Ono letteralmente strapazzato da Capcom: parola del diretto interessato


In tempo di crisi quella di Yoshinori Ono sarà tutt'al più una storia tra le tante, e nemmeno tra le più impressionanti. Tuttavia, che dire di una compagnia che già in passato si è contraddistinta per casi simili, come quando Keiji Inafune decise di lasciare la compagnia nipponica adducendo a divergenze con la dirigenza, che oramai trattava i propri dipendenti peggio che come operai di fabbrica?

Ma torniamo a Ono. Recentemente il producer è stato ricoverato in ospedale per un collasso. E' lui stesso ad illustrarci le dinamiche della vicenda, che si conclude col diretto interessato quasi soffocare poco dopo essersi svegliato ed essersi recato al bagno. L'aspetto più interessante della vicenda è che Capcom si è immediatamente comportata come se non fosse successo nulla. Ono, di ritorno da una settimana di riposo forzato a casa, ha trovato un biglietto per Roma sulla propria scrivania ad attenderlo.

Non c'è pietà. Tutti nella compagnia dicono: "Ono-san, siamo stati così in pensiero per te". Poi mi danno un programma colmo di cose da fare.

Non entriamo nel merito della questione, ma a quanto pare qualcosa non va in Capcom, è evidente. Ma se una figura del calibro di Ono arriva al punto di chiedere ad Eurogamer di scrivere che "Capcom lo fa lavorare troppo", consigliando caldamente tale espressione come titolo addirittura, qualcosa ci dice che la politica di gestione del lavoro da quelle parti non fa sconti. Colpa della crisi, oppure cosa?

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