Di tutti i personaggi che abbiamo incontrato nella nostra più che ventennale carriera videoludica, Rico Rodriguez rientra certamente tra gli eroi più scapestrati ed incuranti. In questi lunghi mesi che ci hanno divisi dalla commercializzazione di Just Cause 2 lo abbiamo visto annientare nugoli di avversari utilizzando il suo rampino retrattile come un esperto pescatore di trote, ci siamo sganasciati dalle risate con i suoi mirabolanti e falsissimi sequestri in alta quota di aerei nemici, e ci letteralmente cascata la mascella osservandolo compiere delle evoluzioni con il suo paracadute multiuso così veloci e funamboliche che a un comune mortale, al suo posto, sarebbero saltate di netto gambe e braccia.
Se il primo capitolo della saga targata Avalanche Studios si è limitato ad accompagnare senza clamore i primissimi passi dell’attuale, atipica generazione di console casalinghe, con questo attesissimo seguito i ragazzi della casa di sviluppo svedese cercano così di ritagliarsi uno spazio ancora più ampio nel già ristretto cerchio dei titoli, come Crackdown o inFamous, che permettono all’utente di esplorare degli immensi ambienti di gioco con una libertà di movimento e d’azione volutamente esagerata.
Seguiteci dopo la pausa, allora, per scoprire assieme a noi cosa ha davvero da offrirci Just Cause 2.
Situato fittiziamente nel sud-est asiatico, il paradisiaco arcipelago di Panau fa da cornice a questo nuovo intrigo internazionale che il buon Rico Rodriguez dovrà sventare attraverso le innate gesta atletiche ed acrobatiche che Madre Natura gli ha donato e che lui ha giustamente usato per salvare in passato gli abitanti dell’isola di San Esperito: in questo caso, però, il prode agente della CIA dovrà adattarsi ad un clima tremendamente variabile oltrechè ad un territorio tanto esteso quanto ostile.
Archiviata con successo la pratica Salvador Mendoza, Rico viene così impacchettato e spedito di prepotenza dall’Agenzia a Panau con lo scopo di rintracciare Tom Sheldon, una ex spia americana che, passata dalla parte del nemico, con i finanziamenti del terrorismo internazionale è riuscita ad instaurare una feroce dittatura militare che ha velocemente assunto il controllo delle fragili istituzioni e delle ricchissime risorse naturali dell’arcipelago.
Non potendo attaccare direttamente il governo che prospera grazie a un flusso costante di denaro (dai suoi giacimenti petroliferi), di armi (dai terroristi) e di mercenari (dalle dittature limitrofe), al buon vecchio Rico, quindi, non rimane altro da fare se non prendere contatto con i più importanti gruppi dissidenti locali e persino con i ferocissimi cartelli della droga di Panau con lo scopo dichiarato di organizzare una controffensiva che permetta ai suoi nuovi “amici” di riprendersi il controllo del territorio, e a lui di avvicinare Tom Sheldon quel tanto che basta per piantargli una pallottola in fronte e dichiarare conclusa la missione. In che modo ci riuscirà, però, è una scelta che spetta solo ed esclusivamente a noi.
Terminato con successo il Tutorial iniziale, rappresentato in questo caso dallo spettacolare assalto ad una postazione radar nemica posta in cima ad una montagna innevata, capiamo immediatamente che la caratteristica principale di Just Cause 2 è la Libertà, scritta volutamente in maiuscolo per accentuarne il senso in relazione all’esperienza videoludica che Avalanche Studios ha voluto confezionare per noi.
Dalla baita in cui i nostri colleghi della CIA ci lasceranno dopo aver devastato la base montana, infatti, potremo raggiungere qualsiasi punto dell’arcipelago senza alcuna limitazione di sorta, ed è solo qui che scopriamo finalmente quanto immenso possa essere il territorio esplorabile, con isole tropicali, subcontinenti dalle vette innevate, infuocati deserti, paludi salmastre, fitte giungle aggredite dall’intervento umano e una grande megalopoli che, con i suoi impervi grattacieli, abbraccia un’area di centinaia di chilometri quadrati (la mappa di gioco effettiva è un quadrato di 32 chilometri di lato).
