L’industria dei videogiochi sforna centinaia di prodotti all’anno, le multinazionali del settore spingono per serializzare i progetti più apprezzati sperando di massimizzare i guadagni e gli sviluppatori si ritrovano costretti a fare i salti mortali pur di riuscire a conciliare le richieste di originalità degli appassionati con le naturali esigenze di profitto dei produttori.
Pur contribuendo ad aumentare il livello generale dei videogiochi, questa competitività perenne e spietata divide illogicamente i progetti ad alto budget dai lavori indipendenti e spacca il settore in due distinte categorie di titoli che, per loro natura, dovrebbero essere complementari: è forse questo il motivo per cui la maggior parte degli appassionati di lungo corso, in questo particolare periodo storico dell’industria videoludica, non riesce più a provare quelle forti emozioni che li portavano ad attendere con estrema speranza e fiducia l’uscita dei progetti più ambiziosi.
Di tutte le considerazioni che avremmo potuto fare per introdurre la recensione di Brink, questa ci è parsa la più adatta: negli ultimi anni, infatti, sono stati davvero pochi i titoli che come Brink hanno saputo calamitare in maniera così cristallina le attenzioni dei giocatori, sia per il valore indiscusso del team di sviluppatori impiegato da Bethesda per realizzarlo (gli inglesi di Splash Damage), sia ovviamente per l’atipica struttura di gioco descritta in questi mesi attraverso lunghe video-dimostrazioni ricche di particolari. Seguiteci dopo la pausa, quindi, per scoprire assieme a noi se ne è valsa davvero la pena.
Con un brillante espediente narrativo, gli sviluppatori evitano di dare a Brink una collocazione cronologica fissa preferendo enfatizzare le azioni di gioco senza perdersi in inutili spiegazioni che, tanto, verranno comunque fornite nel corso dell’avventura principale: siamo infatti in un lontano futuro, e la società così come la conosciamo oggi è stata letteralmente spazzata via da un diluvio che ha colpito tutti i continenti come atto ultimo del riscaldamento globale.
L’ultima speranza del genere umano è però rappresentata da una struttura artificiale galleggiante conosciuta come Ark (chiaro riferimento al Noè biblico): costruita prima del cataclisma dai Paesi industrializzati per celebrare le proprie conquiste tecnologiche, quest’Arca alla deriva e la piattaforma energeticamente autosufficente su cui è edificata saranno il teatro dei violenti scontri tra le forze della Sicurezza e quelle della Resistenza: da un lato i soldati che sacrificheranno le loro vite pur di difendere quest’ultimo baluardo di civiltà, dall’altro i disperati sopravvissuti alla catastrofe che tenteranno di sfuggire alla fame e alla disperazione di una vita passata all’interno delle enormi bidonville periferiche di Ark.
All’interno dell’universo narrativo di Brink, quindi, lo spesso filo che divide i “buoni” dai “cattivi” s’attorciglia annodandosi in una sorta di gomitolo gigante che ha come epicentro le scelte degli utenti: come insegna la lunghissima tradizione ruolistica di Bethesda, infatti, in Brink la possibilità di decidere quale fazione interpretare non si traduce mai in una sterile scelta fine a se stessa, ma al contrario ha come scopo ultimo quello di regalare all’utente l’opportunità di interpretare una parte in una storia scritta da lui, con le sue azioni, nel corso dell’avventura.
Va da sé, perciò, che se da un lato la struttura aperta della trama porta il titolo ad avere una longevità mostruosamente superiore a quella degli sparatutto concorrenti, dall’altro lato l’assenza di una campagna principale vera e propria non consente ai ragazzi di Splash Damage di sviluppare una narrazione solida e rischia di lasciare insoddisfatti coloro che, al contrario, preferiscono seguire videoludicamente delle storie che hanno un inizio e una fine ben delineati. Come spiegatovi in precedenza, però, la peculiarità principale di Brink non è tanto la sua trama, quanto piuttosto il modo in cui viene raccontata, ossia attraverso le azioni compiute sul campo di battaglia.
