Batman: Arkham Asylum - la recensione

Batman: Arkham Asylum - la recensione

Cala la sera, e con essa un buio pesto che copre il brulicare notturno di chi ha scelto quella vita. La vita è quella di chi preferisce le tenebre alla luce, quella di chi pensa inconsciamente di poter coprire tutto lasciandolo semplicemente avvolto dall’oscurità. E’ notte. La follia regna sovrana, in un turbinio di voci sconnesse che aleggia sopra una città che si è arresa, e lo ha fatto per paura, quella paura di chi si sente impotente dinanzi a tanto odio.

Un atavico sconforto che inibisce tutti, che rende vano anche il solo pensiero di un’esistenza non più vissuta in ginocchio. E chi prova ad alzarsi, fosse anche suo malgrado, deve fare i conti con questa incrollabile impotenza. Lui non l’ha scelto, ma è stato scelto. La sua è una chiamata, per di più violenta. Inutile sfuggirle, inutile ignorarla, perché lei ti soffoca e ti impedisce di andare avanti. Vano è ogni tentativo di resisterle, perché la Giustizia, quella con la G maiuscola, non tollera indecisioni e sceglie solo i migliori.

Un uomo insomma, così come ce ne sono tanti. Quello, però, che in mezzo a tanti fa la differenza e per meriti che talvolta non sono nemmeno i suoi. Il codice agisce in lui, e lui non deve far altro che assecondarlo. Questo è ciò che fa un Cavaliere. E poiché questo mondo non è quello della luce bensì delle tenebre, lui non può che essere il Cavaliere Oscuro.

L’UOMO PIPISTRELLO COMBATTE LA FOLLIA

Dopo questa introduzione – se vogliamo – un po’ forzatamente epica, addentriamoci nel complesso scenario che è quello di Batman: Arkham Asylum. Molti cominceranno col domandarsi cosa ci sia di complesso in un contesto in cui pazzi e disadattati di ogni sorta e genere la fanno da padrone. Beh, probabilmente proprio gli ospiti di questo manicomio criminale, ma non solo. Arkham Asylum è la casa di tutti questi loschi individui, l’unica fetta di mondo in cui certa gente si sente davvero a casa. Joker per primo lo ammette, e sceglie proprio questo posto come luogo dove dare inizio a quel diabolico cambiamento votato al caos a cui aspira.

Eppure Batman funge, in un certo qual senso, da complice e profeta. E’ lui che conduce la sua eterna nemesi in quel luogo di perdizione, ed è sempre lui l’unico a dirsi indispettito da così tanta facilità nel portare a termine tale missione. D’altra parte quel pagliaccio sa che solo l’uomo che si cela dietro quella maschera può vagamente intuire le sue mosse, e si burla di questa situazione.

L’Uomo Pipistrello sa, ma non comprende. Per lui nulla è troppo inverosimile, perché con quella realtà ci si confronta da una vita. Ecco perché, una volta entrati ad Arkham, nemmeno la vista del suo nemico immobilizzato può persuaderlo dal dubitare. Non esita quindi ad accompagnare l’insigne ospite sino al luogo di detenzione (o “riabilitazione”, come alcuni pretenderebbero), ma lui stesso non può impedire l’inevitabile.

Joker si libera dalle sue catene, quasi facesse parte di un copione già scritto. Gode alla vista del suo storico e odiato rivale provvisoriamente impossibilitato all’azione. Arkham appartiene al Joker, quella è casa sua e della feccia al suo seguito. Batman gioca fuori casa. Questo è il preludio ad una nottata di terrore che a sua volta non è che l’inizio di un incubo ad occhi aperti, lo stesso che Gotham City e il suo Giustiziere vivono quotidianamente da tempo immemore.


COME GOVERNARE UN CAVALIERE OSCURO?

