Molti utenti commettono un errore veramente molto specifico quando utilizzano il proprio telefono, scopriamo quale.
Molte persone ricaricano il telefono sempre allo stesso modo: lo collegano alla corrente prima di dormire e lo staccano la mattina. Otto ore attaccato al caricatore, spesso con la batteria già al 100% da molto tempo.
È un’abitudine diffusa. Ed è anche quella che, nel lungo periodo, consuma più velocemente la batteria.
Il motivo non riguarda il caricatore o il telefono in sé, ma come funzionano le batterie agli ioni di litio, quelle montate praticamente su tutti gli smartphone.
Perché il 100% continuo non è ideale
Le batterie agli ioni di litio lavorano meglio quando non restano troppo a lungo agli estremi della carica. Quando la batteria rimane molto tempo al 100%, la tensione interna è al livello più alto. Questa condizione accelera lentamente il processo di degradazione chimica delle celle.
Durante una ricarica notturna succede quasi sempre la stessa cosa. Il telefono raggiunge il 100%, interrompe la carica, poi scende leggermente al 99% e torna a caricarsi. Questo ciclo minimo può ripetersi molte volte. Sono micro-ricariche continue. Non sono dannose nel breve periodo, ma nel tempo contribuiscono a ridurre la capacità della batteria.

Come evitare di rovinare la batteria del telefono (www.gamesblog.it)
C’è anche un altro fattore. Un dispositivo collegato alla corrente per molte ore produce comunque un po’ di calore. Anche quando è fermo. Il calore è uno degli elementi che accelerano l’usura delle batterie al litio. Il risultato si vede lentamente.
Dopo alcuni mesi o dopo un anno, la batteria può iniziare a perdere capacità reale. Significa che il 100% indicato sullo schermo non corrisponde più alla stessa energia di quando il telefono era nuovo. All’inizio la differenza è minima. Poi diventa più evidente.
Il telefono arriva a sera con meno autonomia rispetto a prima. In alcuni casi la percentuale di carica scende più velocemente, soprattutto durante l’uso di app pesanti o con schermo acceso a lungo.
Molti attribuiscono questa riduzione agli aggiornamenti del sistema o alle applicazioni installate. A volte è vero. Ma una parte dell’usura è legata proprio al modo in cui la batteria viene caricata ogni giorno.
Come ovviare a questo problema: non sempre dipende da noi
Gli studi sulle batterie agli ioni di litio indicano che la fascia di carica più stabile è quella intermedia. In pratica la batteria lavora con meno stress quando resta tra il 20% e l’80% circa. In questo intervallo la tensione interna è più bassa e i processi chimici risultano meno aggressivi per le celle.
Per questo motivo molti tecnici suggeriscono di evitare, quando possibile, due situazioni opposte: scaricare completamente il telefono o mantenerlo per molte ore al 100%. Non sempre è semplice applicare questa regola nella vita quotidiana. La ricarica notturna rimane la soluzione più comoda per molte persone.
Alcuni smartphone cercano di ridurre il problema con funzioni automatiche. Molti modelli recenti utilizzano sistemi di ricarica ottimizzata o adattiva.
Il telefono analizza gli orari di utilizzo e rallenta la ricarica dopo l’80-90%, completandola poco prima che l’utente di solito si svegli. In questo modo il tempo trascorso al 100% si riduce.
Questi sistemi aiutano, ma non eliminano completamente il fenomeno. La batteria continua comunque a subire cicli di carica ogni giorno. Tutte le batterie agli ioni di litio si degradano con il tempo. Anche con un utilizzo corretto. La differenza sta nella velocità con cui succede.
Tenere spesso il telefono collegato alla corrente per molte ore, con la batteria già piena, può accelerare questa perdita di capacità. Non succede in poche settimane. Si manifesta nel corso di mesi o anni di utilizzo.
Per questo alcuni utenti iniziano a notare che lo smartphone, dopo un certo periodo, non riesce più a coprire un’intera giornata con una sola carica.
In molti casi non è un difetto del telefono. È semplicemente il comportamento tipico delle batterie al litio quando restano troppo spesso agli estremi della carica.