Come sicuramente i fan di World of Warcraft già sapranno, la patch 4.3 intitolata Hour of Twilight è in arrivo proprio oggi negli Stati Uniti, per poi approdare presto anche in Europa offrendo così a tutti i giocatori del MMORPG targato Blizzard nuovi contenuti da esplorare.
Al centro del nuovo aggiornamento troviamo ovviamente anche Hour of Twilight, nuovo dungeon che dà il nome alla patch stessa: attraverso Facebook, il team di sviluppo ci offre anche la possibilità di dare un’occhiata al trailer ufficiale di lancio, pubblicato proprio in queste ore per celebrare l’arrivo della patch 4.3 di World of Warcraft: Cataclysm. Buona visione.
La nuova pubblicità di World of Warcraft è sicuramente destinata a diventare un vero e proprio cult, sia tra i milioni di fan del gioco di ruolo online targato Blizzard, sia tra gli amanti di Chuck Norris ma soprattutto degli ormai leggendari facts che da tempo fanno divertire il web decantando le gesta dell’attore originario dell’Oklahoma.
È infatti un mix tra le due cose sopra citate il video che vedete qui sopra, contenente il nuovo spot TV in formato classico (della durata di 30 secondi) di World of Warcraft: lungi da me l’anticiparvi qualsiasi cosa ne faccia parte, anche perché potrei ritrovarmi Chuck Norris alla porta e non sarebbe affatto bello. Guardatelo e basta, che farsi una risata fa sempre bene.
Via | Kotaku

World of Warcraft è e resta il gioco (di ruolo e non) online più impressionante sulla faccia della Terra in termini di numeri: è un dato di fatto, così come lo è la considerazione che probabilmente il titolo Blizzard non morirà mai, anche alla luce del fatto che come ci suggerisce Kotaku c’è ancora in giro chi gioca a Everquest.
Ma una notizia del genere può essere sicuramente rilevante per valutare il trend di questo gioco uscito nel 2004, e in grado di sfondare la barriera dei 10 milioni di giocatori con una crescita fino a qualche tempo fa apparentemente inarrestabile. Eppure, per Blizzard è arrivato il momento di fare i conti con una flessione, visto che World of Warcraft ha perso il 10% dei suoi giocatori, passando per la precisione da 11,4 milioni a 10,3 milioni.
Numeri ancora in grado di “far girare la testa”, ma sicuramente interessanti nell’ottica dell’arrivo sul mercato di Star Wars: The Old Republic, prossimo concorrente di WoW che potrà contare sull’esperienza di BioWare come sviluppatore e sul marchio Star Wars per attirare il grande pubblico.
Sapete quel giorno che sognavate da piccoli? Quello in cui voi e i vostri amici avreste intrapreso una battaglia contro il dragone del male? Bene, questi ragazzi fanno qualcosa del genere. Ogni notte.
Così si apre la pagina che descrive The Raid, progetto messo su da uno sparuto gruppo di ragazzi e che si focalizza sull’universo di World of Warcraft. Ce ne danno notizia i nostri cugini di Cineblog, attraverso le cui pagine si parla di questo interessante documentario inerente a questo strano mondo, sulla bocca di tanti ma evidentemente così poco conosciuto.
Ed è questa l’intenzione che si prefigge The Raid: mostrare alla gente cosa significhi far parte di un gruppo che si dedica assiduamente al più famoso dei MMORPG, senza però rimanere entro i confini del gaming. Il documentario, infatti, spazia anche oltre lo schermo, parlando di tutto ciò che orbita attorno a questa attività, tra persone, mercato, cultura e quant’altro. O almeno, così ci viene descritto sulle pagine del sito ufficiale.
Un lavoro svolto, a quanto pare, da videogiocatori a vantaggio di chiunque intendesse sbirciare all’interno di questa variopinta scatola, al fine di fare chiarezza su un settore così criticato e spesso frainteso. Non mancheranno interventi anche da parte di esperti riguardo agli effetti del gioco online sul singolo. Insomma, vale la pena vedere come evolverà la cosa.
L’attesa che si cela dietro a ogni titolo Blizzard è diventata ormai parte integrante dell’industria videoludica. E visti i progetti attualmente in corso presso il team di sviluppo, è possibile moltiplicare tale attesa per n volte, dove n è in questo caso uguale a sei. Dal COO di Activision Blizzard, Thomas Tippl, ci arriva infatti la notizia secondo la quale Blizzard ha in programma la pubblicazione di sei progetti entro il 2014, descrivendo per nostra fortuna anche di cosa si tratti.
Dalla Citi 2011 Technology Conference, Tippl ha annunciato che i sei progetti includeranno i due episodi rimanenti di StarCraft 2, Diablo III e ben due espansioni per World of Warcraft, a dimostrazione che i piani di Blizzard per il gioco di ruolo online sono ancora ben lontani dall’essere finiti.
Chissà se a questo punto anche la più volte citata versione console di Diablo III sarà inclusa all’interno delle sei uscite, o ci sarà nel caso ancora da aspettare per vedere il gioco varcare i confini del PC. Trattandosi di date d’uscita comunque, con Blizzard non c’è mai nulla di veramente certo.
Via | Shacknews.com
Avete mai guardato Modern Warfare 2, ma soprattutto World of Warcraft, come due giochi “di cultura della morte”? La risposta sarà probabilmente no, ma c’è qualcuno che non la pensa così: metti che l’autore di una strage come Anders Behring Breivik indichi nel suo manifesto tra le varie cose anche questi titoli e il gioco è fatto, soprattutto quando si parla di vecchie conoscenze di queste pagine come Klaus Davi, noto per il suo attacco congiunto con Carlo Giovanardi e Carlo Casini contro The Sims.
A essere tirata nel mezzo da Davi è stavolta l’Onorevole Paola Binetti dell’UDC, che per fortuna mantiene un basso profilo parlando di differenza tra realtà e finzione, auspicando allo stesso tempo un maggior livello di controllo sui prodotti videoludici destinati ai minori. Tutto questo mentre l’intervistatore continua a incalzarla, cercando di strappare qualche dichiarazione eclatante e continuando a parlare con assurdità di giochi violenti, ignorando completamente il sistema PEGI: basterebbe semplicemente far rispettare a dovere quest’ultimo senza necessità di andare a scomodare la “cultura della morte” per risolvere il problema della vendita di titoli vietati ai minori.
Che anche il buon Klaus ambisca a un posto al TG1 per fare un certo tipo di servizi?

