Shadow Complex: la recensione

Shadow Complex: la recensione

Che Shadow Complex non fosse destinato ad essere un Xbox Live Arcade qualsiasi lo si era capito fin dalla sua presentazione alla conferenza Microsoft dell’E3 2009, con Cliff Bleszinski in persona a dare l’annuncio.

Il gioco è in realtà una creazione dei Chair Entertainment, software house indipendente acquisita da Epic Games con un tempismo che potremmo definire diabolico. L’interesse di Epic è nato perché alla base di Shadow Complex c’è una filosofia molto simile a quella di Gears of War: riproporre un genere già ben rodato in modo nuovo, con fondamenta solide, qualità indiscutibile e qualche piccolo elemento d’innovazione.

Ed è proprio seguendo questi precetti che è stato sviluppato Shadow Complex, un sapiente miscuglio di gloriosi action-platform a scorrimento laterale e sparatutto con timide componenti stealth, arricchito da una trama avvincente e da una realizzazione tecnica fuori parametro per la sua categoria.

Shadow Complex non passerà inosservato, anzi farà parlare di sé per molto tempo. Se siete curiosi di saperne di più, continuate a leggere la recensione.

LA GENESI

Shadow Complex è basato sul romanzo Empire dello scrittore Orson Scott Card, e la sua sceneggiatura è affidata al fumettista e romanziere Peter David, già noto per aver scritto alcuni racconti su Star Trek. Dopo un breve flash nel futuro il giocatore si trova a vestire i panni di Jason Fleming, un ragazzo di circa trent’anni intento a fare una scampagnata con la sua fidanzata Claire. Jason scopre ben presto che nelle caverne sotto la foresta in cui sta facendo trekking si trova un’enorme base segreta difesa dalle più avanzate tecnologie disponibili al mondo, dove un imprecisato gruppo di terroristi sta fabbricando gli armamenti necessari a scatenare una nuova guerra civile negli Stati Uniti. Inizialmente armato di una semplice torcia elettrica, il nostro improvvisato eroe dovrà prima salvare la sua dolce metà – che immancabilmente viene subito rapita – e poi la sua patria. La storia, non particolarmente originale, viene narrata attraverso numerosi dialoghi e ottime scene d’intermezzo realizzate con la grafica 3D del gioco.


VECCHIA SCUOLA, NUOVI ALUNNI

Le vecchie glorie del passato che riaffiorano alla memoria mentre si gioca sono più di una, ma fra queste sono sicuramente Super Metroid e Castlevania: Symphony of the Night le più ricorrenti. Dal gioiello targato Nintendo vengono palesemente mutuati vari elementi di design, mentre sono gli stessi Chair a citare il capolavoro di Konami come grande fonte di ispirazione. Impossibile però non fare menzione di Another World: lo stile, le sequenze cinematiche e addirittura qualcosa nell’atmosfera scatenano nel giocatore un feeling quasi paragonabile a quello che si provava nel 1991 col gioco dei Delphine Software, benché questo avesse una natura molto meno orientata all’azione e fosse ambientato in un pianeta alieno.

Shadow Complex riporta indietro le lancette ai bei tempi degli 8 e i 16 bit aggiungendo qua e la un tocco di next-gen. Gli spostamenti si compiono rigorosamente sui due assi X e Y, ma quando si tratta di sparare è possibile anche mirare nemici in un altro piano di parallasse, sfruttando di fatto l’ambiente 3D. In alcune circostanze, come ad esempio quando si controlla una torretta, la visuale passa alle spalle del personaggio, a metà fra prima e terza persona.

L’area di gioco che man mano viene sbloccata è completamente ripercorribile: questo significa che in qualsiasi momento e in qualsiasi punto vi si trovi è possibile tornare all’inizio senza particolari problemi. Anzi, in alcune occasioni farlo sarà indispensabile. Una scelta del genere non arriva certo per caso: percorsi alternativi, passaggi segreti e aree nascoste sono praticamente ovunque, e buona parte del divertimento sta proprio nell’aguzzare vista e ingegno per scovarne più possibile.

Come da tradizione le aree segrete custodiscono spesso potenziamenti, piuttosto vari e numerosi. Innanzitutto Jason acquisisce esperienza man mano che uccide nemici, e in puro stile RPG vede aumentare certe abilità come la precisione nella mira o la potenza. Ci sono poi vari tipi di armi con relativi miglioramenti, oggetti che aumentano il numero massimo di granate trasportabili, power-up per aumentare l’energia vitale massima. Senza dimenticare l’armatura, di cui ogni componente che man mano si ottiene garantisce un potere speciale: il pacchetto di propulsione permette di fare salti altissimi, la maschera SCHCA filtra l’ossigeno permettendo a Jason di respirare sott’acqua, e via dicendo. Sarete sorpresi nel vedere come il nostro eroe diventerà una vera e propria macchina da guerra, letale e versatile quanto divertente da controllare.


