
Il boss di Rovio, sviluppatore di Angry Birds, crede che la pirateria non sia sempre un male per gli affari, in particolar modo quando si deve far crescere un marchio nel settore dell’entertainment.
Parlando durante la conferenza di Cannes, Mikael Hedha ha dichiarato che l’industria dell’intrattenimento ha bisogno di cambiare il proprio modo di guardare ai consumatori, prendendo come esempio ciò che è accaduto nel settore della musica.
“Possiamo imparare molto dall’industria musicale e dai modi terribili con cui ha cercato di combattere la pirateria”, ha dichiarato Hedha. “Dobbiamo smettere di trattare gli acquirenti come semplici utenti e iniziare a trattarli da fan. Dobbiamo parlare di quanti fan abbiamo. Se perdiamo la base di fan, perdiamo il nostro business. In tal senso la pirateria potrebbe non essere così male: alla fine dei giochi potrebbe anche aumentare i nostri affari”. Cosa pensate delle sue dichiarazioni?

Le critiche ai DRM ultimamente non vengono solo da Gabe Newell, questa volta tocca anche a Marcin Iwinski, il fondatore della software house polacca CD Projekt. In una intervista rilasciata a PC Gamer, Iwinski ha espresso il suo punto di vista sull’uso dei digital right management, che secondo lui vanno semplicemente abbandonati perchè oltre a non risolvere il problema della pirateria, complicano inutilmente la vita al giocatore.
“In 20 anni che lavoro nell’industria — scrive Irwin — non ho mai visto un DRM che funzionasse realmente bene. Abbiamo visto tanti tipi di protezioni diverse, ma le cose sono due: o usi un DRM leggero, cioè non intrusivo ma facilmente crackabile, oppure ci si va pesanti e si prova con super-protezioni. A questo punto il gioco è difficile da crackare, ma inizi a incasinare il sistema operativo, il gioco gira più lento e per alcuni giocatori non girerà del tutto”.
Per il capo della CD Projekt, il modo per convincere i giocatori a preferire un prodotto originale a quello offerto dai pirati sta nel valore aggiunto che si può aggiungere al prodotto, come edizioni limitate con colonne sonore, DVD making-of, libri e guide. Esattamente come si è visto per The Witcher 2.

Secondo quanto riportato dal blog giapponese Esuteru, tutti coloro che recupereranno illegalmente una copia di Dark Souls prima del lancio ufficiale verranno puniti da From Software stessa.
Il sito afferma che i membri del team di sviluppo hanno intenzione di inserire imbattibili Black Phantom di altissimo livello all’interno dei mondi dei giocatori in questione, rendendo l’esperienza assolutamente ingiocabile.
La notizia non è ancora stata verificata, ma indubbiamente è in linea con la sottile crudeltà di From Software. Aspettiamo conferme o segnalazioni al riguardo.
Tempi duri per le multinazionali del settore: se da un lato Sony si ritrova invischiata in una lotta senza quartiere con gli hacker che tentano in ogni modo di bucare il PSN e i suoi sistemi di protezione, dall’altra parte della barricata le alte sfere di Microsoft si preparano a mettere mano al portafoglio per “risarcire” gli utenti dei modelli più datati di Xbox 360.
Stando infatti a delle indiscrezioni trapelate in queste ore su Kotaku e poi confermate da Microsoft stessa, con il prossimo aggiornamento della dashboard programmato in sei ondate dal 19 al 30 maggio un numero ristretto di console dotate di lettore DVD “di prima generazione” (bizzosi come suocere e rumorosi come trattori in salita) non riuscirà a “sopportare” il cambio di firmware e non sarà più in grado di leggere alcun disco di gioco, sia i vecchi DVD in commercio che i nuovi dischi XGD3 che verranno immessi sul mercato in un prossimo futuro.
Ai partecipanti alla fase di beta test della nuova dashboard che sono già incappati in questo inconveniente e a tutti coloro che in futuro ravviseranno lo stesso problema, Microsoft si offre di sostituire senza spese le console rese inutilizzabili con un modello di X360S dotato di hard disk da 250GB, più un anno gratuito di Xbox Live Gold per scusarsi dell’inconveniente: i gestori di Xbox Live individueranno automaticamente le console “difettate” e, così facendo, provvederanno a contattare direttamente i clienti interessati attraverso una email recante tutti i dettagli dell’iniziativa.