Il magnifico editor con cui veniamo accolti una volta inserito per la prima volta il disco di gioco nel tray della console (o dopo averlo installato su PC) racchiude in sé lo spirito della saga e rappresenta un microcosmo che riassume alla perfezione l’essenza del progetto: oltre alla fazione principale interpretata dal proprio alter-ego virtuale, con l’editor possiamo infatti plasmare le fattezze, il vestiario, le abilità e l’armamentario del personaggio modificando una serie di parametri che, nel loro insieme, offrono infinite varianti sia estetiche che funzionali (il numero di personaggi unici creabili con l’editor, considerando tutti i fattori, raggiunge e supera i 100 milioni di miliardi).
Per ovvie necessità “logistiche” relative alla presenza fissa della modalità multiplayer (di cui ci occuperemo approfonditamente nel prossimo capitolo di questa recensione), la scelta iniziale della fazione principale interpretata dal proprio eroe non pregiudica affatto la possibilità di adempiere alle missioni della campagna affidate alla fazione opposta: le missioni compiute dalla Resistenza e dalla Sicurezza nell’avventura principale, infatti, sono “specchiate” e danno la possibilità agli utenti di sviscerare la trama da entrambi i punti di vista (sbloccando i relativi finali con apposito intermezzo filmato).
Concettualmente diverse dalle azioni compiute nella campagna a giocatore singolo degli FPS sfornati dalla concorrenza, le missioni di Brink (siano esse in singolo o in multiplayer) si dipanano in obiettivi principali e secondari portabili a termine utilizzando le abilità specifiche delle quattro classi personaggio proposte: in base all’obiettivo scelto si potrà quindi diventare dei Soldati per piazzare bombe su ponti e ostacoli di vario genere, dei Tecnici per riparare robot o postazioni sensibili (i comandi di una gru, un nido di mitragliatrice), dei Medici per assistere ostaggi e compagni di squadra o degli Agenti per violare importanti terminali o delle torrette nemiche.
A tutto questo bisogna poi aggiungere la grande scelta di abilità e di potenziamenti per le armi, entrambi sbloccabili nel tempo conseguendo gradi e livelli sempre più alti o riuscendo a superare i round di apposite sfide create dagli Splash Damage per evidenziare le peculiarità dell’impianto di gioco e dell’adrenalinico sistema di movimento: ispirandosi alla disciplina metropolitana del parkour, gli sviluppatori inglesi permettono agli utenti di selezionare all’interno dell’editor ben tre diverse tipologie di corporatura, ognuna delle quali rispondente ad uno specifico livello di agilità, di velocità e di resistenza ai colpi.
Quest’importante aggiunta, evocata più dagli appassionati che dagli stessi sviluppatori, innalza ulteriormente il tasso di sfida e il livello di personalizzazione nonostante sia una caratteristica accessoria che, alla luce del lavoro compiuto dagli Splash Damage in altri ambiti dell’opera (basti citare il multiplayer), non rappresenta un’aggiunta fondamentale.
Cuore pulsante dell’intero progetto, il multiplayer di Brink non si esprime con delle semplici modalità a se stanti ma va a fondersi con tutte gli aspetti dell’opera, dai più insignificanti a quelli maggiormente visibili: ogni singola riga di codice scritta dagli Splash Damage richiama alla condivisione, ogni punto di sbavatura delle modalità in singolo trova risposta in questa nuova collocazione “sociale”, ogni esperienza vissuta online diventa una pennellata che illumina le missioni della campagna con tonalità sempre diverse di colori.
Nonostante la sopraffina intelligenza artificiale dei nemici e dei propri compagni di squadra nelle sessioni offline (anche in questo caso, tremendamente superiore a quella che governa gli sparatutto analoghi), in rete il caleidoscopio di approcci con cui gli utenti decidono di intraprendere le missioni trasforma Brink in una sorta di universo inesplorato che, col passare del tempo, si modifica in maniera plastica senza mai offrire punti di riferimento certi a cui aggrapparsi.
Provare a “studiare” le singole mappe giocandole per decine di volte di seguito è un esercizio inutile: pur conoscendo a menadito la posizione degli obiettivi e delle aree sensibili, l’unica tattica che può definirsi davvero vincente nel mondo di Brink è quella che vede i protagonisti della stessa squadra collaborare gli uni con gli altri per non lasciare alcuno spiraglio di risposta alla fazione avversa.
