La sconfinata passione nutrita dagli appassionati di lungo corso di questa storica saga è magnificamente rappresentata da uno dei più simpatici e famosi poster demotivazionali osservabili in Rete, un semplice ma potente collage digitale in cui è possibile ammirare una New York futuristica inserita in una cornice virtuale dominata dall’eloquente scritta “Deus Ex: every time you mention it, SOMEONE will reinstall it”.
I lunghissimi anni intercorsi tra l’uscita di questo Human Revolution e la commercializzazione dei suoi due diretti precedessori, infatti, da un lato sono serviti ai neofiti per avvicinarsi ai capitoli passati per scoprire il segreto di questo mito digitale, ma dall’altro lato sono stati vissuti dai fans come un’interminabile tortura cinese amplificata dal fallimento di Eidos (acquistata successivamente da Square Enix) e dalla consapevolezza dello stratosferico potenziale insito in una serie così straordinariamente ricca di elementi meritevoli di essere ripresi e approfonditi sia dal punto di vista narrativo che prettamente videoludico.
Per evitare di rimanere ancorati al passato e per cercare di analizzare punto per punto l’ultima creatura dei ragazzi di Eidos Montreal senza addentrarci in pesanti comparative con i precedenti episodi della saga, quindi, nella recensione di Deus Ex: Human Revolution che ci attende dopo la pausa proveremo a scrollarci di dosso qualsiasi preconcetto per studiare nel dettaglio le qualità e gli eventuali punti dolenti di questa profonda e attesa opera cominciando, naturalmente, dagli aspetti relativi alla trama e alla progressione narrativa.
Orfani di Warren Spector (passato alla corte di Disney Interactive per occuparsi di Epic Mickey), i ragazzi di Eidos Montreal e Nixxes Software hanno saggiamente pensato di approfondire la conoscenza dell’universo steampunk della saga andando ad occuparsi dei primi, tumultuosi eventi che hanno portato alla rivoluzione cibernetica magnificamente raccontata nel primo Deus Ex e nel suo discreto seguito: siamo infatti nel 2027 e le società più evolute stanno vivendo uno dei periodi più traumatici della loro storia.
In questo futuro prossimo dominato dalle corporazioni e dalle multinazionali dell’hi-tech, la civiltà occidentale e le superpotenze orientali sono sull’orlo del collasso: la forbice socio-economica che divide i ceti più ricchi e quelli meno abbienti si è allargata a dismisura, le forze di polizia sono costrette a reprimere nel sangue i tumulti di piazza sempre più frequenti, i governi e le strutture di sicurezza delle aziende più influenti controllano la totalità dei media e una forte questione di carattere etico legata all’uso indiscriminato degli innesti cibernetici scuote nel profondo le coscienze delle persone, portandole di conseguenza a vivere un’esistenza angosciosa e piena di rancore verso la “fazione avversa” (sia essa quella degli uomini “puri” o quella di chi ha deciso di aumentare le proprie capacità fisiche con impianti nanotecnologici).
È in un simile, caotico contesto socio-politico che dovremo interpretare Adam Jensen, il responsabile della sicurezza delle Industrie Sarif impegnate nello sviluppo e nella produzione di arti e innesti robotici: da sempre dichiaratosi contrario all’utilizzo di questi “miglioramenti”, il nostro Adam sarà costretto suo malgrado a subire un pesante intervento chirurgico di ricostruzione cibernetica di viso, gambe e braccia per sopravvivere alle profonde ferite ricevute durante un attacco subito da un’organizzazione terroristica autoproclamatasi “a difesa della natura umana” (nonostante impieghi sul campo dei letali cyborg mercenari).
Da questo momento in avanti, quindi, Adam diventa il braccio armato di David Sarif che, come primo incarico, gli chiede di investigare sulla scomparsa, durante l’attacco terroristico, degli scienziati e dei biomedici più capaci della sua azienda infiltrandosi di nascosto in un complesso industriale per trovare indizi e prove necessarie per proseguire le indagini interne del suo capo: l’avventura vera e propria inizia adesso, e con essa inizia anche l’infinito dedalo di opzioni che le ramificazioni della trama e del gameplay di Human Revolution avranno da offrirci.
Come da antica tradizione, Human Revolution non tradisce il granitico impianto di gioco dei primi Deus Ex e si struttura come uno sparatutto in prima persona dotato di una fortissima componente stealth, di una progressione narrativa aperta e con scelte multiple legate sia alla morale che, in maniera più specifica, agli eventi stessi della trama, nonché di una grande libertà di movimento e di un ricco ecosistema di opzioni relativo alla possibilità di intraprendere le missioni principali e i compiti secondari senza seguire strade prefissate.