Aggiornamento: attraverso un comunicato stampa ufficiale, Microsoft ha smentito le voci di corridoio di questi giorni sull’incompatibilità presunta delle console più datate alla nuova dashboard di Xbox 360. Stando infatti alle alte sfere della multinazionale di Redmond, ogni eventuale problema riscontrato da una fetta estremamente ridotta di clienti potrà essere facilmente risolto con un ulteriore update. Aspettiamo quindi la conclusione del processo di aggiornamento della dashboard (partito in Italia il 24 maggio e previsto in chiusura per il 30 dello stesso mese) per tornare sull’argomento in modo esaustivo.
Nel capitolo del vocabolario apocrifo dei pirati su Xbox 360 dedicato ai termini più odiati e temuti, le parole “AP 2.5″ e “XGD3″ hanno sostituito in questi mesi la voce “ban” che, per una ragione o per l’altra, ha assunto un valore quasi innocuo: a riportare in auge questo vecchio spauracchio dei videogiocatori scorretti ci pensano però alcuni bucanieri del forum ufficiale di Xbox.com che, proprio in queste ore, affermano di essere stati sospesi a tempo indeterminato da Xbox Live.
Stando inoltre ai colleghi di Gamersmint che per primi si sono accorti di questa ondata di ban non ufficiale, Microsoft avrebbe adottato questo intervento contro due specifiche categorie di utenti: la “punizione” sembra aver raggiunto infatti coloro che hanno modificato la propria console, il punteggio del profilo, l’immagine del giocatore e l’avatar, nonchè tutti coloro che hanno inviato email fraudolente e messaggi a raffica riguardanti i capitoli della serie di Call of Duty o chi ha “infettato” i server di Call of Duty 4, World at War e Modern Warfare 2.
A questo punto, sperando naturalmente di non aver preso una cantonata, non possiamo fare altro che attendere le dichiarazioni ufficiali di Microsoft.
La fase di beta test organizzata alla fine di marzo da Microsoft per provare la nuova dashboard di Xbox 360 sta inesorabilmente occupando tutti gli spazi di discussione nei siti e nei forum della scena underground: stando infatti agli “esperti del settore” che in questi giorni hanno studiato l’aggiornamento, sembra proprio che le misure antipirateria in esso contenute saranno molto più forti di quelle fino ad ora adottate dalla multinazionale di Redmond.
Tanto per cominciare, la procedura di installazione della dashboard provvederà a riscrivere automaticamente il firmware del lettore DVD (il cavallo di Troia utilizzato dai pirati per bucare il sistema e far partire giochi di backup), il tutto a prescindere dal modello di X360 posseduto dall’utente: grazie inoltre a una serie di passaggi che la console dovrà fare nel corso dell’aggiornamento riavviandosi un numero imprecisato di volte (dai 2 ai 5 riavvii), in questa delicata fase non sarà possibile scollegare o sostituire meccanicamente il lettore in alcun modo.
La vera sfida che gli hacker e i pirati della console verdecrociata dovranno affrontare nei prossimi mesi sarà però quella riguardante l’introduzione del nuovo formato dei dischi: gli XGD3, oltre che a garantire spazio aggiuntivo per gli sviluppatori, utilizzeranno infatti il bordo interno dei classici DVD dual layer (una regione dei dischi non accessibile ai normali masterizzatori in commercio) per inserire nuovi controlli che, esattamente come quelli adottati alla fine dello scorso anno con gli AP2.5, mostreranno una schermata nera a coloro che proveranno a far partire una copia pirata e, di concerto, segneranno la console per bloccarne l’accesso ad Xbox Live.
Speriamo quindi di ritornare al più presto sull’argomento sia per fornirvi nuove informazioni al riguardo, sia ovviamente per capire quando verrà resa disponibile questa nuova dashboard.
Messi all’angolo da Sony attraverso una pioggia scrosciante di denunce e di richieste di risarcimento con cifre a sei zeri, gli hacker e i pirati della scena underground tornano alla carica ed annunciano di aver scoperto un altro modo per impossessarsi delle risorse hardware di PS3 dopo che la multinazionale nipponica, come saprete, qualche settimana fa ha tappato con il firmware 3.56 una grossa falla di sicurezza.
La notizia è stata data in queste ore dal famoso hacker Mathieulh attraverso le pagine del proprio profilo Twitter ufficiale e, contemporaneamente, da un altro pirata conosciuto nell’ambiente con l’eloquente pseudonimo di Darkhacker: se il primo afferma di aver scoperto un bug nel codice del nuovo firmware della console e di poterlo sfruttare per installare programmi homebrew, il secondo va ben oltre e si dice certo di aver trovato un modo per creare un modchip in grado di accedere alla memoria di sistema tramite una falla di sicurezza della CPU che, in quanto tale, non può essere in alcun modo patchata dalla casa madre tramite aggiornamenti software.