Data la fase della nostra analisi, più che di governare dovremmo parlare di gestire. Sì perché un personaggio del genere, totalmente immerso in un simile contesto, lascia ampio spazio alla speculazione in termini di giocabilità. Il nostro Vigilante deve saper combattere, ma solo in caso di extrema ratio. Prima ancora deve sapersi muovere nello stesso ambito dei suoi nemici. Questa è la differenza sostanziale: loro hanno scelto l’oscurità senza però conoscerla a fondo e saperla maneggiare, mentre Batman deve sapersi barcamenare tra di essa pur avendo scelto la parte opposta. Come accennato, in tal senso risultano molteplici le opportunità a nostra disposizione.

Il nostro alter-ego virtuale corre, si mimetizza, si arrampica e cerca di sfruttare al meglio l’ambiente circostante. Non tutto ci è permesso, ma le possibilità sono molteplici. Quel che conta è l’approccio. Se è pur vero che in certi frangenti possa sembrarci “limitato” il ventaglio di azioni disponibili, questo si amplia nel momento in cui prendiamo atto delle numerose possibilità che abbiamo per poter ottenere un medesimo risultato. Seppur il gioco talvolta ci suggerisca, esplicitamente o meno, un certo approccio, nessuno ci vieta in più occasioni di agire come meglio crediamo. Arrampicarsi su di un’alta superficie e cogliere di sorpresa il nemico, oppure cercare lo scontro a viso aperto esponendoci a qualche rischio.

Sotto questo aspetto giocano un ruolo fondamentale i gadget a nostra disposizione. Il più noto, per esempio, il Batarang, può allo stesso tempo essere utilizzato come diversivo o come vera e propria arma. Il gel esplosivo pure. Lo stesso dicasi per il gancio, il cui utilizzo principale resta comunque quello di permetterci di raggiungere zone altrimenti inaccessibili. A lungo andare verranno fuori pure nuovi simpatici aggeggi, tutti ugualmente utili e talvolta essenziali. Grazie a uno di questi, giusto per citarne uno, possiamo disattivare esplosivi o campi di energia che fungono da limite d’accesso a certe zone.

Non sottovalutata rimane pure la componente potenziamento. Prodursi nelle svariate combo durante i numerosi scontri in combattimento ci consente di incrementare il nostro punteggio, di cui servirsi in un secondo momento per acquistare dei potenziamenti specifici per il nostro personaggio. Non tutti imprescindibili in verità, ma tra questi non mancano delle simpatiche sorprese volte a facilitarci il compito in talune occassioni.

Ma Batman: Arkham Asylum non sarebbe quel titolo che si propone di essere se non offrisse altri stuzzicanti divertissement per intrattenerci lungo il dipanarsi della trama. Edward Nigma (alias Enigma) è il personaggio scelto a tal fine. I suoi indovinelli e i suoi regalini arricchiscono l’esperienza di gioco, rendendo talvolta secondario un filone principale davvero accattivante. Giusto per voler uscire dalla storia in sé, come non segnalare poi le Sfide, il cui nome dice già tutto. Una modalità, questa, grazie alla quale confrontarsi con sé stessi e con gli altri (tramite il ricorso a delle classifiche online create ad hoc), fino a quando non ci si senta soddisfatti o convinti di aver raggiunto il proprio limite.

Volutamente abbiamo preferito non suddividere l’andamento del gioco nelle classiche e stantie due fasi: di esplorazione e di combattimento. Questo perché queste due dimensioni spesso e volentieri si intrecciano dando vita a svariate sfumature che non si prestano ad una così fugace menzione. Di fatto, Batman: Arkham Asylum è, a suo modo, un titolo “a mondo aperto”, nonostante la sua linearità possa lasciare supporre che si tratti di altro.


GRAFICA E SONORO

Anche i muri sanno oramai che lo stesso motore grafico, potente per quanto possa essere, utilizzato da persone diverse può dar vita a cose pregevoli o cose mediocri al tempo stesso. Il titolo in esame si serve, nel nostro caso, dell’Unreal Engine 3. Questa doverosa premessa è dovuta alla nostra intenzione non di affossare i Rocksteady, bensì l’opposto. Proprio perché il semplice utilizzo di un motore così performante non è garanzia di successo, non possiamo che complimentarci con il lavoro svolto dagli sviluppatori. Il gioco gode di una veste grafica di rilievo, pur non eccellendo in talune componenti.