Tanta carne al fuoco insomma, anche se la presenza di un gameplay così variegato ha però i suoi limiti, a cominciare dal senso di disorientamento che proveranno sia i neofiti che gli appassionati di lungo corso per la molteplicità delle azioni da dover compiere per proseguire nell’avventura, per la natura stessa del progetto e per la mancanza oggettiva di una fase tutorial propriamente detta (il tutto è gestito da semplici mini-filmati esplicativi limitati agli aspetti essenziali). Pur svanendo dopo le prime ore di gioco, questa confusione porta infatti gli amanti degli FPS da un lato e dei GDR dall’altro a nutrire un senso di delusione destinato ad accompagnarli fino a quando non capiscono che Deus Ex: Human Revolution non può essere ascritto in nessuna di queste due categorie.
Quasi fosse una piramide di granito edificata su una base di sabbia di mare, la gigantesca architettura di gioco costruita dagli Eidos Montreal pesa sulle prime, traballanti ore dell’avventura per “stabilizzarsi” solo dopo aver compiuto almeno un paio di missioni: una volta esaurito questo “periodo di studio”, infatti, tutti gli elementi del titolo assumono una loro forma ed esaltano con coerenza ogni singolo aspetto dell’esperienza di gioco, cominciando naturalmente dalle sessioni d’azione pura in cui potremo decidere in completa autonomia se affrontare i nemici a viso aperto o, magari, adottando un profilo decisamente più “discreto”.
In entrambi i casi, ad aiutarci nel raggiungimento del nostro scopo ci penseranno le armi e i potenziamenti cibernetici a disposizione di Adam Jensen in base ai crediti e ai punti esperienza accumulati fino a quel momento dal nostro alter-ego: chi preferisce le infiltrazioni silenziose agli assalti “alla Rambo” potrà fare affidamento su dardi tranquillizzanti, taser, fucili stordenti e attacchi corpo a corpo, mentre chi non vuole andare tanto per il sottile avrà nelle pistole, nelle mitragliatrici, nelle granate, nei lanciamissili, nei fucili di precisione e nelle armi al plasma i suoi amici più fidati.
Più che nella varietà delle opzioni di gioco proposte, il vero punto di forza di Deus Ex: Human Revolution sta nella possibilità di piegare a nostro piacimento la natura stealth e action dell’opera senza le limitazioni morali e di classe tipiche dei GDR occidentali.
Agli elementi che abbiamo analizzato nel capitolo precedente di questa recensione, infatti, dobbiamo aggiungere le infinite ramificazioni dovute ai miglioramenti cibernetici con i punti Praxis, acquistabili negli ospedali o sbloccabili ogni 5000 punti di esperienza base, i quali ci permetteranno non solo di aumentare esponenzialmente le capacità “belliche” di Jensen ma di abilitare capacità d’importanza capitale come l’invisibilità temporanea, gli strumenti di hacking dei terminali più avanzati e il visore tattico, tutti aspetti estremamente utili che moltiplicano i possibili approcci alle missioni e consentono all’utente di esplorare aree della mappa altrimenti inaccessibili (un sistema “simil-Zelda” che esalta il lato avventuroso del titolo).
Similarmente ai primi due capitoli della saga, inoltre, anche in Human Revolution le fasi dei dialoghi rappresentano uno dei capisaldi dell’esperienza di gioco complessiva: pur senza addentrarci troppo in questo specifico aspetto per non rovinarvi il piacere della scoperta, ci limitiamo a segnalare la bontà di questo particolare ambito dell’opera e, soprattutto, la profondità del sistema di rilevamento delle menzogne e di raccolta delle informazioni legato all’apposito potenziamento cibernetico (sbloccabile anch’esso tramite punti Praxis e non disponibile sin dall’inizio) che consente a Jensen di liberare nell’aria degli ormoni che lo aiutano a capire il tipo di personalità del suo interlocutore e, quindi, a rendere più facile il tentativo di condizionarne il suo comportamento per proseguire nella trama con maggiore semplicità.
E come se non bastasse tutto ciò, a rendere il gameplay ancora più variegato ci pensa poi il complesso mini-gioco escogitato dagli Eidos Montreal per le fasi di hacking dei computer, delle cassette di sicurezza e dei terminali per la gestione in remoto delle telecamere e dei robot limitrofi, la cui unica nota dolente è rappresentata, purtroppo, dalla sua eccessiva ripetitività e quindi dalla mancanza di altre modalità di interazione con i pannelli elettronici (se non tramite l’apposita password che, con un po’ di fortuna, può essere rintracciata nelle vicinanze del pannello da sbloccare o direttamente nelle tasche degli avversari).
