriori dettagli).
Povero Peter Moore… sarà veramente così cattivo? Guardate questa galleria di immagini catturate dalla puntata.
Peter Moore di EA Sports in South Park




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Il futuro di FIFA prevede il solo formato digital-delivery, senza più versioni pacchettizzate e con una formula che prevede un prodotto base in costante evoluzione. A dirlo sulle pagine di MCV è Peter Moore, boss di EA Sports.
«Il calcio per la maggior parte di noi è una vera e propria costante. Quest’anno abbiamo avuto solo 15 giorni senza calcio. E persino allora stavamo pensando al calcio e leggendo di calcio. Questo è lo spazio che il calcio occupa nelle nostre vite, e questo è il modo in cui ci relazioniamo ad esso»
«Personalmente credo che ci saranno ancora dischi fra cinque anni. Ma in generale, certamente, arriverà un tempo in cui FIFA sarà meno un disco che aspetterete a fine settembre, e più qualcosa che forniremo costantemente 365 giorni all’anno. Entro pochi anni mi aspetto di avere meno staff dedicato allo sviluppo e almeno altrettanto staff, se non di più, che segue le operazioni online»
«Dobbiamo fornire quel mondo costante, forse qualche volta aiutandoci con dischi fisici, forse sui social network, nella “cloud” o quel che sia. Questa è la visione del team: indipendentemente a cosa l’utente stia utilizzando ci dev’essere un’esperienza FIFA disponibile, con tutto che si collega insieme, che alza il livello e identifica il vostro status. L’interazione che state cominciando a vedere adesso fra FIFA 11 e FIFA Superstars (il gioco FIFA su Facebook, NdR) sono piccoli passi verso la persistenza e la presenza di un completo “ecosistema FIFA”»
Che ne pensate di questa visione futura?

Peter Moore di EA Sports difende il nuovo Online Pass di Electronic Arts, che costringe coloro che acquistano un gioco usato a pagare ulteriori 10$ per poter giocare online.
«Devo fare una cosa, e questa cosa è il mio lavoro e il lavoro del mio team di sviluppo, e il lavoro del mio team di marketing. Si tratta di convincervi a non voler rivendere il gioco. Dalla nostra prospettiva significa condizionarvi a inserire un codice per poter giocare, per poter avere qualche contenuto digitale, e condizionarvi a vedere il contenuto digitale come un valore aggiunto all’esperienza di gioco stessa»
E dalla nostra prospettiva, di cosa si tratta? A voi i commenti.

Sembra proprio che in tanti anni di sviluppo per Wii, Electronic Arts abbia imparato la lezione. Peter Moore ha affermato che l’esperienza accumulata con la console Nintendo sarà fondamentale per permettere ad EA Sports di raggiungere un nuovo pubblico su Kinect e Move.
In un’intervista rilasciata a Gamasutra, Moore ha detto che la compagnia sarà molto cauta nel decidere come supportare le nuove periferiche Microsoft e Sony.
“Dobbiamo essere selettivi con le esperienze“, ha dichiarato Moore. “Sport come il tennis e il golf funzionano bene impugnando qualcosa, mentre con altri come il calcio è tutto più difficile”. “Vogliamo essere presenti su tutte le nuove piattaforme motion control”, ha aggiunto il leader di EA Sports, “ma con titoli selezionati”.
J Allard, una delle figure chiave dietro al progetto Xbox 360 (ed altri che non attengono la nostra testata) sembra sia in procinto di lasciare Microsoft. Anzi, per come è stata posta la questione, mancherebbe solo l’ufficialità. Stando a una fonte sedicente affidabile, pare che J si sia preso un periodo sabbatico dal quale, con ogni probabilità, non tornerà indietro per prendere il suo posto in Microsoft.
Per chi non fosse a conoscenza di questo personaggio, sappia che Allard fu uno dei membri più in vista all’interno della compagnia di Redmond all’epoca del lancio di Xbox 360. Fu lui, insieme a persone come Robbie Bach, Ed Fries e l’immancabile Peter Moore a fungere da portatore del nuovo “verbo” Microsoft. Tuttavia proprio Allard apparve di sicuro il più in vista.
Tale decisione di lasciare la compagnia pare sia dovuta alla bocciatura del suo ultimo progetto, il tablet Courier. Stando sempre alla fonte, Steve Ballmer non vide tanto di buon occhio il progetto, decidendo di accantonarlo. Ciò avrebbe indisposto parecchio Allard, tanto da spingerlo a prendere tale decisione. Fatto sta che al momento J figura ancora all’interno della compagnia, anche se davvero non si sappia che fine abbia fatto.
P.S. Qualora ve lo steste chiedendo, no, quello in foto non è il cantante dei R.E.M. Michael Stipe, ma è proprio J Allard.
via | VG247