Le mappe messeci a disposizione dagli Splash Damage, inoltre, pur essendo numericamente inferiori a quelle garantite dagli FPS analoghi offrono però una serie davvero ampia di opzioni tattiche attuabili sia in base alla classe scelta (aprendo varchi laterali con gli esplosivi dei soldati o gli strumenti di decrittazione degli agenti), sia naturalmente all’agilità del nostro personaggio (chi sceglierà la corporatura snella, ad esempio, potrà impiegare le proprie doti nel parkour per scavalcare ostacoli alti e raggiungere aree altrimenti inaccessibili).
Nel momento in cui scriviamo, il numero di utenti online non è quasi mai sufficente a garantire sessioni di gioco “piene” con 16 utenti collegati (due squadre da otto): l’IA dei nemici comandati dal computer è comunque abbastanza raffinata da consentire un altissimo livello di sfida, e ciò ci lascia ben sperare per il successo di questa specifica modalità per quando il titolo raggiungerà finalmente i negozi.
Sorretto da una versione pesantemente modificata del motore grafico id Tech 4, il comparto tecnico di Brink garantisce una mole poligonale e un uso intensivo dei filtri grafici che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile per le console ad alta definizione: grazie anche all’aiuto di Bethesda, gli sviluppatori inglesi di Splash Damage hanno saputo creare un mondo di gioco incredibilmente realistico e al tempo stesso inusuale, specie se consideriamo l’aspetto super deformed dei personaggi e la foggia simil-cartoonesca del loro vestiario.
Grandissima attenzione è stata poi riposta alle animazioni e alla varietà di movimenti eseguibili dai membri della Resistenza e dalle forze di Sicurezza di Ark, minate solo in parte da delle evidenti sbavature nell’impostazione dei salti, delle collisioni negli scontri corpo a corpo e nelle fasi di “caduta” (quando cioè si viene atterrati e si rimane in attesa di ricevere soccorsi da un volenteroso Medico). Meno fastidioso, ma comunque presente, è infine il ritardo nel caricamento delle texture e delle geometrie di gioco nelle fasi d’ingresso in una partita o all’inizio dei filmati gestiti dal motore grafico.
La cura maniacale nella rappresentazione delle ambientazioni e della sobria interfaccia di gioco, purtroppo, non la ritroviamo nemmeno nel lavoro compiuto dagli sviluppatori sul comparto sonoro: all’estrema varietà dei campionamenti audio delle armi fanno infatti da contraltare la precaria colonna sonora e, soprattutto, la scarsa qualità del doppiaggio in italiano (inespressivo quanto quello inglese, a dire il vero).
All’inizio di questa recensione ci siamo chiesti se ne è valsa davvero la pena aspettare speranzosi l’uscita di Brink: dopo aver tentato di analizzare nel dettaglio gli aspetti più importanti di quest’ultima opera targata Bethesda e Splash Damage, la nostra risposta a quel quesito non può che essere affermativa.
Arricchita dalle classi che conferiscono al tutto un tenore tattico-strategico irraggiungibile dagli sparatutto “classici”, potenziata dalla presenza di un titanico editor e da un ventaglio altrettanto ampio di abilità e potenziamenti, dotata di una personalità unica conferitagli dalla varietà del multiplayer e dall’agile sistema di movimento, l’esperienza di gioco di Brink risulta essere una delle più complete di questa generazione, macchiata solo in parte dall’oggettiva assenza di una trama propriamente detta e da un comparto tecnico (e sonoro) di certo migliorabile.
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Amtsea
10 mag 2011 - 14:34 - #1In giro per la rete trovo una media di recensioni non proprio stellare per questo gioco..il che è un peccato perchè l’hype creato attorno a tal titolo mi aveva aumentato la salivazione.. Magari lo prendo lo stesso, per PC, se vi sarà modo di acquistare la key ad un prezzo inferiore…ma direi che,forse, non vale il prezzo pieno che richiede per essere acquistato ( ha la media del 73% vers, xbox su Gamerankings, 80% pc e ps3.. avrei sperato un 89-90%..) :( voi che ne dite? spulciando in giro cosa si dice sul gioco, secondo voi vale l’ascquisto per l’editor mozzafiato e la componente co op molto marcata?
Super Green!
10 mag 2011 - 14:41 - #2A me non mi ispira. Però potrei sbagliarmi.