Alla delusione per la ridondanza del mini-gioco di hacking s’aggiunge poi il cocente sconforto dovuto alla sconclusionata e lacunosa intelligenza artificiale dei nemici: di qualunque grado essi siano, i soldati e i robot che si accorgeranno della nostra presenza durante le missioni avranno una reazione estremamente lenta e disorganizzata, dei comportamenti che vengono però “compensati”, videoludicamente parlando, dalla relativa “sensibilità” di Jensen alle loro pallottole (senza potenziare l’esoscheletro con i punti Praxis, anche ai livelli di difficoltà più bassi basteranno pochi colpi per finire al tappeto).
Per questo, e per la necessità di esplorare tutte le aree della mappa per fare il pieno di crediti, di munizioni e di punti esperienza, conviene scegliere di volta in volta l’atteggiamento da tenere durante le missioni: nonostante la scarsa IA dei nemici potrebbe consigliarci di intraprendere la via più diretta senza “perdere tempo” a strisciare da una sporgenza all’altra nella speranza di non essere visti, la linea immaginaria che in Human Revolution divide l’azione pura dall’infiltrazione stealth è davvero molto sottile e può (o meglio, deve) essere spezzata in qualunque momento in base alle prorità della missione o, più semplicemente, a ciò che sentiamo di fare per raggiungere il nostro scopo nel modo che più ci aggrada. Un aspetto, quest’ultimo, che enfatizza le possibilità di personalizzazione dell’avventura (che, in media, vi terrà incollati allo schermo per una quarantina di ore), aumentando di conseguenza le probabilità di rigiocarla in futuro per scoprire cosa potrebbe succedere decidendo di adottare un approccio diametralmente opposto a quello preso in precedenza.
La nota finale spetta, naturalmente, ai “boss di fine livello” che ci ritroveremo a combattere nelle fasi nevralgiche della trama: qui, infatti, il delicato equilibrio tra action e stealth mantenuto magistralmente nelle altre sessioni dell’avventura viene brutalmente schiacciato in favore dell’azione nuda e cruda finalizzata all’annientamento dell’avversario. Nessuna possibilità di fuga e niente strategia: contro i boss di Human Revolution bisogna solo correre da un punto all’altro del “ring” e sperare di sopravvivere alla pioggia di proiettili nemici quel tanto che basta per poter abbozzare di tanto in tanto una risposta e avere la meglio sulla nostra nemesi con un po’ di fortuna e con una sana dose di pazienza (quest’ultima, messa a dura prova da decine di Game Over).
Dal punto di vista squisitamente grafico, il mondo di gioco di Deus Ex: Human Revolution è straordinariamente dettagliato e coerente sia con gli eventi spiegatici nel corso dell’avventura dai personaggi non giocanti che con le informazioni raccolte dagli ebook, dalle email e dai giornali sparsi per la mappa. Nonostante la presenza costante di una palette di colori tendente al giallo in maniera a dir poco eccessiva e a degli elementi architettonici (per le location esterne) e di arredo (per gli interni) riciclati tra le varie aree visitabili, nel complesso Human Revolution non tradisce le attese e regala città esteticamente pregevoli in cui perdersi per ore nella speranza di trovare luoghi segreti e persone interessanti in grado di offrirci del lavoro extra tra una missione e l’altra.
Oltre a un problema dovuto ai caricamente eccessivi (comunque migliorabile installando la versione PS3/X360 su hard disk o aggiornando la versione PC con una patch uscita da poco) c’è poi un aspetto ben più negativo su cui non possiamo (né vogliamo) soprassedere ed è quello rappresentato dal netto stacco tra le splendide scene in computer grafica (realizzate dagli esperti ragazzi di Square Enix) e le successive sequenze in cinematica prodotte con la grafica di gioco dagli sviluppatori di Eidos Montreal (per la versione console) e dai Nixxes Software (a cui è stata affidata la versione PC), un saliscendi qualitativo amplificato oltretutto dall’insufficiente lavoro sulle animazioni e sui modelli poligonali dei personaggi (con il viso poco curato e il corpo eccessivamente squadrato), specie considerando ciò che è stato fatto con il ben più faticoso lavoro sulle texture che mappano (ottimamente, stavolta) gli oggetti grandi e piccoli.
