Until Dawn e il senso degli sviluppatori per il terrore

Gli sviluppatori di Supermassive Games ci spiegano cosa stanno facendo per far saltare le coronarie agli appassionati di horror su PlayStation 4

La paura, si sa, è soggettiva. Eppure, c'è un filo sottile e invisibile che lega le esperienze di terrore vissute da coloro che assistono a un evento pauroso guardando un film horror o immergendosi in un videogioco che fa dell'angoscia, dei colpi di scena e dello spavento le sue armi più affilate. Con questa consapevolezza, Jez Harris di Supermassive Games ci spiega dalle pagine del PlayStation Blog di star seguendo questo filo per dare forma al progetto di Until Dawn, la nuova avventura horror in esclusiva su PS4 che vedrà Haiden Panettiere e sette ragazzi alla mercé di un serial killer mascherato che si aggira indisturbato per le stanze di una baita isolata dal resto del mondo:

"La nostra intenzione è offrire un film horror giocabile. Vogliamo fare in modo che i giocatori credano di sapere cosa sta per accadere, che si sentano sicuri. Così potremo far accadere qualcosa di inaspettato, mettendoli di fronte a eventi inattesi. [...] Una delle cose che abbiamo capito fin da subito è che lo spavento causato da qualcosa diminuisce nettamente a ogni partita successiva. [...] Noi ovviamente giochiamo un sacco con questo titolo, così ci ritroviamo a chiederci se qualcosa fa veramente paura, magari dimenticando che sei mesi fa ci ha terrorizzato. Per questo conduciamo molti test con degli utenti: facciamo giocare persone che non hanno mai visto il titolo, per essere certi che sia sempre d’impatto.

I nostri tester sono collegati a un sistema che controlla temperatura e livello di umidità dell’epidermide. Noi stiamo lì seduti e osserviamo i dati mentre loro giocano: se vediamo un bel po’ di picchi nei valori, sappiamo che stiamo facendo un buon lavoro. E se questi schemi si ripetono su un numero elevato di soggetti, possiamo essere quasi certi di essere sulla strada giusta. [...] Ce la siamo spassata guardando i filmati dei test condotti con gli utenti. Abbiamo visto persone sedute a giocare sbirciando attraverso le dita della mano, oppure incapaci di guardare la scena sullo schermo o, ancora, fare appello al proprio coraggio. Finora nessuno ha ancora avuto un attacco cardiaco, ma credo che ci siamo avvicinando!"

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Particolarmente interessanti sono poi le dichiarazioni sulle "regole narrative" seguite dal team di sviluppo di Jez per assecondare i desideri degli autori nella speranza di garantire agli utenti un videogioco originale e fuori dagli schemi degli horror su binari:

"Non siamo certo partiti con l’idea di realizzare un gioco che fosse solo una sequenza infinita di spaventi: dopo un po’, questo schema stanca. Per sfruttare al meglio l’elemento horror devono esserci alcune cose facilmente intuibili e altre molto più oscure, altrimenti i giocatori capiscono subito come funziona. Per questo motivo buona parte della storia di Until Dawn trascorre tranquilla, nella certezza che non vi siano pericoli. Magari ci si aspetta qualcosa per cinque minuti, non succede niente, ci si rilassa ed ecco che arriva il colpo di scena. Così è tutto molto più coinvolgente."

Il festival dell'orrore di Until Dawn aprirà ufficialmente i battenti nel corso della prossima estate in esclusiva su PlayStation 4.

via | PlayStation Blog Ufficiale

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