Dal recente rapporto finanziario di Electronic Arts viene annunciato un nuovo gioco di combattimenti dal titolo ancora sconosciuto, previsto per il 2011. Con tutta probabilità si tratterà di Fight Night Round 5.
A darci questa pressoché completa certezza sono le parole di Peter Moore, presidente di EA Sports, che presentando il nuovo MMA allo scorso E3 aveva dichiarato che da quel momento in poi si sarebbero alternati di anno in anno i giochi del filone di arti marziali miste e quelli del filone pugilistico. Quindi sapendo che EA Sports MMA arriverà nel 2010, è facile fare 1+1 e immaginare che il gioco del 2011 sarà proprio Fight Night Round 5.
Fight Night Round 5 dovrebbe riscattare il suo predecessore Fight Night Round 4, che dopo aver goduto di tutto l’hype possibile aveva deluso buona parte degli estimatori della serie risultando troppo macchinoso e poco accattivante.

Peter Moore, boss di EA Sports, ha dichiarato sulle pagine di Bloomberg che il nuovo e attesissimo tablet di Apple può avere interessanti capacità per far girare videogiochi:
«Se ha uno schermo, qualche tasto, puoi accenderlo e connetterlo a internet, ha la possibilità di essere una macchina per videogiochi»
Poco fa, insieme ad alcune foto, è trapelata un’altra indiscrezione, sempre proveniente da Electronic Arts:
«Il tablet Apple permette ai giocatori di spostarsi su una mappa con una mano e fare il ‘lavoro del mouse’ con l’altra, utilizzando una combinazione di movimenti multitouch e gesture»
Il tablet di Apple sarà presentato alla stampa entro poche ore, e benché le notizie certe siano ancora molto scarse, pare sicuro che utilizzerà un sistema operativo simile a quello dell’iPhone ma potrà sicuramente vantare più velleità videoludiche grazie ad uno schermo sensibilmente più grande, più potenza di calcolo, migliore connettività e sensibilità del touchscreen ulteriormente migliorata.
Visto che ultimamente sembra che Apple non sbagli un colpo, non ci resta che aspettare l’annuncio di questo nuovo gioiellino.

Quanti di voi sanno che SEGA - o per meglio dire, il suo presidente - tentò disperatamente di salvare il Dreamcast sperando che i giochi di questa console potessero divenire compatibili con la prima Xbox di Microsoft?
Quella che stiamo per raccontarvi è una piccola storia, così come ce ne sono tante. Una storia che però merita di essere raccontata, più per dovere d’informazione che per cercare di comprendere ancora una volta quel nefasto tracollo di una console che in così poco tempo ha saputo regalare così tante cose belle.
Stiamo ovviamente parlando del Dreamcast e di ciò che avvenne nel periodo che precedette la sua inesorabile disfatta. Perché questo settore non è fatto solo di pixel e cose simili, ma anche di persone e di vicende che ne hanno decretato e ne decretano tutt’ora il suo intero divenire. Continuate dopo la pausa qualora voleste saperne di più.
Continua a leggere: Ecco come SEGA tentò di far sopravvivere il suo Dreamcast attraverso Xbox