Amtsea
10 mag 2011 - 14:43 - #3P.S. mentre qui l’ I.A. dei compagni e nemici bot viene elogiata, in generale nelle altre recensioni viene definita non molto brillante e niente di così particolare… qualche utente se ne lamenta addirittura… dilemma: a chi dar credito? O_O
maphas
10 mag 2011 - 14:57 - #4a me ispira moltissimo..
poi molto raramente i titoli di quelle due squadre SD e Bet, mi han deluso..
il fatto che su pc abbia preso 8 per me e’ un valore molto alto, visto che l’hype che si era creato intorno al gioco ha sicuramente abbassato tale voto almeno di un punto..
lo considero l’unica alternativa a bf:bc2, fino all’arrivo di bf3.
Super Green!
10 mag 2011 - 15:03 - #5Mamma mia maphas cosa mi hai ricordato …. ma quando esce bf3?!?!?
Quello si che sarà veramente un gioco pazzesco.
L’unica cosa che forse dovrebbero migliorare rispetto al 2 è il percorso così guidato, talmente guidato che se ne esci fuori ti fa ricominciare la partita!
gabooo
10 mag 2011 - 15:08 - #6@supergreen
Battlefiel 3 non Bad Company 3 :D che è ben diverso ;)
Audi4Life
10 mag 2011 - 15:09 - #7in un’altra recensione sono rimasti delusi dalla IA mentre qui è il top
Super Green!
10 mag 2011 - 15:16 - #8gaboo scusa ma mi spieghi una volta per tutte questa differenza?
Io sto giocando attualmente al gioco: Battlefield Bad Company 2.
Il seguito non si chiamerà: Battlefield Bad Company 3?
Grazie
Ciao
il-druido
10 mag 2011 - 15:26 - #9Naturalmente stiamo discutendo dell’intelligenza artificiale di un videogioco che, per sua stessa natura, non raggiungerà mai nemmeno lo 0,1% della complessità dell’intelligenza umana: il parametro su cui mi sono basato per la recensione è quello dell’IA degli sparatutto analoghi, e da questo punto di vista Brink offre personaggi comandati dalla CPU (specie settando il livello di difficoltà più elevato) relativamente molto reattivi e convincenti.
Che poi ci siano ancora parecchi margini di miglioramento, questo è fuor di dubbio così come è indiscutibile il fatto che una partita giocata con soli utenti “umani” sia assolutamente imparagonabile a un’identica sessione con dei semplici bot.
Marco1995ps3
10 mag 2011 - 15:41 - #10forse i personaggi “cartoonizzati” (faccia allungata, vestiti che sembrano disegnati…) potrebbe nn inspirare molti giocatori abituati al realismo dei vari cod, forse era meglio rimanere ai fallout per bethesda, potrei anche sbagliarmi ma la penso così….
Marco1995ps3
10 mag 2011 - 15:43 - #11cioè sembra quasi un incrocio tra un Mirror’s edge ed un Mag boh
maphas
10 mag 2011 - 15:44 - #12per battlefield, poi chiudiamo l’OT:
http://it.wikipedia.org/wiki/Battlefield_%28serie%29
trovi tutto..
battlefield e’ il titolo originale della serie con giochi come bf 1942, bf 1943, bf 2 e il prossimo bf 3
poi ci sono stati degli spin-off come bad company e bad company 2, bf vietnam e bf heroes..
il prossimo che esce e’ il 3 della serie originale, quindi bf3
maphas
10 mag 2011 - 15:45 - #13Marco1995ps3
se brink non ispira a chi e’ abituato al realismo dei vari cod allora e’ un must have…
lol
Super Green!
10 mag 2011 - 15:55 - #14Aaahhhhhhhh
Ok. Ora è chiaro!
Grazie Maphas
Canzy28192
10 mag 2011 - 16:32 - #15Uno dei motivi per cui amo Bad Company 2 è il fatto che, rispetto a CoD, ci si sente molto più parte di una squadra, anche perché azioni come rifornire o curare i compagni, conquistare basi e completare obiettivi vari influiscono sul punteggio quanto le uccisioni che riesci ad eseguire (se non di più).
Se Brink è davvero riuscito, come sembrerebbe dalle recensioni, a portare questo concetto ad un nuovo livello, allora è - a mio avviso - un gioco da comprare solo per questo.
S4ND5R0 (si sono io)
10 mag 2011 - 18:03 - #16@13
detto più semplicemente non c’è la plurisfig4t4 Bad Company xD
@topic
mi sembra il classico gioco per patiti di multiplayer, qui pompato.
Ottimo il gameplay ma come dico sempre non si vive solo di questo.
