
La voce di corridoio circolata nelle ultime ore grazie a The Verge è sicuramente di quelle che se confermate fanno il cosiddetto botto. Si parla infatti di una console prodotta da Valve, in realtà già a lungo oggetto di speculazioni ma mai come ora in grado di apparire una possibilità più che concreta. La diffusione della piattaforma Steam del resto sta toccando vette sempre più alte, permettendo allo store online di diventare uno dei canali di distribuzione preferiti per il mercato PC.
Non a caso si parla di Steam, perché nella propria console Valve sarebbe intenzionata a mettere al centro proprio la sua piattaforma online, in modo molto simile a quanto fatto da Google con Android sul mercato dei dispositivi mobili: senza produrre cioè direttamente la nuova “Steam Box”, ma lasciando che siano partner esterni a farlo basandosi sulle specifiche offerte da Valve e naturalmente sul software di sistema prodotto da Gabe Newell e dai suoi.
A gettare ulteriore carne sul fuoco, è la recente voce di corridoio riguardante il modello Alienware X51, disegnato a quanto pare per essere una specie di prototipo della nuova console basata su Steam. Ulteriori notizie sarebbero arrivate dal CES di gennaio, dove da alcune riunioni private sarebbero emersi alcuni dettagli sulla configurazione di base per lo Steam Box: CPU Core i7, 8GB di RAM e una scheda video targata NVIDIA. Configurazione naturalmente in grado di far girare i titoli disponibili per PC, facendo venire letteralmente i brividi agli altri rivali, Electronic Arts con il suo Origin in testa.
Una presentazione di Steam Box potrebbe arrivare addirittura dall’ormai imminente GDC di San Francisco, anche se Valve potrebbe decidere di aspettare il più ampio palcoscenico offerto dall’E3 a giugno. Staremo a vedere.

La frustrazione dei videogiocatori costretti ad aspettare tempi enormi tra un episodio e l’altro dei loro giochi preferiti si esprime in tanti modi, anche creativi.
E’ il caso di Daniel Ritthamondh, un artista tedesco che per ingannare il tempo indefinito che ci separa dal prossimo Half-Life 3 ha deciso di costruire una lampada da casa con le forme del Barnacle, il fastidioso mostro da soffitto della serie.
Il risultato è una scultura piuttosto fedele all’originale. Date un’occhiata anche ai suoi altri lavori, veramente ben fatti.

Non sono passate molte ore dall’apparizione del nuovo look di Gabe Newell che già si vedono le prime reazioni dei fan. Come questo bellissimo fan art realizzato dall’utente G-e-e-r-s di DeviantArt, che ritrae il popolare boss di Valve nei panni, anzi nella tuta HEV di Gordon Freeman in una versione per taglie forti (con e senza barba).
Che questa barba sia un indizio non rassicurante sui tempi di sviluppo che necessiterà ancora Half Life 3? Speriamo solo di non invecchiare troppo nel frattempo.
Esattamente due giorni fa, su Steam è approdato uno dei titoli più interessanti dell’intero panorama indipendente. Il titolo è Dear Esther e quello che trovate in apertura altro non è che il trailer con cui ci viene presentato il gioco finale. Ma di che si tratta? Anche questo è presto detto.
Dear Esther nasce come mod di Half-Life 2 e, non a caso, utilizza lo stesso, storico motore grafico, ossia il Source. Da lì a divenire un titolo a sé il passo è stato breve, seppur non immediato. La descrizione è quella di un avventura grafica in prima persona, dove l’unica cosa che bisogna fare è girovagare per la poetica ambientazione, mentre una voce fuori campo rievoca certi momenti passati con la sua amata.
Al prezzo di 6,99 euro (e solo su PC) potete portarvi a casa un titolo dall’indiscutibile particolarità, totalmente incentrato sulla narrazione, che di fatto guida l’intera esperienza. Aspetto altrettanto interessante è che ogni partita fa storia a sé, rendendo unica quella che stiamo vivendo in quel momento. Non bastasse quanto appena evidenziato, i dati relativi alle vendite sono già più che incoraggianti. Ma date un occhio al trailer. Poi ci direte.

Tactical Intervention è un FPS free-to-play online per PC attualmente in lavorazione presso gli studi di Seoul di FIX Korea, sotto la direzione di Minh “Gooseman” Le. Un nome che può non dire molto ma che risulta essere uno dei co-creatori di Counter-Strike, un classico assoluto del genere. Il gioco passerà in una fase di beta chiusa a partire da marzo a cui ci si potrà accedere iscrivendosi al network di OGPlanet — che distribuirà online il gioco finale sul mercato occidentale in primavera — e compilando un breve questionario sulla pagina ufficiale.
Le immagini di gioco rilasciate finora non sono esattamente la fine del mondo. Il motore grafico appare inferiore anche al vetusto Source, usato dal suo diretto antagonista Counter-Strike: Global Offence, che Valve dovrebbe pubblicare nei prossimi mesi.
Grafica a parte, Tactical Intervention potrebbe rivelarsi un passatempo divertente (e gratuito) se le meccaniche di gioco saranno ben calibrate e sopratutto se sarà capace di offrire qualcosa in più rispetto agli altri titoli analoghi. Se volete dare un’occhiata al gioco seguite l’articolo dopo la pausa per un trailer e per il resto della galleria di immagini.