Chi ha avuto a che fare con il capitolo precedente della saga sa però fin troppo bene che la grandezza geografica della mappa non è direttamente proporzionale al divertimento che se ne può ricavare, ed è per questo che la neo-sussidiaria di Square Enix non si è concentrata solo ed esclusivamente sull’aspetto meramente visivo di Just Cause 2, ma ha ampliato di concerto il comparto “interattivo” della sua poderosa opera digitale con una giocabilità superiore (e di molto) rispetto a quella del suo diretto predecessore.
Abituatici più o meno lentamente (dipende dall’esperienza che ognuno di noi ha maturato con titoli simili) al senso di spaesamento che si riesce ad avvertire all’inizio dell’avventura, organizziamo mentalmente un “piano di lavoro” e, per non perdere contatto con la trama principale in queste prime battute di gioco, puntiamo diritti verso una delle missioni principali proposteci dai ragazzi della casa di sviluppo svedese: scegliere o meno di progredire nella storia senza affrontare sfide secondarie è però un’opzione fortemente sconsigliabile, proprio in virtù della natura stessa del titolo e, soprattutto, dell’esperienza entusiasmante che se ne riesce a ricavare.
Nonostante l’incalcolabile numero di sfide “satellite” che potremo affrontare (in teoria sono 308 le aree che imperlano la mappa, ma per ognuna di esse bisogna aggiungere decine di sottomissioni e compiti aggiuntivi), il sistema che regola il proseguimento nella trama e, conseguentemente, l’apertura delle missioni principali è piuttosto lineare ed è facilmente riassumibile nel ruolo che gioca in quest’ambito il Caos, ossia il livello totale di distruzione che seminiamo tra gli insediamenti nemici con le nostre mirabolanti gesta da assassino: all’aumentare del livello di Caos, infatti, riusciamo a migliorare il rapporto con le fazioni locali e, di conseguenza, riceviamo da loro ulteriori compiti da portare a termine per ottenere successivamente in cambio nuove informazioni per continuare la ricerca di Tom Sheldon e, cosa molto importante, il prestigio del Mercato Nero (con cui possiamo acquistare armi e potenziamenti, dandoci inoltre il privilegio di trasportarci gratis nei luoghi lontani già visitati).
Se dal punto di vista della varietà Just Cause 2 soddisfa appieno le nostre richieste, lo stesso ottimistico giudizio non possiamo certamente darlo sulla giocabilità spicciola e su tutto quanto verte attorno alla carismatica figura di Rico Rodriguez. L’introduzione di elementi di rottura come il rampino retrattile ed il paracadute, paradossalmente, ha portato ad un gravissimo sbilanciamento non solo del livello di difficoltà (ora scandalosamente basso), ma anche e soprattutto del sistema di combattimento sia a corto che a lungo raggio (a che servono le armi se si può uccidere chiunque arpionandolo da distanze siderali?) e più in generale della percezione del viaggio su lunghe distanze (a che serve cercare un elicottero o una supercar se si ha eternamente a disposizione il paracadute, che è più maneggevole e persino più veloce?).
Per sviluppare il motore grafico di Just Cause 2, l’Avalanche Engine 2.0, i programmatori della sussidiaria svedese di Square Enix hanno impiegato più di tre anni: il lavoro paga sempre, specie se fatto a regola d’arte come in questo caso. Per ovviare alla cronica e strutturale carenza di “personalità” che i titoli dalla giocabilità aperta pagano sistematicamente contro gli omologhi che offrono ambienti chiusi ed esplorabili come le celle di un carcere sovraffollato, gli artisti di Avalanche Studios hanno dato fondo alle loro capacità espressive per donarci un prodotto assolutamente unico nel suo genere: mai prima d’ora, infatti, si è riusciti ad ammirare in una singola opera digitale un mini-universo in cui trovano diligentemente posto aree montane caratterizzate da templi buddhisti e stazioni sciistiche, regioni tropicali imperlate da sparuti villaggi agricoli, deserti con insediamenti riconducibili a stili architettonici centroamericani, floride megalopoli occidentali e spiaggie paradisiache in cui perdersi per sempre.
