Crimson Desert potrebbe presto avere multiplayer online e supporto alle mod

Crimson Desert potrebbe presto avere multiplayer online e supporto alle mod

Pearl Abyss ha aperto, durante un incontro con gli azionisti, alla possibilità di ampliare nel tempo Crimson Desert con nuovi contenuti oltre all’espansione già prevista: tra le ipotesi allo studio, spiegate dal CEO Heo Jin-young e dal COO Lee Dong-won, ci sono una futura modalità multiplayer online e un qualche livello di supporto ufficiale alle mod, anche se al momento — è il punto centrale — non esistono conferme definitive né una tabella di marcia annunciata.

Crimson Desert, Pearl Abyss studia il multiplayer online

Il passaggio più osservato del Q&A con gli azionisti, riportato da InvenGlobal, riguarda proprio il possibile arrivo di un multiplayer online in Crimson Desert. Heo Jin-young ha ricordato che il progetto, nelle sue fasi iniziali, era stato pensato come un gioco online, per poi cambiare impostazione durante lo sviluppo e prendere la strada dell’action open world single player. Un dettaglio non secondario, anzi: spiega perché una parte della community continui a chiedere funzioni condivise, co-op o modalità più aperte.

Il CEO, però, ha frenato. Inserire il multiplayer in un titolo costruito attorno a combattimento, progressione e mondo aperto “non significa semplicemente aggiungere una modalità”, ha detto in sostanza, perché impone di rivedere server, bilanciamento, stabilità su ogni piattaforma e perfino i sistemi di gestione del gioco. È un lavoro pesante, lungo, che tocca l’ossatura del progetto. Eppure, solo allora, Heo ha lasciato uno spiraglio: il team sta valutando “diverse opzioni” per estendere la vita dell’IP e, in quel percorso, “c’è spazio” anche per una componente multigiocatore.

Le parole del CEO Heo Jin-young sul futuro di Crimson Desert

La linea scelta da Pearl Abyss appare prudente, quasi chirurgica. Heo Jin-young ha ammesso di essere consapevole del “grande interesse” che circonda il multiplayer di Crimson Desert, proprio per via delle origini online del progetto, ma ha chiarito che l’azienda non è ancora “nella fase” in cui possa parlare di piani certi. Tradotto: l’idea c’è, gli studi pure, ma una decisione interna non è stata ancora comunicata.

In questa fase contano due piani, tecnico e creativo. Da un lato la fattibilità tecnica, dall’altro il gameplay, cioè il modo in cui un’eventuale modalità online potrebbe convivere con l’identità attuale del gioco senza snaturarla. È qui che si gioca la partita vera. Un open world d’azione può reggere l’espansione nel lungo periodo, ha lasciato intendere il CEO, ma solo se le aggiunte non sembrano innestate a forza. Non è un dettaglio, per niente: nel settore il post-lancio spesso decide la tenuta commerciale di un titolo molto più del debutto.

Supporto alle mod, le ipotesi allo studio del team di sviluppo

Accanto al multiplayer, l’altro dossier aperto riguarda il supporto alle mod. Anche qui, nessun annuncio ufficiale. Lee Dong-won ha spiegato che il team sta osservando “in modo ampio” la community delle mod, valutando varie soluzioni: una possibile distribuzione di mod ufficiali, accessibili direttamente dagli utenti senza passaggi esterni, oppure un’opzione interna al gioco per attivare o disattivare le mod. È un’impostazione ancora preliminare, ma il segnale è chiaro.

Heo Jin-young ha aggiunto che l’interesse per il fenomeno esiste “già da prima del lancio” e che, pur in assenza di una scelta definitiva, la società riconosce nelle mod “molte opportunità”. Il riferimento più interessante, forse, è quello alla visione di lungo periodo: secondo il CEO, i giochi sandbox open world possono diventare una base su cui community e creatori restano attivi nel tempo. In altre parole, il contenuto generato dagli utenti non viene visto come un elemento laterale, ma come un possibile motore di permanenza e circolazione del titolo.

Espansioni future e ipotesi Nintendo Switch 2

Il quadro che esce dalle dichiarazioni dei vertici è quello di una società che, su Crimson Desert, non vuole chiudere porte in anticipo. L’espansione post-lancio risulta già prevista, mentre su multiplayer e mod support si lavora in una zona ancora esplorativa, fatta di studi e verifiche. È una formula cauta, sì, ma coerente con i tempi di sviluppo dei grandi progetti contemporanei, dove ogni modifica strutturale ha costi elevati e richiede test lunghi.

Sul tavolo, secondo quanto riferito nel testo di partenza, ci sarebbe anche una possibile versione per Nintendo Switch 2, altro tassello che conferma la volontà di allargare il ciclo di vita del gioco su più fronti. Per ora mancano annunci formali, date e dettagli operativi. Resta però un dato: Pearl Abyss considera Crimson Desert una proprietà da accompagnare nel tempo, non un’uscita da esaurire nelle prime settimane. E in questo scenario, tra server da ripensare, mod da integrare e piattaforme da valutare, la sensazione è che il cantiere sia ancora aperto.

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