La guerra tra gli hacker e Sony, quindi, sta per vivere una nuova e ancor più spietata stagione di battaglie: rimaniamo in attesa di avere ulteriori aggiornamenti da fornirvi al riguardo, sperando magari che i colpi d’artiglieria provenienti dall’una o dall’altra fazione non colpiscano ingiustamente i videogiocatori onesti (ogni riferimento a firmware assassini, odiosi programmi sblocca-Trofei e lobby multiplayer “drogate” è puramente casuale).
Sono passate davvero pochissime ore dalla commercializzazione giapponese del Nintendo 3DS ed ecco spuntare un filmato su YouTube che, sorprendentemente, dimostrerebbe il funzionamento di una famigerata scheda R4, la stessa utilizzata fino ad oggi dai pirati per far partire programmi homebrew e backup di giochi su DS.
Coniughiamo volutamente il verbo al condizionale poichè il filmato in questione non è stato “reclamato” da alcun hacker della scena e, quindi, potrebbe trattarsi semplicemente di un falso riuscito a guadagnare la ribalta mediatica internazionale proprio in virtù della sua misteriosa pubblicazione in Rete nelle concitate ore dell’uscita nipponica del gioiello portatile della grande N: i dubbi aumentano se consideriamo che lo stesso presidente di Nintendo, Satoru Iwata, nel giugno dello scorso anno ebbe a dire che per il 3DS sarebbero stati ideati dei rocciosi sistemi di sicurezza e protezione anticopia.
Vi lasciamo perciò al video di cui sopra , rimaniamo in attesa di sapere da Iwata san se tutto ciò possa corrispondere al vero e vi ricordiamo che il Nintendo 3DS sarà disponibile in Europa a partire dal 25 marzo.
Regalandoci colpi di scena degni di Lost, la telenovela cominciata a metà dicembre con la scoperta delle private keys di PlayStation 3 prosegue quest’oggi con una notizia che, se venisse confermata, aprirebbe un nuovo fronte di battaglia tra Sony e gli hacker disposti a tutto pur di ridare agli utenti la possibilità di installare sistemi operativi open source e programmi homebrew (per non parlare della pirateria): i gestori del sito di modding francese PS3Gen hanno infatti aperto uno degli ultimi modelli di Slim e, con loro somma sorpresa, si sono accorti che monta una scheda madre completamente diversa da quella dei modelli precedenti.
Nonostante queste PS3 Slim continuino ad essere perfettamente piratabili, i vari chip sono stati riallocati per lasciare un misterioso spazio vuoto sul wafer della scheda madre: tutto ciò, quindi, lascia presagire degli interventi futuri atti a bloccare via hardware la possibilità di accesso alle risorse di sistema della console, o comunque ad obbligare gli hacker a smontare il guscio di plastica esterno per lavorare chirurgicamente sui componenti interni (un po’ come accade ai pirati su X360 e, limitatamente, su Wii).
Il filmato che campeggia ad inizio articolo, realizzato dagli stessi curatori del sito underground transalpino che ha fatto questa scoperta, evidenzia i netti cambiamenti apportati alla scheda madre dei nuovi modelli di PlayStation 3 da 250 e 320 GB rispetto a quella equipaggiata dalle Slim precedenti: solo il tempo, e una buona dose di bucanieri bannati dal PSN, ci dirà se tutto ciò sarà utilizzato da Sony per difendere la sua creatura dall’assalto dei pirati.

Secondo quanto riportato da Destructoid, un hack nuovo di zecca permetterebbe ai pirati su PlayStation 3 di auto-sbannarsi dal PSN.
Come saprete, da due giorni Sony ha infatti cominciato a bannare dal PlayStation Network gli utenti sorpresi ad utilizzare copie pirata dei giochi. Considerata la gravità della falla di sicurezza nella console, noi ci eravamo subito dichiarati scettici sulla potenziale efficacia di questo sistema. E come volevasi dimostrare, questo ha retto solo per poche ore: sembra che si possa togliere il ban sia alla propria console che a quelle di terzi, a patto di avere il numero di ID unico della PS3 da sbannare.
A questo punto ci chiediamo se, come hanno già sostenuto illustri esponenti dell’industria, Sony sia veramente impotente davanti al problema, e debba rassegnarsi a un continuo “botta e risposta” che di volta in volta può al massimo rallentare le azioni dei pirati, senza mai vanificarle.