Sviluppatore di SWAT, MAG e SOCOM: "Mai più un FPS, siamo pronti a fare di meglio"

"La quantità di soldi a disposizione nel business dello Sparare le Persone in Faccia fa venire le vertigini"

Call of Duty: Black Ops 2

"Non lavorerò mai più ad uno shooter in prima persona, mai più. Punto". Le parole sono di Charles N. Cox, che paradossalmente è un veterano dello sviluppo dei giochi di questo genere. Dopo dieci anni di carriere spesi a lavorare su titoli come SWAT, MAG, SOCOM con l'appoggio di Microsoft, Sony e Sierra, lo sviluppatore dice addio al genere e spiega le motivazioni in un lungo post sul suo blog.

Cox non nega che il genere è una grande opportunità per fare soldi, anzi valanghe di soldi, ma non si preoccupa del fatto che una mossa del genere possa avere effetti negativi sul suo futuro di game developer. "La quantità di soldi a disposizione nel business dello Sparare le Persone in Faccia fa venire le vertigini", scrive.

Non è uno sfogo senza senso, perchè il genere è sì, innegabilmente divertente, ma è anche un grosso buco nero che risucchia tutta la creatività e quell'ispirazione pura che dominava nei primi periodo dell'ascesa del videogaming.

Ma non è solo una questione di ripetitività, è una questione etica e morale che ha a che fare con la violenza inaudita a cui ormai nessuno fa più caso (ma qui, anche l'industria cinematografica ha le sue colpe, possibilmente anche maggiori dell'industria dei videogiochi).

Nel post lo sviluppatore ipotizza una situazione in cui uno sviluppatore è costretto a portare a lavoro la sua figlia piccola per ragioni di tempo, e per "metterla a riparo" dalla violenza messa in mostra sui suoi schermi si trova a mentire alla bambina, dicendole che non è altro che un "gioco di nascondino".

Una situazione che fa paura a Cox, ed è la ragione principale per cui ha creato 4gency, una nuova compagnia su cui avrà il privilegio di decidere su cosa lavorare. "Siamo pronti per fare meglio, e sono pronto a fare la mia parte. Da me non usciranno più FPS".

Via | VG247 | Charlesncox.com

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