Rocksmith: la recensione

Rocksmith: in questa recensione vi sveliamo se Ubisoft è riuscita nel suo intento di creare il primo corso di chitarra interattivo in chiave videoludica.
Rocksmith: la recensione
Rocksmith: in questa recensione vi sveliamo se Ubisoft è riuscita nel suo intento di creare il primo corso di chitarra interattivo in chiave videoludica.

Dopo il boom e la successiva scomparsa dei giochi musicali in stile Guitar Hero e Rock Band, ecco che Ubisoft cerca di alzare l’asticella con Rocksmith, primo prodotto di sempre ad affiancare all’aspetto ludico anche quello didattico: il gioco permette infatti di imparare a suonare una vera chitarra (o un vero basso) non perdendo mai di vista il divertimento.

Sin dal suo annuncio, Rocksmith ha suscitato una grandissima curiosità fra stampa specializzata e videogiocatori. Molti fra questi, conoscendo già i suddetti videogiochi di Harmonix e Activision, guardavano con un certo scetticismo la possibilità che un software del genere potesse realmente aiutare nel così difficile apprendimento delle sei corde.

E sono proprio queste la domande attorno al quale ruota tutto: riuscira questo didattico-musicale a colpire nel segno e permettere agli utenti di imparare divertendosi? È davvero arrivato il momento giusto per chiudere nello sgabuzzino quelle ridicole chitarrine di plastica, e imbracciare uno strumento vero? Seguiteci nel resto della recensione e lo saprete.

SUONARE… PER DAVVERO

A molti mesi di distanza dall’uscita americana, ecco arrivare l’edizione europea di Rocksmith, che troviamo riveduta, corretta e comprensiva di alcuni brani che negli Stati Uniti sono usciti solo come DLC a pagamento. La premessa iniziale da fare è questa: con il solo Rocksmith non imparerete a suonare chitarra o basso. Il prodotto va inteso come uno “stumento aggiuntivo” che può aiutare a sviluppare determinati aspetti della tecnica ma che in nessun modo può sostituire un verso corso di chitarra, tantomeno se fatto con un insegnante in carne e ossa. Un totale principiante che non abbia mai imbracciato una chitarra e volesse utilizzare il solo Rocksmith per apprendere questa magica arte, potrebbe rimanere molto deluso. Avendo chiaro questo concetto, possiamo imbracciare la nostra sei corde e proseguire con la “prova su strada”.

Molti utenti, soprattutto in Nord America, avevano lamentato un’eccessiva lag (ritardo) che impediva la corretta fruizione del gioco. Quando si presenta questo problema, suonando una nota sulla chitarra questa viene riprodotta con qualche frazione di secondo di ritardo: nel migliore dei casi ciò genera un fastidioso eco, e nel peggiore dei casi rende proprio impossibile giocare. Nella mia esperienza il problema non è proprio esistito, e sono riuscito a suonare subito senza nessun genere di ritardo con le impostazioni di default. Per chi non fosse così fortunato c’è un apposito strumento per compensare il ritardo nelle opzioni, nonché alcuni consigli per limitare al massimo la lag via hardware.

Le prime perplessità riguardano i tutorial di base. Visti i propositi di base ci pare sorpendente la mancanza di copertura di alcuni aspetti fondamentali, come ad esempio sulla postura del corpo, la posizione della mano e molte altre cose che dovrebbero essere l’ABC per ogni principiante. Gli argomenti che invece vengono toccati, sono quasi sempre trattati in modo al limite dello sbrigativo, lacunoso e sommario. Ad esempio già il tutorial su come tenere il plettro fra le dita lascia molte perplessità, e potrebbe portare l’alunno virtuale a fissare abitudini non del tutto corrette che sarebbero poi poco facili da cambiare. Inoltre può capitare spesso che grazie alla difficoltà che aumenta dinamicamente in base alle performance del giocatore, spesso ci venga richiesto di suonare con delle tecniche che non sono state ancora nemmeno accennate. Tutto questo rafforza il discorso precedente: Rocksmith non andrebbe utilizzato come un “corso di chitarra interattivo”, ma come uno strumento da affiancare a un corso vero e proprio o a lezioni private, adatto soprattutto a rendere meno tediosa la pratica e ad affinare memoria muscolare e quant’altro.

Rocksmith - galleria recensione
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L’interfaccia di gioco è discretamente chiara, ma richiede comunque un certo tasso di tempo per abituarsi anche per chi ha già dimestichezza con il manico della chitarra. Il problema principale è dato dagli spostamenti su e giù per il manico (ad esempio quando si passa da un tasto molto in alto, come il terzo o il quinto, ad altri verso il dodicesimo o giù di lì), che durante le prime fasi di gioco risultano un po’ confusionari. In ogni caso non si tratta di un problema grave, ma solo di un aspetto che scompare dopo aver preso un po’ di confidenza con l’interfaccia. Il coinvolgimento sotto il solo punto di vista videoludico è naturalmente inferiore a quello offerto da prodotti “ad hoc” come Rock Band, e ciò è dato sia dalla grande quantità di caratteristiche e impreziosimenti che qui non hanno quasi motivo di esistere, sia dalla stessa veste grafica che risulta meno curata, meno coinvolgente e, se vogliamo, parecchio più anonima.