A testimonianza delle limitate capacità economiche dei ragazzi della casa di sviluppo di Stoccolma abbiamo però in tutta la sua mediocrità la blanda componente audio di Just Cause 2, a cui siamo costretti a dare una severa insufficienza per l’assoluta mancanza di una qualsivoglia colonna sonora e, soprattutto, per lo scarso livello espressivo del doppiaggio (sia inglese che, ahinoi, italiano).
Non è assolutamente semplice inquadrare Just Cause 2 nel sempre più affollato panorama dei titoli “free roaming”, e di certo non giunge in nostro soccorso la scelta di Avalanche Studios di dare alla loro opera un carattere così fortemente orientato verso una fruizione “leggera”, quasi scanzonata e disinteressata. Superato brillantemente il problema della monotonia del precedente capitolo della saga, il Rico Rodriguez che saremo chiamati ad impersonare questa volta è una gazzella che si muove in un mondo di talpe, è un mostro di velocità, cinismo, brutalità e capacità omicidiarie che, come una bomba atomica perennemente innescata, potrebbe rovesciare da solo, in qualunque momento e contro qualsiasi nemico il regime dittatoriale che stringe Panau in una morsa di terrore.
Se siete perciò alla disperata ricerca di un prodotto che sappia impegnarvi seriamente, Just Cause 2 non è assolutamente ciò che fa per voi; al contrario, se cercate un videogioco in grado di divertirvi per un periodo di tempo scandalosamente lungo e senza chiedervi alcuna pretesa se non quella di prendere la mira per arpionare il nemico o il veicolo di turno, e se amate alla follia le avventure profondamente esplorative e senza alcun vincolo sulle missioni da intraprendere di volta in volta, Rico Rodriguez saprà ricompensare ampiamente la vostra fiducia.
Cosa ci piace |
Cosa non ci piace |
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me-stesso-medesimo
06 apr 2010 - 09:41 - #1Concordo con la recensione, un gioco onesto che sa far divertire. Se dovessi dare un voto numerico sarebbe 7/7,5.
settete
06 apr 2010 - 10:13 - #2Non saprei… io sono un amante di questi giochi di azione, ho preso just cause 2 ma non mi ha emozionato più di tanto, anzi alcune parti mi ha dato un po sui nervi e la grafica non mi sembra così impressionante, per me è 5.
stefer86
06 apr 2010 - 10:58 - #3io ho scaricato la demo per provarlo un po, mi sembrava davvero curioso e interessante inizialmente poi dopo un po che ci giocavo mi è venuta la nausea dovuta dalla totale ingestibilità delle telecamera, non avete avuto questa sensazione anche voi?
PIRATA360
06 apr 2010 - 11:15 - #4Just Cause 2 e’ divertente, graficamente eccellente (vedi paesaggi) e sopratutto LIBERO. Decidi tu’ come arrivare al dittatore, facendo le missioni nell’ordine che preferisci. Le esplosioni sono ben fatte e danno l’idea del macello. Mi sono piaciute poco le moto, troppo statiche a mio parere e non danno l’idea di guidarle veramente. Un gioco da 7, niente di piu’, che fa’ della liberta’ e del divertimento l’arma migliore!
Una cosa e’ certa pero’, ne hanno fatta di strada da Just Cause 1!!!
ste_
06 apr 2010 - 11:34 - #5troppo bello questo gioco,da quando l’ho iniziato non riesco più a staccarmi.Divertimento alla stato puro.