I vg sono esperienze che vanno godute in primis in single ragazzi, gli stessi Halo e Gears insegnano: ci vuole anche una storia da ascoltare e da cui godere in sordina e tranquillità.
S4ND5R0 (si sono io)
10 mag 2011 - 18:04 - #17@16
dai siamo seri, solo un bambino può mettersi lì con la fregola del punteggio dai…
killerotto100
10 mag 2011 - 18:25 - #18Penso di comprarlo presto, molte recensioni lo hanno aggredito, altre ne hanno parlato bene ma hanno dato voti bassi, altre sono quasi entusiaste (una diceva che rivoluzionava il mondo degli FPS).
Un titolo controverso che mi attira davvero molto, poco mi importa della trama o del doppiaggio, quello che voglio è il gameplay.
L’unica cosa che mi blocca è il netcode, com’è? se il gioco è fantastico ma ha un netcode indecente non me ne faccio niente.
PS: @S4ND5R0 (si sono io)
Esatto, un titolo per patiti di multiplayer, io apprezzo sia giochi esclusivamente in singleplayer sia giochi esclusivamente in multiplayer e qui il multiplayer sembra essere bellissimo, se per te i videogiochi sono esperienze che vanno godute in singleplayer goditele in singleplayer, ma non farle sembrare delle “verità assolute”, ognuno ha i suoi gusti.
maphas
10 mag 2011 - 18:26 - #19per me ha ragione, la riuscita di bc2 e’ dovuta al fatto che ci si sente parte di una squadra.. quando ti sparano speri di avere un medico vicino e quando vedi un cecchino disperso gli lasci proiettili o cure..
e quello che spero in brink e’ la stessa sensazione..
per il multy e il single, mi pareva di aver capito che sono molto intrecciati in brink, un po’ come un mmorpg che avevo provato tempo fa’, il cui il passaggio single e multy era fluido e non ci si accorgeva nemmeno della differenza (si poteva giocare online senza party ed era uguale a giocarlo in single)
Canzy28192
10 mag 2011 - 19:07 - #20@18
Non hai capito, intendevo dire che il gioco di squadra è così importante che viene premiato molto con punti ed esperienza.
Inoltre le classifiche a fine gara sono stilate in base ai punti, non alle uccisioni, il che ti induce ancora di più a giocare per la squadra.
chiff
10 mag 2011 - 19:12 - #21molto bene
nnk30
10 mag 2011 - 19:48 - #22Lo stile grafico di questo gioco lo trovo molto interessante mi piace molto
S4ND5R0 (si sono io)
10 mag 2011 - 22:25 - #23@19
No non hai capito, io ho solo ribadito LA FORMULA per creare un giocone, non mi sono inventato proprio nulla LOL
Chiaramente un gioco come questo può piacere, ma non bisogna poi meravigliarsi se i voti sono questi!!! Ci sono vg che hanno un tasso di giocabilità pari a questo in multi e li ho citati ma si prendono i loro bei 9 e rotti perchè oltre a questo uniscono una campagna singola corposa ed una storia. Hai tentato di rigirare il mio discorso sopra in maniera maldestra: il single è una necessità al fine di possedere un prodotto completo e “comprabile” alla modica cifra di 59 Euro, ecco mi sembrano un pò troppi oggettivamente in questo caso. Ciao!
@22
Ora calmati!
La tipologia di questo vg non mi piace fattene una ragione e non prendertela perfav, sarà mio quando scenderà a 30 Euro!
@23
Certo conosco bene il BC capisco cosa intendi, può piacere, resta il fatto però che reputo la pratica della eiaculazione da punteggio roba per ragazzini ciao!
lolloll
11 mag 2011 - 00:17 - #24ragazzi per pc si trova la cdkey dai 23 ai 30 euro, non credo ci siano problemi sul prezzo (se si parla di giochi per pc, per console è tutta un’altra cosa).
maphas
11 mag 2011 - 13:56 - #25@S4ND5R0 (si sono io)
mi sa che mettendo i numeri si sono sballati i commenti perche’ il 19 era un mio commento ma non ho cercato di rigirare nulla di tuo..
e cosi’ anche gli altri 2 commenti non sono quelli a cui ti riferisci..
killerotto100
11 mag 2011 - 17:23 - #26@S4ND5R0 (si sono io)
Non so se il tuo commento era riferito al mio ma se era riferito al mio, beh.
