Dark Souls: la difficoltà sarà calibrata meglio rispetto a Demon’s Souls

Non esitiamo a dirlo: la componente che ha reso Demon’s Souls il gioco che è, è senza dubbio da ricercare nell’alto grado di sfida che offre. Questa è stata la discriminante fondamentale per chi l’ha odiato, così come lo è stata per chi lo ha amato. Quel gioco è tosto, c’è poco da fare! Se


Non esitiamo a dirlo: la componente che ha reso Demon’s Souls il gioco che è, è senza dubbio da ricercare nell’alto grado di sfida che offre. Questa è stata la discriminante fondamentale per chi l’ha odiato, così come lo è stata per chi lo ha amato. Quel gioco è tosto, c’è poco da fare! Se accettate la sfida, possibilmente superandola, diventa tra le cose migliori che abbiate giocato negli ultimi anni, diversamente… beh, diversamente solo sconvenienti imprecazioni.

E visto che l’esistenza di Dark Souls è oramai di dominio pubblico, il direttore Hidetaka Miyazaki ha tenuto a precisare quanto segue:

Sì, c’erano parecchie cose che che risultavano troppo difficili. Potrete non crederci ma ci sono cose che sono un po’ troppo “piccanti”, tanto da impedirvi di mangiare (ride), quelle le stiamo evitando. […] Un buon esempio è il livello di abilità, riflessi e controllo, componenti che non vogliamo rendere determinanti ai fini della difficoltà.

Insomma, in qualunque cosa consisterà questa sorta di “revisione”, è certo che l’aspetto ‘difficoltà’ è un tema piuttosto delicato relativamente a questo titolo. La sua non eccelsa accessibilità potrebbe certamente esaltare gli amanti della “sfida ad ogni costo”, ma, di fatto, taglia fuori una cospicua fetta di potenziali fruitori. Come se ne esce? Beh, intanto Miyazaki ha confermato che Dark Souls non è un seguito diretto di Demon’s Souls. Che abbia voluto mettere le mani avanti?

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