Ghost Trick: la recensione

Avete mai giocato almeno un episodio della saga di Phoenix Wright? Se non lo avete fatto vi invitiamo caldamente a correre ai ripari (cosa davvero molto semplice, considerando che il primo capitolo è ormai disponibile di serie anche per i robot da cucina), visto che si tratta di una serie estremamente godibile, caratterizzata da personaggi

Avete mai giocato almeno un episodio della saga di Phoenix Wright? Se non lo avete fatto vi invitiamo caldamente a correre ai ripari (cosa davvero molto semplice, considerando che il primo capitolo è ormai disponibile di serie anche per i robot da cucina), visto che si tratta di una serie estremamente godibile, caratterizzata da personaggi fuori di testa e da dialoghi piacevoli e raffinati.

Dopo qualche anno di pausa il papà della serie si è finalmente rimesso in moto per creare qualcosa di nuovo, un titolo capace di racchiudere tutta la raffinatezza di Phoenix Wright in una dinamica completamente diversa. L’avventura di cui vi vogliamo parlare oggi è Ghost Trick: Detective Fantasma, un’esperienza dove la morte è solo l’inizio.

Le vicende narrate in questa nuova avventura Capcom, infatti, iniziano con la morte del protagonista, e da lì conducono il giocatore in una spirale di violenza soft carica di stile e di umorismo sfrenato. Se siete rimasti incuriositi dall’introduzione, continuate a leggere per scoprire una vera perla per Nintendo DS.

La lotta di un’anima

Come abbiamo già detto, in Ghost Trick tutto inizia con la morte di Sissel, protagonista del gioco, che fin dalla prima sequenza troviamo accasciato a terra in modo scomposto, sulla scena del proprio omicidio. L’anima di Sissel, confusa e affetta da una bizzarra forma di amnesia, ancora scombussolata assiste alla morte di una povera ragazza per mano di un losco figuro armato di un fucile a pompa, ma grazie a un aiuto inaspettato prende coscienza dei propri poteri spirituali.

In sostanza, l’anima di Sissel è in grado di possedere gli oggetti che la circondano per fargli compiere dei piccoli movimenti o, nel caso dei cadaveri ancora freschi, di tornare indietro nel tempo fino a quattro minuti prima del decesso. Proprio grazie a questo potere Sissel riesce a impedire la morte della misteriosa ragazza e, da quel momento in avanti, porta avanti la difficile indagine che lo condurrà alla scoperta, pezzo dopo pezzo, tutti i tasselli che hanno causato la sua morte.

Per far questo il protagonista ha a disposizione un’unica notte, prima che la sua anima si dissolva definitivamente come fumo al vento. Le premesse di Ghost Trick, come potete vedere, sono davvero interessanti, e mettono a disposizione del giocatore una storia piacevole, divertente e attraversata da intrighi folli tutti da scoprire.

Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma

Ghost Trick

Pur potendo tornare indietro nel tempo per assistere ai quattro minuti che precedono la morte delle persone, tuttavia, come può una semplice anima sventare un omicidio? Semplice! Grazie ai propri particolari poteri Sissel è in grado di fare affidamento sui Ghost Trick, piccoli movimenti attivati una volta posseduti alcuni oggetti delle ambientazioni.

In pratica premendo un tasto è possibile passare in un istante dal mondo fisico a quello spirituale, dove Sissel è in grado di vedere il nucleo dei vari oggetti presenti nelle ambientazioni. L’anima del protagonista è in grado di spostarsi da un nucleo all’altro, a patto che questi siano abbastanza vicini tra loro da permettere di raggiungerli agevolmente.

Una volta arrivati all’oggetto di cui si ha bisogno, basta tornare nel mondo fisico e premere il tasto dei Ghost Trick per assistere agli effetti della manovra in questione. Aprendo l’anta di un frigorifero, per esempio, si può raggiungere un oggetto precedentemente troppo distante, oppure facendo suonare una chitarra si può spaventare un sicario in procinto di premere il grilletto.

L’inventiva dei morti

Questi semplici trucchi nella maggior parte dei casi servono solo per muovere un piccolo passo verso la modifica del destino della vittima. Considerando che è possibile riavvolgere il tempo tutte le volte che si desidera, si procede imparando dai propri errori per capire come superare anche le situazioni più complicate.

La qualità degli enigmi proposti dal gioco è piuttosto buona, e grazie al fatto che le stesse ambientazioni vengono visitate più di una volta, la soluzione non è sempre così immediata come si potrebbe pensare. Alcuni oggetti, infatti, possono essere utili in un frangente ma completamente inutili in un’altra occasione, quindi il giocatore deve spremersi le meningi per trovare la strada più agevole verso la salvezza del proprio bersaglio.

La struttura trial and error del gioco potrebbe non piacere a tutti, ma l’ottimo bilanciamento dell’esperienza fatto dai programmatori, unito alla totale assenza di penalizzazioni in caso di fallimento, rende l’esperienza sempre piacevole e mai frustrante.


Animazioni da infarto

Se il gameplay di Ghost Trick colpisce per la propria limpida bellezza, l’aspetto tecnico stupisce ancora di più. Con questa nuova avventura, infatti, i programmatori hanno creato un mondo vibrante e profondamente caratterizzato, con personaggi pieni di stile e ricchi di elementi distintivi che li rendono a dir poco unici.

Ogni singola figura che appare nel gioco, dal semplice poliziotto all’assassino più complesso e sfaccettato, è stata arricchita da elementi profondamente caratterizzanti e, soprattutto, da animazioni a dir poco eccellenti. Per garantire un impatto visivo di primissimo ordine, i programmatori di Ghost Trick hanno fatto affidamento sulla tecnica del rotoscoping, la stessa che tanti anni fa lasciò tutti a bocca aperta con il primo Prince of Persia.

Questo ha permesso la realizzazione di animazioni fluide, complesse ed estremamente differenziate tra di loro, al punto che durante le varie sequenze del gioco vedremo gente ballare, scendere le scale nei modi più assurdi, camminare con uno stile inconfondibile, o attivare misteriosi macchinari con violenti movimenti delle mani. Una vera gioia per gli occhi, quindi.

Dialoghi brillanti

Tutto questo sarebbe stato inutile, comunque, se i dialoghi non fossero stati caratterizzati da altrettanto carisma. Fortunatamente, però, Ghost Trick si rivela eccellente anche sotto questo punto di vista, offrendo linee di testo sempre brillanti e cariche di umorismo.

Ogni singola finestra di dialogo, infatti, non solo trasuda stile tanto quanto le animazioni, ma offre anche utili indizi per la risoluzione degli enigmi, portando il giocatore a trovare improbabili aiuti da parte di ispettori fuori di testa o, perché no, perfino da un cane batuffoloso di nome Missile (davvero geniale).

Commento finale

Giocando a Ghost Trick, quindi, non passerà momento in cui non vi troverete stampato sulla faccia il sorriso ebete che solo pochi giochi riescono a garantire, grazie al cocktail esplosivo a base di stile impeccabile, comicità unica e grande profondità di gioco. Le circa dieci ore di gioco necessarie per portare a termine questa nuova avventura Capcom per Nintendo DS rappresentano un’esperienza unica, che nessun amante delle avventure dovrebbe perdersi.

Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • Animazioni da urlo
  • Gameplay stimolante
  • Dialoghi brillanti
  • Il trial and error potrebbe non piacere a tutti
  • Trama non eccessivamente complessa
  • 10 ore volano via in un attimo

Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma

Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma
Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma
Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma
Le immagini di Ghost Trick: Detective Fantasma

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