Come nel caso del comparto grafico, anche dal punto di vista sonoro Human Revolution offre parecchi punti da discutere, cominciando dalla colonna sonora vera e propria (davvero epica ma, purtroppo, utilizzata a sproposito per tutta la durata del gioco) per finire ai campionamenti ambientali (estremamente curati) e al doppiaggio (strepitoso in madrelingua, discreto in italiano ma asincroni con il labiale dei personaggi in entrambi i casi).
Un brivido gelido corre lungo la schiena di chi si sofferma a pensare ai titoli che usciranno da qui alla fine dell’anno e, quindi, ai soldi che si dovrebbero spendere per aggiornare la propria ludoteca. Oltre alla lontananza cronologica con i due precedenti episodi di Deus Ex, è questo il motivo principale per cui molti videogiocatori hanno guardato sino ad ora a questo Human Revolution con parecchio scetticismo, specie in un periodo non particolarmente felice dal punto di vista economico come quello che stiamo vivendo tra una crisi finanziaria e l’altra.
Consapevoli di ciò, con questa recensione abbiamo cercato di fare le pulci al titolo Square Enix per cercare di capire fino a che punto sarebbe valsa la pena acquistare un prodotto come questo, e dopo tante parole possiamo tranquillamente affermare che sì, Deus Ex: Human Revolution ha tutte le carte in regola per battersela con qualsiasi titolo AAA che verrà commercializzato nei prossimi mesi.
Nonostante alcune imperfezioni dovute più alla complessità del progetto che alle effettive capacità dei ragazzi di Eidos Montreal e di Nixxes Software, infatti, Human Revolution rappresenta per qualità, per longevità e per giocabilità ciò che ogni videogame del 2011 dovrebbe essere, ossia un prodotto in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati di lungo corso di una saga storica come quella di Deus Ex e le speranze dei neofiti o di chi, amante o meno degli FPS o dei GDR, vuole vivere un’esperienza di gioco soddisfacente ed unica.
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Cosa ci piace
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KiRa900
30 ago 2011 - 09:41 - #1Ho letto varie recensioni e visto molti video: lo acquisterò sicuramente.
john117loggato
30 ago 2011 - 09:47 - #2ottimo gioco,molto simile al primo,peccato per le boss fight :(
supercrispo
30 ago 2011 - 09:56 - #3“….specie in un periodo non particolarmente felice dal punto di vista economico come quello che stiamo vivendo tra una crisi finanziaria e l’altra.”
Un plauso ai media, che hanno confezionato ad arte una crisi finanziaria instaurando lo spauracchio in chiunque… anche negli appassionati di videogiochi che cercano solo un po’ di svago…… bravi….
Vogliamo videogiochi, non considerazioni sull’economia globale!!!! Avete rotto i maroni tutti voi blogger con sta dannata crisi!!!!!!
RESCUE1
30 ago 2011 - 10:18 - #4Giallo a parte ha gli stessi difetti del primo su pc…
Quale versione è stata testata????
Diegofuckk
30 ago 2011 - 10:49 - #5@2
Ti dirò …ho fatto la prima boss battle e non era così male,ho letto che sono in antitesi con un approccio più ragionato ed infatti non ero potenziato fisicamente per arrivarci pronto
Allora ho speso i due potenziamenti che avevo da parte per potenziare il mio lato stealth,mi son preso l’invisibilità e sfruttando quella,i ripari e le granate (la mia mira e la mia salute sono ancora quelle di base) l’ho battuto con soddisfazione,come volevo io,per come ero potenziato io
…ci ho messo parecchio,ma non è stata una brutta battaglia
Linuxuser
30 ago 2011 - 10:51 - #6@4: il primo era un capolavoro il secondo era quasi osceno.
Diegofuckk
30 ago 2011 - 10:51 - #7@supercrispo
..non è male parlare di cose reali ogni tanto,soprattutto di cose così attinenti al quotidiano,non so tu ma io lavoro e ti assicuro che la crisi si sente eccome
Ma parliamo d’altro
john117loggato
30 ago 2011 - 10:54 - #8#5 in molte recenzioni,ho letto che le boss battle sono poche e non particolarmente al pari livello di tutta la produzione,anzi e anche uno dei maggiori difetti,oltre quelli tecnici ovvio,per il resto mi sembra una produzione di alto livello a differenza del secondo.