Blizzard dà vita a Warcraft III. Alcuni modder realizzano il primo DOTA (Defence of the Ancients) basandosi sul gioco strategico. Valve assume uno dei modder e inizia a lavorare a DOTA 2. In tutto questo, di chi è il marchio DOTA? La prevedibile diatriba è arrivata nelle aule di tribunale, dove Blizzard e Valve stanno attualmente tentando di far valere le loro ragioni in merito.
In particolare, le due aziende sono state chiamate in tempi recenti dall’ufficio brevetti americano, per tentare di fare luce sulla delicata vicenda, al centro della quale naturalmente c’è la pubblicazione di DOTA 2 attesa per il 2012 da parte di Valve, così come prevede Blizzard per Blizzard DOTA, sua seconda versione del mod sviluppato nel 2003. La guerra si è accesa definitivamente quando Valve ha provato a registrare il marchio DOTA, ed ecco la tesi di Blizzard sull’argomento:
“Tentando di registrare il marchio DOTA, Valve sembra volersi appropriare dei più di sette anni spesi da Blizzard nel marchio DOTA e nel suo gioco Warcraft III. Valve non ha diritto di ottenere la registrazione che richiede.
Assegnando tale registrazione, non si danneggerebbe solo Blizzard, ma anche le legioni di fan di Blizzard che hanno lavorato per anni con Blizzard sui suoi prodotti, includendo la falsa credenza che i prodotti Valve siano affiliati, sponsorizzati e incoraggiati da Blizzard e collegati in qualche modo a Warcraft III”
Il centro della tesi del team creatore di Warcraft sarebbe relativo al fatto che il DOTA originale richiedeva Warcraft III per essere giocato, e che quindi il proprio diritto a registrare il marchio sia superiore a quello di Valve.
Via | CVG
Chi non conosce Counter-Strike? Il celebre FPS di Valve nato come modificazione di Half-Life ora approda anche su Android grazie alla conversione di un team di utenti di xda-developers. Le versioni attuali già permettono di giocare online e al momento i server dovrebbero ospitare un migliaio di giocatori. Il gioco è completamente free-to-play ed è disponibile in diverse versioni specifiche per i vari system-on-chip (SoC) dei dispositivi su cui lo fate girare.
I client sono in continua evoluzione, quindi tenete d’occhio questa pagina su xda-developers per i link alle versioni più recenti. Esiste anche una versione giocabile da browser a questo indirizzo.
Ricordiamo inoltre che un nuovo Counter-Strike è attualmente in lavorazione presso Valve e Hidden Path Entertainment (gli stessi di CS: Source). Il titolo si chiamerà Counter-Strike: Offensive, è atteso per PlayStation 3, Xbox 360 e naturalmente PC. Date un’occhiata alle immagini e ai video della prima beta se ve le siete perse.

Guardate bene la foto qui sopra: cosa vedete? Il boss di Valve, Gabe Newell, sicuramente: vista la mole difficile non vederlo. È impossibile non notare anche i due coltelli che ha in mano con aria “minacciosa”. Ma basta così? Certo che no: guardate bene il monitor alle sue spalle. Half-Life 3.
Prendetela come conferma ufficiale, scherzo o quello che volete: secondo me a breve ne sentiremo parlare nuovamente.
Aggiornamento: la trollata di Gabe Newell su Half-Life 3 sarebbe in realtà la trollata di qualcun altro. Cioè un fake almeno per quanto riguarda il logo del nuovo gioco sullo sfondo.
Via | Kotaku.com
Avete amato alla follia Portal 2? Allora stamattina vi mostriamo un video che vi lascerà a bocca aperta. Il filmato in questione riguarda il piccolo Vector Farr, o più precisamente la sua camera da letto.
Come potete vedere dal filmato qui sopra, infatti, il padre di questo fortunato bambino ha realizzato una camera basata interamente sul popolare gioco Valve.
Tra companion cube, telecamere di sicurezza, tappetini a forma di pulsanti con cui interagire e un intero bagno basato sullo stesso tema, Vector Farr imparerà di certo la lezione fondamentale: the cake is a lie!

Le ultime dichiarazioni di Ubisoft (poi rettificate) legate ad I Am Alive, ma soprattutto alla pirateria sul mercato PC, sembrano aver sollevato un nuovo dibattito all’interno dell’industria videoludica, al quale ha partecipato anche il boss di Valve Gabe Newell. Ecco le sue parole ai microfoni di TCS Online:
“Crediamo ci siano dei pregiudizi sulla pirateria. Essa è quasi sempre un problema di servizio e non di prezzo. Per esempio, se un pirata offre un prodotto ovunque nel mondo, per 24 ore per 7 giorni, comprabile a proprio piacimento dal proprio PC, mentre il distributore legale dice che il prodotto ha blocco regionale, arriverà nella tua nazione tre mesi dopo essere uscito negli USA e può essere comprato solo in un negozio tradizionale, allora il servizio del pirata ha più valore. Molte soluzioni DRM diminuiscono il valore del prodotto, restringendo le possibilità d’uso di un cliente o creando incertezza.
Il nostro obiettivo è creare un servizio che abbia più valore di quello dei pirati, ed abbiamo avuto abbastanza successo fino ad arrivare al punto in cui la pirateria non è un problema per la nostra società. Per esempio, prima di entrare nel mercato russo, ci dissero che era una perdita di tempo perché tutti avrebbero piratato i nostri prodotti. La Russia sta ora per diventare il nostro mercato più grande in Europa.”
Anche se la “teoria della Russia” di Newell è cosa già nota, così come la posizione di Valve in merito alla pirateria, non può che far piacere leggere ancora una volta parole del genere da parte di un personaggio importante come Gabe Newell, che dimostra così di avere a cuore una questione da troppi altri soggetti affrontata con estrema superficialità.
Via | Slashdot