No Man’s Sky: nuove informazioni su longevità, crafting e obiettivi avanzati

Sean Murray di Hello Games rivela ulteriori dettagli sul suo prossimo, attesissimo sandbox fantascientifico per PS4 e PC

Approfittando dell’invito dei colleghi di Eurogamer per riveder la luce del Sole dopo aver passato le ultime settimane a scrivere righe di codice e ad affinare il motore a generazione randomica dei pianeti alieni di No Man’s Sky, il fondatore di Hello Games, il finto timido Sean Murray, alimenta ulteriormente le attese dei fan di avventure sci-fi per il suo ambizioso progetto con una serie di interessanti dichiarazioni sulla longevità del titolo, sulla profondità del sistema di crafting delle risorse e sulla natura degli obiettivi da raggiungere nell’endgame:

“Nelle mie prove, francamente non ho mai provato a viaggiare da un capo all’altro della galassia per scoprire la longevità massima dell’avventura, molto dipende dalle capacità di hyperdrive della propria astronave e senza di quelle, posso dire che ci vuole tantissimo tempo solo per spostarsi da una stella all’altra. Se un giocatore è bravo, sa quello che fa e ha ben chiare le tappe del tragitto che deve compiere, partendo da un pianeta posto al margine esterno della galassia può provare a raggiungere il centro in 100 ore, o giù di lì.”

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Approfondisci – No Man’s Sky: quanti saranno i pianeti alieni con piante e animali?

“Ma riuscire a compiere una simile impresa non significa raggiungere la fine del gioco. Ovviamente non possiamo dirvi cosa accadrà quando riuscirete a esplorare i sistemi stellari del centro galattico, quando sarete lì ci sarà un momento in cui potreste pensare di aver finito l’avventura, ma posso assicurarvi che anche a quel punto avrete delle motivazioni che vi spingeranno a non posare il controller e a proseguire nel vostro viaggio.”

Non meno interessanti sono poi le parole pronunciate da Sean in merito alla profondità del sistema di crafting che utilizzeremo per reperire materiali, risorse, minerali e dati scientifici sulla superficie dei pianeti alieni che visiteremo:

“Una componente fondamentale del gioco è dedicata alle risorse e alle possibilità offerte ai giocatori per ottenerle. Nei filmati che vi abbiamo mostrato fino ad oggi abbiamo avuto la necessità di rendere palese la presenza di queste risorse, ma nel gioco finale tutto sarà immerso nell’ambientazione e bisognerà lavorare d’ingegno per acquisire dati, minerali e oggetti, ad esempio utilizzando degli scanner o degli strumenti che vi aiuteranno a ‘intervenire’ sul terreno, anche se questo aspetto preferisco non pubblicizzarlo più di tanto per evitare che la gente o i giornalisti comincino a trattare No Man’s Sky come una sorta di ‘Minecraft nello spazio’. Per questo, mi limito a dire che il terreno sarà modificabile, certo, ma in modi originali e unici, ad esempio con granate, sfere di plasma e cose simili. Non vogliamo che l’acquisizione delle risorse sia noiosa e venga vista come una sorta di lavoro di routine.”

L’immenso universo di gioco di No Man’s Sky sarà accessibile a tutti gli utenti PlayStation 4 nella seconda metà del 2015 per poi essere ulteriormente esteso agli appassionati di avventure spaziali su PC in un secondo momento, al termine di un rapporto di esclusiva temporale che, con ogni probabilità, legherà l’ultima epopea sci-fi di Hello Games alla console current-gen di Sony per un periodo di tempo che dovrebbe oscillare tra i tre e i sei mesi.

via | Eurogamer.net

Guarda la galleria: No Man’s Sky (07-12-2014)

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