RESCUE1
30 ago 2011 - 10:55 - #9@6
Il primo si è ancora grande, il secondo non ti so dire perchè ce l’ho sulla prima XBOX e rigiocato oggi scatta veramente troppo… a dire il vero però non ne ho un brutto ricordo… ricordo con piacere quei venditori tutti modificati con quella parlantina stramba… oltretutto la storia era veramente dinamica, mutava a seconda delle scelte che compivamo lungo il percorso; viceversa nel primo ciò non era possibile ove a fare la diff erano solo i 3 o 4 finali, tutti comodi piazzati al ultimo livello… quindi bastava ricaricare questo et voilà! Sicchè da buttare il 2 direi di no :)
Diegofuckk
30 ago 2011 - 11:50 - #10Ho letto ora la recensione e sono sostanzialmente d’accordo a parte alcune cosine
Il primo boss (l’unico giocato) non è da farsi solo con la forza bruta e spero così pure begli altri
La grafica è molto ispirata ma quasi sempre sotto le mie aspettative,hanno usato il motore dell’ultimo tomb rider e si vede,avessi usato (chesso’) il cryengine sarebbe stata una figata incredibile
Comunque quel che conta è che la grafica regge abbastanza senza far scendere troppo l’entusiasmo ed il gioco in se è proprio bello
Buon acquisto sicuramente
GTR43
30 ago 2011 - 12:21 - #11Preso all’uscita! Lo sto divorando!! :D
integralista_pc
30 ago 2011 - 12:28 - #12PARLIAMO SOLO DEL COMPARTO TECNICO:
Mamma mia come fate a dire graficamente curatissimo? SEMBRA UN GIOCO DI 10 ANNI FA! (vi ricordo che nel lontano 2004, 8 anni fa, uscirono DOOM3 e Half Life 2 che tutt’ora pigliano questo Deus Ex 3 a ceffoni, dal punto di vista tecnico)
Modelli Poligonali osceni, animazioni facciali quasi inesistenti, animazioni dei personaggi legnose ed innaturali, distruttività ambientale ZERO, post processing poverissimo, illuminazione scandalosa, fisica ridotta all’osso.
Insomma tecnicamente è una vergogna, anche per le console.
Con l’egemonia delle vendite console ormai sono pochi gli sviluppatori che cercano di innovare dal punto di vista tecnico, tranne rari casi (Crysis1, The Witcher2, Battlefield3..) i videogiochi tecnicamente sono fermi a 6 anni fa (età delle console).
VOI “recensori” dovreste accollarvi delle responsabilità poichè i vg vanno giudicati DURAMENTE anche dal punto di vista tecnico.
Ricordate che innovazione c’era, anno dopo anno, quando i pc erano la frontiera innovativa dei vg?
ORMAI SIAMO AL PALO DA PIU’ DI 5 ANNI e con la potenza attuale dei pc si potrebbero tirare fuori delle meraviglie, non solo dal punto di vista grafico, ma con un gameplay innovativo ed elaborato grazie ad una fisica realistica unita ad una distruttività totale dell’ambiente di gioco e livelli di gioco sconfinati.
sanpaul
30 ago 2011 - 12:56 - #13diego
come longevita com’e? ci sono le missioni secondarie?
UtenteSemplice
30 ago 2011 - 12:59 - #14Comprato al day one. Nessun videgame mi ha mai appassionato, catturato e preso come questo.
Atmosfere e ambientazioni meravigliose.
Un vero e proprio CAPOLAVORO.
10 e Lode per ambientazioni, trama e gameplay, per non parlare della colonna sonora meravigliosa.
La grafica anche a me piace molto, certo chi si aspetta i superdettagli fini a se stessi resterà deluso, non è assolutamente questo che mi aspetto da un videogame.
Ripeto, per quanto mi riguarda, mi trovo daccordissimo con gli altissimi voti dati da riviste e siti di settore.
Questo gioco è un capolavoro che ricorderemo per anni e anni.
loripod
30 ago 2011 - 13:00 - #15@integralista pc
hai perfettamente ragione, ma per Crystal engine è curata bene la grafica ovviamente se ci fosse stato un motore grafico di questi ultimi anni sarebbe stata un altra cosa!
però questo gioco merita a me mi è sempre piaciuto deus ex e sono felicissimo di averlo acquistato…anche il doppiaggio del gioco è fatto bene peccato che non sia stato adattatato il labiale …
UtenteSemplice
30 ago 2011 - 13:06 - #16Ecco dimenticavo. Cosa non scontata per noi italiani, anche per il doppiaggio è stato fatto un gran lavoro, a tal punto da non far rimpiangere la lingua originale.
Le sfasature con il labiale le ho trovate veramente minime e poco rilevanti.