Non ho rigirato praticamente niente del tuo discorso ho commentato soltanto il tuo commento senza cercare di modificarlo o entrando in discorsi che non centravano nulla con il commento.
Tu hai detto precisamente questo: “I vg sono esperienze che vanno godute in primis in single ragazzi, gli stessi Halo e Gears insegnano: ci vuole anche una storia da ascoltare e da cui godere in sordina e tranquillità.”
E io ripeto che sono gusti, non c’è una legge universale che dice che i videogiochi devono essere goduti in primis in single player, perché, se fosse così, i MMORPG non avrebbero ragione di esistere (e alcuni ti ci fanno pagare anche l’abbonamento).
Ripeto, un videogioco deve essere valutato in primis nei suoi punti di forza, non è che un gioco come World of Warcraft deve prendere 5 perché non ha un single player, grazie al cavolo, uno di certo non va a comprarsi un MMO per giocare al single-player.
vedendo il tuo commento successivo già le cose sono un pò migliori: cit:”No non hai capito, io ho solo ribadito LA FORMULA per creare un giocone” ma comunque è un tuo parere soggettivo e un ” non giocone” non può essere definito tale solo perché non ha un singolo solido quando il punto principale è il multiplayer.
moizer
11 mag 2011 - 21:06 - #27il gioco merita un casino!
fidatevi prendetelo!
ps:ci sono recensioni in giro che non ci azzeccano niente!
killerotto100
12 mag 2011 - 17:15 - #28@moizer
Lo hai provato? perché a me interessa moltissimo, ma da come ne parlano molti mi ha fatto quasi venire dei dubbi, anche se sono sicuro che lo comprerò.
Sug
14 mag 2011 - 05:44 - #29Non e’ stellare come dice gamesblog. Nonostante l’editor e’ perfetto, questo gioco e’ molto semplice: piantare esplosivi, distruggere porta, prendere un oggetto e portarlo da un punto A ad un punto B. Piccolo problema: chi difende viene sempre riportato in un punto vicino alla cosa da difendere o distruggere. Risultato: chi attacca si ritrova a dover prendere un oggetto o distruggere qualcosa mentre almeno 8 nemici gli sparano addosso. Divertente? No, frustrante, e pure impossibile. Ciao gamesblog vivo ad LOs Angeles ma sei ancor uno dei miei siti preferiti. Ma questa volta non ci hai visto bene proprio per niente
maphas
14 mag 2011 - 11:02 - #30a me invece non dispiace, per ora mi son solo allenato con i bot per capire le meccaniche pero’ le mappe mi sembrano fatte molto bene..
per raggiungere ogni obbiettivo hai sempre almeno 2 o 3 strade e chi attacca riesce sempre a circondare i nemici o a prenderli di sorpresa e distrarli..
quello che non mi piace molto (ma solo perche’ mi ero abituato a bc2) e’ che le armi che puoi portare non sono legate alla classe che si usa ma al fisico che si ha.. speravo gia di avere un fucile da cecchino, anche se scarso all’inizio, e invece devi sbloccare tutto..
L1nk!n (non riesco a loggarmi)
08 set 2011 - 15:36 - #31Concordo con Sug. L’ho preso in prestito da un amico, ma questo Brink fa veramente schifo in single player. In multy non ci gioca quasi più nessuno…
1)I movimenti sono macchinosissimi e spesso mi incastro sugli stipiti delle porte e negli oggetti
2)Le missioni sono praticamente identiche alle vecchie modalità Assalto di Unreal Tournament 1 e 2004 miscelate con un gameplay alla Battlefield (quindi più lento e diviso in classi)…quindi NULLA di rivoluzionario.
3)L’Intelligenza Artificiale dei compagni di squadra è SCARSISSIMA….solo raramente ci aiuta (medico che ci passa la fiala, ingegnere che potenzia l’arma), ma per il resto mina pesantemente il gioco. Alcune missioni non sono riuscito mai a completarle. Se prendevo la classe soldato e difendevo la zona, gli agenti o gli ingegneri non andavano a completare l’obiettivo, viceversa se diventavo agente i soldati non mi proteggevano. Gioco disinstallato dopo due giorni….
Gabriele Carboni
12 mag 2012 - 20:46 - #32Un anno dopo la sua uscita scopro questo fantastico gioco e ne rimango esterefatto!