Graficamente da la paga a gta e pure a livello di divertimento.Sulla trama niente da dire,gta stravince.Il mio voto è 8.5 se non fosse per alcuni difetti e bug oserei pure un 9
#2
cambia pusher XD
#3
devi farci l’abitudine.all’inizio è così soprattutto quando usi le prime volte il rampino e il paracadute
#al recensore
“Col rampino e il paracadute, le armi e i veicoli sono inutili”
voglio vederti a fare 15km con rampino e paracadute XD
e voglio anche vedere ad ammazzare 10 nemici attorno a te con solo il rampino..che sei superman? XD
GDCX
06 apr 2010 - 11:51 - #6 (nascondi)LA DEMO ERA PIETOSA SECONDO ME
The R0ck3r
06 apr 2010 - 12:07 - #7Estremamente divertente, ci gioco regolarmente una o due ore al giorno alternando missioni a free-roaming. Penso che il voto sia estremamente soggettivo, poiché dipende dal grado di immersione che riesce a darti. Amo questo tipo di giochi, specialmente i momenti in cui vaghi con un motoscafo o un elicottero. Per come la penso io comunque, nei combattimenti altro che rampino, meglio un bel mitragliatore e per spostarmi vada per gli elicotteri, altro che paracadute ;)
SSte
06 apr 2010 - 12:26 - #8Non è male ma quanto ma quanto è arcade come gioco…. Veramente troppo facile e SEMPLIFICATO consolle…….
PIRATA360
06 apr 2010 - 12:53 - #9E sopratutto e’ anche difficile!!!!! Vi sfido ad affrontare un elicottero senza pistole o mitragliette per uccidere il passeggero che vi smitraglia. Senza le armi ad una mano non potete rubare gli elicotteri nemici, e diventa impegnativo sopravvivere alle smitragliate!!!
diegofuck
06 apr 2010 - 13:42 - #10mha..a me la demo ha fatto un po’ schifo…anche tecnicamente non era nulla di che..seppur meglio di mercenaries 2
..poi il gioco in se..a me non ha dato nessuna emozione(la demo)..ma proprio nessuna…qui la cosa è un po’ soggettiva
j.d. mc gregor
06 apr 2010 - 14:38 - #11dico una cosa che magari non interesserà a nessuno ma l’isola di panau esiste l’ho vista l’altra volta su marcopolo…parlando del gioco l’ho preso venerdì e mi sto divertendo mi ricorda sanandreas…
DevilNero
06 apr 2010 - 17:17 - #12#6
Comprati il gioco intero …
E’ da 15 ore che gioco e sto ancora al 17% …
Ora ci ripensate che se Batman AA avesse avuto tutta l’isola e la BatMobile sarebbe stato più longevo ????
Io a questo gioco do 9.
wdextermorgan
06 apr 2010 - 20:44 - #13sembra identico a mercenaries
theand
06 apr 2010 - 20:48 - #14A me questo gioco sta piacendo, mi sono fatto 27 km dico 27 km solo con il rampino e il paracadute…certi scorci sono da cineteca…..mappa immensa 1000 kmq sono tanti e il micromondo di gioco spazia dalle spiagge assolate alle montagne innevate hai deserti alle foreste….splendido!!! E’ un po’ troppo arcade l’impostazione di gioco e spesso mi sono trovato a dover riaffrontare le missioni per i bag o per la difficolta’ bilanciata male secondo me. Comunque rispetto al primo ci sono netti miglioramenti e si e’ intrappresa secondo me la strada giusta per un 3° capitolo. Consiglio l’acquisto e garantisco che con le mix principali dell’agenzia ci giocherete per 12 orette circa ma con tutte le missioni secondarie, le corse e il cazzeggio girovago puro ci andrete avanti per mesi….. Voto 8.5
Linuxuser
06 apr 2010 - 20:53 - #15La demo invece secondo me era perfetta per mezzora ti permetteva di visitare un ambiente molto ampio del gioco completo. Anche se senza un accenno alla trama.
lotec
06 apr 2010 - 21:10 - #16concordo : voto 8,5
il nuovo punto di riferimento per i free roaming.
PIRATA360
07 apr 2010 - 12:19 - #17Il recensore non deve aver giocato molto al titolo, altrimenti saprebbe che il rampino NON funziona sull’acqua, e lo sfiderei a non usare mezzi per raggiungere pozzi petroliferi in mezzo all’oceano oppure le isole!!
A me il gioco piace tantissimo, sto’ persino completando al 100% le varie localita’ raccogliendo di tutto!!!
VOTO AL GIOCO: 8 VOTO AL RECENSORE: -2