Boxeur360
30 ago 2011 - 13:08 - #17@6: il 2 era una ciofeca comparato al primo, ma di per se non era malaccio… se non si fosse chiamato “deus ex” sarebbe stato più che buono…
Cmq il gioco l’ho preso nel weekend su zavvi.com a poco più di 30€ (versione PC), fateci un pensierino!
kds78
30 ago 2011 - 13:23 - #18Ma perchè non dicono mai, quando parlano del comparto grafico , delle differenze fra consolle e pc il comparto tecnico non sarà un granchè su consolle , ma sul pc è un altra cosa e io le ho viste entrambi non c’è paragone propio
Diegofuckk
30 ago 2011 - 14:03 - #19@sanpaul
Certo ci sono,non sono tantissime quelle che ho visto io ma sono lunghe ed articolate in svariati passaggi e peregrinazioni in giro per la mappa
Per la longevità non so ma l’ho preso venerdì mattina,ci ho giocato parecchio e non sono ancora arrivato al secondo boss (e son 4)
IndiscussoEssereSuperiore
30 ago 2011 - 14:15 - #20@9
Non proprio…nel secondo deus ex la dinamicità della storia era probabilmente più marcata, ma non vuol dire che nel primo non ci fosse.
Ricordi la parte dell’hotel hilton a New York col fratello Paul? Paul poteva morire o sopravvivere e dopo si sarebbero viste le conseguenze.
cloudstrife81
30 ago 2011 - 14:52 - #21Il 2 non ha nulla a che spartire col 1 Capolavoro assoluto dell’intrattenimento elettronico. Questo terzo human revolution ancora non l’ho preso (solo perché sono ancora al mare) lo prenderò ovviamente il problema vero e che ho prenotato persino xenoblade e sono 2 giochi che richiedono una certa immersione,e ho da finire infamous 2 ,Folklore,L.A noire (appena iniziato!!!) certo però che per quanto a gusti personali VOGLIO DEUS EX!!!!!!!!!
IndiscussoEssereSuperiore
30 ago 2011 - 15:12 - #22@21
Concordo il primo è oggettivamente superiore al secondo (molto banalizzato).
Nemmeno io ho preso Human Revolution, e mi sa che lo prenderò più in là quando magari uscirà un edizione goty, visto che adesso usciranno i dlc.
Tarutaru
30 ago 2011 - 15:21 - #23Volevo comprarlo questo gioco ma dopo il messaggio di integralistaPC mi sto ricredendo.
Pensavo che per un gioco appena uscito la qualità fosse ben altra.
Comunque capisco la tua frustrazione, per noi piciisti é davvero dura potremmo avere una qualità ben maggiore di questa.
Ma finché le consolle regneranno il mercato questa é la qualità che ci aspettta…
integralista_pc
30 ago 2011 - 15:37 - #24@23
Vedi, finchè i consolari crederanno che “la grafica” è: “superdettagli fini a se stessi” (come un utente in un commento poco più su), si accontenteranno di qualsiasi cosa gli venrrà proposta; non capendo che un migliore comparto tecnico apre moltissime possibilità in termini di gameplay (D’altronde il gameplay di Unreal era molto più complesso di quello di Quake, così come l’immedesimazione, grazie ad un comparto tecnico, all’epoca, pazzesco).
sanpaul
30 ago 2011 - 15:40 - #25diego
grazie posso farti qualche altra domanda ?
integralista e tarutaru
se credete che questo gioco non vada comprato perchè non ha una grafica spaccamascella lasciatevelo dire , non capite niente di vg
sanpaul
30 ago 2011 - 15:42 - #26integralista pc
questo deus ex non sara un capolavoro tecnico ma comunque , ha un gameplay molto vario
RESCUE1
30 ago 2011 - 15:46 - #27@20
No quella parte non me la ricordo anche se a dire il vero ricordo di aver tentato tutte le strade possibili… e di non aver visto cambiamenti… a parte i finali.
Quel livello non me lo ricordo, o meglio me li ricordo tutti ma ho bisogno di una rinfrescata… Mi ricordo il livello nel hotel, e lì una volta nella stanza incontravamo nostro fratello se non sbaglio… e poi… poi mi sa che arrivavano le guardie c’era tipo una fuga sul tetto e poi in strada… è quello? Mi ricordo che c’erano varie scelte di tipo morale, tipo corrompi quello oppure ammazza il tipo anzichè catturarlo vivo in certi casi, ma il risultato non cambiava, non si diventava amico di oppure dalla parte di, erano sempre i soliti nemici da eliminare. Era ben lì, io volevo stare con i cattivi invece niente.
Il 2 sotto questo aspetto non è cmnq paragonabile. Ok le recensioni ne parlano, bellissimo non è stato di sicuro ma qualche cosa l’ha portata è evidente. Era meno gdr, per es c’erano tipo le muniz uniche per le armi… ecc… questo non mi è piaciuto.
