Nintendo Wii U vola basso? È ora delle lacrime: “Siamo profondamente responsabili”

Satoru Iwata lo ha ammesso: Nintendo Wii U è stata lanciata in modo sbagliato. Lacrime amare per la compagnia

Nintendo Wii U vola basso, tra i ghigni e le risate malefiche degli avversari, che intanto pensano al colpo di grazia che PlayStation 4 e la nuova Xbox potrebbero infliggerle (ignari, però, del fatto che altri giochi potrebbero, se non cambiare completamente, almeno migliorare questa difficile situazione di stallo). Che la home console abbia deluso le aspettative della compagnia è indiscutibile, così come lo è altrettanto il fatto che la grande N non è riuscita a portare avanti una campagna in grado di conquistare i casual gamer.

Anche se Nintendo Wii aveva dalla sua parte giochi per gli hardcore e IP importantissime (Mario, Zelda e così via), dall’altra a farne il successo è stata proprio la presenza di titoli che hanno conquistato anche i meno esperti (per intenderci, quelli che spendono 99 centesimi per l’ultimo giochino di iOS o Android). Ebbene, sembra che l’attenzione nei confronti di questo target sia venuta a mancare, per motivi diversi: Wii U si confonde con Wii; potrebbe essere percepita come una Wii con un controller diverso; in alcuni casi, si potrebbe persino pensare che il GamePad sia adattabile alla vecchia piattaforma. Non è stato, insomma, un lavoro eccellente.

Il mea culpa di Satoru Iwata: “Siamo responsabili”

Lo ha ammesso proprio Satoru Iwata nell’ultimo incontro con gli investitori:

Ci sono ancora dei fraintendimenti – ha dichiarato –, con alcuni che pensano che Wii U sia semplicemente un Wii con un nuovo controller e altri che considerano il GamePad come una periferica utilizzabile con Wii. Ci sentiamo profondamente responsabili di non aver raggiunto una corretta comunicazione in modo da portare gli utenti a capire precisamente il prodotto“.

Il prodotto è indiscutibilmente interessante: è palese che con GamePad si possa fare molto, ma le variabili negative sono troppe, a partire da un prezzo che è decisamente elevato per un hardware non all’altezza della next gen (che a Nintendo, comunque, non è mai interessata); come non citare, infine, i giochi che lasciano a desiderare e un periodo di lancio sbagliato. Riusciranno a recuperare? La speranza c’è, ma verranno tempi duri. Molto duri.

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