Oltre che la “modalità carriera” sulla falsariga di quanto abbiamo già visto nei giochi musicali, abbiamo anche dei minigiochi che hanno lo scopo di aumentare ancora di più il divertimento e rendere l’apprendimento e la pratica più “indolore” possibile. Parliamo di giochi come una sorta di Duck Hunt o Space Invaders, che facilitano lo sviluppo dell’agilità nelle dita facendo suonare al giocatore le note giuste per “sparare” ai bersagli che si muovono lungo la tastiera virtuale della chitarra.

Dal punto di vista del riconoscimento delle note e delle rispettive tecniche eseguite, Rocksmith ha ancora qualche lacuna, e non sappiamo se il problema potrà essere ovviato tramite aggiornamenti software o risiede proprio nei limiti del cavo Real Tone incluso nella confezione. Se le note singole o tecniche come il vibrato vengono infatti riconosciute sempre, altre come il palm muting vengono spesse “fraintese” dal computer e non riconosciute. Alla lunga questi difetti che oggettivamente non sono enormi, possono però infastidire chi ha già un certo tasso di esperienza e/o vuole riuscire a completare un brano non sbagliando nemmeno una nota.

Un’altra caratteristicha degna di menzione è quella che permette di usare il gioco come un vero e proprio emulatore di vari effetti e amplificatori, che vanno prima sbloccati nella modalità carriera per poi poter essere usati liberamente in una sorta di studio di registrazione virtuale, libero da qualsiasi limite di tempo o restrizione di sorta. La possibilità di ricreare una combinazione virtualmente infinita di sonorità e trovare quelle più adatte al proprio “ego musicale” è molto carina, e sarà soprattutto gradita a chi ha già qualche esperienza musicale.

MULTIPLAYER

Naturalmente anche Rocksmith prevede la modalità multiplayer, dove due giocatori possono imbracciare a piacere lo strumento preferito (chitarra o basso) per suonare insieme uno stesso brano. A differenza di Guitar Hero/Rock Band dove più o meno chiunque può giocare senza avere abilità particolari, è doveroso ricordare che in questo caso entrambi i giocatori dovranno per forza avere un’infarinatura di base per il proprio strumento, e che quindi potrebbe non essere così facile trovare qualcuno per partite multiplayer.

Un altro problema non da poco è quello del cavo Real Tone, necessario per collegare la chitarra a PC o console: chiaramente ne servono due, e nella confezione del gioco ne troviamo incluso solo uno. Dove sta il problema? Nel fatto che il Real Tone non è venduto ufficialmente in Italia, e per comprarlo singolarmente non si può far altro che rivolgersi a venditori stranieri, che siano questi Amazon, qualcuno su Ebay o via dicendo. Non il massimo della comodità. Il prezzo medio di un cavo Real Tone, spedito, è di circa 30€.

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COMMENTO FINALE

Rocksmith non basterà da solo per imparare a suonare la chitarra o il basso: per queste cose non esistono scorciatoie, e c’è bisogno di ore e ore di pratica, possibilmente sotto la guida di un insegnante qualificato. Ma per la sua funzione, Rocksmith è un prodotto estremamente interessante che dovrebbe essere preso in fortissima considerazione da chiunque voglia un mezzo in più per imparare.

Ubisoft ha centrato in pieno l’obiettivo di creare un aiuto didattico che faciliti l’apprendimento ma che al tempo stesso lo condisca con una dose di divertimento non lontana da quella dei giochi musicali classici come Rock Band o Guitar Hero. Questa non era certamente un’impresa facile, e indipendentemente dal successo commerciale del prodotto ci auguriamo che escano nuove versioni aggiornate e perfezionate.

Consigliamo senza riserve l’acquisto di Rocksmith a tutti coloro che vogliano integrare la propria pratica quotidiana con uno strumento piuttosto pratico e divertente. E, perché no, chi non ha mai pensato di imbracciare una chitarra potrebbe trovare gli stimoli giusto proprio grazie a questo “videogioco”, che sarebbe più giusto chiamare, appunto, “software didattico”. A chi invece pensi di imparare a suonare non affiancando altri strumenti didattici a Rocksmith, o a chi voglia un giochetto in stile Rock Band dove qualsiasi profano può divertirsi sin da subito, consigliamo di stare alla larga.

Cosa ci piace
Cosa non ci piace
  • Buono strumento didattico da affiancare a lezioni vere e pratica costante
  • Se preso per quello che realmente è, fa bene il suo lavoro
  • La tanto temuta lag si è rivelata un problema inesistente
  • Un po’ fuorviante: è impossibile, o comunque fortemente sconsigliato, imparare a suonare con il solo Rocksmith
  • Tutorial mancanti e lacunosi che potrebbero confondere il giocatore
  • Marketplace aggiornato di rado e ancora piuttosto povero di contenuti

Rocksmith - galleria recensione
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