Del primo erano belli i livelli in giappone (oriente).
Amen.
sanpaul
30 ago 2011 - 15:52 - #28ha qualcuno e’ arrivato il messagio con il codice ?
Diegofuckk
30 ago 2011 - 16:45 - #29Peccato che vi dimentichiate che la grafica di deus ex è vecchia “persino” su console
Tutto questo come si abbina alle vostre tesi?
…e vi dimenticate sempre il discorso sulle spese di produzione
…e vi dimenticate che che si è osannato the witcher 2 come gioco graficamente mostruoso (quindi allora escono i giochi belli tecnicamente solo su pc,allora è possibile,allora è una scelta quella di non farlo e poi convertirne una versione tecnicamente più modesta su console)
…e vi dimenticate che la stessa Valve (più pc di così si muore) usa da tempo il suo vecchio motore grafico non certo per colpa delle console
…e dimenticate starcraft2 (solo pc) che sceglie una grafica abbastanza modesta PER ESSERE GIOCATO dalla maggiorparte delle persone
Maddai…
Che le console trainino il mercato per una questione commerciale è un conto,che limitino a prescindere la realizzazione dei giochi su pc è una cavolata
Diegofuckk
30 ago 2011 - 16:45 - #30@Sanpaul
Dimmi:)
…ma considera che non l’ho certo finito
sanpaul
30 ago 2011 - 17:19 - #31sanpaul
30 ago 2011 - 17:35 - #32diego
quanto sono grandi le citta?il gameplay e’ vario come per il primo? quali sono le componenti gdr?la storia quanto ti coinvolge? la difficolta a che livelli e’? e per ultimo , essendo un grande appasionato di gdr e sparattuto me lo consigli?
Diegofuckk
30 ago 2011 - 18:02 - #33@sanpaul
Alor…le città:delle due che ho visto,la prima non è grandissima,la seconda invece lo è molto di più e mi segnala una grossa porzione che non ho ancora esplorato per motivo di trama
Il gameplay lo imposti tu a seconda di quale approccio vuoi scegliere:io uccido solo se necessario ma volendo si può farsi strada ad armi spianate ma bisogna potenziere i propri innesti in tal senso,se lo facessi io che ho puntato tutto sulla silenziosità e sull’haking morirei al secondo avversario di fila
È molto libero in questo
Se si guarda bene in giro ci sono un sacco di modi di interpretare l’azione,vie secondarie ecc ecc
Esempio:devo entrare assolutamente in quella porta,come fare?
Potresti hakerarla,se ne hai la capacita’ e la dotazione(haker)
Potresti trovarne il codice d’apertura in giro (esplorare) oppure potresti trovarlo nel palmare di uno che hai appena ucciso (azione)
Potresti cercare in giro una via alternativa,magari un condotto d’areazione,ma potrebbe essere nascosto magari da un distributore di bibite messo davanti alla grata del condotto e se non hai potenziato la tua forza potresti non essere in grado di sollevarlo per poter scoprire che c’è una grata li dietro
Tutto dipende da come ti potenzi,è il suo bello e la sua parte più gdr…è in questo che è gioco di ruolo,il tuo ruolo,il tuo modo
Mi dimenticavo i dialoghi:la stessa porta magari te la potrebbe aprire qualcheduno perché sei magari riuscito a convincerlo in qualche modo dopo righe e righe di dialogo,magari approfittando del fatto di esserti potenziato in tal senso (pure la capacita’ di “capire” la personalità delle persone si può amplificare
Per la parte sparatutto non so che dire:non sono potenziato quindi per me è difficile e scomodo combattere a viso aperto,non si se in tal senso abbia delle belle meccaniche …ed è questo il bello:)
Ora lo sto giocando a difficile e trovo che sia giusto così :si muore molto se non si fan le cose giuste ma altrimenti no
Spero di averti chiarito abbastanza:)
Diegofuckk
30 ago 2011 - 18:08 - #34A si la storia
La storia…si parla di lotta tra multinazionali per il momento:non è che sia così “sentita” forse per il tema
Quel che è bello e ben fatto è il contesto in cui ci si muove,la rappresentazione (ben fatta) di una società decadente ed insicura in bilico tra l’esaltazione e la preoccupazione per il nuovo e la disparità tra i ceti sociali
Si parla un po’ di tutto:storie d’amore tradite,omicidi,affitti alle stelle,disoccupazione,tutela e distruzione dell’ambiente,ingerenza delle multinazionali nella politica e nell’informazione,si parla di mafia e naturalmente ai parla di genetica,di evoluzione,di superamento della condizione umana
Probabilmente deve piacere il cyberpunk ma il setting è veramente l’arma vincente di questo gioco insieme alla sua potenzialità nella personalizzazione del gameplay
sanpaul
30 ago 2011 - 18:30 - #35grazie diego, ho capito cosa acquistero domani
Diegofuckk
30 ago 2011 - 19:06 - #36Eheheh:)
Sr84
30 ago 2011 - 19:42 - #37Ho 27 anni, ho giocato( e gioco) a TUTTO, su pc e tutte le principali console.
