Tanya Jessen (People Can Fly): inizialmente, Bulletstorm era uno sparatutto in terza persona con coperture "alla Gears of War"

Bulletstorm: galleria immagini

I colleghi di The Official Xbox Magazine hanno avuto l'immenso piacere di intervistare la splendida produttrice di Bulletstorm, Tanya Jessen (esatto, la stessa che descriveva a suon di parolacce la sua opera nell'ultimo video-diario di sviluppo). In quest'occasione, gli amici di OXM hanno chiesto alla Jessen di spiegare le origini della prossima proprietà intellettuale targata Epic Games, ottenendo in cambio una risposta davvero interessante:

"Abbiamo sempre saputo fin dall'inizio dei lavori che bisognava creare un ambiente di gioco con un sacco di roba da distruggere, un universo fantascientifico pulsante di vita e capace di offrire sentimenti ed esperienze mai provate fino ad ora in nessun altro titolo. All'inizio, però, la giocabilità di Bulletstorm era completamente diversa da quella che potete osservare oggi.

Tutto era basato su un sistema di coperture: Bulletstorm, col tempo, da sparatutto in terza persona ricco di coperture è diventato uno sparatutto in prima persona con coperture completamente assenti. Il passaggio è stato molto graduale e dolce, abbiamo cambiato idea perchè col tempo ci siamo accorti che i nemici, le mosse da compiere per ucciderli, le interazioni con l'ambiente circostante e le particolari armi che stavamo progettando non offrivano un feeling soddisfacente in terza persona."

Nel ringraziare Tanya Jessen e gli altri ragazzi di People Can Fly per non aver ridotto Bulletstorm a clone di Gears of War, vi lasciamo ricordandovi che il titolo sarà disponibile su PS3, PC ed X360 per il 25 febbraio.

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