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Prepariamoci all’invasione della pubblicità dentro i giochi

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Giorni di gloria per la pubblicità integrata nei videogiochi, il cui peso sul mercato sta crescendo sempre più. Dalle pagine di GamesIndustry.biz, Bernie Stolar di AdSense for Games rilascia dichiarazioni che lasciano poco spazio alle interpretazioni:

«Stiamo parlando di un modo molto dinamico per far pubblicità. La nostra ricerca indica che sono le persone che guardano la TV sono meno di quelle che giocano. Cosa ci dice questo? Ci dice che c’è un’intero pubblico diverso. Ricordate, l’industria dei videogiochi è nata negli anni ’70. Ora i giochi vengono usati per tutta la vita. Non è più qualcosa dedicato solo ai 15enni, non è più un fenomeno per gente fra i 18 e i 32 anni. L’età media di un giocatore di PlayStation è 29 anni. La situazione demografica è cambiata, e quindi anche le regole sono cambiate».

Con un nuovo pubblico da conquistare, è quindi inevitabile un’avvento di massa su questo metodo di pubblicizzare prodotti, e infatti Stolar continua:

«Entro il 2010 l’80% dei giochi potrebbe contenere pubblicità integrate. Oltre gli sportivi, vedo molto adatti i picchiaduro e i giochi di avventura, come ad esempio Crash Bandicoot».

Fra i primi che hanno deciso di prendere la palla al balzo, oltre a Microsoft, c’è Activision, che dopo aver infarcito Guitar Hero III: Legends of Rock con pubblicità di Red Bull, Axe e Pontiac, ha deciso di riservare lo stesso trattamento anche a Tony Hawk’s Proving Ground, ma promettendo allo stesso tempo di scegliere sponsor adatti al contesto.

C’è poco da fare: i videogiochi stanno ormai creando volumi di affari più massicci della stragrande maggioranza degli altri media, e faremmo meglio ad abituarci a questi nuovi fenomeni pubblicitari. Anche perché non c’è alternativa.

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