Anche World of Warcraft abbraccia la formula del free-to-play, o almeno lo fa solo in parte, visto che si tratta di poter arrivare fino al livello 20 del gioco senza pagare, diversamente da quanto era possibile finora nella versione di prova del gioco di ruolo online, limitata a un determinato lasso di tempo.
I giocatori intenzionati ad avvicinarsi al mondo di Azeroth hanno ora la possibilità di godersi i primi 20 livelli del gioco, per quanti personaggi vogliono, in libertà senza dover sborsare un solo centesimo, con alcune limitazioni: tra di esse l’impossibilità di fondare gilde e prendere parte a quelle già esistenti, auction house vietata e quantitativo di gold (la moneta del gioco) limitato a 10. Un prezzo tutto sommato adeguato considerando quanto viene ora offerto da Blizzard.
Ma non finisce qui, visto che una volta raggiunto il livello 20, se intenzionati ad acquistare il gioco si potrà comprare la versione base più la prima espansione, Burning Crusade, al prezzo di 14,99€ tramite il negozio online. Con uno Star Wars: The Old Republic in arrivo, ecco le prime contromisure da parte dell’attuale re del genere MMORPG.
Via | PCgamer

È possibile “completare” World of Warcraft, raggiungendo il livello 85 senza uccidere una singola creatura e senza completare (quasi) una singola quest? A quanto pare sì, almeno stando a quanto riportato dal post appena linkato dai forum americani Blizzard, dedicato all’esperimento di Everbloom, arrivato per l’appunto ad avanzare per tutti i livelli del famosissimo MMORPG in un modo decisamente non convenzionale.
Anche le statistiche del personaggio sembrano confermare quanto riportato: l’esperienza è stata accumulata esplorando ogni singolo luogo dei territori di World of Warcraft, passando anche per quelli più remoti da pochi altri visitati. L’uso di alcune delle professioni messe a disposizione dal gioco ha poi fatto il resto, permettendo al giocatore che si cela dietro Everbloom di avere un’esperienza di gioco che consiglia anche a tutti gli altri giocatori.
Piccola curiosità: la “macchia” all’impresa di Everbloom è rappresentata da una quest che le statistiche del personaggio riportano come completata. In realtà si tratta del “Invitation to the Argent Tournament”, completata automaticamente aprendo una singola lettera all’interno della mailbox del gioco: il giocatore ha già chiesto a Blizzard di rimuovere la quest, anche se finora senza successo.
Via | Kotaku

Nonostante abbia in cantiere il nuovo MMO Titan, Blizzard è preoccupata che Diablo III possa “cannibalizzare” i giocatori di World Of Warcraft. A confessarlo sulle pagine di Gamasutra è Frank Pearce:
«Titan potrebbe portare via giocatori a WoW? È difficile da dire. Credo che più a breve termine la preoccupazione è vedere se ci sarà una cannibalizzazione di giocatori di WoW da parte di Diablo III, perché è un tipo di esperienza simile. Non esattamente identica, ma è quella sensazione di RPG»
Poi aggiunge:
«Credo che per noi sia molto importante capire che prima o poi è possibile che qualcuno riesca a cannibalizzare i giocatori di World of Warcraft. Quindi è meglio che ce li cannibalizziamo da soli piuttosto che lasciarlo fare ad altri, perché se ci cannibalizziamo da soli quelli restano comunque clienti Blizzard»
Non vorranno mica che World of Warcraft duri per sempre? Titan, il nuovo MMORPG di Blizzard, dovrebbe vedere la luce a fine 2013. Diablo III non ha ancora una data di uscita fissata, ma molto probabilmente non lo vedremo prima del 2012.
World of Warcraft sarà anche come la lista della spesa, ma il modo in cui Blizzard ha risposto con stile al paragone di Electronic Arts l’altro giorno merita sicuramente di essere sottolineato. È stato il boss del team creatore di WoW, Frank Pearce, il primo a esprimersi in merito:
“[The Old Republic] è un gioco che ha l’opportunità di far crescere il mercato degli MMO se fatto bene, ed è quindi importante per l’intera industria, non solo per EA.”
Seguono poi anche le parole del CEO di Blizzard, Mike Morhaime:
“È sicuramente un grande marchio e BioWare un grande sviluppatore. Ne abbiamo parlato internamente e dal nostro punto di vista, speriamo che creino un gioco divertente perché porteranno molti nuovi giocatori all’interno del genere MMO, e l’idea che questi si faranno di questi tipi di giochi sarà determinata proprio dall’esperienza con The Old Republic”
Inutile forse rimarcare quel “se fatto bene”: non ci resta che sperare che possa davvero essere così. Ricordiamo infine che Star Wars: The Old Republic arriverà non prima di settembre su PC.
Via | vg247