Qui emergono alcune precisazioni che è giusto approntare. La discriminante principe, infatti, risiede negli effetti generati. Non a caso, se le due versioni disponibili per PS3 e Xbox 360 risultano grossomodo identiche, lo stesso non può dirsi per quella PC in uscita giorno 18 settembre. In quest’ultima gli effetti particellari della luce o del fumo, per esempio, risultano notevolmente superiori alle versioni disponibili per console. In tal senso riveste un ruolo pregnante l’implementazione di PhysX, esclusiva appannaggio della versione PC.

Per il resto il tutto sembra essere di ottima fattura, con i volti dei personaggi principali che toccano gradite vette di eccellenza, e alcuni scenari che mettono in mostra una cura non da poco. Certo è che certe scelte relative agli scagnozzi del Joker e un raggio di azione un po’ esiguo in termini di piena interattività con l’ambiente circostante, costituiscono due piccole note poco felici delle quali è comunque giusto parlare.

Dal punto di vista audio il lavoro svolto è encomiabile. In particolare i reduci delle due ottime pellicole cinematografiche (anche se, ricordiamo, Batman: Arkham Asylum non trae ispirazione da nessuna delle due, ma dal fumetto), rischiano di emettere qualche sospiro di compiacimento in certe fasi. Alcuni motivi che fanno da sfondo, specie in taluni frangenti, contribuiscono alla grande nel ricreare quell’atmosfera giusta, degna del nome che questo gioco porta.


COMMENTO FINALE

Nonostante i numerosi punti toccati in questa nostra analisi, possiamo affermare con discreta tranquillità che Batman: Arkham Asylum “non si riduca a questo”. Un titolo obbiettivamente di ottima fattura, capace di generare del sano divertimento ed intrattenere anche il pubblico più restio a certe tipologie di gioco. Un grado di sfida equilibrato e che va incontro a svariati tipi di videogiocatori. Volendo trovare il pelo nell’uovo, potremmo menzionare una longevità che, ahinoi, si attesta ad una infelice normalità d’oggigiorno: un raggio di ore che va dalle 8 alle 12 – salvo le dovute eccezioni – e che variano da giocatore a giocatore. In ogni caso, non abbastanza.

Tra l’altro, donando il proprio tempo a questo titolo, si ha modo di comprendere meglio quanto accennato poc’anzi. Forte sicuramente di un incipit di tutto rispetto – quale è quello della graphic novel – non poche sono le tematiche che emergono con il dipanarsi della trama. Arkham Asylum è anche uno spaccato introspettivo del nostro Cavaliere Oscuro, che, per riflesso, coinvolge anche noi giocatori. Le sue ansie, le sue paure, sono quelle di noi tutti, e che cambiano solo in base alle esperienze personali. Il titolo gioca molto su questo punto e fa leva su questo affascinante aspetto. La frase dello Spaventapasseri: “Di cosa hai paura?”, riecheggia nelle nostre menti e ci induce a ragionare su quanto ci sia di attuale in uno scenario in cui un presunto “sano di mente” opera all’interno di luogo intriso di follia e disperazione.

Questo e molto altro è Batman: Arkham Asylum, dicevamo. Uno dei titoli sicuramente più interessanti di questo 2009, che non per forza ha destato tanta attenzione a seguito di un rilascio in un periodo considerato “morto”. Bioshock uscì nello stesso periodo di due anni fa, per l’appunto, ma ciò non gli impedì di assurgere quale una delle migliori espressioni di questa generazione. Non siamo ancora in grado di spingerci così in là con Arkham Asylum, ma il fatto stesso di porci il problema riteniamo sia piuttosto indicativo. E sì, il Cavaliere Oscuro è tornato!

Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • Atmosfera azzeccatissima
  • Trama soddisfacente
  • Divertente e appagante
  • Longevità non eccelsa
  • A tratti troppo lineare
  • A quando l’annuncio di un seguito?

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