ho giocato TUTTI gli Zelda, Diablo, i vari Final fantasy, Dead Space,Halflife, Metroid, Devil may Cry, Splinter cell,Wipeout,Super Mario,Thief,Metal Gear, Halo, Starcraft, Mass effect Uncharted e tanti altri che non ricordo.
Ho giocato il primo DeusEx aspettandolo come la manna dal cielo, e mi era piaciuto da morire, rifacendolo più volte per vedere come cambiava la trama in base alle varie scelte,
Ho comprato DeusEx al day one, ed ora credo di essere circa ad 1/3 del totale.
Questo gioco è un CAPOLAVORO.
sono d’accordissimo sulla grafica non da capogiro a livello di texture e animazioni dei personaggi secondari, ma per il resto è ENCOMIABILE il lavoro svolto da eidos, trasuda ricercatezza nel design e nella coerenza degli interni,
un lavoro svolto con estremo rispetto del pezzo da 90 che dovevano gestire.
sicuramente con il motore di Deadspace 2 il gioco sarebbe stato ancora più spettacolare, ma poco male.
C’è l’anno fatta, era difficile, le aspettative erano altissime e l’eredità di quelle pesanti.
Un mese fà ho comprato farcry2 convinto di comprare il gioco del messia, e invece mi trovo in mano un gioco che sembra solo una immensa e noiosissima sberluccicosa tech demo.
Invece Deus ex mi ha catturato, solo come mass effect e uncharted sono riusciti a fare…
ti dici: ancora dieci minuti poi basta….invece vai avanti a giocare…
me lo voglio godere, piano, come un buon libro di avventura del tuo autore che aspettavi da 11 anni…
speriamo di non dover aspettare ancora 11 anni per vedere un altro seguito…alla eidos mica sono la Blizzard…..uff
Dedalus89
30 ago 2011 - 19:49 - #38“La palette cromatica tendente troppo verso il giallo” Cooooooosa??? E questo sarebbe un difetto??? E’ una caratterizzazione!!! Mamma mia…che mi tocca leggere! Io ci sto giocando ed è un gran capolavoro!
Sr84
30 ago 2011 - 20:01 - #39Last but no least….
…quando subito dopo l’intro si entra nell’ufficio di Sarif per la prima volta……nel sentire la musica di sottofondo, che riprende parzialmente il tema del primo DeusEx….ho avuto i brividi, sul serio….
No, non è un gioco da riportare al gamestop…questo è da mettere nella teca….
P.s. In cina, nel primo quartiere, in nella zona delle fogne, c’è una radiolina che trasmette…..il motivetto della Unatco del primo deus ex…fantastico easter egg….
integralista_pc
30 ago 2011 - 20:11 - #40@ Sanpaul
Complimenti vedo che hai capito alla perfezione il mio discorso…… :facepalm:
RESCUE1
31 ago 2011 - 02:05 - #41@24
Unreal immedesimava di più perchè rispetto a Quake 2 i nemici si muovevano in maniera intelligente e molto scaltra. Non solo, anche il design era più azzeccato, più “bello”. Non c’entra la grafica in se, quella basta che sia curata… ed a modo loro lo erano entrambi. Seguendo la tua logica un Sin sarebbe dovuto essere un vg magnifico eppure… potremo citare pure Daikatana.
RESCUE1
31 ago 2011 - 02:06 - #42Ho giocato il primo DeusEx aspettandolo come la manna dal cielo, e mi era piaciuto da morire, rifacendolo più volte per vedere come cambiava la trama in base alle varie scelte
Ovvero di NIENTE
pietrosg
31 ago 2011 - 11:43 - #43C’è solo un tipo di videogiocatore che invidio a morte: quello che non ha mai giocato a Deus Ex1 e che ha l’occasione di farlo per la prima volta.
Ovviamente la grafica oggi sarebbe decisamente out ma che gioco, che storia, che libertà, che ambientazione…. recentemente ho provato Crysis2.
Quello sì che ha una grafica appagante ma non lo cambierei mai con il DE1. MAI.
Sono qui che attendo il corriere che dovrebbe portarmi questo ultimo DE….. attendo….