Call of Duty: World at War – impressioni dalla beta

Dopo qualche giorno di gioco con la beta Xbox 360 di Call of Duty: World at War, non possiamo che ritenerci abbastanza soddisfatti. Chi aveva paura che i Treyarch avrebbero replicato quanto fatto con Call of Duty 3, senza ombra di dubbio il capitolo più debole dell’intera serie, può stare ben tranquillo: World at War

Dopo qualche giorno di gioco con la beta Xbox 360 di Call of Duty: World at War, non possiamo che ritenerci abbastanza soddisfatti. Chi aveva paura che i Treyarch avrebbero replicato quanto fatto con Call of Duty 3, senza ombra di dubbio il capitolo più debole dell’intera serie, può stare ben tranquillo: World at War butta veramente bene.

Semmai la critica che può essere mossa riguarda proprio la grande somiglianza col suo predecessore (qualche maligno dirà che i Treyarch hanno bisogno di copiare gli Infinity Ward per fare giochi decenti). Ma procediamo per gradi. Continuate a leggere per l’intera anteprima.

DI NUOVO SULLA BRECCIA

I giocatori meno avvezzi ai titoli frenetici potrebbero lamentarsi della nuova impostazione, che predilige un ritmo molto veloce e sincopato. Le nuove mappe, più grandi che in passato e straordinariamente ricche di vie d’accesso e di fuga, non aiutano chi vuole “camperare” ma al tempo stesso non rendono la vita facile nemmeno agli onesti cecchini. Naturalmente l’ambientamento e la conoscenza delle mappe aiutano molto, e fanno migliorare nettamente la situazione.

Il sistema di livelli d’esperienza in stile GDR è piuttosto ben impostato, e permette di acquisire nuove abilità e accessori accumulando punti esperienza o conseguendo particolari obiettivi (ad esempio: uccidere 75 nemici con la stessa arma). Fra le novità più interessanti troviamo ciò che – ci scommettiamo – diventerà un vero e proprio tormentone: i cani.

Uno dei vari bonus ottenibili uccidendo un determinato numero di nemici senza morire (in questo caso 7) sono infatti i migliori amici dell’uomo, che in questo caso diventano il peggiore incubo degli avversari. Una volta rilasciati, i cani corrono in giro per la mappa alla disperata ricerca di qualche nemico da azzannare, e riescono ad abbattere chiunque con solo due morsi. Una tattica molto efficace è seguire i cani e aspettare che distraggano qualcuno: anche se il malcapitato riuscirà ad avere la meglio sulle bestie, nulla potranno fare contro il piombo che arriverà inaspettato. Gli altri bonus sono rimasti gli stessi: con tre uccisioni l’aereo di ricognizione che mostra nel radar la posizione dei nemici, con cinque il bombardamento a tappeto di una zona della mappa.

Uno dei difetti più gravi, e fortunatamente risolvibile senza troppa fatica, è il pessimo sistema di respawn. Soprattutto nel team deathmatch, i respawn fanno rinascere i giocatori nelle posizioni più improbabili e spesso troppo vicino ai nemici, stroncando sul nascere qualsiasi velleità tattica o strategica. E i cani, per quanto divertenti da vedere e da utilizzare, sono veramente troppo resistenti: giocando a Call of Duty: World at War svilupperete una tale paura per i quattro zampe che appena ne vedrete uno nella vita reale rischierete di scappare a gambe levate.

GRAFICA E SONORO

La grafica è molto dettagliata e incredibilmente ricca di particolari: rispetto a Call of Duty 4 sembra ci sia stato un leggero miglioramento, soprattutto nella qualità delle texture (non tutte) e nel ridotto aliasing. Paradossalmente, ciò potrebbe essere un problema per alcuni, poiché la pletora di dettagli contribuisce a rendere l’ambiente un po’ confusionario e a distrarre il giocatore dai nemici. Poco convincenti alcune animazioni, in special modo la corsa dei soldati e i movimenti dei cani: i primi sembrano come “pattinare” sul terreno, i secondi saltano come se fossero manovrati da un burattinaio.

L’audio è generalmente molto buono, ma c’è da fare una netta distinzione fra il normale stereo e quello posizionale (5.1 o superiori). Nel primo caso, infatti, con alcuni sistemi si fa difficoltà a sentire determinati suoni, come ad esempio il rumore delle pallottole che colpiscono oggetti nelle vicinanze. Questo è un grave difetto perché molto spesso non ci si accorge se qualcuno sta sparando sul nostro personaggio finché non è già troppo tardi. Con un sistema posizionale le cose cambiano parecchio, e la provenienza dei suoni nello spazio è resa veramente molto bene: è facile, ad esempio, sentire distintamente da quale direzione arrivano i cani. E fidatevi, vi ritroverete sempre a cercare di capire da dove arrivano i cani.

PER CONCLUDERE

In definitiva crediamo che Call of Duty: World at War abbia le carte in regola per dire la sua anche in un periodo così ricco di uscite come questo autunno 2008. La concorrenza è spietata e le innovazioni non sono poi così straordinarie, ma per quanto è possibile vedere sulla beta, sicuramente c’è da divertirsi. Aspettiamo con ansia la versione finale, prevista per il prossimo novembre su Xbox 360, PS3, Wii e PC.

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