Need for Speed: la recensione

Need for Speed arriva anche su PC dopo essere già approdato su console a fine 2015: la nostra prova su strada.
Need for Speed: la recensione
Need for Speed arriva anche su PC dopo essere già approdato su console a fine 2015: la nostra prova su strada.

Come ricordavamo più di due anni fa in occasione della recensione di Need for Speed: Rivals, la serie di guida Need for Speed è tra le più longeve che esistano. Non solo all’interno del proprio genere, ma anche dell’intero mercato, dove il primo capitolo di questo franchise arrivò nel lontano 1994.

Ci perdonerete per aver riciclato l’introduzione, ma il richiamo alle origini di Need for Speed è doveroso in questo caso, visto che dopo essersi concessi un po’ di pausa i ragazzi di Ghost Games sono tornati per dare vita al reboot della serie. Un progetto dalle intenzioni abbastanza chiare, esplicitate dal nome del gioco: dopo ben 21 anni, il gioco è infatti stato intitolato in modo semplice Need for Speed, a simboleggiare l’intenzione di dare vita a una nuova era per questo brand.

L’arrivo dell’ultimo capitolo della serie è in realtà già avvenuto a fine 2015, almeno per i possessori di PlayStation 4 e Xbox One: i giocatori PC hanno invece dovuto aspettare fino a questo mese di marzo, prima di poter sfrecciare anche loro tra le strade di Ventura Bay. Ne abbiamo approfittato anche noi per scoprire che cosa ci hanno riservato questa volta i ragazzi con base a Göteborg.

Cosa ci piace

Trama interessante nel complesso

A una prima occhiata, la trama di Need for Speed non brilla per originalità. Siamo infatti chiamati a vestire i panni del classico sconosciuto, destinato a diventare il re delle gare illegali, facendosi strada a suon di velocità e derapate nell’ambiente delle corse della città che lo ospita. Un’impresa impossibile da realizzare da solo, per la quale il nostro eroe avrà bisogno anche dei giusti contatti: sin da subito, Need for Speed ci fa fare la conoscenza di Spike, uno degli amici che ci accompagneranno per tutta la durata della storia.

Una figura che impareremo a conoscere abbastanza bene, grazie alla doppia funzione prevista dagli sviluppatori per ogni membro della crew di cui entriamo a far parte nella parte introduttiva. I cinque personaggi coi quali abbiamo a che fare definiscono infatti anche le diverse meccaniche del gioco, rappresentando ognuno uno degli stili ai quali fanno capo le missioni che ci troviamo ad affrontare.

Se Spike punta per esempio alla velocità, per vincere con Manu dovremo invece puntare sullo stile, mentre Travis, il capo della crew, ci darà compiti da fuorilegge. Come da tradizione della serie, infatti, anche in questo nuovo Need for Speed non mancano i confronti con la polizia, pronta ad acciuffarci nel caso in cui dovesse notare le nostre attività di corsa illegali.

Tornando alla trama prima di vedere il resto, possiamo dire che Need for Speed ci ha sorpresi positivamente, ed il merito va sicuramente dato agli attori reali che hanno partecipato alla realizzazione dei filmati d’intermezzo. Nonostante come dicevamo non brilli per originalità, la storia raccontata da questo gioco assume valore aggiunto proprio grazie a questi spezzoni, i quali ci spingono a completare le missioni quanto prima per tornare a partecipare un po’ alle vite di Amy, Robyn, e tutti gli altri tra corse sfrenate e incontri al bar.

La velocità è tutto

Come da tradizione della serie Need for Speed, anche in questo nuovo capitolo il senso di velocità domina lo stile di guida che ci viene proposto. Ne viene fuori un titolo dalla spiccata vocazione arcade, come del resto da tradizione di questa serie. L’assenza della minaccia di particolari danni ci permette di sfrecciare a più di 200 chilometri l’ora sulle strade di Ventura Bay, lasciandoci andare a derapate estreme e ad altre evoluzioni spericolate.

Al di là dei compiti specifici relativi alle singole missioni, il gioco incentiva una guida ai limiti del pericolo, premiandoci per la distruzione degli elementi presenti sullo scenario o per eventuali incidenti evitati all’ultimo secondo. Tutti i crediti guadagnati possono naturalmente essere usati nel garage, dove troviamo un’immancabile selezione di automobili ad attrarre le nostre spese, ma anche una serie di potenziamenti per quelle che possediamo già.

Nello stesso garage è inoltre possibile personalizzare ogni vettura seguendo i propri gusti estetici, applicando modifiche alla carrozzeria e adesivi vari. Chiunque voglia cimentarsi nel tuning può infine modificare la configurazione della propria auto, per far sì che incontri lo stile di guida che più si preferisce: da questo punto di vista i fan di quest disciplina avranno pane per i loro denti, trovando tutta una serie di parametri da modificare.

