Sword of the New World – la recensione

In un modo o nell’altro, si è stabilito negli ultimi anni un canone per i MMORPG che pare restio a morire. Per quanto possano esserci delle piccole variazioni da un gioco all’altro, il concetto è abbastanza simile. Sword of the New World, al contrario, è completamente differente. E fidatevi, quando dico differente intendo quasi che



In un modo o nell’altro, si è stabilito negli ultimi anni un canone per i MMORPG che pare restio a morire. Per quanto possano esserci delle piccole variazioni da un gioco all’altro, il concetto è abbastanza simile. Sword of the New World, al contrario, è completamente differente. E fidatevi, quando dico differente intendo quasi che si tratta di tutto un altro genere.



All’apparenza il gioco è abbastanza normale. Ambientato in un mondo fantasy seicentesco in una simil-america ancora coloniale (apparentemente dominata da un impero che ricorda quello spagnolo) SWotNW è il classico gioco online basato sul PvE. Lo scopo principale dei giocatori è andare in giro a uccidere mostri, raccogliere tesori e completare quest con i soliti personaggi dalle classi specializzate (qui però un po’ più duttili del consueto). Se si esclude un art design davvero fuori di melone (in senso buono) e barocchissimo siamo nella normalità.



La prima particolarità del gioco è che al posto di chiederci di creare un personaggio alla creazione di un utente ci viene chiesto di creare il nome di una famiglia (data l’ambientazione – purtroppo sono presi quasi tutti i cognomi famosi di pirati e di personaggi illustri del periodo). Si esplorerà il mondo sempre con 3 personaggi, da controllare singolarmente. Nel gioco è possibile crearne fino a 36 e c’è una certa varietà. Oltre alle classi base, esistono infatti png del gioco ricreabili acquistando le UPC card.
Un team di tre personaggi permette una certa personalizzazione dello stile di gioco e le combinazioni sono praticamente infinite, se si considera anche che ogni singola classe ha varie modalità che mutano radicalmente la funzione. Ad esempio lo Scout passa da curatore a buffer e può perfino entrare in modalità stealth e piazzare trappole!



La seconda meraviglia arriva una volta affrontati i primi mostri. La velocità di respawn dei mob è incredibile. Ricompaiono quasi ogni secondo, e vengono eliminati altrettanto velocemente. In compenso, i propri personaggi sono più autonomi del consueto. Si comportano più come unità di un RTS: attaccano automaticamente quando ci sono nemici nelle vicinanze e gli scout quando sono in modalità di cura usano i propri poteri quando ce n’è bisogno. Ovviamente è possibile controllare i singoli personaggi autonomamente, ma l’azione nel gioco è così furiosa che in molte situazioni c’è pochissimo tempo per agire. Questo è un gioco dove usare le scorciatoie da tastiera è assolutamente fondamentale: nella maggiorparte dei casi, perdere tempo per cliccare sull’icona delle abilità vuol dire renderla inutile. Non è un caso che si tratti di un gioco di provenienza orientale: per tirare fuori il massimo dai propri personaggi sembra fondamentale avere doti di micromanagement classiche dei giocatori professionisti di Starcraft.
Certo si può vivere anche senza questa velocità, ma aspettatevi una volta superati i primi livelli una sopravvivenza faticosa.



A questo si aggiunge una certa osticità dell’interfaccia utente, per niente personalizzabile. A meno che mi sfugga qualcosa, non è possibile ad esempio utilizzare una scorciatoia per fare in modo di fare impugnare una determinata arma a un personaggio. Visto che le varie modalità dipendono dalle armi impugnate, questo vuol dire che ad esempio vi troverete ad aprire di corsa l’inventario per cliccare e trascinare un pugnale per permettere al vostro scout di difendersi!



Il materiale è interessante e la carne al fuoco è davvero tanta, ma SWotNW non è roba per tutti. Ho impressione che c’è chi ci si divertirà davvero tanto, tirerà fuori il massimo dagli aspetti strategici del gioco e riuscirà anche a godersi il PvP. Certo mi sarebbe piaciuto un ritmo più lento, che a mio parere avrebbe permesso di tirare fuori il massimo anche ai giocatori come me che ragionano con calma.
Comunque, per una volta, potete farvi un’idea del gioco senza pagare alcunchè. Sul sito ufficiale è infatti possibile sottoscrivere l’opzione Free2Play, che permette gratuitamente di avanzare fino al ventesimo livello. Considerata la particolarità del gioco vi consiglio di farlo per non avere brutte sorprese.

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