La torcia d’ordinanza ha invece due funzioni: oltre a quella più ovvia di illuminare l’ambiente è utile anche per scoprire oggetti segreti, che colpiti dal fascio di luce si colorano indicando l’arma necessaria per interagire con essi: le porte o le grate verdi possono essere abbattute con granate, quelle arancioni con le semplici pallottole, quelle rosse con i missili, e così via.

I controlli sono reattivi e puntuali: saltare, aggrapparsi, mirare, strisciare… tutto risulta preciso, e questa precisione contribuisce ad aumentare il divertimento. Il design dei livelli permette in molte occasioni di scegliere se affrontare i combattimenti a viso aperto o aggirare i nemici come novelli Sam Fisher. Oltre alla possibilità di utilizzare oggetti ambientali a proprio favore (cavi elettrici, barili esplosivi, tubi comunicanti) è anche possibile cercare di sorprendere i soldati ostili alle spalle e abbatterli silenziosamente utilizzando tecniche corpo a corpo.

L’unico vero difetto che dobbiamo evidenziare è il livello di difficoltà generale. Nonostante il livello da noi scelto sia stato “Hardcore” (3 di 4) ci è parso che la sfida offerta non sia stata eccezionale. Qualsiasi giocatore mediamente esperto nel genere può sbarazzarsi dei nemici piuttosto facilmente, in special modo da metà avventura in poi, quando Jason comincia ad acquistare poteri di un certo calibro. I cosiddetti “boss di fine livello” non fanno eccezione, e spesso non confermano con i fatti le loro minacciosissime sembianze. Anzi, alcuni di essi possono essere sconfitti con una facilità disarmante.

Alla luce di ciò consigliamo a tutti di cominciare come minimo a livello Hardcore (difficile) per ottenere un’esperienza più longeva e appagante, soprattutto considerato il fatto che Shadow Complex non offre nessun tipo di multiplayer competitivo o cooperativo (peccato!). Dedicando il giusto tempo a esplorare e scoprire i segreti stimiamo che l’avventura possa durare mediamente circa 10-11 ore, sempre a patto che si sia selezionato un livello consono alle proprie abilità.


GRAFICA E SONORO

Shadow Complex sfrutta l’Unreal Engine 3, ma sarebbe ingeneroso fare paragoni con celebri titoli che non nominiamo, il cui budget è come minimo decuplo. Ciò non toglie, però, che nella categoria XBLA la creatura dei Chair si elevi sopra la massa con estrema facilità, sfoggiando una discreta complessità poligonale, texture oneste, buonissime animazioni e un aspetto artistico sicuramente piacevole. Le gradite sorprese continuano anche dal punto di vista sonoro, con effetti e musiche convincenti nonché un doppiaggio italiano ben fatto e molto curato. In definitiva possiamo parlare di una realizzazione tecnica superiore a tantissimi obbrobri che vediamo sugli scaffali dei negozi a 65€.

COMMENTO FINALE

Il direttore generale di Xbox Live Marc Whitten aveva definito Shadow Complex come “uno dei più grandi giochi Live di sempre”, generando una grande attesa fra gli appassionati. Quei proclami non erano affatto esagerati, soprattutto perché Shadow Complex non fa nulla per sembrare un “semplice gioco XBLA”, e in ogni suo singolo aspetto non sfigurerebbe sugli scaffali dei negozi a un prezzo doppio o triplo.

Shadow Complex, la cui unica pecca sostanziale è un livello di difficoltà non entusiasmante, non solo supera, ma letteralmente umilia la quasi totalità dei titoli presenti nelle collane Live Arcade e PSN. E da un certo punto di vista scombina il mercato: da oggi in poi 1200 punti Microsoft potrebbero sembrare un furto per certi giochi, se sottoposti all’ingrato paragone con la piccola perla targata Epic.

Non crediamo che Shadow Complex passerà alla storia come le leggendarie pietre miliari che lo hanno ispirato, ma è di certo un acquisto obbligato per ogni possessore di Xbox 360 sano di mente, nonché uno dei giochi con miglior rapporto qualità/prezzo che si siano mai visti.

Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • Immediato, divertente, profondo
  • Ottimi grafica, sonoro e doppiaggio
  • Mostruoso rapporto qualità/prezzo
  • Livello di sfida non molto elevato
  • IA dei nemici da rivedere
  • Salvataggi non sempre ben posizionati

Shadow Complex - nuove immagini
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