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Su PC meglio che su console

Visto che la versione di Need for Speed da noi provata è quella PC, ci sembra doveroso soffermarci un attimo su quest’ultima. L’attesa aggiuntiva dei giocatori di questa piattaforma è stata ripagata dai ragazzi di Ghost Games con la migliore esperienza possibile per Need for Speed dal punto di vista tecnico, impreziosita anche dal supporto per i principali modelli di volanti presenti sulla piazza.

Per quanto riguarda la grafica, la novità più interessante è rappresentata dai 60 frame al secondo, che danno alla velocità delle automobili tutto un altro livello di rappresentazione. Un lavoro ottimo anche per quanto riguarda l’ottimizzazione del motore, visto che da questa soglia di fps il gioco si schioda solo in rarissime eccezioni. Le automobili sono dettagliate in ogni singolo aspetto, così come le varie zone della città: le missioni ci portano a guidare tra aree urbane e periferiche, mostrandoci in alcuni casi panorami pieni di luce di una bellezza da mozzare il fiato.

La scelta di ambientare completamente Need for Speed nelle ore notturne aggiunge ulteriore suggestione all’esperienza del videogiocatore, soprattutto nelle fasi in cui compare la pioggia e le pozzanghere presenti sull’asfalto riflettono tutti i colori dell’illuminazione cittadina. Questo aspetto in particolare ha un rovescio della medaglia, ma lo vedremo in seguito.

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Cosa non ci piace

Difficoltà piuttosto ridotta

Nonostante da qualche tempo chi vi scrive si sia un po’ allontanato dai giochi di guida, per giocare a Need for Speed non ha comunque incontrato particolari difficoltà: pur trattandosi di un titolo di tipo arcade, è lecito voler affrontare un livello maggiore di sfida. Per questo motivo, possiamo immaginare che a persone che mangiano pane e volanti l’intera esperienza possa sembrare sin troppo semplice, a partire dalle prime missioni – davvero facili da portare a termine – per passare a quelle più avanzate dove fortunatamente inizia a essere richiesto un minimo d’impegno.

Da rivedere anche il modo in cui il motore del gioco gestisce le situazioni di corsa, a causa dell’effetto elastico che affligge anche questa versione PC di Need for Speed. Nonostante sotto questo aspetto sia stato fatto qualche passo in avanti rispetto a quanto visto su console, può capitare ancora di vedere le auto degli avversari controllate della CPU diventare inspiegabilmente dei bolidi quando si trovano dietro di noi. Le stesse diventano poi paragonabili a una Panda quando si trovano invece nelle posizioni sopra la nostra, permettendoci di superarle agilmente quasi come se fossero ferme.

Come dicevamo, i ragazzi di Ghost Games hanno tentato di migliorare un po’ le cose, ma in qualche mese non potevano di certo fare miracoli: la speranza è che nel prossimo episodio di Need for Speed si possa trovare un maggiore equilibrio senza ricorrere a questo tipo di espediente. Anche la polizia non riesce ad aggiungere sfida al gioco: negli inseguimenti è infatti piuttosto semplice riuscire a seminare le volanti.

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Troppo ripetitivo

All’arrivo a Ventura Bay, le cose da fare sembrano davvero tante: cinque diverse tipologie di missioni danno l’idea di poter garantire in Need for Speed quell’alternanza nelle dinamiche che non renda l’esperienza di gioco monotona. Purtroppo, dopo aver affrontato i primi compiti assegnati dai membri della crew, ci si rende conto che questi sono spesso ripetitivi, costringendo il giocatore ad affrontare missioni simili a quelle già completate.

Non aiuta in questo senso neanche la già citata semplicità: obiettivi piuttosto generosi non aggiungono infatti alla singola missione quel livello di mordente che ci costringa a cercare la derapata perfetta. Dopo aver elogiato il comparto tecnico del gioco, dobbiamo dire che la scelta di correre solo di notte si rivela un boomerang per Need for Speed: anche se differenti, le strade percorse sembrano a volte sempre le stesse.

Non a caso, le fasi di guida più entusiasmanti sono quelle che avvengono al momento dell’imbrunire. C’è inoltre da dire che pur offrendo luoghi diversi tra loro come già detto, la mappa non è tra le più grandi che si possano trovare.

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Commento finale

Al netto di qualche difetto, l’operazione reboot di Need for Speed si può di certo dire riuscita. Con un pizzico di sfida e di varietà in più, ne parleremmo però con ben altro entusiasmo, anche se il prodotto finale risulta comunque di buonissimo livello.

Se riuscirete a resistere alla ripetitività delle missioni, percorrere le strade di Ventura Bay vi offrirà delle emozioni che solo la velocità di Need for Speed è in grado di dare, forte di un comparto tecnico che su PC dà il meglio di sé. Ottimo anche dal punto di vista narrativo, anche grazie al doppiaggio completo in lingua italiana delle scene d’intermezzo.

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